Le antologie
dei concorsi de Il Club degli autori

Antologia del premio letterario
G. L. Byron - Città di Terni 2005

 Sommario
Introduzioni di Giuseppe Boccolini di Annarita Boccolini di Domenico Cialfi - Albo d'Oro dell'edizione 2005 - Gilda Mele - Domenico Luiso - Ugo De Francesco - Daniele Rossi - Yri Abe - Mara Abbondi - Massimo Agnolet - Raffaella Alladio - Claudio Ardemagni - Maria Ebe Argenti - Gabriella Atanasi - Elena Auddino - Alda Belletich - Leonardo Benivegna - Francesco Bergamasco - Nicoletta Berliri - Maria Giovanna Bianchi - Luca Biribanti - Vincenzo Bolia - Mario Borghi - Simonetta Bottinelli - Oriene Bratti - Maria Rita Brustolin - Rita Califano - Franco Callegaro - Luciano Cammaroto - Celestino Casalini - Adua Casotti - Bruna Cerro - Pîera Maria Chessa - Alma Chiment - Patrizia Cignarelli - Marialuisa Contarin - Renzo Corona - Margherita Costanzini - Gaetano Cugno - Vincenzo D'Alise - Aurora De Luca - Francesca de' Manzoni - Elisabetta De Rocco - Clara Demarchi - Angela Dibuono - Sara Dinaro - Diego Fantin - Rossella Ferorelli - Francesco Ferrari - Emilia Fragomeni - Nadia Frascheri - Domenico Giuseppe Friolo - Franco Frittella - Maurizio Fusco - Giulio Gasperini - Laura Gasperini - Giancarlo Genovese - Edda Ghilardi Vincenti - Alessia Ghisi Migliari - Giulia Maria Giardini - Virginia Grassi - Giacomo Guglielmelli - Giuseppe Guidolin - Gianni Iacobitti - Pietro Imbrogno - Andrea Ingemi - Giovanna Lazzara - Mario Longhi - Claudia Luzi - Laura Macchia Canesi - Maria Teresa Malacarne - Mauro Marchesotti - Barbara Martiri - Giuseppe Mascia - Emanuele Mazzoni - Lidia Mileto - Mimsy Colli - Simona Carmen Mirandola - Francesca Moretti - Roberto Morpurgo - Luigi Mussio - Mario Napolitano - Luigi Nosenzo - Mario Nurchis - Giovanna Oro - Chiara Ortolani - Lea Pacciardi - Valeria Palmieri - Gabriele Panfili - Paolo Panzeri - Matteo Papini - Simona Perini - Elio Picardi - Maria Teresa Piccardo - Rossella Pompeo - Cristiano Ravasi - Marinella Reale - Edoardo Recchi - Paolo Rendini - Paola Roela - Dario Roman - Lorenzo Romoli - Attilio Rossi - Lorenzo Rutolo - Maria Rosaria Salito - Anna Salvati - Adriano Scandalitta - Rosa Speranza - Filomena Stanziale - Elisabetta Stentella -
Carla Tedde - Stefano Tonelli - Suor Maria Franca Tonini - Serena Trentin - Simona Maria Grazia Trevisani - Roberto Tummarello- Claudia E. Turco - Francesco Turolla - Amelia Valentini - Liliana Valentini - Paola Valle - Pietro Valle - Giovanna Varnero - Luciana Vasile - Gian Claudio Vassarotto - Emanuela Venier - Claudia Vetrò - Paolo Villa - Antonio Visconte - Stefano Vitale - Leonardo Vitto - Chiara Vuillermoz - Martina Zanin - Mariateresa Zara - Vincenzo Zazzaro - Maurizio Zicche
 
 
 
 
 
 

 
Antologia del Premio G. L. Byron - Città di Terni 2005 formato 14x20,5 - pagg. 146 - Euro 18,00 - ISBN 88-6037-098-1

Risultati del Premio G. L. Byron - Città di Terni 2005
 
Come avere l'antologia
Introduzione
 
In copertina una elaborazione grafica con l'immagine di Lord George Gordon Byron (1788-1824)
 
