Le antologie
dei concorsi de Il Club degli autori

Antologia del premio letterario
Poeti dell'Adda 2007

 Indice
 
Prefazione di Massimo Barile - Albo d'oro dell'edizione 2007 - Danilo Abbati - Ida Acerbo Rossi - Erik Addis - Erminio Alberti - Sabrina Antonuccio - Antonino Arcidiacono - Maura Arena - Sergio Baldeschi - Anna Maria Barberis - Gabriella Barbero - Giuseppina Barzaghi - Sara Bassot - Stefania Belli - Bibiana Bellini - Ernesto Bertino - Marcello Bianchi - Anna Maria Bianchi Bisaglia - Sabina Bignami - Miriam Luigia Binda - Antonella Bolis - Cosimo Bozzotta - Roberta Brizzolari - Gianni Burroni - Vinicio Buttarelli - Luciano Cacciavillani - Ilaria Castelli - Antonino Causi - Simona Chiesi - Antonietta Ciccarelli - Giulia Cinti - Fabrizio Consoli - Simona Conte - Lina Cornia - Flaminia Corti - Manuela Maria Costantini - Carol Cravero - Maurizio d'Armi - Mario Damiani - Gianluigi De Marchi - Andrea De Palma - Valeria De Perini - Antonio De Rosa - Luigi De Rosa - Maurizio Di Benedetto - Salvatore Di Lorenzo - Mauro Domenella - Angelo Feggi - Alfredo Ferranti - Micol Ferrara - Lucia Finessi - Emilia Fragomeni - Laura Francini - Egidio Fusco - Marzia Gaetani - Giuliana Galimberti - Enzo Galizia - Valentina Gallina - Girolamo Galluccio - Stefania Galluccio - Maria Letizia Gangemi - Roberto Giannoni - Annalisa Giorgino - Maria Francesca Giovelli - Sara Giubellini - Mario Giugovaz - Marco Greco - Andrea Gregori - Chiara Grieco - Grazia Gugliotta - Mariella Guida - Endi Hasho - Pellegrino Iannaccone - Rita Lama - Paola Lenci - Veronica Leoni - Liliana Lepanto - Carla Lottero - Mariano Luccero - Elio Lunghi - Licia Maccapan - Ivonne Maestroni - Giorgio Maggio Cavallaro - Claudio Malatini - Morena Manicardi - Elsa Marangoni - Chris Mao - Fulvia Marconi - Fulvia Marconi - Chiara Marinoni - Demo Martelli - Claudio Martini - Francesco Mastinu - Sabrina Mattioli - Lucia Morri - Agata Motta - Jenny Muraro - Comasia Nitti - Carla Noro - Maurizio Orsi - Diana Osti - Maria Piera Pacione - Liliana Paparini - Stefano Pasquale - Mario Petillo - Ivano Petrucci - Bruno Pettene - Barbara Piazza - Elvira Pierannunzi - Carla Pieroni - Gennaro Piscitelli - Andrea Polini - Eva Polli - Rosa Prezioso - Paola Quilici - Elisa Ramazzina - Ermano Raso - Gianluigi Redaelli - Inma Rico Muñoz - Marica Rizzo - Manuela Rossi - Enea Rotellini - Anna Ruotolo - Silvana Santoro - Luisa Sarullo - Adriano Scandalitta - Simona Sgherri - Roberto Silleresi - Marziano Soggetti - Matteo Sonego - Isabella Sordi - Sara Staffolani - Angelica Taromboli - Carla Tedde - Sara Teodori - Giuseppina Terranova - Azzurra Tiburzio - Carla Tombacco - Stefano Tonelli - Petra Trivilino - Marco Urano - Simone Varone - Anna Maria Velletrani - Silvia Verso - Rodolfo Vettorello - Loredana Villani - Silvana Zamariola - Stefano Zangheri

 
Antologia del Premio letterario Poeti dell'Adda 2007 - aprile 2008 - 14x20,5 - pagg. 160 - Euro 18,00 - ISBN 978-88-6037-5551

 
Come avere l'antologia
Prefazione


La presente antologia raccoglie le testimonianze poetiche degli autori che hanno partecipato al concorso «I Poeti dell'Adda 2007».
L'unico modo per ricordare o rivitalizzare qualche frammento esistenziale o visionario non è forse dare spazio alla passione, al tentativo di ricreare una luce che possa aprire innumerevoli spiragli per dissolvere le ombre di questo mondo? Le poesie attingono alle emozioni disciolte nei giorni della vita, alle illusioni infrante, ai sogni svaniti, alle solitarie rifiessioni che hanno fatto nascere il desiderio di mettersi in ascolto di ciò che veniva dal cuore. Ecco allora dispiegarsi le invenzioni, bruciare gli ardori, venire in superficie le contraddizioni, espandersi l'entusiasmo... per avvicinarsi alla sorgente.
Umanamente alla ricerca del nutrimentum spiritus, della medicina animi, possiamo alzare le spalle con quel tipico gesto d'indifferenza o possiamo arrivare davanti alla tribuna del mondo ad ascoltare e cercare di capire chi siamo e cosa vogliamo veramente.
Un continuo disvelarsi, fino all'ultimo verso, abbandonando le incertezze o le false apparenze, per cercare di andare all'essenza autentica.
Grazie di cuore per aver reso possibile tale impresa. Le vostre parole fanno onore a questo concorso di poesia.

Massimo Barile
Presidente della Giuria del Premio


 
Albo d'oro dell'edizione 2007


La Giuria della dodicesima edizione del Premio di Poesia I Poeti dell'Adda 2007, presieduta da Massimo Barile, dopo attenta valutazione delle opere pervenute ha decretato la seguente classifica:

  • Opera 1^ classificata: «In divenire» di Roberto Silleresi, Baganzola (PR).

    Questa la motivazione della Giuria: «Roberto Silleresi è alchimista della parola, diabolico inventore di illuminazioni e, come un illusionista, nasconde la vera sostanza del suo pensiero all'interno di metafore, d'immagini ricercate e di parole estrapolate da un vocabolario attentamente studiato, soppesato, filtrato dall'esperienza. L'uomo-poeta, Roberto Silleresi, è ammantato di una discrezione che in molti dovrebbero perseguire, quasi a celare la propria immagine per non rendersi palese e prevedibile, ed è proprio questa la scintilla emanata prima dall'essere uomo e poi nel farsi poeta, quel "detestare d'essere prevedibile" in un mondo Il verso che apre questa poesia è già una presa d'atto della condizione dell'essere umano. La nostra vita inizia con le "favole" e finisce con l'aria salata a "irruvidirci la bocca": non siamo che ingenui sognatori, quasi bastassero cinque lettere, AMORE, per farci respirare, per permetterci di gustare la vita fino in fondo, per Errabondi ricercatori che corrono solo in una direzione, vorremmo sognare senza fare i conti con il tempo che passa: donne e uomini che osservano le onde spegnersi sulle sponde come a constatare l'eterno svanire d'ogni illusione. Solo il poeta raccoglie la sostanza, solo il poeta sa cosa significa sbranare la propria pelle, rinverginare la propria storia, raccontarsi disperso nella notte fonda mentre il buio si impossessa del corpo. Tutto può tradire e, come lo scorpione, in cauda venenum, le "effusioni" di gente anonima, il falso bacio iscariota, il mercimonio della dignità conducono sino "all'estuario del dolore". Quasi tutto, ormai, è come acido fenico che corrode, nugolo di insetti che svolazzano sopra acque stagnanti mentre il furfante Il virus della sconfitta storica della poesia risiede nella dolciastra ferocia di questa nostra società civile: le parole non urlano più, il mondo ormai è "senza pupille". Ed io che ancora sto scrivendo, per inseguire l'urlo ancestrale, in questa notte scura come basalto, non ho ancora compreso se sarà Roberto Silleresi a ringraziare me per queste parole che nascono dal terreno fertile della sua poesia o se dovrò essere io a ringraziare lui. Prima o poi».

