Le antologie
dei concorsi de Il Club degli autori

Antologia del premio letterario
Città di Monza 2001

Prefazione a cura di Antonino Cusumano Assessore alla Cultura, Prefazione di Beppe Colombo, Introduzione di Maria Organtini, Nicla Agostoni, Andrea Alioto, Piera Alloatti, Cristina Allodi, Gianluca Altese, Paola Ambrosio, Antonio Amenta, Gianantonio Arioli, Augusto Arrigoni, Maurizio Balbiano, Alba Maria Ballerini, Adriano Barghetti, Paola Barni, Pierubaldo Bartolucci, Alessandro Michele Basso, Maria Luisa Beck Spanò, Abell, Umberto Belluco, Adele Belviso, Virginia Benvenuti, Fausto Beretta, Cristina Bertollini, Paola Bettelli, Paola Bevini, Massimiliano Bianchi, Domenico Bisio, Chiara Bollani, Emanuele Bombardi, Pinuccia Bonora, Sandra Borgis, Bertilla Bortolon, Liliana Boschetti, Clara Cafaro Caimi, Daniela Camisasca, Loriana Capecchi, Claudio Capponi, Antonio Capriotti, Emanuele Capuozzo, Silvia Caramazza, Roberto Cardarelli, Ivo Carletton, Giuseppe Carnabuci, Carlo Carrea, Franco Catalano, Marina Cattaneo, Alba Cavalli, Daniela Chiappetta, Paola Chiappini Guerina, Francesca Colombo, Riccardo Colombo, Alessandro Corrias, Massimiliano Corti, Romina Cristallo, Pasqualino Cutolo, Laura D'Abrosca, Marcella Dalla Valle, Giacomo Damiani, Santina De Amicis, Giovanna De Capitani, Antonio De Lucia, Pietro De Rose, Laura Degrassi, Riccardo Dellosta, Filippo Giuseppe Di Bennardo, Chiara Di Giannuario, Concetta Di Nardo, Francesco Di Ruggiero, Aldo Renzo Duranti, Elisa Fadda, Simone Fagioli, Diego Fantin, Michele Favaretto, Patrizia Fedeli, Angelo Feggi, Carmine Ferrara, Ettore Fiorina, Matteo Forgiarini,Teresa Formenti, Paola Fossati, Carlo Fumo, Simone Galaurchi, Paolo Galimberti, Marco Galvagni, Ines Gastaldi Carretto, Luciano Gatti, Antonino Genovese, Gerardo Genovese, Marcello Ghilardi, Armando Giorgi, Giuseppe Gittini, Gian Piero Grasso, Simonetta Gravina, Piera Grimoldi, Giusy Guarino, Federico Guerrini, Aurelio Invernizzi, Laura Isenghi, Sandro La Barbera, Simona Lambertini, Andrea Lamolinara, Milvia Lauro, Lidia Lazzerini, Carlo Leoni, Mariano Luccero, Domenico Luiso, Silvo Luzietti, Francesca Marchino, Fiorenza Marino, Teresa Marino, Katia Marionni, Stefano Maroli, Maurizio Mattioli, Ludovica Mazzuccato, Marco Mazzuccato, Gian Paolo Mele Corriga, Vittorina Menozzi, Donatella Merlin, Paola Monguzzi, Dino Valentino Moro, Maria Luisa Nicodemo, Fernanda Nicolis, Fabrizio Giuseppe Orma, Franco Ottolenghi, Andrea Pacini, Alberto Padovani, Mario Antonio Pagaria, Gualtiero Palermo, Carmine Palmieri, Lucia Panascì, Cristian Pandolfi, Federico Panetti, Laura Panighel, Francesco Papapicco, Liliana Paparini, Umberto Parentini, Matteo Pazzi, Cinzia Pedroni, Livia Perfetti, Gil Pezza, Fausta Pezzino Atanasio, Ivan Pianura, Vinicius F. Pichuante, Fernanda Pieretti, Iolanda Pieroni, Chiara Pinton, Daniela Pitti, Francesca Milena Pizzo, Sara Poggialini, Mariella Potocco Barbato, Nicola Pragliola, Francesca Premi, Luca Previtali, Guido Procino, Franca Prosperi, Elisa Puntin, Michele Radice, Laura Ranzi, Ermano Raso, Giulia Riboli, Annunziata Romeo, Antonio Rossi, Giorgia Rossi, Luca Rossi, Luciano Rossi, Sara Rota, Vito Russo, Linda Salvador, Camillo Sangiovanni, Micaela Sansevero, Maria Teresa Santalucia Scibona, Carlo Mariano Sartoris, Francesca Sassoli, Alessandro Saviolo, Marco Saya, Luciana Scaglia Grenna, Adriano Scandalitta, Marcella Scopelliti, Angelo Scotto, Barbara Sedici, Andrea Selva, Laura Sergio, Fausto Serpagli, Claudio Sica, Carlo Elio Simoncini, Francesca Simonetti, Ambrogina Sirtori, Bruno Sparpaglione, Rosaria Stasolla, Otaso, Simona Tosti, Silvana Varotti, Maria Vicentini, Maddalena Visalli, Ezio Zanetti, Cosima Zanni, Samina Zargar,
 
 
 
 
 
 
 
 
Come avere l'antologia
Prefazione

 La realizzazione di questo concorso letterario, giunto alla terza edizione, è stata possibile grazie alla preziosa attività svolta dal Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza. La calda accoglienza dimostrata dai partecipanti, anche stranieri, ci ha dato il segnale forte della validità dell'iniziativa ed ha incoraggiato e motivato l'Amministrazione Comunale a proseguire nel progetto ambizioso di istituire nella nostra città un evento «poetico» ricorrente.Parlare di poesia mi fa riflettere su un'affermazione di Kant a proposito dell'arte della parola: «...la poesia è l'arte di dare ad un libero gioco dell'immaginazione il carattere di un compito dell'intelletto».Il gioco sottolinea la libertà dell'attività poetica da qualunque scopo utilitario e il compito dell'intelletto sta a significare la disciplina che la poesia si dà, pur nel suo gioco. La poesia ha la funzione di liberare il linguaggio.Infatti, essa diviene il mezzo per potersi esprimere con parole non di uso corrente, che siano intensive, brevi, condensate; parole quindi che abbiano una grande energia di espansione. La poesia è la ricerca dell'ineffabile, di ciò che non si può toccare, cioè delle sensazioni, delle emozioni. È la necessità di tradurre un dialogo intimo con se stessi con un linguaggio appropriato, che riesca a dare spessore a quanto è solo percepibile. La validità artistica del messaggio poetico si concretizza proprio quando un'impressione, un'illusione, una irrealtà viene interiorizzata e genera nell'ascoltatore una corrispondente tensione emotiva. Platone osservava che, poiché «necessariamente le emozioni altrui diventano nostre», il lato emotivo dell'arte non è da sottovalutare. Credo che l'uomo abbia sempre avuto bisogno di fare poesia, di dare una voce al proprio animo, a cose, a fatti che lo coinvolgono al di là del quotidiano.Anche nella nostra epoca, pur vivendo sempre più compressi da impegni che ci impongono il massimo della velocità, dell'organizzazione, della razionalità, tante persone, giovani compresi, sentono la necessità di trovare uno spazio, un momento di pausa per «giocare ad ascoltare se stessi».

