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Anna Maria Ceppo
presenta la sua opera inedita
"Okeanos"

Capitolo 12
Fantasmi

Dal diario di Michela, 23 dicembre 1991:
"Tesoro mio, adesso sono sicura di aspettarti ed è meraviglioso. Finora non avevo consultato medici per paura di una delusione. Ma Reginald si è comportato da vero amico.
-Ti vedo sciupata, Michela. Andiamo da sir Antony a far quattro chiacchiere-.
Sir Antony Fly è il miglior ginecologo di Londra. Lui mi ha confermato che esisti. Non sa ancora se sei maschio o femmina. Io invece, con la strana premonizione delle madri, ti ho già davanti agli occhi.
Bello come Percy, intelligente come me.
Da molto tempo Marble Halls non vantava un erede diretto. Reginald ha ragione di essere fiero. La cosa resta in famiglia. Il sangue dei Burnings, benché maledetto, è pur sempre nobile. Non sono una qualsiasi lady Chatterley, che si butta via con un guardiacaccia.
La servitù è piuttosto sconcertata. Sento gli sciocchi mormorare: -Metterà al mondo un lupo mannaro-. Solo Frieda, la governante, sembra felice quanto me.
Si è persino permessa un accenno, molto discreto: -Questo Natale, my lady, le porta un grande dono-. Ha sorvegliato personalmente gli addobbi. Non c'è un angolo della casa senza un ramo di vischio.
Sì, sono emozionata. La gravidanza rende perfetta la mia vita.
Percy, naturalmente, resta chiuso nel suo mutismo e nella sua apatia. Ho cercato di spiegargli che diventerà padre. &endash;Father- ha balbettato. &endash;Where is?-.
Spero di piacergli ancora, quando m'ingrasserò. Per il momento, non si nota niente. Sto attenta alla dieta. Potrò indossare il mio vestito di seta rosso rubino per la cena di Capodanno. A mezzanotte precisa, verrà dato l'annuncio ufficiale. Tutti dovranno congratularsi.
Immagino la smania di pettegolezzi nella buona società londinese.
Mio marito è poco attendibile. Ha ripreso le sue vecchie abitudini e frequenta locali malfamati. Del suo fratellastro, tranne i nostri servitori, nessuno sospetta. La gente crede che una donna normale non possa amare un handicappato. Si sbaglia. Percy rappresenta più di un corpo per me. E' un'anima prigioniera. Ed è tuo padre, anche se poi sarò costretta a mentirti, tesoro mio.
Stanotte andremo per mare. Soffia una brezza di levante ed il cielo è sereno. Ma non ci spingeremo lontano, perché insieme a noi ci sarai tu, nel mio grembo, al riparo da venti e burrasche".

Sei anni più tardi, Michela saliva lungo la scogliera, tenendo per mano un bambino biondo. Del tutto somigliante a Perceval Burnigs, ad eccezione della mente, ch'era sveglia e vivace.
Si chiamava Thomas Reginald Gray. Il primo nome gli veniva dal defunto prozio, il cieco saggio, amico delle muse. Il secondo era un tributo di rispetto verso il padre putativo.
-Guarda- disse Michela, indicandogli il castello. &endash;Un giorno sarà tuo-.
Lo ripeteva ogni volta, compiaciuta, orgogliosa, di essere arrivata così in alto. Non dimentichiamo: era stata una figlia illegittima, aveva sofferto di portare il cognome di sua madre, l'aveva nascosto ai compagni. Si era fatta strada nel mondo con una ferrea volontà. Ora era padrona di un castello, compariva nelle cronache mondane, trascorreva le vacanze a Montecarlo.
Che ne sapeva di tante lotte il piccolo Thomas? Lui cresceva nella bambagia, senza godere del lusso a cui era abituato. L'andirivieni dei servi lo infastidiva. Detestava la nurse, con le sue false premure. Piagnucolava davanti ai cibi raffinati. Però divorava fette di pane raffermo e pesce cotto sulla brace, nel capanno del selvaggio zio, dove gli sembrava di giocare agli indiani.
Adorava le storie di fantasmi. Nella grande casa, al di là dei saloni illuminati, oltre il teatrino delle marionette in livrea, si stendeva un reame segreto. Camere disabitate, corridoi oscuri, stanze odorose di muffa.
Frieda lo accompagnava nella galleria dei ritratti, gli raccontava le vicende delle sue antenate. In famiglia, la sfortuna si era accanita contro le donne.
-Questa è Johanna di York, settima lady Gray, vissuta ai tempi della Riforma. Ospitò un domenicano fuggiasco. Il re Enrico VIII la fece imprigionare nella Torre di Londra. Morì tra atroci tormenti-.
-Questa è Edith Golden, decima lady Gray. S'innamorò di un pastore presbiteriano. Volle seguirlo nel New England, ma il veliero naufragò. Lui sopravvisse, mentre lei finì in pasto agli squali-.