Massimo Barile




  • Opera 2^ classificata: «Spiragli» di Mauro Domenella, Castelfidardo (An).

    Questa la motivazione della Giuria: «Sull'"orlo di emozioni" Mauro Domenella estrae quel "frammento di tempo" che rivela la fatica di vivere. Il lento constatare dell'inevitabile naufragio d'ogni speranza: la consapevolezza, l'incolpevolezza, la ricercata saggezza nella semina dei giorni e nella capacità di sognare, nonostante la fragilità umana. Mauro Domenella sradica il ricordo dal sedimentarsi dello stesso nel tempo, svela il "sudario di ognuno", rivitalizza il "cuore di chi resta". È questo il tentativo di dar sapore alla vita e di rendere effervescente la sostanza vitale, come quell'avventurarsi nell'impresa di trovare "spiragli" di vita che infondano una sferza d'energia: l'impulso a vivere».

Massimo Barile




  • Opera 3^ classificata: «Sul sentiero dell'anima» di Maria Francesca Giovelli, Caorso (PC)

    Questa la motivazione della Giuria: «Una poesia è viva quando "la parola si svela fino in fondo": dopo l'abisso, dopo il brivido che sale nella schiena, quando "l'anima è rivolta al suo sentiero". Vivere come in sospensione, rapiti dalle immancabili fughe verso l'esterno di noi stessi, fagocitare il grido in solitudine: è questo quell'"incidere nella vita con le proprie parole" quasi a "graffiare" l'esistenza dalle pareti di una stanza. Non esiste un "luogo" del pensiero, delle emozioni nè delle visioni: c'è solo il senso delle cose da ricercare, il profumo inebriante del viaggio solitario. La soluzione è abbandonare le elucubrazioni inquinanti per giungere all'esito genuino, alla verità, anzi, ad una delle verità».
     

Massimo Barile




  • Opera 4^ classificata: «Riemergeremo un giorno» di Luisa Sarullo, Sassari.

    Questa la motivazione della Giuria: «"Riemergeremo un giorno" alla ricerca di certezze antiche e dimenticheremo questo mondo assediato, questo labirinto in cui è difficile trovare la via d'uscita. Luisa Sarullo apre lo scrigno dell'inquietudine e lascia alle parole il compito di fare i conti con l'incoscienza e con le ferite di questa vita. È in questo marasma che si alimenta l'idea di cercare l'"esilio", la volontà di allontanamento da questa devastazione mediatica. Nell'ultimo tentativo poetico, Luisa Sarullo riprende un "segnale di speranza" con parole decise che nascono da uno sguardo profondamente critico».
     

Massimo Barile




  • Opera 5^ classificata: «Ucronia» di Stefano Tonelli, Milano.

    Questa la motivazione della Giuria: «Stefano Tonelli è poeta delle "cose perdute", costantemente assediato, come tutti noi, da Chronos. La parola, costretta nella sua essenzialità, riporta la personale descrizione immaginaria, eppure plausibile, di frammenti esistenziali che poggiano su ipotesi. La presa d'atto di Stefano Tonelli è la constatazione d'una realtà certamente tormentata "viviamo in un eterno presente/di vani piaceri ingordo/e triste di ciechi ideali". Non rimane che accertare la condizione sofferente della stagione della vita che si sta vivendo: quasi una visione d'un carcere dell'anima che vede l'"ego" ripiegato nell'"ucronico tempo" dove la vita è "strano e curioso accidente". La visione è pervasa da una naturale malinconia che Stefano Tonelli porta dentro di sè: il tormento lacerante viene riversato nelle parole che generano le poesie come a dover sopravvivere ad uno stato d'animo divorante ed inevitabile».

Massimo Barile




  • Opera 6^ classificata: «Assenze» di Emilia Fragomeni, Genova.

    Questa la motivazione della Giuria: «Nella poesia di Emilia Fragomeni la fusione tra pensiero e sogno oltrepassa il tempo, tra silenzi, incanti e sublimazioni. Quando si confondono i sogni con la realtà e la memoria trafigge, mentre si "rovista" nel proprio Io, si può ancora, nell'ultimo tentativo, alimentare quel bagno di fuoco che fa palpitare davanti alla vita. La vita è ancora pulsante e il profumo antico d'amore ricerca nuove direzioni, nuove sponde sulle quali approdare. Emilia Fragomeni estrae parole che tentato di rinvigorire le "ore immemori" e i giorni della vita son come "grani di rosario" sepolti tra le vaghe emozioni e le promesse disperse nel vento. Nell'incessante "cercar parole", Emilia Fragomeni riporta con fedeltà la sua visione poetica, per ritrovare l'essenza tra frammenti di vita, passi stanchi, silenzi e... assenze».
 
 

Massimo Barile




  • Opera 7^ classificata: «Le mani» di Rodolfo Vettorello, Milano.

    Questa la motivazione della Giuria: «Nella visione di Rodolfo Vettorello, le mani, simbolicamente, diventano specchio dell'anima e riconducono all'identità. Le mani come "ragnatele di segni", come "labirinto di destini tracciati". La linea della vita e la linea dell'amore, le cicatrici che ricordano giorni lontani, i segni lasciati sulla pelle da questa faticosa vita. Rodolfo Vettorello, con fulminee immagini, rende in modo efficace ed intenso, una personale visione lirica che nobilita le mani dell'Uomo e le innalza a testimonianza d'un giusto vivere. Devastante e, al contempo, sublime la chiusa della poesia: "guardo sempre negli occhi/ chi mi parla/ma nascondo le mani/quando voglio/ restare sconosciuto/ e ancora solo"».

Massimo Barile




  • Opera 8^ classificata: «Metallo liquido» di Valeria De Perini, Chioggia (VE).