Dr. Antonino Cusumano

Assessore alla Cultura del Comune di Monza

Prefazione
La poesia è un fiore delicato. Se se ne parla troppo si sciupa.
La poesia è un fiore silenzioso, dal profumo impercettibile. Se non se ne parla la si dimentica. Un concorso di poesia serve anche a parlarne, a far conoscere alla gente distratta che ci sono centinaia di persone che si aprono agli altri non in modo chiassoso ma con parole meditate, sommessamente cantate, su argomenti che spesso toccano i valori fondamentali della vita.
I concorsi di poesia sono tanti, e molte città ne fanno un vanto. A Monza mancava una iniziativa costante e di ampio respiro. L'interesse era limitato alla scuola. Del resto, sebbene non manchino cultori di poesia, si deve risalire a metà Ottocento per trovare a Monza un nome noto come è quello di Giovanni Raiberti, medico poeta.
Per questo lo sforzo intrapreso nel 1999 dal Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza è meritorio.
I risultati dei primi tre concorsi sono lusinghieri sia per quantità che qualità.
Le adesioni sono state centinaia da ogni parte d'Italia e anche dall'estero. Questo convergere verso Monza di tanti scritti poetici provenienti da lontano ha già un suo fascino, così come è interessante l'estrema varietà degli autori, giovani e anziani, insegnanti e impiegati, professionisti e pensionati. L'ispirazione poetica non ha preclusioni.
Ma l'aspetto più sorprendente sta nella buona qualità delle opere. Anche se le esigenze concorsuali richiedono una selezione, sono molti gli scritti non premiati che meritano di essere conosciuti. È per questo meritoria l'antologia che raccoglie buona parte dei testi pervenuti.
È l'occasione per avere una panoramica dei problemi, dei sentimenti, delle aspirazioni di molti italiani. Se la lirica esprime soprattutto il mondo interiore degli autori, dove si intrecciano gioie, dolori, amori, speranze, non manca l'attenzione ai temi sociali e alle rievocazioni descrittive, dalla famiglia allo straniero, dal luogo natio al paesaggio lontano.
L'insieme dei testi poetici pervenuti ha finito così per comporre un unico variegato poema collettivo sul mondo d'oggi.
Forse è vero che l'interesse alla poesia è racchiuso nella cerchia di chi scrive poesie. Ma certamente questa cerchia è ampia e la sua presenza nella società è significativa.
Oggi non esiste il vate che parla a nome di tutti, ma molte voci danno espressione a sentimenti comuni e servono a richiamare le cose più alte.
In una società dove predomina lo spettacolo leggero e passeggero, dove i gravi problemi del vivere comune sono spesso affrontati con superficialità, abbiamo bisogno di soffermarci su ciò che è essenziale, sui grandi temi che affratellano gli uomini.
La poesia è un mezzo per fare riflessioni meditate e per far risuonare all'interno, attraverso la melodia dei versi, quei sentimenti sui grandi valori della vita che non sopportano di essere banalizzati con chiacchiere vane.
La poesia invita al silenzio. Un silenzio colmo di parole vere.
 
Beppe Colombo
 
Presidente della Giuria del Premio Città di Monza
La poesia è «critica della vita» così si esprimeva Ezra Pound e noi pensiamo che sia vero specialmente se ne applichiamo il concetto alla terza edizione del Premio Internazionale di Poesia «Città di Monza 2001», vinto da Giorgio Armando di Genova con la poesia «Homeless». La storia dei «senza fissa dimora» è una «critica» seppure descritta con affettuosa partecipazione, ma è la vita che si vive nelle nostre città. Noi cerchiamo sempre, attorno, nel mondo, i parametri della nostra esistenza. I poeti osservano, descrivono e ci porgono le emozioni filtrate dall'onda nostalgica della memoria.
Tante, tantissime poesie recano questo messaggio. E non importa se a scrivere sia stato un «giovane» o un anziano poeta. Il tempo è identico e canta per tutti il suo «Valzer triste» come nella poesia di Laura Panighel risultata prima nella sezione giovani.
È stata ancora una volta un'esperienza importante, l'incontro con tante voci poetiche che scelgono liberamente l'espressione a loro più congeniale per far sentire la presenza: «ci sono anch'io!». Bravi, bravi a tutti, perché avremmo voluto potervi premiare tutti.
 
Maria Organtini
 
Presidente del Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza

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Nicla Agostoni
 
Noi... in divenire
 
Assaporo di noi questo momento
come un frutto succulento e dolce
rubato nel giardino del tempo
...sa di novità
...ha il colore del sole e calde sementi d'altro sole futuro.
 
Abbiamo tanto... poco tempo
lascia germogliare dentro di noi l'incanto
del più puro abbandono
Respira dolcemente l'attimo presente
cogli meravigliato il fiore del nostro sorriso
 
E... felice senza porti limiti
così come l'anima esige
scendi a piombo nel cuore della vita.
 
Seppur così lontani ci veniamo incontro
tutto ha voce, riempiremo questo momento solo di noi
E sempre in divenire... fieri di essere
di un mitico senso coroneremo ogni frammento della realtà.
Maria Luisa Beck-Peccoz Spanò
 
Assenza
 
Ancora,
quasi senza accorgercene,
abbiamo perso un giorno.
E una sera.
La luna, la stretta falce di luna,
cresce velocemente
sulla curva del cielo,
ma non può illuminare
la nostra vicinanza.
Dal buio della notte,
dal fresco acuto della notte,
vestita solo
delle ombre dolci e dell'aria
del mio giardino,
osservo l'oscurità
salire e avvolgermi,
come un mantello di tenebra.
Dove sei?
Tento di inseguire le tue parole
che non sento.
Sono troppo lontane le tue parole.
Il crepuscolo ne ha cancellato le tracce.
Cerco i tuoi gesti e i tuoi pensieri
col bianco bastone della memoria
come un cieco cerca un varco
in una strada affollata
e mai percorsa.
Anche i tuoi pensieri mi sfuggono
aquile lontane che non si lasciano catturare.
Aspetto che il vento mi porti
in mezzo agli aromi dei fiori
il tuo profumo inebriante, salato e selvaggio.
Ma questa notte è sterile,
priva di brividi,
cattiva, malata
e indifferente.

