IL CLUB DI

LETIZIA

Dedicato alla lesione cerebrale infantile

A cura di Maria Simona Bellini

 

Buoni risultati con le terapie tradizionali

 

Cari Simo e Tony,
vorremmo innanzitutto raccontarvi brevemente i problemi di Federico: all'età di 9 mesi, abbiamo cominciato a riscontrare una certa "lentezza" nelle reazioni soprattutto motorie, abbiamo interpellato il nostro pediatra e tramite lui la struttura dell'Ospedale San Carlo di Milano (che ci segue ancora oggi).
All'inizio la classica doccia fredda, "ci sono dei problemi" "ora vediamo di cosa si tratta" facciamo qualche esame per escludere prima questo e poi quello...". Federico è stato sottoposto a prelievi di sangue, TAC ed esami più "normali", radiografie, ECG, ecc. Dopo aver escluso le malattie genetiche più comuni, la ricerca si è affinata, ma purtroppo senza risultati apprezzabili dal punto di vista della classificazione di una patologia.
L'origine del problema è stata definita "embriogenetica", non trasmessa quindi da noi, ma dovuta ad un incidente che si è verificato durante le prime fasi della gravidanza.
Il risultato: un ritardo psicomotorio di origine sconosciuta, prevalente almeno all'inizio sul versante motorio, con caratteristiche somatiche del bambino tipiche anche di altre patologie (retrognazia, epicanto, dolicocefalia, ed altre ancora), ma non riconducibili ad una sindrome precisa.
Dopo i primi mesi di sconforto, abbiamo cercato di reagire anche perché' vedevamo in Federico una grossa voglia di fare, così è iniziato il lungo percorso della fisioterapia (grazie alla quale Federico ha prima gattonato e poi camminato), della psicomotricità che ha dato buoni risultati dal punto di vista della socializzazione e non da ultime, altre "terapie" forse meno scientifiche, ma che hanno dato risultati soddisfacenti, la scuola materna (che Federico frequenta con gioia, nonostante i problemi legati alle "strutture" (le maestre un po' così, la difficoltà ad avere insegnanti di sostegno, ecc.), e da poco anche il nuoto che comincia a dare risultati positivi.
Questo però grazie soprattutto e non ci stanchiamo di dirlo, alla grossa forza di volontà di Federico che vuole a tutti i costi "crescere".
Questa in poche parole la nostra storia che ormai prosegue da quattro anni (l'età di Federico). Abbiamo letto proprio ieri sera tutte le lettere che vi sono pervenute e non nascondiamo che alcune ci hanno fatto soffrire, facendoci tornare alla mente tempi passati e rendendoci consapevoli del fatto che forse noi siamo ancora fortunati (è una cosa che in una situazione come questa non avremmo mai pensato di dire).
Noi speriamo che la nostra lettera, se verrà messa in rete, possa essere d'aiuto a qualcuno che magari dubita dei risultati che si possono ottenere con le terapie tradizionali o ha paura ad affrontarle. Non è facile, ma con l'aiuto degli altri i risultati si ottengono e le discriminazioni (scuola materna, le piscine che abbiamo dovuto visitare prima di trovare quella disposta a ricevere un "handicappato") servono solo a rafforzare il carattere, perché per noi nulla conta più della felicità del nostro bambino !
Approfittiamo di questo momento per chiederVi alcune cose:
1) Potreste indicarci, se ne siete a conoscenza, qualche sito che si possa visitare, magari per saperne di più sulle patologie genetiche e magari per trovare qualche risposta ad alcune delle domande che ormai ci poniamo da tempo, la più ricorrente: perché è successo ?
2) Tra i problemi di Federico, come vi abbiamo detto nell'ultimo messaggio, c'è quello della scialorrea, dovuta ad una ipotonia generale che provoca una scarsa "forza" nei muscoli della bocca con notevoli difficoltà di deglutizione della saliva (anche se Federico mangia e beve tranquillamente senza problemi). Per evitare o diminuire la "bava" ci hanno suggerito diverse terapie: ghiaccio sulla bocca, masticazione di cibi solidi per rafforzare i muscoli, succhiare da una cannuccia, e altre simili che ora non ricordiamo. Per caso voi siete a conoscenza di qualche altra terapia che magari possa funzionare o che perlomeno non abbiamo ancora sperimentato ?
Se avete bisogno di noi, se avete notizia di qualche famiglia che si trova a dover affrontare problemi analoghi ai nostri, ed ha bisogno di conforto, noi siamo qui, lieti di poter essere utili. A presto.
Anna e Massimo e.Mail: jcped@tin.it
 
Carissimi Anna e Massimo,
saremo felicissimi di mettere la vostra lettera in rete perché il nostro scopo è proprio questo: passare tutte le testimonianze che possano essere d'aiuto ai genitori. Siamo veramente contenti che Federico sia riuscito a far comprendere le sue potenzialità e a farsi aiutare. Noi siamo sempre più convinti che le terapie sono importanti ma l'atmosfera positiva e fiduciosa che avvolge un bambino disabile è, e resta, l'elemento più importante per il suo recupero.
Complimenti, siete stati bravissimi, non solo perché lo amate così com'è (si percepisce chiaramente) ma anche, e soprattutto, perché lo avete saputo motivare ed avete fiducia in lui. Credete, è abbastanza raro.
Veniamo alle domande.
Per quanto riguarda la causa dell'handicap di Federico la domanda è la stessa che ci siamo posti anche noi per molto tempo. Purtroppo non abbiamo mai ricevuto una risposta o, forse, ne abbiamo ricevute troppe, alcune credibili, altre meno. Ormai ci siamo rassegnati a non sapere.
Per la scialorrea noi abbiamo trovato grande giovamento con questo semplice esercizio: mettete in un bicchiere un liquido che piace al bambino (per esempio una bibita, del latte zuccherato o sciroppo di menta) poi stimolate il bambino a tirare fuori la lingua e ponete una goccia di liquido sulla sua lingua invitandolo a deglutire: potete dirgli "deglutisci" o "manda giù" insomma usate la frase che usate normalmente in casa. Se per le prime volte non tira fuori la lingua non fa niente, mettetegli la goccia in bocca possibilmente vicino alla punta della lingua. Questo esercizio dovrebbe durare circa un minuto ma va ripetuto almeno quattro volte al giorno. Provate e poi fateci sapere.
E per finire, grazie per la vostra disponibilità.
 

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