    Questa la motivazione della Giuria: «Valeria De Perini avvolge in uno scenario irreale: tra fusione che inghiotte ogni cosa, voluttà crepuscolari e illusione che dilata all'infinito. Una creatura divorata dall'amore come a nutrirsi di fragranze inebrianti e di veleni. "La realtà è metallo liquido in cui annego", un sogno dove "annaspo": ecco allora il prosciugarsi causato dalla malinconia, il deragliare dai binari della vita, le parole da sostituire con altre, alla ricerca d'un nuovo ardente fuoco, d'un nuovo amore che non sia da annoverare tra le "occasioni perdute"».

Massimo Barile




  • Opera 9^ classificata: «Come sassi lanciati di piatto» di Claudio Malatini, Cremona.

    Questa la motivazione della Giuria: «Nell'incessante ricerca dell'autentico senso d'un vivere quel "lanciare di piatto i sassi per contarne i balzi" diventa per Claudio Malatini come osservare la vita che, piano piano, si deposita sul fondo dopo il fiusso e il rifiusso, dopo il lento filtraggio delle emozioni, come a lasciarsi trasportare dallo sfociare inesorabile d'una sorgente che inesorabilmente lascia sedimenti. Nel presente ci si trova a "contare i giorni" mentre le "ore consumano la vita" all'ombra di ricordi che lentamente "volano via". La drammaticità dell'infinito in un dissolvimento lirico che consuma seduzioni, vibrazioni e pulsazioni in una presenza-assenza, tanto vertigine immane quanto piacere estatico. In attesa della suprema trasfigurazione».

Massimo Barile




  • Opera 10^ classificata: «Ora che tutto ci appartiene» di Bruno Pettene, Salizzole (VR).

    Questa la motivazione della Giuria: «"Ora che tutto ci appartiene" di Bruno Pettene è la desolante e sofferta presa d'atto che non sappiamo più vivere con lo stupore: obbligati dalle regole sociali, limitati dalle convenzioni, imprigionati nella maschera che deve ingannare, plastificati davanti ad un televisore ormai refrattari a dialogare e comunicare con gli altri. Ecco il totale annullamento dell'imprescindibile contatto emotivo. Una sorta di conteggio alla rovescia che riporta al nulla, che disperde la vita in strategiche mosse ormai inutili. Bruno Pettene scoperchia le "bare oscure di silenzi", fa scintillare la parola come lama, per vibrare fendenti alla desolante condizione esistenziale: alla ricerca di valori autentici, alla scoperta di nuove verità. Mai dimenticando che possono anch'esse svanire subito».

Massimo Barile




Risultano Segnalati dalla Giuria con attestato di merito gli autori delle seguenti opere:

  • «A Friederich Hölderlin» di Maria Gabriella Meloni, Morena (RM).
  • «Del Figlio» di Andrea De Palma, Biella - Chiavazza.
  • «E mi fermai là» di Ermano Raso, Racconigi (CN).
  • «L'umore del glicine» di Chris Mao, Ormea (CN).
  • «La vecchia» di Petra Trivilino, Cappelle Sul tavo (Pe).
  • «Ora che so...» di Liliana Paparini, Bresso (MI).
  • «Passante provvisorio» di Sergio Baldeschi, Montecerboli (PI).
  • «Semplicemente» di Jessica Malfatto, Paderno Dugnano (MI)

La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato 19 gennaio 2008 presso il Teatro San Gaetano di Melegnano.

ERIK ADDIS

Buio Romantico

Essere persi in attimi di vita,
ritrovarsi alla luce del buio,
puro caso...
Cambiarsi al rintocco del minuto,
sguardi,
pieni di vita,
rincontrarsi alla luce del buio,
puro caso...
Trovare il coraggio per una parola,
ritrovarsi nell'oscurità,
merito degli occhi,
facile per chi vuole amare...
Ora il coraggio per un'emozione,
forte,
conoscersi senza perdersi,
il gioco più duro,
attimi di vita da ritrovare,
luce già accesa,
buio romantico...


SABRINA ANTONUCCIO

Vita

Sempre più struggente questa routine.
Solite azioni, parole sempre identiche,
movimenti lenti e noiosi.
Poi, d'improvviso,
una soave brezza,
fresca e nuova,
irrompe in questa vita piatta.
Le tue risa e i tuoi scherzi,
rallegrano giornate anonime.
Pochi attimi tra di noi,
abbastanza impetuosi
da ridare a questa vita
ossigeno nuovo.



TORNA ALL'INDICE
ANTONINO ARCIDIACONO

Senza violenza
 
Nel mio silenzio scorgo girare
un pianeta nuovo
Spesso mi diletto a contemplarlo
con gli occhi della mente,
a considerarlo.
È un mondo cheto e pacifico:
in esso, ognuno professa
i suoi diritti
in libertà e sicurezza
perché grazie al cielo
la violenza, rifiutata ed elusa
da tutti,
perì miseramente di solitudine.
Nel mio pianeta
c'è un solo mondo
e ognuno si pregia servire
il suo prossimo.

SARA BASSOT

Una mattina...

Una luce lontana, intensa
nel buio completo, è Dio?
Macché, è solo il primo mattino
che vuole svegliarmi,
che vuole liberarmi dal nero intorno a me.
Mi rigiro nel letto, un po' stretto.
Un gattino fa "miao"; è mio?
Ma no, è solo un bambino
che vuole giocare,
che vuole liberarmi dalla stanchezza che è in me.
Ancora un po' sogno; ah, sì,
volavo nel cielo: è vero?
Con te, con te angelo mio,
che vuoi farmi capire
che c'è un mondo là fuori che aspetta anche me.
Un brivido freddo, su e su,
trapassa tutto il corpo, c'è l'ho?
Ma certo che ho un corpo
che devo far vivere
fino all'essenza dell'essere, dell'essere me.
Allora mi alzo, se riesco,
e recupero il senso di gravità, ma và?
Ma lo spirito umano
è stato ascoltato
e non eliminato, e con la faccia al cuscino mi impossesso di te.



TORNA ALL'INDICE
STEFANIA BELLI

Pensieri

Disegno nelle nuvole i miei pensieri
tinti dai colori accesi del cielo...
e mi tuffo come un'onda nel mare della
mia vita inquieta, naufraga...
ricompongo le forme componendo un pensiero
nitido e chiaro e mi immergo in un
arcobaleno di emozioni che stringo al cuore!...



Fotografando...

Fotografando la mia vita coloro i momenti bui
e faccio tesoro delle esperienze dure
per rendere preziosi gli attimi...
riprendo in mano la vita prima scivolata via,
così persa, lontana...
ricostruisco i pezzi come in un puzzle e li
sistemo, facendo ordine nei pensieri...
nell'anima... ora più ricca, ora più sincera...
emozionandomi ancora penso all'amore disegnandone
i contorni un po' sbiaditi, un po' sfocati e
fotografo la mia vita...
come la più incredibile delle avventure...
unica, ineguagliabile!...


