La new woman di Olive Schreiner

di Fabiana Maffeis

NOTE

1. La New Woman conquista prepotentemente la scena intellettuale europea e statunitense nel periodo a cavallo del secolo, divenendo argomento fondamentale di discussione all'interno dei circoli radicali e socialisti allora molto attivi. È però un concetto che pervade tutto l'Ottocento, maturando all'interno degli ambienti intellettuali nonconformisti, per poi sposarsi perfettamente con l'utopismo che caratterizzò particolarmente la fine del secolo. Alla figura della New Woman era legata, infatti, quella di New Man, entrambe inserite all'interno della New Life. In questo periodo la New Woman inizia ad affermarsi; ciò avviene in un primo momento attraverso la finzione letteraria in cui vengono rappresentate donne intrappolate all'interno di opprimenti e ingiustificate convenzioni sociali, prive della possibilità di vivere una vita piena e di sfruttare tutte quelle capacità che possiedono in quantità pari ai loro compagni uomini. In una seconda fase l'ideale di New Woman diventa forza operativa che spinge numerose donne a fondare direttamente movimenti che ne rivendicano l'importante, fondamentale ruolo all'interno della società; esse organizzano importanti campagne sociali - per ottenere riforme in campo sanitario, educativo e, soprattutto, il diritto di voto - in grado di abbattere progressivamente quelle anguste convenzioni, e riaffermare in questo modo il loro diritto a una reinterpretazione tutta femminile della società e della storia.

2. Sulla rappresentazione del Sudafrica nel secolo scorso, scenario della nascita e delle prime importanti azioni della New Woman di Olive Schreiner, effettuata dai colonizzatori europei, inglesi in particolare, è interessante il testo di J. M. Coetzee, White Writing. On the Culture of Letters in South Africa, New Haven, Yale University Press, 1988.

3. E. Showalter, Sexual Anarchy. Gender and Culture at the Fin the Siècle, London, Bloomsbury, 1991, p. 204.

4. R. Iron (pseud), The Story of an African Farm. A Novel in Two Volumes, London, Chapman and Hall, 1883. In questo articolo si è usata l'edizione del 1951, con un'introduzione S. C. Cronwright-Schreiner, London, E. Benn Limited. D'ora in avanti indicato con l'acronimo SAF. Il romanzo esiste in traduzione italiana: cfr. O. Schreiner, Storia di una fattoria africana, introduzione di I. Vivan e traduzione di R. Duranti, Firenze, Giunti, 1986.

5. R. Rive (ed.), Olive Schreiner: Letters 1871-1899, Oxford, Oxford University Press, 1988, p. 218. D'ora in poi indicato con la sigla Letters.

6. Cfr. D. Middleton, Victorian Lady Travellers, Chicago, Academy Chicago Publishers, 1982 (1965), pp. 7 ss.

7. O. Schreiner, Undine, With an introduction by S.C. Cronwright-Schreiner, London, Benn, 1929, pp. 137-138.

8. Cfr. K. Schoeman, Olive Schreiner: a Woman in South Africa 1855-1881, Johannesburg, J. Ball Publishers, 1991, pp. 411-413.

9. O. Schreiner, Woman and Labour, London, Unwin, 1911, p. 158. D'ora in poi indicato con l'acronimo WL.

10. Cfr. J. Stuart Mill, La schiavitù delle donne, Milano, Sugarco Edizioni, 1992, pp. 128 ss.

11. R. B. Duplessis, Writing Beyond the Ending. Narrative Strategies of Twentieth-Century Women Writers, Bloomington, Indiana University Press, 1985.

12. Ibidem, p. 21.

13. Cfr. C. Clayton, "Olive Schreiner and Feminism", University of Cape Town Studies in English, 1983, p. 11.

14. Cfr. L. Stanley, Olive Schreiner. New Women, Free Women, All Women, in D. Spender, Feminist Theorists. Three Centuries of Women's Intellectual Traditions, London, The Women's Press, 1983, p. 189; R. B. Duplessis, op.cit., p. 27.

15. SAF, p. 229.

16. Cfr. R. Mazzanti, Lyndall's Sphinx: Images of Female Sexuality and Roles in The Story of an African Farm, in I. Vivan (ed.), The Flawed Diamond. Essays on Olive Schreiner, Coventry, Dangaroo Press, 1991.

17. SAF, p. 242.

18. Cfr. C. Bolt, Feminist Ferment. "The Woman Question" in the USA and England 1870-1940, Chicago, UCL Press, 1995, p. 33.

19. E. Showalter, A Literature of their Own: from Charlotte Brontë to Doris Lessing, London, Virago, 1982, p. 13.

20. Ibid.

21. Cfr. C. Clayton, op. cit., p. 11.

22. C. Bolt, op. cit., p. 9.

23. Ibid., pp. 9 ss.

24. Letters, p. 66.

25. O. Schreiner, From Man to Man, or Perhaps Only..., With an introduction by S. C. Cronwright-Schreiner, London, Unwin, 1926. D'ora in poi indicato con l'acronimo FMM.

26. Ibid., p. 38.

27. Letters, pp. 65-66.

28. Ibid., p. 179.

29. Ibid., p. 84.

30. E. Showalter, op. cit., p. 193.

31. Ibid., p. 13.

32. SAF, p. 208.

33. WL, p. 144.

34. Così lo definisce Vera Brittain, attribuendo alla lettura del testo schreineriano la sua conversione finale e assoluta alla causa del femminismo. Cit. in P. Stubbs, Women and Fiction, Feminism and the Novel 1880-1920, London, Methuen, 1981 (1979), p.114.

35. WL, p. 21.

36. Letters, pp. 64-65.

37. WL, pp. 20-21. Corsivo nel testo.

38. Ibid., p. 107.

39. La Schreiner scrisse I Thought I Stood nel 1887, durante un soggiorno italiano ad Alassio. Il racconto apparve in Dreams, London, Unwin, 1890. In mancanza del testo originale ci si è riferiti alla raccolta di C. Barash (ed.), An Olive Schreiner Reader, London and New York, Pandora Press, 1989, p. 151.

40. WL, pp. 144-145.

41. O. Schreiner, An English South African's View of the Situation: Words in Season, London, Hodder & Stoughton, 1899.

42. O. Schreiner, Closer Union. Letter on the Principle of Government, London, Fifield, 1909, p. 18.

 


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