Il poeta inglese visse a lungo in Italia, dove scrisse alcuni dei suoi capolavori. In Childe Harold, Londra 1918, esaltò le belllezze del nostro paese ed il poema fu una sorta di guida del Bel Paese in versi, che viaggiatrici e viaggiatori inglesi amavano declamare davanti ai monumenti ed ai paesaggi italiani cantati dal poeta.
Byron passò dall'Umbria diretto a Roma nell'aprile del 1818, ma vi tornò più volte.
Da Roma, ad esempio, per ben due volte tornò a cavallo a Terni per rivedere la cascata "che batte ogni cosa" come scrisse all'amico Moore ed alla quale dedicò i versi più ispirati di questa parte del suo viaggio: "...e sale in spuma verso il cielo, per ricadere in incessante scroscio...".
 
 
 

Introduzione
 
 
Alla sua III Edizione il Premio Nazionale di Poesia "G.L. Byron" - Città di Terni 2005, nel quadro della tradizionale "Festa delle Acque", ha avuto la sua conclusione il 3 luglio nel suggestivo scenario che dalla cittadina di Torre Orsina si offre al visitatore, dominando dall'alto la Valnerina e la cascata delle Marmore.
 
L'Assessorato al Turismo del Comune di Terni, con impegno e passione, ha partecipato e sostenuto l'iniziativa nella profonda convinzione che la cultura e il significato simbolico della poesia sia il miglior veicolo per far conoscere un territorio ricco di storia, ma anche aperto alla contemporaneità di uomini e donne che sentono e vivono il loro presente.
 
Nell'opera di ricostruzione ed adattamento alla modernità, portato avanti dalle amministrazioni negli ultimi decenni, si è cercato di tener conto delle esigenze dei cittadini residenti ed ospiti con la conseguente riqualificazione di aree, non solo in ambito strettamente cittadino, ma anche in zone più periferiche, con l'accortezza di valorizzare, in un difficile equilibrio, bellezze naturali e interventi umani, con uno sguardo attento a quella rete di insediamenti umani, anche piccoli, che sono, però, l'anima e la ricchezza del nostro territorio.
 
Una città moderna deve saper parlare i linguaggi della propria storia e deve, insieme, offrire se stessa alle prospettive del domani.
 
La nostra città ed il nostro territorio si pongono in quest'ottica, anche se molto resta da fare.
 
Giuseppe Boccolini
 
Assessore al Turismo del Comune di Terni
 
 
 
Introduzione

Alle origini della nostra storia, enigma, poesia e metafora erano profondamente intrecciate, Aristotele ben lo sapeva. La più alta delle metafore poetiche e il più meccanico degli enigmi hanno in comune il fatto che le parole possono dire di più di quel che sembrano dire.

 
Tra gioco di parole, lapsus, sogno, invenzione corrono legami sottili.
 
I bambini adoperano il gioco per testimoniare la loro realtà. Gli adulti non possono che rifugiarsi nella poesia e nell'espressione artistica, l'unico "gioco" socialmente accettato.
In questa terza edizione del Premio Nazionale di Poesia "G. L. Byron - Città di Terni 2005, i partecipanti ci hanno consegnato componimenti poetici ricchi di invenzioni, emozioni, immagini che testimoniano di un rapporto intenso con la parola capace di svelare e contemporaneamente velare la realtà in un gioco "serio" di nascondimenti e disvelamenti e lasciare affiorare punti di vista nuovi ed inusitati.
 
Quello che ha differenziato questo premio dai precedenti è senz'altro la maturità e la consapevolezza dell'uso creativo della parola, capace di realizzare, nella gratuità più assoluta, un coinvolgimento sentito e sincero che ha fatto sentire un po' tutti più liberi ed umani.
 
Del resto è proprio del poeta e dell'artista "vedere prima e più in profonda".
Un ringraziamento va a tutte le istituzioni e a tutti coloro che hanno reso possibile e sostenuto questa iniziativa e, giunti ormai alla terza edizione del premio, un ringraziamento particolare sento di rivolgere a Enrico Bini, Presidente della VI Circoscrizione Valnerina, che rese possibile la prima edizione è che non ha mai fatto mancare preziosi suggerimenti e incitamenti all'impegno realizzativo.
 
