LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
 
Elsa Marangoni
ha pubblicato il libro "Grazie di esistere" con lo pseudonimo di Alba Tramonti, Editrice Nuovi Autori, Milano - Anno 2005 -pp. 64 - Euro 10,00 - ISBN 88-7568-111-2
 


Prologo
 
A tutti i lettori voglio dare una speranza: a chi ce l'ha già bene, a chi non ce l'ha ancora, meglio! Voglio dire a tutti i lettori che se un animalino apparentemente emarginato dalle grandi attività del mondo può scoprire le sue immense potenzialità attraverso lo studio del sé, figuriamoci qualunque uomo dotato di intelligenza e dotato anche lui, come la protagonista della storia, dell'essenza dentro di sé. Figuriamoci come non possa egli raggiungere vette altissime di pensiero e spiritualità senza per questo offendere nessuno, senza per questo peccare di presunzione verso Dio e l'umanità, senza per questo sentirsi padrone del mondo. Anzi con questa meta raggiunta l'uomo può dire di avere realmente toccato il cielo perché si è avvicinato a Dio e alla sua immagine, alla vera essenza di sé e delle cose e deve usare questo esito, deve usare ciò che ha raggiunto, per il bene suo e degli altri. La lumaca è un piccolo animale mite e quindi non danneggerà mai nessuno e vi prego di ricordare che anche dentro un guscio di lumaca può esserci una perla. La perla è dentro ogni uomo, è dentro ogni creatura soltanto che a volte l'animale riesce a raggiungerla istintivamente perché portato a questo. L'uomo non ha mai tempo per la ricerca e tutta la vita si tiene dentro una perla sciupandola così senza mai conoscerla e riconoscerla. E in più molti la notano, la conoscono, ma non riescono a rapportarsi con l'individuo in quanto si rapportano con la perla dentro di lui e di conseguenza ne hanno grandi delusioni perché non conoscendola lui vive con il suo carattere. Questo libro racconta una storia, per questo ho pensato sia bene non dividerlo in capitoli. Il capitolo serve ai testi, un testo può essere diviso in capitoli anche perché spesso tratta diversi argomenti, ma non è così per una cosa che nasce, continua, si sviluppa e cresce, altrimenti viene frammentata ed è come se dividessi l'esperienza di questa storia. Non ho diviso il libro in capitoli per non staccare neanche un minuto l'attenzione dall'esperienza che viene vissuta.Nel contesto della storia i vari punti esprimono le sue fasi: i puntini quando si avvia, il punto interrogativo quando cerca, il punto esclamativo quando ha trovato. Sono le fasi della ricerca: dubbio, domanda, felicità.
 
 
C'era una volta...
"Sui rami di un faggio del tempo che fu, che è, che sarà, il gufo saggio ha vissuto, vive, vivrà".
Il vento, passando e ripassando giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, tra i rami e le foglie, sussurra, racconta, a volte urla, quasi con rabbia, strane storie vicine e lontane. Il gufo saggio è l'orecchio che attento le ascolta, è la voce che ne parla a chi vuole e a chi sa stare ad ascoltare.
Esistono le alte montagne, i vasti oceani, le pianure, i deserti e le foreste: grandi e maestose opere della natura.
Esistono i ponti, i monumenti, le cattedrali, i palazzi, le dighe: grandi e superbe opere dell'uomo.
Esistono le grandi storie epiche che narrano di eroi cavalieri, narrano di re, regine e principesse bellissime, narrano di maghi, streghe e draghi: storie fantastiche fuori dal tempo, di paesi e reami inesistenti.