BIBIANA BELLINI

Poeta

...Poeta di se stesso, che mai solo con amore e candore, suona le corde
dell'inchiostro con calore.
Rischiara l'alba con la rima, che scivola sul foglio con la china e,
addestra la sillaba che sopraggiunge per prima.
Evanescente, il mondo di parole incandescente, che con la testa
dell'artista non solo evidente, porta lacrime negli occhi della gente.
Commozione che dal profondo sale e viene in superficie, per creare un
attimo di luce, che è quella che poi a se induce, le parole che il poeta
produce.
L'espressione espressa è spesso dimessa, e da il via con fierezza ad ogni
scritto che si compone, per dar spazio all'emozione.
...Canta oh, poeta di te stesso, lascia libera la mente di creare, fai vibrare
corde del cuore che neanche sai di avere e valica le cime del sapere, per
farci godere della rima in tuo potere.



TORNA ALL'INDICE
ERNESTO BERTINO

L'ultimo giorno di lavoro

Ti ho vista arrivando in ufficio,
gentile, briosa, anziana signorina
arrivata per prima
come fosse normale mattina.
Eri in piedi a occuparti di carta,
il computer già acceso
in attesa del caffè mattutino,
rito iniziale con colleghe vissuto.
Ma non è una normale mattina
gentile, briosa, anziana signorina!
Con oggi tu chiudi un passato
con intensa emozione vissuto
attraverso i racconti di quanti
hai seguito nel mondo ascoltando
i loro veri o falsi problemi
ma comunque sempre cortese
dedicando la giusta attenzione.
Il tuo libro va avanti oggigiorno
gentile, briosa, anziana signorina
ed un nuovo capitolo inizia...
Che il tuo brio ti segua, speriamo,
e il futuro ti porti lontano.

(20/12/02)


ANNA MARIA BIANCHI BISAGLIA


Qualcuno disse:
"E tu, o Dio, dov'eri?"
Ma perché
ti si incolpa
dell'imbecillità
umana?
Tu, Dio, eri lì
inginocchiato
e piangevi con loro.
Afferravi le piccole mani
protese nel nulla,
toglievi i pesanti massi
dai corpicini feriti.
Ai più piccoli e più deboli
desti le ali
ed il Paradiso.
E gli altri rividero
il sole ed il cielo.
Ed ora tu, o Dio,
asciuga le lacrime
delle madri
e lenisci il dolore
di un popolo affranto.


Sogno

Sulla costiera
di cristallo
guardavo
trepide onde
frangersi
dolenti
sull'arido scoglio,
come sogni
contro il muro
del risveglio.


TORNA ALL'INDICE
GIANNI BURRONI

Il desiderio del poeta

Lussuoso il vezzo del poeta.
Delle parole fa uso innalzandosi alla gloria,
da sfoggio di vanità e racconta la sua storia,
canti, gioie, frustrazioni e noie
nella solitudine il poeta gioisce e si commuove.
Pretenzioso il vanto del poeta.
Si atteggia a supremo pensatore dell'essenza,
nel narcisismo declama la sua fastosa presenza,
dei suoi pensieri crea una virtù,
alza gli occhi al cielo e scrive un verso in più.
Fantastica l'abilità del poeta.
Scrive poesie senza avere una meta,
non si pone obiettivi e scorre sulla seta,
amante della vita e del piacere carnale,
si •nge solitario eremita celestiale.
Contraddittorio il fascino del poeta.
Può sembrare presuntuoso, ozioso, scandaloso,
o amante delle feste e nel cuore fantasioso,
può sembrare solitario, scorbutico, irritante,
o più semplicemente il perfetto amante.
Le donne dolci ne adorano la sensibilità,
per quelle più acerbe non ha virilità.
Meravigliosa l'arte del poeta.
Il sogno scorre come il pennello sulla tela,
ogni rima ha un suo tono e crea l'atmosfera,
vaga la mente ed immagina la scena,
la perfezione è ambita come assurda chimera.
Improbo il desiderio del poeta.
Non potrà mai esistere la poesia più bella,
l'imperfezione sarà sempre sua anima gemella.


ANTONINO CAUSI

Sii te stesso... e non cambiare mai

Sii te stesso e non farti tentare dal facile,
perché questo è degli indolenti,
mentre il difficile porta al prodigio.
Sii te stesso e buono d'animo,
perché così si può conquistare tutti,
mentre la malvagità ti allontanerà e
ti porterà verso la solitudine.
Sii te stesso e non farti affascinare
dal denaro e dalla ricchezza ma
usali come strumenti per il bene
e per la solidarietà del mondo.
Sii te stesso e trova sempre lo spazio
per l'amicizia, perché attraverso l'amore
vive lo spirito d'unione.
Sii te stesso... e agguanta l'onestà e
la sincerità... e non cambiare mai.



TORNA ALL'INDICE
GIULIA CINTI


Abisso blu
 
Immenso manto acquoso
da tempo immemore creato
Cantore del presente
Custode del passato
Alleato di lidi avversi
per secoli solcato
da viaggiatori alla ricerca di un sogno.
Enigmatico mutevole mosaico
di gocce
polimorfico Regno di Nettuno
risorsa inesauribile inestimabile.
Una calda brezza
quasi divina
mi conduce tra i fiutti...
adoro l'idea di perdermi nell'
Abisso Blu.

Estasi cosmica
 
Errante
vaga in cerca d'esperienze terrene
l'Anima
trova tesori inestimabili
di tanto in tanto torna...
s'immerge tremante in acque fanciullesche
... e fuggiasca
sfiora lidi lontani
assapora soffici colori vitali
ode vigorosi sussulti
ignara insegue insegne luminose
... e ansiosa
attende di essere rapita dall'
Estasi Cosmica.


FABRIZIO CONSOLI


La pioggia

A volte
i nostri corpi diventano
leggeri come nuvole
si rincorrono
si sfiorano
si cercano
fino a divenire un'unica nuvola
Poi sfiniti si abbandonano
La pioggia
che lascia il cielo terso.



TORNA ALL'INDICE
SIMONA CONTE


Non mi sazio mai
 
Non mi sazio mai
del tuo bel viso
dei baci che mi neghi
spietato
non foss'altro
per quel tuo collocarmi
eterna seconda.
Non sono la tua preferita
lo so, e lascio che vi
cerchiate
(gli amanti di sempre)
nel vostro medesimo sentire
son io che non c'entro
senza gelosia apparente
mordo il freno e mi placo
pensando che l'altro
comunque
al tuo fianco
saprà occuparsi di te.
Figlio distratto
timoroso di mostrare
il lato peggiore di sé
non temere,
so che mi ami meno
(non è colpa tua)
farò sì che mi basti.