-Ed ecco Carolina Chauvet, spia della Francia rivoluzionaria. Riuscì a farsi sposare da un cadetto. Tornata a Parigi, durante il Terrore, offrì i suoi servigi a Robespierre. Fu giustiziata sulla ghigliottina-.
-Quella bella signora, vestita di nero, col lungo filo di perle, è tua nonna. Sbranata, in seconde nozze, da un lupo mannaro-.
In fondo alla galleria, Thomas osservava, un po' preoccupato, il volto di sua madre, che ricambiava il suo sguardo con un sorriso enigmatico. Era raffigurata di profilo, in chiaroscuro, sullo sfondo luminoso del mare.
Dopo averlo spaventato, Frieda lo rincuorava.
&endash;Nessuna di loro è veramente morta. I loro spiriti continuano ad abitare qui. Ogni primo venerdì del mese puoi incontrare Johanna di York. Recita litanie insieme al suo domenicano, e scaglia terribili maledizioni contro la dinastia dei Tudor, ormai estinta. Il sabato appare Edith Golden. Dà uno spettacolo raccapricciante, nonché indecoroso. Te lo sconsiglio. Il 14 luglio miss Chauvet se ne va in giro con la testa sottobraccio. Le notti di luna piena sono riservate a tua nonna. E' una vera signora, molto dignitosa. Non sbraita, non si lamenta, copre con più giri di perle la sua gola squarciata-.
Così Thomas apprese che l'anima è immortale. Prima della sua governante, l'aveva già predicato Platone, circa duemilaquattrocento anni fa. L'anima, divina per natura, non può accogliere in sé il suo contrario, la morte.
Il mondo è il sogno di un dio, e la realtà risiede altrove. &endash;Se i morti sono vivi, allora i vivi sono morti- ragionava il bambino. Nella sua mente si creava un guazzabuglio di idee strane. Chi erano i fantasmi? Quelli di cui parlava Frieda, o loro stessi?
Ben presto, avrebbe conosciuto la verità.
Il giorno in cui la madre gl'indicò il castello, e per l'ennesima volta gli disse: &endash;Sarà tuo-, Reginald li aspettava sull'ampio scalone di pietra, che conduceva all'ingresso principale. Accarezzò distrattamente l'erede. Poi, con espressione grave, si rivolse alla moglie.
-Mia cara, devo comunicarti una gran brutta notizia. La tua amica, Diana Spencer, è morta alle prime luci dell'alba, in seguito ad un incidente stradale-.
Michela affidò Thomas alla nurse, corse in camera sua. Da un cassetto tirò fuori una busta sigillata. "Da aprirsi dopo la mia morte".
Reginald l'aveva seguita. &endash;Ti consiglio di non conservare quella roba. Consegnala ai servizi segreti. Sono già sulle tue tracce. Lo so da fonte sicura-.
Lei non rispose. Si limitò a lacerare la busta. Non voleva tradire nuovamente Diana. Negli ultimi tempi, i loro rapporti erano stati meno cordiali. Michela disapprovava il comportamento dell'amica, soprattutto la sua decisione di divorziare da Carlo. Non si getta alle ortiche la corona d'Inghilterra.
Diana Spencer era sempre vissuta in mezzo agli agi. Una creatura viziata, egoista, dal carattere debole. Credeva ciecamente nell'amore.
Prima che gli eventi precipitassero, lei l'aveva avvertita. &endash;Trovati un amante bello e fidato, possibilmente sordomuto. Agisci con discrezione, sei una principessa. Non hai nemmeno il fastidio di dividere il letto con tuo marito-.
L'altra l'aveva accusata di cinismo. Si era mostrata a mezzo mondo con il fidanzato egiziano, e durante quell'estate folle le aveva inviato una lettera: "Da aprirsi dopo la mia morte".
Il momento era arrivato. La più giovane lasciava alla più anziana il suo testamento spirituale. E la più anziana, forte, matura, stentava a leggere il messaggio. Sotto lo sguardo inquisitore di lord Gray, la vista le si appannava. Tuttavia, distinse alcune parole.
"Sono incinta di Dodi. Non permetteranno che mio figlio nasca, che io mi converta alla religione islamica, e che il futuro sovrano d'Inghilterra abbia per fratellastro un circonciso".
A questo punto, il foglio le fu strappato di mano.
-Basta così. Lo darò alle autorità competenti-.
-Sospetteranno l'esistenza di altre copie-.
-Giurerò sul mio onore-.
-L'onore di un gentiluomo vale poco, oggigiorno-.
-Allora dovrai metterti in salvo. Viaggiare sotto falsa identità, rifugiarti nella colonia di Peter. Oppure far vela verso i mari del Sud-.