Esistono piccole storie, di piccoli mondi, fatti di piccole cose, di creature piccine piccine che compiono piccole gesta nella quotidianità della loro normale esistenza. Ed è una di queste piccole storie che oggi il gufo con voce lenta e grave inizia a raccontare a chi vuole e sa stare ad ascoltare: ha orecchi per sentire, ha occhi per vedere. Il gufo, in verità, da molti viene considerato in un modo particolare, cioè si dice: «Ha Gufato!» per dire che qualcuno porta male, ma in realtà ha detto la verità. "Guardate sotto il grande, ce ne sono proprio tante, forse sono un po' piccine ma vive, attive e birichine". Se osservate attentamente al di sotto del piano dove hanno sede le grandi attività del mondo, tra i fili d'erba e i rametti vedrete fervere mille attività, un popolo di minuscole creature viventi impegnate nel fare quotidiano dell'essere: camminare, costruire, lavorare, nutrirsi, procreare, nascere, vivere e morire. Shhh! Vi prego tacete, vi prego fer-matevi: è nel silenzio che si può sentire, è nell'immobilità che si può esplorare. Stare fermi, in silenzio, con gli occhi chiusi e sentire e vedere perfettamente, buffo no? In un mondo come il nostro dove tutti fanno troppo di tutto e anche di più, dove bisogna essere attivi all'ennesima potenza per poter essere, il saggio lancia questo strano messaggio: "Stare immobile in silenzio per cogliere la bellezza e le immagini che ci sono dentro e fuori di noi". Troviamo il tempo per farlo, questo benedetto tempo che non ci basta mai. "Troviamo il tempo, come recita una ballata irlandese di antico sapore e di antica saggezza, che riaffiora verso dopo verso alla mia mente se la memoria non mi inganna". Il nostro gufo è ormai molto in là negli anni ed è per questo che è anche molto saggio perché: "Gli anziani tengono tra le mani il filo misterioso che unisce le generazioni: hanno già attraversato il fiume della vita, sono quindi la memoria di ciò, di questo passaggio". Questa ballata irlandese recita più o meno cosi:
Trova il tempo per riflettere, è la fonte della forza.
Trova il tempo per giocare, è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere, è la base del sapere.
Trova il tempo di essere gentile, è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare, è il sentiero che porta alle stelle.
Trova il tempo di amare, è la gioia di vivere.
Trova il tempo di essere contento, è la musica dell'anima.
 
Ecco ora sì, così e solo così potrete vedere e sentire questa piccola storia... dietro un cespo di insalata ecco spunta una lumaca: "Dolce è la foglia, lunga è la via, voi mangiate la vostra che io mangio la mia". Trattasi di norma filosofica assolutamente basilare nella vita delle lumache, perché come avrete assolutamente compreso è la storia di una lumaca che vi vengo a raccontare e come ogni storia degna di questo nome comincia con: "C'era una volta una lumaca...". La lumaca nacque in una notte calda di tarda primavera, da un ovetto piccino ma ben fatto e ben nutrito e Fiona fu chiamata. In verità non era una neonata bellissima, però aveva tutte le cosine giuste al posto giusto secondo la sua specie e soprattutto era viva, una piccola e meravigliosa creatura, unica e irripetibile come ogni creatura vivente. "Nell'universo nulla di uguale si ripete mai, possono esserci individui o situazioni simili ma mai ìdentiche" disse il saggio. Vive la piccola lumaca Fiona, così come ogni cucciolo che si affaccia alla vita fa, seguendo l'istinto primordiale e innato in ogni creatura vivente: con naturalezza, assaporando e gustando ogni istante, senza porsi inutili domande sui come e sui perchè. Vive felice la piccola lumaca, felice di tutte le piccole cose che il suo piccolo mondo le offre, felice di essere parte integrante di tutto ciò. I suoi piccoli occhi innocenti vedono l'Eden, in cui ogni giorno avvengono autentici miracoli e in cui, giorno dopo giorno, si ripetono. La lumaca è ancora così piccina, ha appena spalancato gli occhi sul mondo quindi ogni cosa nuova che vede, che sente, che scopre, è per lei fonte di impensabile stupore e meraviglia. Osserva, scruta, curiosa