Un augurio, infine, mi sento di indirizzare a voi e a noi tutti: che tali momenti possano ripetersi e durare nel tempo perché accanto alla scienza ed alla tecnica il nostro mondo sia ancora capace di ascoltare e produrre poesia.
 
Annarita Boccolini
 
Presidentessa Associazione "2 colli"
Albo d'oro della III Edizione del Premio Nazionale di Poesia
 
"George Lord Byron" Città di Terni 2005
 
 
(dal discorso che ha preceduto la premiazione)
 
Innanzitutto un bravo a tutti i partecipanti e... grazie!... Abbiamo letto, sforzandoci di entrare in sintonia e capire, e assai spesso gustato buone sonorità, belle scelte di parole sia come significanti che come significati... Grazie!
 
Grazie, perché già conoscete "L'amore profondo che collega le cose distanti... ed ostili", già avete dimostrato di avere "rispetto della parola" e non la sprecate, perché siete oltre lo spontaneismo puro e semplice. Già avete varcato, insomma, quella soglia che, rifacendosi ad un "romanticismo" mal digerito, pretende di fare poesia di... colpo, senza ripensamenti, senza filtri, senza una benché minima distillazione della parola, pensando che la poesia possa sgorgare per semplice atto spontaneo, invece essa è intuizione e intelligenza insieme... rivelandosi, per altro, come una sorta di apertura verso l'indicibile, cui aspiriamo in quanto uomini, senza mai, forse, possederlo.
 
Talvolta le parole ci hanno coinvolto, tal'altra ci hanno creato un vero e proprio rovello, volevamo vedere, intuire sensibilmente qualcosa di più fisico, attribuirle, insomma, ad un volto, a degli occhi, ad un'esperienza vivente, ad una persona, ma... tant'è! Cercavamo l'impossibile, invece... solo parole disincarnate.
 
Questa è la condizione di un componimento di giuria in un premio di poesia.
 
Speriamo di non esserci ingannati e di non aver ingannato... ed ora, leviamo un inno alla "santità" della parola poetica e terminiamo qui, con l'attribuzione dei premi e la lettura delle poesie vincitrici da parte degli autori.
 
Domenico Cialfi
 
 
Albo d'oro della III Edizione del Premio Nazionale di Poesia
 
"George Lord Byron" Città di Terni 2005
 
 
 
 
 
Opera 1a classificata: "I giardini dell'anima" di Gilda Mele, Foggia. Ha vinto Euro 700,00 - Attestato di merito - pubblicazione della Poesia sulla rivista Il Club degli autori e su internet www.club.it
Questa la motivazione della Giuria: "Belle immagini di tocco simbolista si rincorrono drammaticamente nel componimento, in sé dissonante, volutamente dissonante, per preparare la chiusura distesa, quasi piana... come in un approdo dopo la tempesta.
Consumata perizia aforismatica nel dominare serrate metamorfosi, esperienze e condizioni limite e loquaci immagini simboliche.
Il tutto senza smarrirsi, ma generando un senso di spaesamento e... di echi profondi".
 
Premio Speciale per la migliore Poesia avente a tema "L'Acqua" "Navigatori" di Daniele Rossi, Sant'Arcangelo di Romagna (RM).
Ha vinto Euro 350,00 - Attestato di merito - pubblicazione della Poesia sulla rivista Il Club degli autori e su internet www.club.it
Questa la motivazione della Giuria: "L'Autore mostra con sensibilità musicale ed una certa sicurezza di saper usare un registro medio, naturalmente... medio, come di un racconto che sa di storia sedimentata, Dall'inizio si passa poi, in un crescendo a svelare il nucleo fondamentale, che non è di poco conto trattandosi del mito di Ulisse, senza mai, però, scivolare nel declamatorio, senza mai andare sopra le righe.
Notevole pregio questo che fa dell'autore un abile e consumato "narratore" di miti.
Il che equivale a muoversi nei domini dell'universale!".
 
Opera 2a classificata: "Siamo ore sparse" di Domenico Luiso, Bitonto (BA).
Ha vinto Euro 500,00 - Attestato di merito - pubblicazione della Poesia sulla rivista Il Club degli autori e su internet www.club.it
 
Opera 3a classificata: "Orme dell'anima" di Ugo De Francesco, San Pietro Maida (CZ).
Ha vinto Euro 300,00 - Attestato di merito - pubblicazione della Poesia sulla rivista Il Club degli autori e su internet www.club.it
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YRI ABE
 
 
Chiare le acque
 
In una notte di luna,
l'acqua ci accolse nel suo grembo.
 