FLAMINIA CORTI


A te che sei

Sono un grumo di vivo dolore
racchiuso, celato, forse protetto
da un duro nocciolo
d'ignoranza
dentro
pulsa
profondo
l'Amore più grande
accettalo, Ti prego
e questa vita
non sarà stata vana



Il Canto della Vita

Nulla conosco ma di cuore sento
musica fuori, musica dentro
il canto della Vita che ci adora
il canto della mamma che ti culla
il canto d'usignolo t'innamora
il canto del tuo Dio ti rassicura
siam parte tutti dello stesso Amore
che scioglie il cuore e placa ogni dolore
Viviamo nel colore, siamo colore
di tante sfumature pennellati
dal Creatore
la luce che c'illumina dal cielo
ci dà calore e scioglie ogni dolore
Nulla conosco ma di cuore sento
colore fuori, calore dentro
la forza della Vita che ci adora



TORNA ALL'INDICE
MARIO DAMIANI


Preghiera dell'arbitro
 
O Signore proteggi l'arbitro
che dirige
e partite di calcio.
Fa che sia
onesto, caparbio, imparziale.
O DIO dagli
lo sguardo delle aquile
lo scatto dell'antilope,
perché sia più
vicino ai giocatori
e alle azioni di gioco.
Perché sul prato verde,
con le magliette
si formi un arcobaleno di pace.
Perché tra i giocatori,
dirigenti e pubblico,
regni la sicurezza
la gioia e l'onore.
E ritornino le famiglie
a sorridere negli stadi.


LUIGI DE ROSA


In memoria di mio padre
 
Quanto più mi sforzavo, in gioventù,
di esserti, e apparirti, dissimile,
tanto più, in questi miei anni maturi,
mi accorgo che ogni giorno ti assomiglio
un po' di più.
Mi mancano i tuoi occhi indagatori
che scrutavano con ansia i miei ritorni:
non fan più capolino dietro i vetri
di quel palazzo alla periferia
dove vivevi, in autoisolamento,
con la tua terza moglie, e poi, di nuovo
rimasto vedovo, avresti voluto
vivere a lungo con una badante
straniera, bella, e soprattutto mite.
Sempre più spesso mi sorprendo a parlarti
come se tu mi fossi accanto, e ti confido
cose che, da unico figlio, non avrei
mai osato rivelarti, e riascolto,
stavolta con piacere,
le tue storie passate, quelle per cui
a ogni racconto tutto si ripete,
ed è già stato detto, e scritto, tutto.
Tu continui a sorridere, bonario,
dietro i baffetti, con quel tuo sorriso
intelligente e ironico:
come al solito, forse, non mi ascolti
ma vuoi farmi capire, anche in silenzio,
che viene un giorno in cui non vale più
la pena di soffrire questa vita
senza sognarne un'altra, assai migliore.



TORNA ALL'INDICE
SALVATORE DI LORENZO


Poeta (04/09 Comunità Fratello Sole MT)
 
Penna a sfera sono le armi
che usa il poeta nascosto
al resto del mondo.
Se un giorno scrivessi
la storia della mia vita
sono certo che l'Iddio del cielo
guarderebbe le mie mani
per dirmi che io sono triste
e la notte accecherebbe
ogni illusione d'autore.
Sono io che metto su carta
le pie sensazione e i miei dolori.
Trascrivo al vivere d'ogni giornata
sono lo stesso bambino del tempio
colui che giocava e rideva
nei campi permeati di un verde speranza
sono colui che non tramonta
al primo calar del sole
ove si accende un'idea o una poesia.
Poi scrivo felice di essere in vita
a scrivere per te che non puoi.


 
Canto invernale (02/99 Foggia)
 
Primo canto,
e poi penso, all'inverno che verrà.
Certamente si sa
che siamo prossimi alla primavera.
Perciò ti lascio
una musica invernale,
per ricordo di tante poesie,
e tanto lavoro.


LUCIA FINESSI


Fiordaliso
 
Ti tiene fra le mani
il tuo passato
scrutandoti perplesso
fragile fiore
sciupato
Vago sentore di grano
reclinato fiordaliso
fra papaveri e spighe
gambo reciso
Disperse estati
sgranate
nel pulviscolo del tempo
come pannocchie dorate
Ultima goccia di rugiada
spinta da paura
s'appoggia e scivola
non può placar l'arsura
Sete d'avventura
ebbro d'illusione
il tuo passato
è per te prigione



TORNA ALL'INDICE
MARIELLA GUIDA


Milan l'è 'n gran Milan
 
Milano,
urbana e cosmopolita,
signora, primadonna, di Lombardia
ha come simbolo ieratico, d'iperdulia,
l'immacolato Duomo
dedicato a Santa Maria
Nascente, la Madunina,
Astro fulgente,
Svetta l'aurea statua, aerea,
e benedicente,
che si staglia nel cielo, destando meraviglia,
sull'altissima, mistica guglia,
sacro simulacro, metaforico lavacro
dell'anima cittadina.
Meneghina per antonomasia,
ascetico colostro metropolitano
che nutre, per retorica,
la fede e il campanile dell'antica Mediolano,
d'etimo celtico "terradimezzo", "lanainmezzo" in latino,
riferito alla lanugine suina dello zoomorfo emblema sullo stemma
Sant'Ambrogio è l'amato Patrono,
celebrato dalla tradizione,
la cui festa apre, della Scala, la stagione.
Magione sforzesca è
il castello medioevale
nel bel mezzo dell'ampio piazzale,
centrale topografia, ubicazione strategica
dell'omonima signoria,
fascino e magia,
dell'operosa megalopoli...
"Milan l'è 'n gran Milan" si dice in vernacolo,
umano ed economico miracolo!


RITA LAMA


Gocce di pioggia
 
Gocce di pioggia mi bagnano il viso;
lacrime fredde mi penetrano nell'anima.
La terra bagnata sembra d'argento;
nel gran letto del cielo, nuvole bianche
dalle forme più strane.
Ogni cosa è detersa, pulita.
Pioggia d'argento, con tocco divino
lava le mie grosse ferite, dissolvi
le mie angosce, fuga le paure che
mi tormentano e mi rendono la vita
non degna di essere vissuta.
Ma lasciami i ricordi!
Perché, senza i ricordi l'uomo è
senza cervello, senza passato,
solamente un robot.
Tra i tanti volti amati e perduti,
ci sarà almeno uno,
quello paterno o materno,
di un principe azzurro sognato o svanito
che mi avrà regalato ore felici
e degne di essere vissute.
Tra i tanti dolori quel volto aprirà
Il cuore alla gioia.
L'aura fresca mi fa sentire rinata;
un raggio di sole m'illumina tutta.
Sorrido. La Dea Speranza mi lascia le spalle
E al mio fianco cammina.



TORNA ALL'INDICE
PAOLA LENCI


Nei tuoi occhi c'è una luce
 
Nei tuoi occhi c'è una luce,
dell'amore, la magia;
del cuore, la poesia;
e disseti la mia pace.
Son contento anima mia,
son contento, e sai perché?
Sei tu un dono, sei per me.
Sei nel canto, melodia.
Sei la voglia di andare.
Sei la gioia sulla pelle.
Sei la luna e le stelle.
Sei l'azzurro: cielo e mare.