di scoprire, di sapere, di capire, e il suo piccolo cuore canta inni gioiosi alla vita: per il sole che la sveglia ogni mattina, per ogni tenera fogliolina che la mitre, per ogni goccia di rugiada che la lava e la disseta e ogni fiore che apre la corolla offre il suo colore e profumo anche a lei. Nel suo piccolo mondo c'è tutto ciò di cui ha bisogno e che potrebbe mai desiderare, c'è la magia della vita. Chi sia o cosa sia che fa muovere e avvenire tutto ciò non le importa più di tanto, l'importante è che si muova, che avvenga. Così ogni luogo può essere ed è un posto speciale, un piccolo angolo di paradiso; anche lì, esattamente dove sei ora, basta solo colorarlo con le luci magiche della fantasia. La piccola lumaca sulle ali della sua fantasia compie lunghi voli colorati che la portano di volta in volta in luoghi fantastici che solo lei può vedere, sentire, vivere e che solo così è in grado di raggiungere, senza fare troppa fa-tica e senza spendere nulla. Le basta chiudere gli occhi e dentro di lei sì spalanca un mondo magico dove la lumaca bambina vive mille avventure. E se per alcuni, ciò significa essere una piccola sognatri-ce, un'illusa, cosa così poco produttiva e di moda, alla piccola lumaca non importa perché solo così si sente felice: potendo esplorare lo splendido infinito universo che è dentro di sé. Ogni piccolo cucciolo sente istintivamente che nella vita c'è magia. Nella vita di ognuno di noi c'è bisogno di magia, ma di magia vera, non dì quella presunta che ti vendono a caro prezzo i finti maghi: la magia vera non costa nulla. Ogni piccolo cucciolo lo sa, sente istintivamente cosa e come fare per essere e per essere felice. Guarda e vede la vera essenza delle cose, vede il creato con gli occhi del cuore e si sente un tutt'u-no con esso. "Le cose belle del mondo sono tali e tante e le voglio vedere tutte quante!". Sono i bambini che scoprono tutto e non gli adulti, perché i bambini hanno il tempo e l'innocenza per farlo. Così vive la piccola lumaca Fiona e a mano a mano che scopre la bellezza delle piccole cose sembra essere sempre più vicina a una scoperta superiore. Tra le piccole cose, c'è il gioco delle ombre per i cuccioli: un bambino che si vede proiettato sul muro fa una scoperta... così la lumaca un giorno per caso: «Oggi il sole mi è stato amico, strisciavo fra l'erba, vicino a un muro e ho visto una figura simile alla mia, solo che lei era trasparente e mi sono chiesta: ma che cos'è? Una larva o uno scherzo? E poi ho scoperto che ero io e quindi ho scoperto che non ero sola in questo mondo, perché c'era un'altra parte di me che mi accompagnava sempre, ma che io non riuscivo a vedere sempre, chissà perché? Riuscivo a vederla soltanto con l'aiu-to della luce del sole. Allora mi sono detta perché non mi succede con la luna? Forse perché la luna ha il compito di fare addormentare i bambini e i cuccioli, non di farli giocare, allora la luna non ti crea nessuna immagine con cui tu possa sbizzarrirti. Sai penso che lei la luna è un po' come la mamma, ti accompagna a letto; il sole è come papà ti fa alzare alla mattina per muoverti. Le stelle invece sono sorelle, anch'io sai sono una stellina, fatta diversa, collocata diversa, ma sono una stella. Quindi sono le mie sorelle e di notte mi fanno compagnia. E anche loro di notte vanno a letto con la mamma che è la luna, però le stelle, anche quando dormono, hanno gli occhi aperti ed è per quello che di notte brillano nel cielo scuro». Così vedono il creato gli occhi innocenti di una creatura innocente, osservò il saggio che tutto vedeva, che tutto capiva.
E la lumaca vive: dorme e si sveglia, si muove e riposa. Vive: si nutre e cresce, sente e pensa. Vive: sogna e ama, soffre e gioisce. Vive, seguendo i ritmi lenti e ineluttabili della sua natura... ma la lumaca Fiona così facendo vive o sopravvive? Questo dubbio strisciante si insinua lentamente, per una lumaca non può essere che così, giorno dopo giorno inesorabile nella testolina della nostra lumaca, turbandole e guastandole un poco la vita e il rapporto con se stessa e con gli altri.