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Cristina Bertollini
 
Siamo pelle su pelle, amore mio,
quando t'abbraccio qualcosa di languido
simile a miele
si fonde, ci fonde, ed io comprendo.
Comprendo il senso della vita:
gioia, dolore, odio, amore, dualità perfetta
Perciò dolorosa nel suo esistere.
Dolore sarebbe perderti o non averti:
non avere una pelle, un braccio, un ventre contro il mio
che si agita e s'unisce e
quella linea di contatto fra pelle e pelle
si fa tenue che quasi non la distinguo:
informe, incongruo, incomprensibile muoversi,
sincronia accordata al battito del mio cuore,
del tuo cuore.
Che differenza c'è, dolcezza della mia vita,
fra te ed io?
Non siamo forse un'unica spirale di vita
Che giunge su, fino al Paradiso?
Non siamo forse il molle anemone di mare
giunto alla deriva trasportato
dalle onde in tempesta?
Non siamo vita, pelle su pelle?
In attesa, in evoluzione,
in via di trasformazione
tesi alla pura simbiosi?
Paola Bettelli
 
Respiro
 
Raccolta nel tuo respiro affannoso
decidi di dare l'ultimo tiro
è la tua sfida.
Caparbia come la notte
preziosa come il fulmine
assapori lo scontro.
Vortice scaltro
e intenso
colpisci.
Affronti
e difendi il tuo respiro
poco compreso.
Tenacia e convinzione
superano minuscoli ansimi
ed aprono porte insperate di ossigeno...
Tu respiri
tutto e con gioia
proprio come "esagera" qualche tempo fa.
 

Creato dal nulla, inizi a cadere
 
"Miseria Ricca" di acidi malati
guardati in faccia e dimmi cosa vedi!!
Lo specchio appoggiato al muro
delinea una striscia opaca poco definita.
(l'importante è apparire)
Inganni per non essere scoperta
vivi per essere felicemente triste.

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Emanuele Bombardi
 
L'incastro
 
Ma ti accorgi quanto siamo riflessivi?
Mi vieni incontro, sì mi vieni incontro
Ti osservo, sì ti osservo
Io copio i tuoi istinti e tu i miei
Te ne accorgi?
Ripeto: te ne accorgi?
Te ne accorgi che sono istinti indotti?
 
Impercettibili vibrazioni accompagnano i tuoi gesti
ed anche i movimenti della corteccia cerebrale
dal midollo osseo fino alle ultime falangi
Sono vibrazioni indotte
Indotte capisci?
La tua induzione mi esaspera
preferisco la deduzione o forse l'abduzione
Non riesco più a vivere
Non riesco più ad essere ciò che sono sempre stato
e questo perché ho imparato la tua lingua
 
I suoni e gli accenti semplicemente
Le articolazioni di sillabe all'apparenza afone
I prefissi dello spiritualismo che anima parole
La precedenza del significato sulla struttura
La lingua ha relazionato i corpi
ha forgiato la materialità dei movimenti
le sovrapposizioni e le giustapposizioni
 
Tra i nostri corpi non esiste più il sopra e il sotto
non esiste più il confronto
Esiste solo ed unicamente
L'incastro.
Bertilla Bortolon
 
E domani...
 
La notte tesse
ragnatele di fantasmi
nella mente.
S'imprigionano
le stelle
nei miei voli.
Ogni attimo
è un incubo
dove il tempo
si perde.
Invecchio
in questo dedalo
di guizzi fugaci...
E domani...
M'aspetta un tonfo!
 

Notte insonne
 
La notte insonne
trattiene le angosce
come gocce di rugiada
rilucenti nella prigione
d'una ragnatela.
Il sole che sorgerà
disperderà
le fragili gemme.
Nell'anima il tempo
tesse la sua tela.
Avvinghiati ai ricordi
i pensieri fan nido.
La luce non trapela
tra i fitti ricami:
sogni prigionieri
senza possibilità
d'un volo...
Finiscono così gli aneliti
d'un cuore già solo.

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Claudio Capponi
 
Idillio notturno
 
Nera è la notte, e fresca vien la brezza
che riempie il cuor di pace e di sollievo.
Vola nell'aria calda il mio pensiero
vibrando come corda di violino,
fluttua leggero, libero e vitale
sui tetti delle case e nelle piazze.
Quanti ricordi vivono nel buio:
vaghi, confusi, sempre li presenti
come reperti d'un tempo passato.
Strani fantasmi infestano la mente
degli uomini, alle prese con un mondo
ostile, folle, che tutto distorce
in mero vorticare d'astrazioni.
 
C'è quiete nel mio animo stanotte,
il dolce vento fuga la tristezza
cullandomi al tepore dell'estate.
Non vi son spettri a tormentarmi il cuore:
potrei morir così, lieto e sereno,
ebbro d'un'emozione surreale
che obnubila problemi e dispiaceri.
 
Ma tu t'accenderai, o notte, al sole
del mattino che t'insegue incosciente
di ciò che m'ha lasciato il tuo passaggio;
già nasce nel tuo grembo all'orizzonte
quel vivido albeggiar che trascolora
portando nuova vita e nuove pene.
Solo un vago ricordo rimarrai
nel mio pensiero; come un talismano
che magico guarisce lo sconforto,
lucente brillerai nel mio cammino.
Ivo Carletton
 
La strada del bosco
 
Ricordi la strada che porta nel bosco?
Lente sorgevan quell'anno le albe
E tarde volavan le gazze sull'alberi.
Noi due camminando, le mani discoste
Cercavano pigre il sapore del tempo
E tutto - rammenti? - rideva soltanto
D'un lucente lontano caldo futuro.
 
Ora la strada è coperta d'arbusti,
Uccelli più cupi affollan la selva,
Attimi magici il sole non dona.
Là dove la mente spaziava lontano
Torri di bronzo coprono il prato.
Che resta dunque dell'anno che fugge?
Questo sol dirti io so: ch'esso non torna.
 
E spalle ricurve disegnan l'ultimo passo.
 

Maria
 
Sottilmente distesa
Nelle sere d'ambra autunnale
Mi guardi e taci
Come se il vento recasse conforto.
 
Tu sai: e io tenue lamento
Rilascio supino al chiarore del cielo.
 
Ma non venire, languida angoscia,
Rispetta la vita ch'attende smagliata.

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Giuseppe Carnabuci
 
Fantasmi
 
Echi di memorie interagiscono
su disanimate zone di ricordi,
infondendo prospettive sconosciute
con frammenti di rivelazioni inaspettate.
Lampeggiano fantasmi
venuti da un passato remoto,
ad inseguire scie di spavento e di paura
miste a sobbalzi di raggi incandescenti,
di luci che vorrebbero attivare
immagini di piena briosità.
Tra macerie di ricordi
affiorano ombre imperfette,
tenuti rimpianti
di cui s'è persa la faccia di luce,
ed è rimasto il contorno scuro d'una minaccia.