Argento e latte di perla sui coralli.
 
Così, nuotarono gli angeli.
 

 
Assenze
 
Odo assenze.
 
Come fantasmi che gridano, dentro.
La mia bocca è spalancata e urla sofferenza,
che del tuo animo ne fece trofeo.
 
Guerra.
 
Vedo acqua scorrere nel suo letto,
mista a sangue carminio.
Odo assenze gravide di urla,
che esplodono dentro un cielo di piombo,
che graffiano gli occhi ciechi,
che sputano sull'amore che nelle notti colme di blu e oro
provai a donarti.
 
Vivo per non lasciarmi morire.
 
Vivo per sentirti ancora gemere nel tuo silenzio,
bianco di luna, splendente di calda luce.
Per accogliere il tuo sussurro,
che di speranza raccoglie il mio vuoto pensiero,
di grigio avvolto e bucato dal terrore
che ricominci a piovere
sul fuoco ormai spento.
 
 

 

 

 

RAFFAELLA ALLADIO
 
Purtroppo è breve
 
Io non son io
quando rimpiango d'esser ciò che sono
e cerco altrove:
 
Volo al di sopra di UNO SPIRITO RABBIOSO
sorvolo il mondo in un batter di ciglia
e sogno
imbevuto di desiderio
PROVO A RESTAR SOSPESO
come avvolto da inesistente peso
mi libero
 
E poi sovrasto
GIGANTE BRICIOLA alla ricerca di un becco AFFAMATO
Canticchio sotto l'acqua che scalda
un desiderio più grande di me
per ritornare in me
in me...
Non c'è più me e altro che me
non c'è più volo e sogno
non c'è libero desiderio
 
...
Io son io
quando boccheggio un sorso d'aria
quando rigetto tutto il fiato sul muro
E ANNIDO ACIDO NEL FONDO dei pensieri
Io son io
io son qualcuno
poco più di niente
io sono il becco
CHE PERFORERA' LA BRICIOLA
e insoddisfatto
piangerà sullo stomaco GONFIO.
 
 
 
 

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MARIA EBE ARGENTI
 
 
Arcobaleno
 
Può turbarti, violento ed improvviso,
un rovescio di pioggia, a tradimento
la cui foga è un autentico portento
che trasforma in inferno un paradiso.
 
Ad un tratto, nel cielo apparirà
un arco luminoso iridescente,
promessa allettatrice e convincente
di lunga pace alla posterità,
 
dello spettro solare avrà i colori,
la chiara apparizione può durare
lo spazio d'un momento e dileguare
come un fumo di evanescenti amori
 
 

LUCA BIRIBANTI
 
 
Specchio che culli il sogno frettoloso,
distorci la battaglia e i vincitori sono
gli altri.
Qualcosa di un piccolo essere addormentato pur si muove:
specchio!
Attendi invano...
Non è possibile essere ciechi,
ma nei miei occhi si cancellano
le dolci richieste e si dileguano
in un fiume di vetro.

 
 
Contro quel tempo è penoso percorrere il cammino.
Non c'è bisogno di affrettarsi
ché l'ombra lasciva della rosa
è ancora nascosta agli sguardi tremanti.
La notte ha già rivelato i frammenti del chiaroscuro,
ha letto i sospiri degli amanti,
soffiato via la polvere dalle ali della luna.
È tempo che il sole ricordi ancora la lezione del donare e
l'ombra si fa sentinella delle forme.
La luce è uno strappo della larghezza di un cuore.
 
 

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ORIENE BRATTI
 
 
Silenzio terribile e sublime
 
Silenzio terribile e sublime,
terreno impietoso
delle amarezze subite,
il tempo della nostra giovinezza
c'è stato rapito
dal viaggio vertiginoso.
La nostra giovinezza
a mezzo inverno
sembra un fiore
su una tomba d'acqua.
 