Il saggio vide la piccola lumaca che si stava perdendo e così le parlò: «Te ne prego, ascolta la mia voce che parla dentro di te, mia piccola amica; vedi, non esiste sopravvivere, certo alcuni che non vivono a livello emozionale profondo e la vita sembra scivolargli addosso credono e sembrano di sopravvivere, di tirare avanti così perché devono e non perché amano la vita. Ma vivono è questo il guaio che manca loro la consapevolezza di vivere. Sì, perché nessuno sopravvive, sopravvive alla morte se è in pericolo, altrimenti vive. Non si sopravvive alla vita, si sopravvive alla morte. Quindi l'unica cosa che fa la differenza è... » Ma la lumaca non udì il saggio, allora il saggio la chiamò più forte, sempre più forte, ma la lumaca non udì la voce della saggezza antica, perché più forte ancora era il vociare confuso e assordante dei pensieri nella sua mente che sempre più l'allontanava dal pensiero bambino.
 
 
C'era una volta una lumaca disperata per non essere amata. Così per non sentirsi diversa dagli altri, emarginata o per piacere agli altri, cambia quella che è la sua vera natura, quindi la lumaca si costruisce un guscio finto facendo ben attenzione a non commettere errori. Esalta il più possibile sia dentro di sé che esteriormente le cose che pensa risultino gradite, quindi buone, e nasconde con opportune tecniche gli aspetti che non piacciono agli altri, da considerare quindi brutti e spiacevoli. Così pazientemente ricostruita uguale a loro, si sente sicura di essere parte integrante del gruppo, quindi di essere. Si sente sicura come chi ha attaccato dei bei quadri sulle pareti, nei punti dove le muffe li hanno danneggiati, per nasconderne le macchie. Chi osserva vede il bel quadro, non la macchia che vi è dietro. Lumaca Fiona è tranquilla, solo chi ha attaccato il quadro sa perché è stato attaccato proprio lì e cosa c'è dietro. Ammonisce il saggio: «Attenta mia incauta lumaca, anche colui che ha la perspicacia di sollevare o spostare il quadro può capire. Ma soprattutto lo sai tu che, così costruendoti un guscio finto, finisci per portarti un peso sulle spalle, senza capire che il guscio l'avevi già ed era abbastanza quello che avevi. » Reggere questa struttura diventa infatti per lumaca Fiona, ogni giorno che passa, sempre più difficile e le costa grande fatica. Inoltre questo sforzo enorme comincia ad apparirle vano perché non vive poi così bene come credeva. La costrizione che questa struttura bella, ma finta, esercita sulla vera se stessa le divie-ne via via sempre più intollerabile: preme, comprime sempre più, sempre più la schiaccia, la soffoca. Mentre quella visione di sé come un soffio impetuoso spegne la fiamma della vita: tutto quello che la lumaca era e doveva essere per essere lumaca in quell'istante morì, finché il buio l'avvolse. «No, no» urla la lumaca, «io, sono io.» Come spesso accade quando si tocca il fondo, l'istinto di sopravvivenza ha il sopravvento sulle forze oscure che tentano di annientare la scintilla vitale. Allora la lumaca spaventata, tutta tremolante si richiude in se stessa, nel suo piccolo guscio, cercando protezione da quel mondo esterno che la fa tanto soffrire e dove si sente ancora più piccola e indifesa, in balia di forze ed eventi oscuri che non capisce. Rintanata lì al buio, dentro al suo guscio, trova in sé la forza necessaria per guardarsi dentro. Guarda e là in fondo al tunnel scuro dove si è andata a cacciare con le sue paure, nel buio che ormai l'avvolge, intravede una luce e la piccola lumaca ha un sussulto vitale. In verità è solo una piccola fiammella, ma seppure ancora lontana da essa, ne sente la forza, l'attrazione che la spinge ad andare verso quella luce che ancora non riconosce. La lumaca ha un po' di paura, come verso tutte quelle cose che non si conoscono, quindi non sai cosa ti aspetta, avanza, titubante ma sente in cuor suo che non deve averne paura, che è cosa buona e la sua salvezza inizia da lì. Protegge con cura quell'unica fiammella rimastale, perché nessun soffio malevolo possa mai spegnerla. Immersa nella luce che splende nel suo cuore, comincia a rinascere. "Certo è