Domande
 
Domande
poste
partendo
da lontano
per girare
intorno
a problemi
insoluti,
insolvibili.
Affrontare
o ignorare
illusioni
di compromesso
per non sentirsi
sconfitti,
per non cadere
senza salvezza.
Paola Chiappini Guerina
 
Il dubbio
 
S'insinua nel tuo pensiero
e sembra tutto vero
tu lo cacci ma lui leggero
domina ogni tuo respiro
 
Provi a pensare
cerchi di ragionare
 
Inutile farlo
come un tarlo
non puoi lasciarlo
 
Niente riesce
a farti desistere
lui solo sa vincere
 
Piano ti prende la mano
il pensiero così lontano
diventa sovrumano
 
Prende forma e colore e continua farti male.
 
Allora ti decidi Titubante Tremante
Niente solo buio nella tua mente
L'aria è troppo pesante
 
Il dubbio non perdona
ogni giorno ti bastona.

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Riccardo Colombo
 
L'ombra di mio padre
 
Tu che giri attorno alla casa non più tua
in ombra scura come figura di vita
parla, padre.
 
Non posso andare avanti col mulino rotto e
i figli in guerra.
Nessuno mi dà aiuto.
Il mulino di ferro, la macina di sasso,
le pompe, le ruote, il ponte.
Il fracasso dell'acqua e dei ferri rugginosi
che inciampano nelle pietre del canale,
lo studio scuro, la casa tremolante
con le tegole che scivolano giù nel fiume
e portano la pioggia nelle stanze di sopra.
 
Sei morto da tempo, padre.
La casa non c'è più.
Riposa in pace, anima inquieta di sempre
volto scuro, fronte arcuata di nero,
occhi penetranti, sorriso incerto.
Allontanati da questa casa vuota di anime...
 
Ancora un poco, figlio...
Tua madre inferma, i fratelli in guerra
l'orrido del canale, le ruote cigolanti
le cinghie strappate, le pompe disfatte,
il torchio schiacciato,
il fumo dell'incendio, l'acqua invasata
del fiume che entra dalle crepe del muro
e allaga il suolo di sotto.
Lassù, lassù, verso il cielo per non vedere più.
 
Addio, padre,
il topo aspetta l'uscita,
lo scarafaggio copre di nero,
l'umidità avanza nel buio radendo il suolo
e tutto rientre nell'untuosa polvere
che copre i fili del ragno.
Sarai lodato in cielo...
Riposa in pace, anima inquieta di sempre.
 
Laura Degrassi
 
Madre
 
Nei silenzi profondi ha attecchito il seme.
Senza recarti offesa ha ridestato il vuoto
di desideri antichi e si fa coscienza.
Nasce la vita tra confusione e amore.
Nel tuo corpo affonda le sue radici,
soldato senz'armi, in terra sconosciuta.
Accetta la tua realtà di donna!
Atomo, fiammella, seme;
mondo, luce, pianta sarà nel tuo domani.
Raccogli già le mani, saranno la sua culla;
prepara gli occhi al pianto.
Madre, dal magico tuo corpo,
pur tra violenze e inganni,
nel grande suo mistero,
nasce la speranza di un miglior domani.

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Michele Favaretto
 
Lo spazzacamino
 
Conosco il mondo dall'alto dei tetti
li raggiungo passando tra i camini più stretti
porto la fuliggine sui miei vestiti
storie di fuoco e di sogni infiniti
ritorna la notte sto ancora quassù
oramai a casa non mi aspettano più
prendimi pure un poco per matto
divido la cena assieme ad un gatto
mi parla tra i baffi "sai cosa ti dico
questa notte sarò il tuo unico amico"
ora lo prendo e lo tengo vicino
gli racconto i miei sogni di vecchio bambino
tra il fumo nero la mia storia si snoda
lui ascolta sornione rigirando la coda
"ho ancora sete dammi da bere"
riempio di nuovo il suo bicchiere
salta dal tetto da vero felino
si siede sulla luna assieme al mio vino
mi porge la zampa mi invita al salto
mi tira con le unghie portandomi in alto
mi mostra il mondo con le sue magie
cade la pioggia delle lacrime mie
ci osserva curiosa la stella del mattino
il gatto ubriaco e lo spazzacamino.
 
 
Concetta Di Nardo
 
Ecco il dolore...
 
Ecco il dolore che giunge
e l'anima assedia!
A lungo lo abbiamo atteso
smarriti
stremati da notti insonni;
 
ma ora che è qui
con sollievo
lo accogliamo
perché più nulla può sorprenderci.
 

Il mare
 
Guardo il mare all'imbrunire,
fruscio di acque
e lontana la prima stella
sospesa.
 
I miei anni perduti
alle onde affido,
come naufrago,
sperando che Dio li raccolga
 
e mi conceda di non dimenticare
ciò che ho veduto
ciò che ho amato
ed ho imparato.

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Matteo Forgiarini
 
Sinfonia
 
Il vento soffiava fra i miei pensieri,
portando l'estate ad ascoltare le mie emozioni;
la musica dell'armonia e l'armonia della musica
guidavano il canto dei miei sentimenti.
Quella sera ovunque attorno a noi si udiva danzare la musica,
ma il suono più vicino al mio cuore nasceva dai Suoi occhi;
sopra di noi il pentagramma del tempo
ci avvolgeva con volti di muse lontane.
 

 
Pianto di luce
 
Era una notte speciale,
il sole e la luna si baciarono, un soffio d'amore, fu magia.
la luna si commosse e pianse a lungo;
da quelle lacrime sulla Terra, nacque la vita.
Ines Gastaldi Carretto
 
Sogno d'un momento
 
Lame taglienti di sole
annientano alberi di cristallo
sorpresa d'un mattino d'inverno.
Mandan barbagli di luce
fiori di ghiaccio delicati
stagliati nel cielo turchino.
Bacche di rosa canina
son preziosi rubini
in scrigni trasparenti racchiusi.
Esili steli d'acciaio
da raggi luminosi trafitti
s'afflosciano al primo tepore.
Fitte gocce iridescenti stillano
da frange arabescate
su lunghi fili distese.
È rotto da tonfi attutiti
il magico silenzio
d'una straordinaria atmosfera.
Ciuffi di betulle s'infrangono
con scrosci improvvisi
in mille frammenti di vetro.
Svanisce al sole che s'alza
il sogno d'un momento
incantata visione surreale
magia d'una gelida notte.