 
Ho perduto la mia guerra
 
Ho perduto la mia guerra, strana pace mi accoglie,
mi svuota,
m'incammina
dove nessuna strada
a te mi riporta.
Parlo d'altro
con altri che t'ignorano,
la notte è profonda,
non ha più tinte liete il cielo.
Lo spazio fra me e te
è un'insormontabile
universo.
 

PIERA MARIA CHESSA
 
 
Il Caffè di Vincent
(Su un quadro di Van Gogh)
 
È quasi deserto
il Caffè di Vincent.
Nessuno più gioca
al tavolo del biliardo
e i pochi avventori,
sopravvissuti al giorno,
si adagiano stanchi.
 
Bottiglie e calici,
disposti sui ripiani,
giacciono vuoti, inerti.
Solo le lampade dorate,
alle pareti,
attenuano il nero della notte,
mentre il grande orologio,
inseguendo le ore,
ammonisce gli animi
già incerti.
 

 
Istante
 
Si affaccia lo sguardo
sulla stanza
e sui mobili in ombra,
d'improvviso accesi,
attraverso i vetri,
dal sole che tramonta.
 
Il passo si ferma,
gli occhi stupiscono
feriti dall'intensità.
 
È un istante,
il breve tempo di un pensiero:
le calde tonalità
abbandonano il legno,
subito riavvolto dalla penombra
che precede la sera.

 

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ALMA CHIMENT
 
 
Briciole di pensieri
 
... quando il tiepido alito del sole
già saluta il sonnolento borgo,
briciole di pensieri
- pigramente affacciati
sulle mie stanche spalle -
si crogiolano beati
tra fiumi di ricordi
e oceani di parole,
... e fingendo indifferenza
spiluccano qua e là
- come schizzinose signorine -
tra righe segrete e misteriosi suoni
in cerca d'una dolce vecchia melodia
che solo a notte, a notte fonda
labbra innamorate zufolavano discrete
... e la magia ritorna
il cuor riode il caro ritornello
ma oggi chi lo zufola
... è solo un piccolo monello.
 

 
Io, Cantastorie
 
Non importa all'Amor mio
se la voce è un po' stonata,
non deride il languidir d'ottave
né il rincorrersi arruffato
di toni, crome e biscrome
quando i sogni, le passioni e i palpiti
di dame e cavalieri io canto.
 
L'Amor mio pazientemente tace,
le ciglia sospirando cala...
ma se il narrar,
tra baci, giuramenti e giochi,
alle dolci tre parole alfine giunge...
allora l'Amor mio sorride, si ridesta
e nuovamente chiede il ritornello.
 
... sempre quello, solo quello:
"io t'amo, io t'amo, io t'amo".
 

MARIA LUISA CONTARIN 
 
Nella fuga dei mandorli
 
Nella notte accovacciata
Gli arti brulicanti
Cercando improbabili
vie d'uscita
Imbuti nelle tenebre
Di corazze metalliche
E filiformi antenne
Dove il geranio a mia insaputa
Un grasso artropode
Raggela in coaguli vischiosi...
... Perdermi
Verde fruscio
Nella fuga dei mandorli...
 
 

Dalle tue mani a conca
 
L'acqua che sgorga
Da nicchie odorose
Di freschi licheni
E muschi d'argento
Tu la raccogli
Nelle tue mani a conca
Perché io ne beva
Sorsi golosi.
E ti accontento.
E sei contento.
 
 
 

 

 

 

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 FRANCESCA DE' MANZONI
 
 
Mare Adriatico
 
Vorrei cantarlo, il mare
anche solo per come m'appare
dall'altura di un modesto colle:
cintura blu cangiante alle
curvature della bionda spiaggia.
Gli occhi ne spingono lo spazio
fino alle corrose coste d'opposta
sponda: Dinariche Alpi
da duri montanari frequentate.
Immagino le acque solcate
da prepotenti vele veneziane,
in un passato quasi favoloso;
e i viaggi dolorosi del presente:
notturne carrette sgangherate
di quanti clandestini tentano
- in mezzo a insidie e imbrogli
e spesso già scontata morte -
un approdo di lavoro e pace.
Vorrei cantare il sorgere del sole
che si leva con pulita luce
dal bagno delle verdi acque
e tinge le spume di arancione.
Se pur non vi si tuffa nei tramonti
vi stende luce orizzontale
che acqua e cielo si scambiano
a vicenda. Ed è incontro d'oro,
finché la luna non dà tremiti
d'argento al respiro delle onde.
 