VERONICA LEONI


È nata
 
La lunga estate calda
il giallo il rosso che si fondono al tramonto
l'azzurro quotidiano
e il blu notturno che penetra le cose
piano, piano
lentamente
stanno scomparendo.
Il freddo sfiora la terra
la tocca
entra nella sua pelle
un dolce tremolio e
la terra sobbalza... di piacere
profumi genuini, spontanei
di cose fresche
appena nate.



TORNA ALL'INDICE
LICIA MACCAPAN


Oblio
 
Un fiore appassito sul grembo tenevi,
con le dita rugose
ne accarezzavi i petali privi di rugiada.
Lo sguardo perduto, a cercar ricordi lontani,
e intanto le labbra sottili sgranavan preghiere.
Immobile,
mentre intorno ronzava la vita.
Poi un palpito,
un guizzo negli occhi cerulei,
ti donava un presente a te estraneo.
Tacevi,
sol col cuore parlavi
a chi accanto ti scivolava,
volgevi lo sguardo e donavi un sorriso.
Un attimo
e tornavi a vagare in un mondo sol tuo,
e intorno scendeva un velo sottile
che tutto celava in un silenzio di bambagia.


CHIARA MARINONI


Non solo pioggia
 
Cade velata
accarezzando il fiore,
che timido appare.
Vermiglio è il melograno
della terrazza.
Urla a strapiombo
il vento
e cupo spruzza al mare
arrabbiato,
tra massi neri.
Squarci di cielo,
saette improvvise
illuminano
lo scroscio impazzito,
che taglia il viso.
Trieste è il tramonto
senza rossore.
Solitarie ormai
le gocce,
danno spazio
al plenilunio,
dal buio mantello
che tutto ricopre.


(30/05/07)



TORNA ALL'INDICE
CLAUDIO MARTINI

Coltivare una piantagione di parole
non deve essere così difficile
a seminarle ci pensano le stagioni
alla crescita le emozioni
è la raccolta che rende tutto più difficile
sei tu che le devi sfilare
dalla loro sede naturale
lo devi fare con sveltezza
tenerezza
come il bambino con la madre
sul foglio poi le stendi
sperando che rimangano
così come son nate
non troppo chiuse
abbastanza aperte
per poter essere dimenticate
e ritornare a seminarle.


AGATA MOTTA


Tu, donna
 
Tu, donna,
in passato oltraggiata e disprezzata tanto,
sei una persona: una creatura divina,
"sentinella dell'invisibile",
presenza considerevole,
segretaria oculata per coloro che ami.
Tu sai che dietro ad un grande uomo
c'è sempre una donna.
Guerriera di tutti i tempi,
la tua forza d'animo è immensa.
Tu sai che quando mediti,
ascolti un soffio angelico bisbigliato
e definiscono sesto senso
la tua capacità intuitiva.
Tu sai
che l'esplosione gioiosa
delle sportive " eccezionali"
è il frutto di un'intesa:
la voglia di sfondare, la passione per lo sport,
il tacito orgoglio, la molta carica, la speranza, l'unione!
Tu, donna,
il cui nome assapori di più
appena nasce il primogenito:
lì ti senti completa.
Tu vali per te stessa e gratifichi chi ti è affine.
Conosci la sublimità dell'amore
quando esso supera il potere;
mentre la tua creatività vibra
e illumina i sentieri del cuore.



TORNA ALL'INDICE
ELVIRA PIERANNUNZI


Ad Angelo Leon


A te, Madre Vergine,
ho donato il mio bambino,
a te, Madre,
per farlo volare nella libertà e nella felicità
che non ha potuto avere su questa terra.
A te lui ora invocherà le sue lodi e canterà
Nella lucentezza che solo tu puoi donare.
Ti potrà accarezzare e
a te donerà tutti i suoi sorrisi
nella purezza della sua innocenza.
A te oggi invoco, o mia, o nostra Madre,
nel mese più bello a te dedicato,
nel mese in cui tu mi hai donato
l'Angelo più bello,
di prendere tra le tue braccia il mio piccolo
ANGELO LEON
E fargli sentire il calore della tua luce
e l'amore che solo tu puoi donare.
A te Madre chiedo di baciarlo per me nel giorno
in cui tu mi hai dato la possibilità di essere
anche se per poco Madre.
Un Bacio ANGELO


La tua Mamma.


(Dedicata a mio figlio)



GENNARO PISCITELLI


Scardinare

Una prova,
una prova per capire
la resistenza di un cuore,
di una debolezza,
è necessaria,
è sicurezza.
Proveniente, poi, da una luce
che indica
il bene e il male,
e la volontà:
quella che riesce a scardinare
ciò che fa male allo spirito,
e alla mente.
È la forza di respingere l'orgoglio,
ed umilmente aumentare l'intesa,
per respingere le tentazioni,
per essere se stessi,
che fa crescere la benevolenza.
L'esperienza della incomprensione
e dei patimenti esistenti,
non va trascurata,
trarne invece motivo
per comprendere,
sopportare,
amare,
è dimostrazione di quello
che si è cercato
di capire.



TORNA ALL'INDICE
EVA POLLI


Leggerezza
 
Questo mio complicato sentire
oggi m'appare vuoto
senza senso.
E mi angoscia
la voglia di leggerezza che m'assale:
è la tua leggerezza che mi pesa.
Leggerezza di un corpo in cui librarmi
bisogno di sciogliermi
e dar sfogo
ad emozioni illeggibili e incoerenti,
proibite e sofferenti
E il petto
lascia che sgorghi
senza provare a soffocarla,
quella parola, troppo spesso trattenuta...
"ti amo"
e non l'ho mai detto
per orgoglio
per pudore
per paura
o semplicemente per non dover togliere il velo
e rendere palese il mio sentire.
 

ROSA PREZIOSO


Emozioni
 
Che dolce sensazione
Saper cogliere un'emozione.
Basta chiudere gli occhi per un istante
E già la nostra mente vaga nei ricordi,
Ricordi belli che ci danno gioia
Ricordi tristi che ci danno noia,
Passioni che ci travolgono
Emozioni che ci sconvolgono,
Ricordi incancellabili
Emozioni indimenticabili.
Riaprendo gli occhi si torna al presente
Ma ancora vaga la nostra mente.
La vita è ricca di sensazioni,
Viviamola... catturiamo le emozioni!


 
Sognare
 
Quanti sogni la mia testa ha realizzato
Quante notti la mia mente ha fantasticato,
Ho fatto mille viaggi immaginari
Valicando monti, attraversando mari.
Ho raggiunto spiagge incontaminate
Viaggiando su ali dorate,
Lunghe distese di sabbia da esplorare
Camminando a piedi nudi senza pensare.
Mi sento libera, vestita di veli
E danzo leggiadra in punta di piedi,
Il mio corpo inebriato d'amore
Cattura caldi raggi di sole,
Spalanco le braccia a tanta bellezza
Dell'immenso oceano ne assaporo l'ebbrezza.
Ma è la sera la vera magia
Stelle lucenti mi portano via,
Mi conducono in un mondo fatato
Dove dolce sarà il mio risveglio...
Anche se ho solo sognato!