-Mi stai chiedendo di abbandonare il bambino-.
-Può darsi che non sia necessario. M'informerò. Intanto assumiamo una guardia del corpo-.
-E se fosse una spia?-.
Nel dubbio, non fecero niente. Michela osservò un rigoroso silenzio con la stampa, in attesa che la bufera passasse ed il cielo si schiarisse. Restò irremovibile su una questione: meglio rischiare, anziché allontanarsi da suo figlio.
In quel periodo pensò molto al passato. A suo padre, a sua madre.
Dopotutto si erano amati, il bel normanno e la focosa irlandese. Lei non li aveva mai
invitati a Marble Halls. Orgoglio, vanità, pregiudizio.
Desiderio di apparire misteriosa. Un fiore esotico senza radici.
Adesso le rincresceva, e scrutava attentamente i lineamenti di Thomas per cogliere qualche somiglianza con i nonni.
Ricordava con nostalgia Palinuro, il mare blu cobalto, la grotta delle sirene. Chissà se zio Patrizio recitava ancora.
Peter, Anella: inghiottiti da una terra vorace, di peccatori e di santi. Suo fratello era un inguaribile idealista. Addio alla brillante carriera, addio agli articoli sul "Morning Post", per un pugno di poveri diavoli bisognosi di un messia.
Altri fantasmi le aleggiavano intorno: la mite Rosalba, ricca di virtù domestiche, la forte Isabella, che balzava fuori dai racconti come una persona viva, appassionata, fatale.
Voltarsi indietro è un esorcismo. Serve a placare le ansie, a scongiurare le minacce. Perché preoccuparsi? I mesi scorrevano tranquilli.
Durante i weekend la grande casa si affollava, per poi svuotarsi la domenica sera, quando gli ospiti prendevano congedo, tra convenevoli e sbadigli. -Buon viaggio! Speriamo che il tempo migliori, la prossima settimana-.
Il Natale fu festeggiato in modo austero. La famiglia reale era in lutto. A Capodanno Michela si vestì di nero. &endash;Sei molto sexy, mia cara- commentò lord Gray. &endash;Ma non ti sembra un po' da malaugurio?-.
Thomas, il sabato notte, ficcava la testa sotto il cuscino, per paura di Edith Golden. Quando splendeva la luna piena, aspettava una visita dalla nonna paterna. Né l'una, né l'altra si erano manifestate.
Che le storie di Frieda fossero un mucchio di sciocchezze?
In realtà, uno spettro venuto da lontano aveva sgomberato la piazza. I fantasmi sono creature schive, chiuse in se stesse, ciascuna concentrata sulle proprie disgrazie, in genere asociali. Di altruisti se ne contano pochi.
Quelli del posto evitavano la straniera dai capelli corvini, dalla carnagione olivastra, la quale, d'altronde, non era in vena di amicizie.
Cercava ansiosamente Michela. Penetrava nei suoi sogni, l'ammoniva a fuggire col suo amante. Ma al mattino i sogni erano svaniti: restava solo la visione di una rupe, striata dalle lagrime del mare.
Donna Isabella riuscì a far udire la sua voce troppo tardi.
Un febbraio umido e ventoso imperversava sulle coste della Cornovaglia. Il cutter era in secca, con le vele ammainate. Percy dormiva da solo nel capanno. Il tempo inclemente impediva le spedizioni notturne.
Michela si svegliò di soprassalto, allarmata da un grido: -I tuoi nemici sono qui!-. Per un istante, vide accanto al letto una figura femminile, che si torceva le mani disperata.
La sua stanza affacciava sul giardino. Lì non c'era alcun segno di pericolo, anche i cani tacevano. Rapidamente infilò la vestaglia, e si diresse verso l'ala ovest, da cui poteva dominare la baia.
Un forte vento allontanava le nubi. Al chiarore della luna piena, avvistò un battello sconosciuto, ancorato nella rada. Dunque era vero! Gli agenti del servizio segreto tenevano in ostaggio Percy.
Tornò nella sua stanza, afferrò la lettera. Senza nemmeno vestirsi, corse a precipizio nell'atrio, tolse il catenaccio dal portone, percorse un tratto del viale, poi tagliò per il il bosco, imboccando una scorciatoia.
In fretta, più in fretta, verso il luogo dei suoi appuntamenti d'amore.
Sdrucciolò lungo la scogliera, si ferì i piedi, le mani. Un braccio robusto la sostenne. &endash;State correndo dalla parte sbagliata, my lady-.
L'uomo aveva l'aspetto di un orientale. Indossava caffettano e turbante. Una lunga barba brizzolata gli scendeva fino alla cintura, dove scintillava minacciosa l'elsa di un pugnale.
-Chi siete?-.
-Sono lo sceicco Rashid El Harun, padre di vostro fratello, capo dei soldati di Allah. Sospettavamo l'agguato. Ho il compito di salvarvi e di recuperare la lettera. L'avete con voi?-.