Vorrei cantarlo, ma sarebbe furto.
Non ci si immerge nel segreto
del mare, se non si è nati sulla
costa battuta da marosi in lotta,
se non si è bevuta acqua salata
come latte della prima infanzia.
 
 
 
 
 
 

NADIA FRASCHERI
 
 
Tra i colli...
 
Tutta la nostra vita
Rispecchia il percorso dell'acqua con
Alti e bassi, le inevitabili
 
Insidie che dobbiamo superare, i nostri
 
Comportamenti a seconda delle circostanze
Occorre mutare e
Logorati come gli argini dei fiumi
Lentamente tutto scorre, noi
Invecchiamo, l'acqua si disperde nel mare...!
 
L'acqua, fonte di vita,
Emerge dalle sorgenti,
 
Con fragore
Assordante, crea tra i colli
Spumeggianti e incantevoli
Cascate, noi da sempre le
Ammiriamo e siamo
Travolti da tante bellezza della natura,
Estasiati, lasciamo spaziare la nostra fantasia...!

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FRANCO FRITTELLA
 
 
Primavera
 
Finalmente primavera,
finalmente la natura,
quanti profumi, quanti colori,
ovunque guardi ci son fiori.
 
Tutto si risveglia al tuo richiamo, sembra una festa,
del generale inverno niente più resta.
Via cappotti, giacche e maglioni,
basta camini accessi e termosifoni.
 
Si apron le finestre, si guarda il paradiso,
flora e fauna, son tutto un sorriso.
C'è vita, felicità, voglia di correre e di volare,
è gioia vedere i bambini e gli uccelli giocare.
 
Si svuotano le serre, si lavorano le terre,
orti, giardini e balconi, iniziano a farla da padroni.
Tutti fuori a godersi il primo sole, a respirar quest'aria nuova,
a sentir melodie d'uccelli, a vedere una rondine che vola.
 
Primavera... ti abbiamo tanto desiderata,
finalmente, anche se un po' in ritardo, sei arrivata.
Vedi? Escono anche gli anziani,
han liberato per un po' poltrone e divani.
 
Se ne vanno a spasso, presto, la mattina
o se ne stan seduti sulla solita panchina.
L'importante per loro però è stare fuori,
sentirsi vivi fra gente e rumori.
 
Oh...! Arriva una farfalla, ma non è la sola,
si posa sopra un fiore, poi di nuovo vola;
ecco, adesso è primavera, primavera vera,
bella, fiorita e colorata, or non sei più una chimera.
 
 GIULIO GASPERINI
 
 
Ti rinascerò semplicemente da una
conchiglia d'alta marea con una perla
stretta tra le ciglia cieche. Ti
rinascerò come un quarto di luna,
come un pentagramma ubriaco.
Ti rinascerò durante tutto ieri, fino
a quando non avrò il futuro nelle mani
e potrò dire di essere un poeta.
 

 
Riesco a sentire le tue indecisioni,
le tue insicurezze che per altri sono
e sono state solamente dei silenzi.
Riesco a concepire una vita dai
folti rami e dalla corteccia screziata,
profumata di legno umido. Ci
riesco, lo sai, e non hai paura, perché
ti cullerò, ti coccolerò come un giglio
dentro il mio cuore e sposerò di te
anche la tua irresistibile parte imperfetta
 
 
 

 

 

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LAURA GASPERINI
 
 
Si tratta di una maculopatia
 
Si tratta di una maculopatia
amorosa,
un vuoto incurabile
nel centro
della retina
del cuore.
Giocoforza,
ormai,
affidarsi
alla
vista periferica,
ignorando
la densità accecante
della tua
assenza.
 
 

 

 

 

GIACOMO GUGLIELMELLI
 
 
Vorrei ci fossi tu nel mio silenzio
 
Vorrei ci fossi tu nel mio silenzio,
Amarti come fossi la mia vita,
Metterti al centro di questo mio mondo,
Tenerti come il mio miglior pensiero.
 