TORNA ALL'INDICE
PAOLA QUILICI


Come il seme
 
Come il seme sembra riposare
nell'aridità del lungo inverno,
per emergere teneramente
riscaldato dai raggi primaverili,
così il cuore che sembra addormentarsi
nell'aridità di una stagione della vita,
esploderà d'amore
illuminato da sempre nuove primavere.



Il quadro della vita
 
Come opera d'arte incompiuta,
è il quadro della vita,
quando la fonte dell'amore
è dimenticata.




Ho bisogno di te

Ho bisogno di Te, Signore,
alla sera,
quando il cuore colmo di nostalgia
cerca riparo sicuro
ed intimità del focolare.
Ho bisogno di Te, Signore,
al termine del giorno,
quando i miei pensieri colmi d'infinito
cercano i tuoi
come anticipo del crepuscolo della vita.



INMA RICO MUÑOZ


Otto anni dopo

Ti ho trovato migliore e più saggio.
Più anziano, forse.
Argento vivo nella testa e paura nelle mani.
Le carezze d'una volta nello sguardo
ed il sorriso storto, come sempre.
Quella tua mania di guardarmi dentro
e non alzare mai la voce
Quella tua pazienza nel gestire il desiderio...
...e quel tuo modo di non raccontare fino in fondo
che hai sofferto.
Nell'oceano dei tuoi occhi brilla ancora
l'entusiasmo. Le guerre che hai perduto
non ti hanno ancora vinto, né la fine è
arrivata alla tua porta.
Il tuo castello non è caduto ancora,
né la tua bandiera si è deposta.
Il rifiuto di Francesca non ti ha annientato, ti
ha solo reso più amaro...
...non importa, se è per quello,
perduta anch'io la dolcezza di quel tempo.
È stato il prezzo che ho pagato per aver
vinto qualche guerra. Ma ne ho perse
di battaglie...
Dove vai, mio vecchio cavaliere, dove
stavi andando senza di me?



TORNA ALL'INDICE
MANUELA ROSSI


I nostri figli
 
I nostri figli sono come semi
di piante
di cui non conosciamo il nome,
crescono
con le nostre cure
e il nostro amore
e vediamo i frutti
e non li vediamo.
Non sappiamo
quale pianta saranno,
quali e quanti frutti porterà
e questo, a volte,
è il nostro tormento.
Ci somigliano
ma non sono noi,
i loro rami
s'intrecciano con i nostri
ma a volte
soffocano i nidi.
I figli crescono nella pace
ma a volte pure nelle tempeste
e nelle incertezze.
Vogliamo vederli sorridere
ma a volte sono le lacrime
che nutrono le loro radici.
I figli vanno lontano
eppure
respirano nei nostri pensieri
e, perché li amiamo,
camminano nei nostri passi.


ENEA ROTELLINI


Voglia di vivere
 
L'ombra del passato
attanaglia il mio cuore.
Rimpianti, rimorsi,
pesanti come macigni
tolgono il respiro.
Voglia di vivere.
Solo il perdono può
donare pace
al mio cuore.



Donna

Sguardo
di donna
perso nel nulla,
senza più
lacrime e luce,
alla ricerca
di un ricordo
troppo lontano
da ricordare,
tanto vivo da
dimenticare.



Per lei
 
Il canto di un usignolo,
il pianto di un bambino.
Le onde del mare
che accarezzano la sabbia.
Il lamento poetico
di un gabbiano.
Poi silenzio
e nel silenzio,
udire il respiro
di colei che amo.



TORNA ALL'INDICE
SIMONA SGHERRI


Il mare
 
Soave melodia è la sua voce
che s'infrange sulla riva
e mi accarezza giuliva.
Le onde si inseguono
spumeggianti e allegre
rotolando e sobbalzando
fino a sfiorarmi il cuore.
Col rifiesso della luna
l'immenso fondale
vorrei attraversare
ma un brivido mi assale.
Nello specchio trasparente
la luce chiara illumina
l'evanescente strada
tremolante e fiuida.
Il calore dell'acqua
mi avvolge tra le sue braccia
mentre mi lascio trasportare
dal mio adorato mare.



Sabbierellina
 
Sabbierella calda e bianca
che mi avvolgi quando sono stanca,
a piedi nudi ci posso affondare
mentre con le mani provo a scavare.
Sabbiolina soffice e dorata
con tante conchiglie amalgamata,
migliaia di granelli sparsi sulla riva
volando rotolano alla deriva.
Sabbietta scura e inumidita
per fare scritte con le dita,
ogni passo quando ci cammino
lascia un segno del mio destino.


MARZIANO SOGGETTI


Cercando fra i ricordi:
Sensazioni e immagini

Silenzio
 
Un fischio solitario
alternato,
sottofondo di vibrazioni
e alberi immobili
spogli
conficcati
nel tappeto giallo-verdastro
di questa memoria.
Poi... il silenzio.
Un nero sbatter d'ali
attraversa i miei occhi:
Sensazione d'immagine



Ritorno
 
Le guance accarezzate
da soffi di vento
e improvvise folate,
come ancestrali turbamenti
confondono la rotta del pettirosso.
Ancora pochi istanti
e le colline frustate senza tregua
mostrano i morbidi fianchi,
come giovani donne da marito.
Si diffonde un dolce silenzio
e s'acquietano gli orfani arbusti.
Alto nel terso cielo attende lo sposo,
e la terra supina, inseminata,
tornerà verde partoriente.
Poi... come l'alba.
Nell'intimo degli occhi
una rossa apparizione:
Sensazione d'immagine.



TORNA ALL'INDICE
ANGELICA TAROMBOLI

Veglia
 
Beati quelli che dormono
e come pazzi
liberano le loro menti
nel turbine scomposto
dei pensieri scacciati di giorno.
Felici coloro che superano
le notti e i venti
nelle braccia di un sonno profondo
che il mattino dissolve
come brina al sole.



Venticello
 
La tenda volteggia
nella sua danza scomposta
un lieve filo d'aria
entra dalla porta spalancata
ed io, non ho che questo.


SARA TEODORI


Parti di me

Mi guardo intorno,
quante persone
chi sono?
Tanti petali di un immenso fiore...
ognuno con le sue sfumature
ognuno con la sua vita.
Di chi fidarsi?
Siamo tutti parte di noi
eppure siamo diversi.
Non c'è forza senza unione
e non c'è unione senza forza
vana speranza.
Uno sguardo per capire chi siete
no, non basta.
Cadaveri senz'anima
cadete uno dopo l'altro.
Nel vuoto con terrore
senza forza,
ma ve lo meritate.
E io lassù burattinaia
rompo ad uno ad uno i vostri fili
L'unica vera realtà è quella che ho in fondo al cuore.