Michela negò. Non riponeva la minima fiducia in quel bandito.
-Vi conviene consegnarmela. La pubblicherò sui giornali arabi. I sicari della regina stanno perquisendo il capanno delle barche. Nel caso il prezioso documento sia lì, interverremo con la forza-.
-Laggiù c'è solo un povero idiota. Devo andare da lui-.
-Non è il momento di pensare a vostro cognato. Probabilmente è già morto-.
Con un urlo di angoscia, Michela si divincolò dalla stretta del vecchio guerriero, che tentava di fermarla. La lettera era un salvacondotto per Percy.
Lacera, stracciata, a piedi scalzi, giunse in fondo al sentiero. La porta cigolava sui cardini: unico rumore nel silenzio sinistro. Quella calma apparente le dava i brividi. Eppure si fece coraggio ed entrò.
Dov'era già accaduto tutto questo? In quale incubo sepolto nella sua coscienza? In quale esistenza remota?
Il suo amante giaceva riverso per terra, gli occhi vitrei, sgranati, le labbra tumefatte. Gli agenti, emersi dal buio, bloccarono l'uscita.
Bastardi! Volevano il gioco duro. D'accordo, lei non si arrendeva così facilmente.
Scavalcò la finestra, sapendo di sbucare sul lato più ripido della scogliera. -Se cado, voi verrete all'inferno con me-.
Era avvinghiata alla roccia, quasi in cima, quando una mano si protese ad aiutarla, e lo sceicco mormorò: -Adesso mi crederete, my lady-.
Sì, gli credeva, ma non poteva accettare un'esistenza da fuggiasca, lontana da suo figlio. Aveva un'alternativa. Strano che toccasse proprio a lei replicare il destino di donna Isabella.
Allentò la presa. Il suo corpo scivolò, rotolò sulle pietre aguzze, travolgendo come una frana tre degli inseguitori.
Poi la sua anima volò via leggera. Osservò con distacco la battaglia che si svolgeva tra inglesi e terroristi, intorno ai suoi resti mortali. Nel conflitto lo sceicco Rashid El Harun rimase ucciso. I suoi uomini, costernati, abbandonarono il campo.
-Missione compiuta!- proclamarono i vincitori. Per cancellare le tracce, appiccarono il fuoco al capanno.
Michela vedeva, sentiva. Qual è il confine tra la vita e la morte?
Glielo spiegò Isabella, l'errante duchessa venuta per lei dall'Italia.
-Sei ancora legata a quella malattia che si chiama vita. Nessuno può capirti meglio di me. Per novecento anni sono stata avvelenata dalla sete di vendetta. Grazie a te, ho rivissuto la mia morte e potrò salire nel paradiso degli angeli-.
-E lo sceicco Rashid El Harun?-.
-Ognuno riceve ciò che si aspetta. A quest'ora, egli starà banchettando con latte e miele nel paradiso di Allah, mentre sette vergini Uri gli danzano attorno-.
Un'ultima domanda avrebbe voluto formulare Michela, ma la sua compagna era già scomparsa. Al suo posto, percepì un caldo soffio vitale. Percy le diceva finalmente: -Ti amo-.
L'amore li trattenne sulla terra. L'amore li salvò dal grigio fiume Oceano.
Naturalmente fu condotta un'inchiesta, per appurare la verità, ed il coroner fornì la seguente versione dei fatti: "I due decessi sono stati provocati dallo sfortunato sir Perceval Burnings, mentalmente instabile. Esprimiamo il nostro sincero cordoglio
a lord Gray, per la perdita della moglie, selvaggiamente aggredita, e del fratellastro minorato, che agiva in stato d'incoscienza".
Oggi si parla ancora di loro.
La spiaggia dove sorgeva il capanno delle barche è considerata un luogo maledetto. La gente afferma di vedere il cutter solcare il mare a vele spiegate nelle notti di luna.
Invece, in barba alle superstizioni, Percy e Michela costituiscono un raro esempio di fantasmi felici.
Non si crogiolano nelle loro disgrazie, non incutono timore a Thomas, che vanno a trovare ogni sera, dandogli il bacio della buonanotte.
Attraverso la scrittura automatica, Michela ha ripreso la corrispondenza con Anella. Ben presto sarà in grado di comunicarle la data del ritorno di Peter.
A Marble Halls non si distingue il confine tra la vita e la morte. E Thomas, da grande, farà il filosofo, per rispondere agli eterni quesiti dell'umanità: chi siamo, se veniamo da un mondo di luce e se possiamo raggiungerlo. Lui ne è sicuro.
Ha solo dodici anni, ma un giorno leggerà Platone, e scoprirà in lui un maestro sulla difficile via del sapere.

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Ins. 11-10-2004