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Luciano Gatti
 
Canzone
 
Così inizia il volo
che l'airone, in questo dire,
accorre libero,
senza canto
nel sogno del cielo.
Ora tutto il mare
riscopre la traccia
di quando ero paziente.
Ferisce la verità
di una terra amata,
di cedri ottomani,
dalla scorza scura
color della ruggine,
con me in attesa di luce,
nel ritaglio quotidiano
carico di vicende;
con la certezza di vivere
nella buona fortuna
per non appassire...
Gerardo Genovese
 
 
L'uomo delle poesie
 
Stupide Malinconie
di Mille poesie
che rifioriscono su rami
come ricami.
 
Stupide Gelosie
di Tante poesie
Che hanno nutrito amori
e batticuori.
 
Sciocche Poesie
Tutte Mie
che nel cuore
e nella mente senza onore
il sonno
in sogno si riprende.

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Marcello Ghilardi
 
Preghiera
 
Non fragile al dolore
vorrei essere, ma come
salice, che piegandosi
al vento ed al peso
della neve cede il passo,
e nel ritrarsi si prepara
a nuovo slancio: poi
che questa vita, che
mi è grave, è come una
rincorsa, e verso un'altra,
più piena, mi proietta.
Ed ogni male, ogni
più recondito soffrire,
è come piolo sulla scala
che mi avvicina a Te.
 

Simonetta Gravina
 
A Cristo risorto
 
Tu,
che hai amato,
aldilà del compenso,
e della vendetta.
Tu,
che abbandonasti,
la casa di Tuo Padre,
presso le rive
del Fiume Eterno.
Tu,
che hai vestito
la materia,
per salvarci.
Tu,
che hai mescolato,
le Tue lacrime,
alla nostra miseria.
E,
il Tuo pane,
che ha grondato sangue.
E,
la sete Tua,
che s'appagò d'aceto.
E il Tuo Amore,
che riscattò la vita.
Ma il terzo giorno,
risorgesti,
risalendo dalla profondità
delle tenebre.
E dappertutto,
si irraggiò la Tua luce.
E l'acqua dell'Amore,
sgorgò dalle Tue ferite,
per lavare le nostre colpe,
e placare la nostra arsura.

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Domenico Luiso
 
Sull'onda stanca di un cavalcavia
 

(Cruciverba)

 
Sull'onda stanca di un cavalcavia
si dimenava astioso un fiume d'ombre
tra gli orologi e gli accendini stesi
sui letti d'ambra d'una stuoia untuosa.
 
In basso un logorio di treni e ferri,
binari anagrammati in sei caselle
e voci sparse con definizioni
alla rinfusa (privi di riscontri
 
i suoni articolati con due segni).
Un uragano di rimorsi assenti
e di cartacce, un nugolo di passi
e un calpestio di sagome affannate.
 
Sul cruciverba del cavalcavia
sillabe sciolte sopra le abrasioni.
In uno spazio bianco in abbandono
mi sei venuta incontro o stavi ferma.
 
Avevi gli occhi spenti (lo scirocco
sciamava la sua fame di ferite),
ti dissi che ti amavo e il vento bieco
spruzzò due foglie secche sullo schema.
 
Una parola definita male,
un motto rattrappito su una croce
di legno divorato dalle tarme
o un rebus gorgogliato nell'asfalto.
 
Oh questo amore un lungo scioglilingua
e la mia bocca screpolata al sole.
E scrissi che ti amavo in due caselle
non calcolate per definizione.
Teresa Marino
 

Dietro un sentiero

tramonti - composti -
scomposti attraverso i vuoti dell'anima.
Linee che non si congiungono.
Sogni che non si pronunciano.
Lontananze impercettibili.
- Ho abbandonato una certezza -
- Camminando seguo l'istinto -
Aspetto di arrivare.
I ricordi volano bassi.
Corro credendo di rimanere immobile.
Tutto si ferma per un istante.
I suoni non si diffondono.

Immagino - dietro l'orizzonte l'insieme dei perché.
Rottami di un manichino sorridente.
Onde smarrite nel vento.
Conchiglie nascoste dentro sabbia irraggiungibile.
Profondità dietro simili superfici.
Mani nascoste nelle loro azioni.
Pensieri incuranti delle spiegazioni.
Immagino.

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Fiorenza Marino
 
Lourdes
 
Ho fatto un viaggio
che non volevo fare ma...
ho visto un fiume che scorreva veloce
e con un grande frastuono
ma diventava incredibilmente silenzioso
davanti alla grotta
anche se scorreva ancora veloce
ho visto volontari lavorare senza sosta ed
assistere i malati
senza mostrare mai segni di stanchezza e
mi hanno insegnato ad amare
per il solo piacere di dare
ho scambiato il segno di pace con gente
proveniente da diverse parti del mondo
alla messa internazionale
ho visto malati viaggiare per 33 ore
senza mostrare mai segni di sofferenza
li ho visti affezionarsi ed amare senza riserve
come nessun uomo sano
avrebbe il coraggio di fare
li ho visti piangere e stringermi forte
al momento dei saluti
per non lasciarmi andare
ora... so di voler tornare.
Stefano Maroli
 
Suoni spaziali,
esagerati,
fronzoli di lunghi
addii inespressi;
nostalgie di parenti
o più forse
responsabilità
in affetti.
 
Idee in bianco e nero
d'un futuro non
lontano nauseano
l'olfatto, saturo;
i sorrisi isterici
tradiscono
nitida l'onniscienza.
Immediata.
 
Sorde grida
la voglia
di una storia
finita,
la vita.
Saporito
monologo
del suicida.

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Gian Paolo Mele Corriga
 
Iscopile (Taverna-Bettola)
 
Il canto d'Autunno rianima sagome di pietra dura
perdute nel vuoto della stanza.
Ho parlato al cuore che chiede ricordi di luce.
Un sorriso ormai spento, duro,
come pane perduto in pungenti bisacce d'orbace,
cerca ancora i colori
di un giorno nascosto in un tempo di fiaba.
Ho raccolto il silenzio dei vinti
e ingoiato boccali di buio
nella stanza dove ho tante volte riso e pianto,
dove aliti di fumo amaro
riscaldano un tempo senza fine.
Il canto culla due ricordi
il cuore dorme nel passato.
Sbatte una porte.
un amico
entra con i profumi della sera.
 

 
Miserere per la tristezza
 
La notte insipidiva nel bagno scialbo di luna.
Duro era vegliare senza canto.
Scricchiolando si animavano le foglie graffiando tenere la via.
Ancorati i pensieri all'inferriata della chiesa sulla valle
frugai nel costato dove il cuore arrogante pretendeva tenerezze.
Raccolsi il tiepido carminio della mia ferita.
 