proprio una strana cosa che in questo tunnel buio e vuoto sia avvenuto l'incontro con la luce: il primo timido approccio con la vera me stessa." Ora lumaca Fiona vive la sua adolescenza in un alternarsi di forti emozioni, come su un'altalena in bilico: su e giù, giù e su. La lumaca vive la sua adolescenza con delle punte di panico, ma in realtà non sa perché. Il panico glielo hanno trasmesso gli adulti e lei continua ad avere dei picchi di felicità immotivata come prima e si rende conto in questo modo che gli adulti non è che hanno capito tutto della vita, ma forse sono un po' da compatire e le fanno un po' pena in quanto han-no archiviato dentro di loro l'ebbrezza dell'adolescenza: il passare da essere bambini a essere adulti conservando tutto ciò, senza vergognarsene e arricchendolo con la consapevolezza dell'essere, del fare e l'esperienza della vita. Ed ecco che la lumaca è pronta ad affrontare una nuova maturità con la consapevolezza degli adulti che la circondano e, al contempo, con la consapevolezza che rimane dentro a ognuno il seme della gioia adolescenziale. Ora si sente emarginata dal gruppo perché non capiscono quello che lei capisce e sente allora che lei non vuole regalare niente a nessuno perché sa che fa il lo-ro bene e loro debbono arrivarci da soli, arrangiandosi come ci è arrivata lei. Non bisogna mai regalare le proprie esperienze, inoltre se lo si fa spesso si riceve solo ingratitudine e a volte invidia, e poi quello che è bene per lumaca Fiona, non lo è per lumaca Pritt o per coccinella Bea. Quello che si può dare è l'esempio di sé, ma ognuno deve trovarlo da solo il suo bene.
Riassume e chiarisce per tutti il saggio: «Dapprima la lumaca non ancora consapevole di avere dentro una perla, chiaramente va in crisi, rapportandosi al gruppo che è diverso da lei e che la fa sentire emarginata e che anche la minimizza, facendola sentire una nullità e quindi non la considera proprio di nessun valore. Ma a un certo punto subentra la salvezza, ode dentro di sé la voce che se lo vuole salva ognuno: come un arcobaleno dopo la pioggia, come un raggio di sole che si infiltra tra dei muri bui, come un gioco di vento che rompe l'afa, qualcosa che da sollievo, che rinfranca. La voce dell'antica saggezza le dice: "Guarda dentro di te, mia dolce amica, troverai tutto ciò che sembra ti manchi". »
«Caro saggio» invero si vergogna un po' della sua ignoranza lumaca Fiona, «capirti mi è difficile, è troppo grande ciò che dici per una creatura piccola come me. Ma qualcosa penso di avere capito: che non sono poi così male e devo avere fiducia in me stessa, in ciò che sento e che sono.» Il saggio sorride dolcemente alla piccola creatura dal cuore grande, allarga le braccia ad accoglierla: «Sì, è così, così è.» Allora lei esulta, gioca, striscia fra le erbe più alte, ride forte e impara a cantare la canzone della vita. Ecco che ora la lumaca, che non ha ancora capito fino in fondo il messaggio, ha trovato la sua musica e ora sì che il gruppo, non più nemico, non più ostile, non la emargina, perché lei sa di vivere. Questo è sufficiente. Sì, alla lumaca adolescente questo può bastare a recuperare la sicurezza necessaria per sperimentare simpatiche peripezie nello strano e affascinante gioco della vita. Peripezie che però non sono fuori di lei, perché tutte avvengono dentro se stessa. Lumaca Fiona si trova come su di un trapezio in un circo: il salto può essere fatto bene o fatto male, ma a differenza del trapezio lei ha una solidissima rete che la sosterrà nelle cadute. Quindi comincia a lanciarsi perché ha capito, sa che avendo dentro tutto quello che occorre non potrà succederle niente di grave, nulla che lei non sia in grado di affrontare. E così si lancia di trapezio in trapezio, cioè da scoglio a scoglio della vita e quando si volta indietro il gruppo è ancora lontano, è rimasto fermo là, nella paura di esistere. Ecco che lei comincia a diventare consapevole della sua forza e quando si è consapevoli della forza interiore la vita non fa più paura. La paura è l'unico grande pericolo della vita.
 
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