Vorrei che non ci fosse più bisogno
Di dirti tutto quello che io sento
Quanto ti guardo e tu mi sei vicina
Come se fossi la mia stessa pelle.
 
Vorrei che questo tempo mai finisse
Quando io sto con te e mai mi stanco
Perché per me tu sei nuova scoperta
Che più la faccio e più mi piace farla.
 
Vorrei che tu sentissi questo amore
Così profondo quanto io lo sento
E se m'immergo in esso più mi sembra
D'essere ancora troppo in superficie.
 
Vorrei che tu provassi solo un poco
Di quello che per te io vo provando
E non ci fosse un solo giorno senza
Ch'io t'abbia reso un poco più felice.
 
Vorrei che tu gustassi tutti i frutti
Di questa pianta che per te coltivo
E ti circonderei da tutti i lati
Come fa il mare all'isola più bella.
 

 

 

 

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GIUSEPPE GUIDOLIN
 
Palinsesti
 
Quale disegno trasforma
in maschere tristi avvizzite
arbusti di ossa disseccate
abbozza tele brune di ragno
su occhi sfusi e sgualciti
ricopre la carta di pelli ossidate
 
quale sigillo rinchiude
la vita tra sogni e illusioni
in bisogni ambiziosi di incerte
ed antiche abduzioni a rinascere
 
(quale costume è gradito
per arrivare alla frutta?)
 
 
 

Imbuti
 
(A Chet Baker
Un trombettista)
 
Il respiro di una tromba
sul filo delle labbra
 
una nota sfregiata
sgonfiata
un sorriso sfondato
scavato in una fossa
 
un assolo spogliato
(grappoli di solitudine)
frammenti scoppiati
in ritagli di cuore
e polvere bianca
in frantumi di cervello
 
Luci di Amsterdam
calanti
lune sommerse
un fiato sospeso
(un alito spento)
 
una tromba cucita
ad un filo di voce
un imbuto buttato
in ossido d'ottone
 
e schianti
che sembrano schiaffi
in polvere di ruggine
 
 

PIETRO IMBROGNO
 
 
Entra nella mia anima
 
Entra nella mia anima
col tuo fiato
riempimi nel profondo,
affollami col tuo respiro leggero
e rendimi capace di volare con le nuvole.
Una tua parola non detta
la freccia appuntita
che mi farà rapidamente precipitare
in un vortice impazzito, in luoghi non desiderati.
 
Squarciate le vele da un soffio turbolento
di un Dio irritato e furioso delle mie richieste:
non si possono accorciare distanze velocemente
senza restarne lacerati
in balia dei venti e delle onde irrequiete e instabili.
 
La tua abile arte di non concederti
mi sgonfia, mi sfianca,
arriverò a te in altro modo...
 
Volterò indietro il mio sguardo,
ti sorprenderò alle mie spalle
annullando con un gesto rapido
la distanza che ci separa.
Incrocerò i tuoi occhi spalancati
e tu sbalordita e meravigliata
potrai cadere,... se vuoi,
tra le mie braccia
in un sonno ipnotico simulato.
 
 

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ANDREA INGEMI
 
 
Cala la notte,
pensiero angoscioso
di un salto nel vuoto
antiche paure
credute dimenticate.
Torna la notte
il pensiero angoscioso
di una vita sbagliata,
di false certezze
e fragili convinzioni.
Pensiero angoscioso
di un salto nel vuoto
per una vita futura.
 
 

 

 

CLAUDIA LUZI
 
 
L'onda
 
In un sussurro,
depone
sulla battigia
il suo sudario di sassi e valve.
 
Nel limbo del tramonto,
sulla spiaggia
si dilegua e ricompone,
immersa
in un battesimo di luce.
 
Al richiamo della risacca,
precipitosa
si riversa in mare
e al vento invola
baci fuggevoli di schiuma.
 

 
A Roberto
 
L'unica volta che ho rifiutato la luce
è stato quando il buio si è fatto fiaccola
per illuminare la tua anima.
 
È stato allora che hai schiuso i tuoi pensieri
ed io come un'ape avida
ho succhiato il nettare dei tuoi segreti
e ne ho fatto miele prezioso
per alimentare il mio spirito.
 