Colava il sangue, marea di una infinita tristezza,
imbrattando pietre, alberi, bronzi di santi;
ingoiava le diafane luci della piazza, archi, seminari,
sommerse ogni cosa.
Ululavo, solo, alla luna.
Per compagna una falena cieca impiastrata nell'umida fronte.
A Te pensai, ultimo approdo.
Miserere Signore per le mie sirene esauste
consunte come gualdrappa di ronzino,
miserere Signore per i sogni rubati e mai vissuti
per i giorni perduti nell'attesa
miserere Signore per la mia tristezza.
Maria Luisa Nicodemo
 
Piccadilly Circus
 
Sola, in un mondo non mio,
che corre violento,
che beve, che suona, che grida,
che guarda senza vedere,
che sottrae alla mente il pensiero,
dolce, dall'angolo, una musica arriva
di acque, di clivi boscosi,
di amene radure isolate.
Salta la moneta nel piatto di rame.
Frena la corsa, respira, l'ascolta
anche il boy sgangherato!
Desta è l'anima sua;
ma... un colpo di vento
e l'eco del suono svanisce lontano
ed insieme la vita
nella frenesia dell'andare.
 

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Franco Ottolenghi
 
Settant'anni
 
Settant'anni,
guardare avanti o indietro?
dilemma manicheo;
vale solo
il presente che vive
dentro di sé il passato
e che vorrebbe
fabbricare il futuro
 
Come tanti
fanciullo ero già vecchio,
nutrito d'idee altrui
rispettoso e devoto,
ma invecchiando
addio agli allineamenti,
sono ringiovanito
ed affrancato
 
So che non so,
che ai perché si rinuncia
e servendo l'amore
si risveglia
la responsabilità,
più nulla è certo
ma intenso è il canto
della vita
 
Basta sostare,
attoniti ascoltare
e incantati
proseguire il cammino
sempre ringiovanendo
fino alla gran chiamata
e sparire
giovanissimi
Alberto Padovani
 
Quando capirai che
le parole e i gesti
degli uomini
sono pure formalità,
senza profondità?
e che l'unica forza dell'uomo
è la consapevolezza di appartenere
ad un disegno in movimento?

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Mario Antonio Pagaria
 
Tormento
 
Con nerbo di baleno
indiscreta su artigli acuminati
t'appresti a violar i miei cheti sensi
che deboli or si destano largendoti agio
 
Tu nera ombra al crepuscolo
scombini l'equilibrio all'esser mio
già pendulo tra bene e male
 
Immane il firmamento
in fronte a me vulcano
 
Sbotto di magma
a devastare il bosco verde
 
Erutto lapilli e fuoco verso l'aere
prima tersa
e poi incinerea
mia metamorfosi d'accesa passione
 
D'impeto mi rivolto
ma tu con forza di valanga
travolgi e rendi vano il mio tentare
 
Inane cavaliere di ventura
contro mulini a vento
cercando il mio dominio
su te che impavida e irruenta
mi possiedi
 
S'accende il mio universo
al turbinio del desiderio
che senno mi leva
e di te folle divengo
rendendomi vivo
 
Perseveri mia spietata sovrana
ma quando ormai l'ultima speme
il passo arresa cede al tua impero
tu sei benevola verso il nemico vinto
concedendomi d'essere imbrigliato
dalla quiete al suo soave giogo
Federico Panetti
 
Perché
 
Perché avere.
È meglio cercare
Tra rovi di rose
Passeri sperduti
In marzo
Pungersi la mano
Ritrarla
E riprovare.
Perché temere.

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Matteo Pazzi
 
Assenza in una mano di mare
 
Un sole giallo,
Limoni ardenti,
Come uno sguardo di graffi
Sopra farfalle luccicanti...
 
Oscillanti liquide sbarre...
 
Piccole reti,
Labbra ondose scottate dal cielo
E caviglie di strade solitarie
Ricolme di scogli nereggianti,
Le case...
 
Sfogliare i giunchi bianchi
Di quella luna affiorante,
Le sue molli redini morenti
Che l'orizzonte calpesta di colori...
 
Un sole giallo
Legato a un melo sgualcito,
Diga d'azzurro
Soffocata
Da un mansueto soffitto,
Orchestra
Di candele fuggite...
Cinzia Pedroni
 
Sono dentro l'abbraccio del mondo
nutrita dagli eventi
scaldata dalla luna
 
mi considero un fiore
ma forse sono ape
 
provo a volare
ma mi accorgo
che ho petali e non ali.
 
Spero che nessuno mi calpesti
ma vorrei essere raccolta.
 
Vorrei che il mio profumo
fosse per un istante
il tuo respiro
e non mi importa
se
e quando
se
e poi
la luce della luna
potrà solo illuminare
petali caduti.

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Gil Pezza
 
Unum Deum
 
Nicea Nicea,
mormorio assordante
d'infinite voci iscariòte,
in Lui -di sopirsi ansiose.
 
Nicea Nicea,
àfono mistero
e crocesegno, da noi uncinato,
in campi nuovi d'Ajalon.
 
Apostola d'apostoli,
Sua destra dal Vinci assisa,
dante causa, forse, del quarto vangelo:
Dicci, invero... fu Lui tuttuno?
 
Oh, vento di Elohim,
che eterno,
le vele di popoli antichi spiegando,
sospiri nel tempo.
 
Che sempre vacilli tra Scilla e Cariddi,
e che di Cesare, il calco, in un sol respir cancelli:
Aldilà tramandaci del capital frangente,
ove l'onda che si schianta e muore... rinasce e presto ritorna.
 
 
1 - Ajalon: in italiano Aialon. Giusuè 10: 12-13
2 - Elohim: "Dio" in ebraico, per inciso, non Yeshuah (Gesù)
3 - "Vento di Elohim": Genesi 8: 1-2
4 - "Apostola d'apostoli": Apostoli apostolorum
Ivan Pianura
 
Dal Nulla...
 
Estenuante marcia tra i mille pensieri del momento,
forse del quotidiano grigio.
Dove nasce il desiderio del colore? dove si nutre il coro degli angeli?
La risposta sembra sempre tardare;
ogni non risposta è l'inquietante fotogramma senza luce.
La vita come un treno rapido che non sosta
diritto fino a destinazione, senza la pausa per rifocillarsi.
Come fermare l'inesorabile Tic Tac di giorni in cui i sogni si scoloriscono?
È il cammino stanco di chi vive nei rumori
di piccoli sordi dal passo frenetico, assordante!
Basta! Proprio là, in quel punto impensato,
varcato il confine dell'ultimo asfalto e gli alti muri,
il passo rallenta ad ogni particolare.
È il cammino silenzioso di chi non è sordo e di chi non è cieco.
Sono i colori che si mischiano al verde;
altre volte il rivo d'acqua posatosi tra le braccia della terra.
È il fruscio delle foglie alle carezze del vento,
la musica che si ode in quel luogo.
Grandi amici dalle insolite forme quasi a vegliare.
Il cuore comincia a battere come un tamburo:
è la dimora della coscienza e del sogno.
Il luogo del sacrificio:
ogni sporcizia verrà sacrificata nel vento che soffia,
mentre il corpo freme, al sol desiderio di esserne avvolto.
Piccoli fili d'erba si uniscono alla danza
e gli amici guardiani si inchinano bisbigliando.
Donano il ritmo ad una danza antica, forse un canto tribale,
forse... della scorporazione di se stessi,
del cuore che dona alla mente,
dove l'Io rende grazie al Tutto.
Un sorriso può nascere dal nulla
e come tale sparire nel nulla:
solo da noi dipende la sua vita.