TORNA ALL'INDICE
PETRA TRIVILINO


La vecchia

Il volto che si trasfigura
non è più il mio.
Mi sento abbandonata,
ferita.
Sto lavorando
con i ferri attaccati agli occhi,
perché non ho nient'altro
che mi attiri.
Vivo così,
con un ferro nel cuore
e la mia vita a filare,
come un pezzo di ossa
che si è rotto da tempo,
disgregato.
Un vecchio pensare
come son vecchia io,
con queste quattro dita invecchiate,
rigirate su loro stesse
per non affogarle
nell'immobile.
Queste vecchie mani!
Queste vecchie pale d'ottone.
Si sono rotte insieme a me,
come una maniglia
staccata dalla porta.


MARCO URANO


Gioielli
 
Notavo le tue mani quella sera:
bianchissime e pulite, senza anelli
o smalto, le unghie corte, nulla c'era
di strano, ma sembravano gioielli
stupendi; in quel momento una sincera
ma fragile illusione: sui capelli
sentirmi accarezzare, e poi sul volto
da quei preziosi che valevan molto.



TORNA ALL'INDICE
ANNA MARIA VELLETRANI

Padre

La tua voce ora dolce, ora severa,
sfiorava i miei orecchi in un tempo ormai troppo lontano...
Sentire, vedere, toccare... Sensazioni, emozioni da ricordare!
Il desiderio di riprovarle cresce in maniera incontrollata, spontanea...
Ma non trova riscontro, svanisce in un sogno!
Le tue mani sembrano lì, ad un passo,
il tuo sorriso, il tuo non sorriso, le tue gioie, il tuo dolore...
Ricordi, pensieri, parole si accavallano,
corrono veloci nella mente, nell'atrio dei ricordi.
Vorremmo che tutto sfiorasse di nuovo la nostra pelle,
ma inesorabilmente viene chiuso dietro una porta senza chiave,
di una stanza comunque senza pareti.
Tutto improvvisamente diventa silenzio,
un silenzio che non sempre dona pace,
spesso è un assordante rumore di pensieri, di speranze!
La nostra anima allora si unisce alla tua,
viaggiando in un mondo particolarmente sereno,
splendente, accecante...
È un attimo, ma sembra un'eternità, perché il tempo non esiste,
è ciò che noi vogliamo che sia...
Per questo tutto prende forma, anche un sogno, un desiderio...
Ma sembra realtà!



Umana speranza

E come i rami di un grande albero
continueranno ad allungarsi
abbracciando le emozioni del tempo...
Così la linfa nel mio sangue
scorrerà per diffondere in ogni piccola parte
la forza della vita, dell'amore...
Mi farà assaporare un gusto speziato,
sembrerà lontano nel tempo e invece
solo assopito, offuscato, appesantito
da una fitta coltre di nebbia pensierosa!
Non sarà facile crederci ancora,
ma le radici dell'umana speranza
sapranno scoprire una vita inesplorata!

(19/07/2007)


SILVIA VERSO


Stato d'animo
 
Il continuo rincorrersi del sole e della luna,
l'infinito inseguimento del giorno e della notte
è l'andirivieni perpetuo che in me si manifesta,
in uno scivolare continuo di ragione e sentimento che,
in un confiitto secolare,
raccolgono i brandelli dei loro desideri...
un moto costante e perenne
che fonde e confonde,
quel che resta di un "Io"
stanco e vincitore!


 
Ragioni
 
Credi esistono molteplici ragioni
che mi spingono ad amarti?
Credi realmente ci siano mille motivi
talmente forti che mi attraggano a te,
trascinandomi in questo vortice
di emozioni e sensazioni,
che aleggiano in fondo alla mia anima,
rompendo l'equilibrio razionale del mio essere,
trasportandomi nella parte più profonda del mio non essere...
così impulsivo,
irrazionale,
folle...
saturo di sogni, di passioni ed emozioni,
che varcano la soglia del mio senno,
ormai perso nel desiderio ardente di te,
smarrito nel labirinto dei sentimenti che irrequieti,
scalpitano per la voglia folle d'incontrare i tuoi sentimenti,
quelli veri, quelli puri e quelli non ancora svelati?
Ti sbagli,
n'esiste solo uno,
ed è la mia causa:
Tu!



TORNA ALL'INDICE
LOREDANA VILLANI


Rose ed altri fiori
 
Ma l'amore dov'è?
Dove, il battito accelerato
Di un cuore sorpreso?
Dove, le mani umide
A cercarsi furtive?
Dove gli occhi famelici
Di gesti e ritorni?
Dimenticato sotto stracci vecchi,
travolto da un fiume limaccioso,
bruciato nel falò di carnevale,
polverizzato da un'atomica tardiva.
Dov'è finito,
amore mio,
quel nostro giocare
personale e privatissimo.
È sepolto
Sotto le rose del giardino,
come concime, nascosto,
a dar vita e colore
a quelle corolle sfacciate
che ogni estate
arridono al mio rimpianto
e, profumando beffarde,
reclamano le mie carezze.


STEFANO ZANGHERI


Ti ho visto tornare
 
Ti ho visto tornare
nel crepuscolo di un'alba
col sorridente orgoglio tradito
stanca da infiniti anni
di comprensione e pazienza
ho chiuso gli occhi con le dita
per il caleidoscopio di pensieri
in bilico sulla strana meraviglia
del fascino di quel ricordo
ti ho riconosciuto d'istinto
nell'attimo sicuramente concreto
che ha rubato il fascino discreto
del labirinto di creta deformata
nel giardino dei sogni non fatti
tessendo la ragione di esistenza
coi fili di quei tanti ricordi
che hanno trascinato nel tempo
l'importanza di essere indistinto
né brutto né pieno di fascino
e neppure dimenticato da una parte
ti ho visto tornare
nel significato inesistente
di quell'essersi allontanati troppo
dalle radici di un paese che manca
ti ho visto tornare
per capire una dolce distrazione
il desiderio di un giorno già trascorso
l'ansia fragile di tornare vergine
la dolcezza malata di uomo vecchio
e ti ho accompagnato
tenendoti la mano appena appena
nella sicurezza di un calore già scoperto
dall'angoscia antica di un bambino.



TORNA ALL'INDICE
Se non la trovi nella tua libreria puoi ordinarla direttamente alla casa editrice. Telefonando da lunedi al venerdi dalle ore 10.00 - 12.30 15.00- 17.00 al numero 0298233100 oppure ordina questo libro on line a Internet Bookshop iBS 
 

RISULTATI DEI CONCORSI
RITORNA ALLA PRIMA PAGINA CONCORSI (elenco dei mesi)
RITORNA ALLA PRIMA PAGINA DEL CLUB
E-Mail:
concorsi@club.it
 
Agg. 27-05-2008