Luisa Chierichetti

 
M. SCARAMUZZA VIDONI (ed.), ENSEÑANZA DEL LÉXICO. TALLERES DIDÁCTICOS 1998/99, MILANO, CUEM, 2000.
 
 
 
 
La collana "Didattica della lingua spagnola", diretta da Mariarosa Scaramuzza Vidoni, giunge al terzo volume delle sue "Ricerche", preceduto solo di qualche mese dai Cuadernos de léxico II nella sezione "Strumenti". Gli studi raccolti in Enseñanza del Léxico si inseriscono, come già i precedenti Talleres didácticos 1997/98, nel progetto europeo CDI (Curriculum Development Introductory), diretto da Peter Jan Slagter dell'Università di Utrecht. Il perno teorico attorno al quale gravitano queste ricerche è l'approccio lessicale all'insegnamento della lingua straniera, illustrato negli anni Novanta da Michael Lewis e validamente applicato da Slagter nell'ambito della didattica dell'Español Lengua Extranjera 1. Scaramuzza Vidoni, anima del gruppo milanese, mette in rilievo la novità e le peculiarità di questa proposta didattica: "se trata de una revolución copernicana [...] en cuanto se sitúa como factor básico para la adquisición de una lengua la habilidad de producir frases como unión de bloques léxicos. El aprendiente fijaría en la memoria unidades compuestas por muchas palabras (multi-word items) [...]. Este planteamiento superaría, así, la enseñanza del léxico previamente extructurado" (pp. III-IV).
 
Concentrare l'attenzione sul lessico significa, implicitamente, studiare le diverse strategie di apprendimento che il discente può adottare. Il dizionario, oggetto delle innovative ricerche di Nieves Arribas ed Elena Landone, è senz'altro uno degli strumenti più utili e peggio utilizzati. Arribas, nello studio "Hacia un diccionario hipertextual electrónico", riflette sull'opportunità di creare un dizionario di apprendimento (diccionario de aprendizaje) di natura ipertestuale, inteso come vocabolario di base nella macrostruttura, cioè la selezione dei lemmi, ma esaustivo nella sua microstruttura, ovvero la definizione dei lemmi. L'autrice elabora acute osservazioni didattiche compiute sul campo e coglie l'occasione per fare il punto sullo stato della teoria lessicografica spagnola, ancora non sistematizzata e disseminata in interventi sporadici. Progetta quindi un modello di dizionario ipertestuale elettronico, in cui la tecnologia informatica permetterebbe di associare immagini, persino in movimento, alla parola, scritta e anche orale; le informazioni coprirebbero un ambito estremamente vasto: fonetica, pronuncia, etimologia, morfosintassi, combinazioni e famiglie lessicali, fraseologia, pragmatica... fino a giungere alla traduzione in altre lingue, alle idee affini - sinonimi, antonimi, omonimia, omofonia - e ad altre pagine di utilità. Con la collaborazione di più case editrici e l'utilizzo di dizionari e data base già esistenti il progetto è perfettamente possibile, e lo dimostra Le Robert électronique per la lingua francese. Si tratterebbe, ovviamente, di un dizionario non d'uso comune, bensì "útil sobre todo a la hora de elaborar un texto partiendo de otra lengua" (p. 12), rivolto ai discenti dello spagnolo come lingua straniera.
 
La riflessione sull'uso del dizionario nel corso del processo di apprendimento è alla base anche dello studio di Landone dal trasparente titolo "Diccionarios electrónicos: nuevos objetos culturales con implicaciones en la metodología de la investigación y en la didáctica de E/LE". Per sopperire all'attuale assenza del "dizionario universale" proposto da Arribas, l'autrice fornisce esempi concreti ed efficaci sull'uso dei dizionari elettronici disponibili in Internet o su Cd-rom, illustrandone i vantaggi di rapidità e comodità nella consultazione. Definendo "oggetto culturale" il dizionario elettronico, Landone riflette sulla correlazione tra i "mezzi di mediazione culturale" e le caratteristiche cognitive dell'attività intellettuale, scoprendo una stretta connessione tra l'organizzazione dell'informazione e la nostra forma mentis. Dopo questa interessante premessa, veniamo a scoprire la parte più scientificamente rilevante e originale del saggio, basata su un esperimento pilota compiuto sotto la guida di Slagter all'Università di Utrecht, dove le lezioni all'interno di un ambiente CALL - Computer Assisted Language Learning - sono una pratica ormai consolidata. Collegando un dizionario elettronico a un programma informatico che memorizza tutti i movimenti di consultazione dell'utente, è possibile osservare il processo di apprendimento in fieri, senza elementi di disturbo per lo studente. Partendo dal monitoraggio di come si apprende si possono sviluppare ipotesi innovative sullo sviluppo dell'interlingua. Al di là dell'importanza scientifica, i risultati hanno un'applicazione diretta e verificabile nella creazione di materiale CALL, poiché "acercarse a una visión más clara y completa del proceso de aprendizaje permite llegar a identificar nuevos parámetros para la calidad de los soportes didácticos y la definición de las actividades en clase" (pp. 32-33). Ci si avvia, così, a una nuova strutturazione dell'informazione, alla progettazione di strumenti elettronici - primo fra tutti il dizionario - che non siano una mera copia dei loro equivalenti cartacei, ma modelli intelligenti basati sull'elaborazione cognitiva degli utenti.
 
Il saggio di Alessandro Cassol "Palabras enredadas. Sitografía básica y recursos para el aprendizaje y la enseñanza de la lengua española a través de Internet" si apre con una riflessione sull'uso della Rete dal punto di vista didattico, cioè delle modalità di accesso all'informazione, poiché "[es] determinante que los usuarios conozcan los mecanismos de Internet y no solamente unas cuantas direcciones útiles" (p. 47). La panoramica sull'architettura della Rete e sulle diverse tipologie di siti viene ambientata in un contesto scolastico o universitario, luoghi in cui si dovrebbero sviluppare nuove abilità per cercare, consultare, manipolare l'informazione allo scopo di trovare vecchi saperi e crearne di nuovi. Con un linguaggio accessibile da un pubblico che, pur rifuggendo la religione del computer, si serve di Internet, l'autore dispensa nozioni di base, assennate considerazioni personali e suggerimenti didattici generali o mirati alla didattica della lingua spagnola. Anche qui l'insegnamento del lessico è al centro dell'attenzione, poiché nella - si spera - dolce navigazione sul mare di parole di Internet, la mente del discente, se opportunamente stimolata, si apre al contatto con la lingua viva e mutevole. La "Sitografía lingüística española" con cui Cassol conclude il saggio è un'apprezzabile guida che circoscrive e attualizza la "Sitografía lingüística y literaria fundamental de la cultura española" pubblicata nei Talleres didácticos 1997/98. Tutti e tre i saggi, al di là della loro notevole rilevanza scientifica, sono strumenti bibliografici di enorme utilità per studiosi, discenti, insegnanti, traduttori e quanti desiderino accostarsi alla lingua spagnola e/o alla sua didattica. Seguendo il filo rosso dell'insegnamento del lessico, i membri del progetto CDI si servono delle nuove tecnologie in modo mai banale e contribuiscono a svecchiare l'insegnamento dello spagnolo corroborandolo con idee fresche e grande entusiasmo.