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Iolanda Pieroni
 
Le nuvole
 
Al tramonto
le nuvole bianche
soffici
come la neve
formano una corolla
di un fiore
senza profumo
sopra la città
ormai quasi quieta.
Attraverso i rami intrecciati del glicine,
tu ed io
le abbiamo osservate insieme
le abbiamo fotografate:
l'immagine irreale
ha colpito le nostre menti
ed ha aperto le porte
al nostro spirito
per liberarsi
delle fragilità terrene.
 

Insieme
 
Quando la vita finirà
ed uno di noi due
rimarrà solo,
la musica dell'alba
e la voce del tramonto
richiameranno alle nostre menti
gli attimi più belli
della nostra esistenza.
Il nostro spirito
di comunione
ci spronerà a vivere
consapevoli della felicità
vissuta insieme.
Daniela Pitti
 
20/08/2000
 
È forte!
Mi prende,
mi tortura,
mi fruga dentro, mi svuota
... e se ne va
lasciando squarci
e brandelli di vita passata.
Con pazienza e rassegnazione,
ricucio la pelle
con fili di speranza,
tampono le ferite
con la freschezza dei giorni nuovi...
So che tornerà!
So che distruggerà nuovamente tutto!
Ma non potrà cancellare
il ricordo
dei momenti felici,
il gusto intenso della vita!
Basterà!
per darmi la forza
di riemergere dalle ceneri
e riprendere il mio volo.
Come Araba fenice
ritornerò a librarmi nel vento
aspettando
che una nuova
emozione
faccia vibrare il mio
corpo
e tinga le mie
ali
di felicità!

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Mariella Potocco Barbato
 
Lontananza forzata
 
C'è tanta sofferenza nel mio cuore!
La diagnosi purtroppo è mal "d'amore",
amor per quella terra desolata
chi è la mia Istria abbandonata.
 
Per quella terra rossa ormai perduta,
indegnamente a noi tolta e ceduta.
Era un lembo d'Italia l'Istria mia,
senza ritegno l'han portata via.
 
L'Istria è lontana, oh lontana assai,
ma il suo ricordo non mi lascia mai.
Sogno la casa, il mare, le saline...
Vorrei tornar laggiù, ma c'è un confine.
 
Ci divide il confine maledetto,
ma io confido: tornerò al mio tetto.
È grande la mia Fede e mi sorregge:
Signore, non disperdere il tuo gregge.
 
Son rimasti i miei morti a vigilare,
attendon che io possa ritornare.
Se ritorno, mi martella il petto,
perché non sento parlar il mio dialetto.
 
Chi non lo parla, colpa non ne ha,
ma per me è assai triste la realtà.
Affido la mia Istria a Te Maria,
proteggi noi, Suoi figli. Così sia.
Franca Prosperi
 
Magico Concerto
 
Candide morbide mani
aleggiano incantevoli
sulla bianca tastiera,
vibranti e leggere
come ipnotiche ali
di fremente farfalla...
rapita dalla primavera!
Fluttuante,
nell'acrobatico volo
sul profilo dell'orizzonte,
screziato di intensa
ritmica danza
leggiadra e luminosa...
in palpitante proiezione
sul palcoscenico
tempestato
di ondeggiante avorio,
cangiante
come cristallina madreperla
riflessa
in movenze di fuoco!
... Fino a fondere
e ricomporre
nel centro del mio cuore,
le calde fluenti note...
in nuove inquietanti emozioni!
E la tua anima
diventa pulsante farfalla,
viva per sempre
nel giardino rifiorito
della mia mente...
dove i magici ricordi
irrorano eterne
preziose memorie.

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Giorgia Rossi
 
L'inizio
 
Nel buio, Angeli sussurrano impronunciabili segreti.
Acqua troppo fredda mi culla maternamente,
un odore strano nell'aria, un sapore forte in bocca.
Particolarmente leggera, eppur non muovo un muscolo;
 
Ascolto.
Per la prima volta Silenzio assoluto, non un battito.
Ora anche gli Angeli tacciono.
Una stella è comparsa lontana.
Sempre più vicina, la sua luce bianca e calda, come un'alba del passato,
invade il mio corpo, ma non solo.
 
L'anima sfugge, scivola via,
inutile sarebbe provare a trattenerla,
e poi non ci riesco (...o non voglio ?!)
 
Adesso il bianco mi circonda,
l'acqua si scalda, ma non mi culla più.
Tutto immobile.
Attorno: il Vuoto, però non sono sola.
Qualcuno m'abbraccia,
io non Lo vedo, io non mi vedo.
 
Dopo, l'incredibile sensazione, la Scoperta,
so tutto, le vere certezze.
Anchi'io, come gli Angeli, conosco i Segreti,
segreti che esistono da sempre.
 
Ora comprendo ciò che per la vita m'ero chiesta,
ora sono libera, ora non ho più paura.
Così ritorno alle antiche e meravigliose origini,
che non conoscevo sino a poco fa (...o è tantissimo?)
 
Finalmente,
sono Angelo a mia volta.
Vito Russo
 
Ultimo Anelito
 
Le bandiere
si stanno ammainando,
i fuochi nella notte
si stanno spegnendo,
il sipario rosso
si sta chiudendo,
il volto adulto
si sta rigando
e gli occhi chiari
si stanno incupendo,
il giavellotto
dopo aver rotto l'aria
sta calando,
il pallonetto dolce
si sta spegnendo sul fondo
e sugli spalti
il pubblico ammicca,
i birilli
stanno cadendo
come vecchi brilli,
con un soffio,
come fossero solo granelli
di sabbia sul davanzale:
presto saranno polvere
e in periferia c'è già tristezza
nascosta appena
da un'ipocrita carezza.

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Camillo Sangiovanni
 
Altrove (In Valgrana)
 
Questi boschi
sono lastricati
di fiori
come
tappeti volanti.
I castani
allombrano
coriandoli di luce
discontinua
su questa
striscia d'acqua
che scivola
e scivola
velocemente
altrove!
 

 
Valgrana (Settembre 2000)
 
A quest'ora
del giorno
inizia
a respirare
già la sera.
Le ombre
anticipano
la malinconia
della paure
e il loro tremolio
illanguidisce
gli umori.
Carlo Mariano Sartoris
 
Lamenti dal cuore
 
Lise memorie di
Languide ore d'amore
Lunghe carezze e fini
Lucide stille amare
Liriche frasi e canti,
Labili e dolci giorni
Limpide notti chiare
Libera gioventù
Lievi moniti e voci di
Laceri istanti e poi
Lampi furenti
Lacrime fino ai denti
Livide ombre scure
Logori tempi duri
Luridi impedimenti
Lerci e violenti
Ladri impuniti
Del tempo che fu
 

 
Da un punto dentro
 
perché cerchi il tuo ieri
se lo pesti ad ogni passo?
Ha poche tracce il tuo sentiero
Guarda in alto!
Perché frughi nei pensieri
per snidare gialli odori
di oscure e sbiadite speranze?
Colori del tempo
Perché fermi il tuo domani
tu che sai quello che eri
e fuggi ciò che sei adesso?
Viviti ora!
Dove muore il tuo sguardo
sentirai aspro sapore di vero
e rumori di anni ruvidi,
ma solo là troverai
 
il tuo volto.

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Marco Saya
 
 
Sono contento
 
Non scarabocchio più il tuo nome dove capita
Riflesso lontano di un amore offeso
Naufragato e affondato senza superstiti.
 
Sono contento
 
Il risentimento cede il passo all'indifferenza
Panacea di rimpianti assopiti
Sepolti da giovani cicatrici.
 
Sono contento
 
Immagini di un volto nuovo, pulito, sincero
Aspettano da qualche parte...
Questo maledetto tempo, ora non più
Il nemico da sempre temuto e osteggiato.
 
Sono contento
 
Un blues sospirato in dodici battute
Dodici i battiti di passione per una diversa stagione
Improvvisazione di pause incerte follemente da vivere
Note lunghe per arrivare alla fine dell'assolo.
 
Sono contento
 
Liberato dalla tua assenza
Finalmente libero dalla tua presenza.
Luciana Scaglia Grenna
 
Smarrirsi
 
I tuoi occhi smarriti,
invetriati,
cercavano, avidamente,
dietro la porta,
ma... lei non c'era.
Aspettavi, ansiosamente,
ma... lei non c'era.
...Non arrivava più.
I giorni passavano,
lentamente,
sempre uguali
ma... lei non arrivava.
Come era possibile?
si era forse dimenticata
di te?
Lei non sarebbe
mai mancata
...all'appuntamento solito
ma... lei non arrivava.
Decidesti tu, allora,
di andarle incontro.
Il vostro incontro
fu un attimo
lei si svegliò
e tu...
ti addormentasti
per sempre.

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Andrea Selva
 
La donna
 
La donna è come una farfalla:
la guardi mentre vola alta,
libera, nel cielo azzurro di primavera.
La osservi, la ammiri, la desideri,
così decidi: la voglio far mia.
Allora la lusinghi, la illudi,
le prometti il giardino dei sogni.
Lei crede alle tue parole,
lei ti dona il cuore
e da quel giorno volerà solo per te.
Ma tu sei geloso, insicuro,
ti domandi come può,
una così rara bellezza, accontentarsi di te.
I dubbi ti assalgono,
i sospetti crescono,
decidi così di chiuderla in gabbia,
nessuno la vedrà più volare,
nessuno te la potrà più rubare.
Lei, avvolta nel suo sogno d'amore,
ti concede anche questo,
richiude le sue ali
e smette di volare per amor tuo.
Il tempo passa e tu dimentichi il passato,
inizi a guardarla con "sospetto"
cominci a pensare che ti abbia ingannato:
perché da tempo lei non vola più alta nel cielo.
Ti chiedi perché e pensi che non ti ami più
e la odi per averti ingannato.
Un giorno come tanti
vedi un' altra farfalla volare in cielo
ed abbandoni lei al suo destino.
Ora la splendida farfalla non vola più,
il suo amore l'ha tradita,
il suo cuore si è inaridito,
ha perso le sue meravigliose ali
e non si alzerà mai più in volo.
Fausto Serpagli
 
Luce divina
 
Animo ansioso triste e inquieto
per un ineluttabile destino
vivi momenti gelidi e dolenti
mentre quelli graditi del piacere
già finiscono sull'incominciare
come quando movenze di nuvole
fan apparire e scomparir le stelle
e non te le lasciano contemplare.
L'immagine di un divin disegno
traspare alla luce d'un pensiero
L'amore si rispecchia nell'immenso
muove emozioni e sentimento.
I sogni possono colmare il cuor
di speranze e timori d'illusioni,
ma una verità più ti aggrada;
la luce che lo spirito emana
genera e suggella quell'amore
fonte e promessa di felicità.
Di timor e dubbi non ti dar pena
dal purgatorio sempre si risale.

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Bruno Sparpaglione
 
Sahara addio (1)
 
Cento passi verso il porto
e polvere su polvere alle spalle.
Cuore inespresso,
muto nel tragitto,
prima del molo
vedran luce i tuoi pensieri?
 
Si muove
si muove il carro:
segue innanzi il solco tracciato.
Lento e vicino è l'addio,
le navi van salpando.
 
Dieci gocce di tempo
non potranno darti la voce,
due sospiri non pronunciano un commiato...
il velo del silenzio non si spoglia
e indugia nelle maglie di un'ultima corazza
 
Gridano i gabbiani
e con le ali si congedano al tramonto
Gonfio il tacito cuore prende il largo,
ma nel profilo che svanisce all'orizzonte
resta privo di parole il saluto delle vele
 

 
Sahara addio (2)
 
Cento passi a finire.
Quanta polvere alle spalle.
Si muove...
si muove il carro,
il percorso è innanzi tracciato.
Salpano al porto le navi
pronte all'addio,
prendono il largo in un sospiro,
ma non escono parole
al saluto delle vele.
 
Silvana Varotti
 
Immobile
 
Immobile, supina sulla sabbia
m'abbandono inerte allo scorrere
dei pensieri in un cielo arancione
sotto le palpebre chiuse al sole.
 
Immobile, lascio scorrere
questo tempo senza tempo
sul mio corpo, sulla mia pelle
in un oblio rasserenante.
 
Immobile, in un mondo che corre
osservo l'altrui vita come si osserva
una commedia: spettatrice non
protagonista di spettacoli quotidiani.
 
Immobile, all'ombra nel giardino
m'abbandono pigra sull'amaca
osservo le foglie degli alberi
danzare spinte dal vento.
 
Immobile senza nulla cercare
nell'estate esuberante di sé
come una stella fissa che brilla
di luce propria e tutto attorno gira.

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