 

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LAURA MACCHIA CANESI
 
 
Sorgente che disseti
 
Sorgente che disseti
occhi e sorrisi,
acqua che corre lieta
tra i primi sassi
della sua discesa:
non sono scogli,
sono giochi e salti,
brividi e ruzzoloni
tra due sponde,
a volte ripide,
a volte lente
e tonde
nel maturare
della sua natura.
Sorgente inizio
e ripido cammino:
l'acqua e la vita
sono assai vicino.
 
 

 

 

MARIA TERESA MALACARNE
 
 
Un'antica famiglia
 
Le braccia della mia antica famiglia
mi avviluppano con le loro radici
trasudano di storia
vissuta in un tempio di passioni
di semplici pensieri
scarni come le mie ossa.
Una casa affollata di autentica gente
di porte aperte
alcove disfatte
diventate sudari di morte
che impietosa ha strappato l'ancora al mio passato.
 

 
A mio figlio
 
Il profilo del tuo volto chino
è simile ad un ritratto
è l'ombra del passato
quando la notte è chiusa nei tuoi occhi
misteriosi come anemoni di mare
che afferrano i miei giorni
da dolci tentacoli trafitti.
 
Ma il tempo tarperà la tua presa
con una metamorfosi improvvisa
ed io sarò indifesa
in un'urna di ricordi.
 
 

 

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GIUSEPPE MASCIA
 
 
Tramonto sul chiostro
 
Il sole annega roggio ormai lunghesso
l'aspra giogaia della fosca altura.
Guizza da lungi un raggio e sulle mura
arde del chiostro qual etereo messo.
 
Talor lievi bisbigli dal cipresso
suonan di passeri per l'aria pura.
Sgrana il Rosario fervido, a misura
ch'addensan l'ombre, il fraticel sommesso.
 
D'un pipistrello i silenziosi vanni
or fendon l'aere ed alle mite sera
il lungo fil tesson del negro scialle.
 
Van nei ricetti ortotteri e farfalle.
Dai tetti d'ocra scivola leggera
l'imago lassa degli umani affanni.
 
 

 

 

 

GILDA MELE
 
OPERA 1a CLASSIFICATA
 
I giardini dell'anima
 
Nemmeno il mare mi volle morta,
s'accostò alle vergini aquile e mi fece cielo.
Indietreggiai, tutto mi sembrò irreale!
E Dio a ringraziarmi,
per non aver violato la sua ira.
Restai silente, col respiro dei morti,
dipinsi, di riflessi, il cielo,
con il veleno di serpente.
Lessi il mio nome,
rividi il passato, il presente, il futuro.
L'ennesima ombra scheletrica mi adulò,
come fece per incantar serpente:
mi uccise! Eppur scappai.
S'udirono voci confuse
dagl'inferi della terra a tremare
e, il mio cuore divenne farfalla
si ribellò alle burrasche, alle tempeste.
Ora, le stelle, sembrano tante piccole lucciole,
figure geometriche che danzano
attorno agli estremi del tempo,
a seguire il volo degli angeli
come perle d'azzurro
per distinguere il fiore giallo sulla terra.
A rallegrar le anime, la vita,
per soleggiare il temporale del destino.
Solo poi... la saggezza,
sempre dopo la morte, quando si è soli
e le tenebre prendono il sopravvento.
Sono felice di ritornar su questa terra,
sotto il mio tetto,
per sognar spazi tranquilli,
germogliar di petali rosa
e condividere l'estro esuberante della serra,
a benedire l'efflorescente esistenza
tra i colori dell'arcobaleno.

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LIDIA MILETO
 
Acquarello
 
Sulla criniera degli alberi
oggi
la pioggia s'è accanita.
Ha estenuato il prato
che sotto la suola affoca
e attrita.
 
I tetti rigurgitano in gronda
ciò che i giganti hanno scartato.
Neanche un uccello
ha osato la vite sorvolare
allor che l'acqua s'è fatta gelo.
 
Riposano le api operaie
finalmente
dentro al vecchio muro.
Attorno alla regina prigioniera
le vedo affollarsi
e mormorarle quali amori
celano nei loro profumi
i fiori
e che meraviglia
il tuffo
in quei caldi veritieri colori.
 
 

L'albero
 
Pulsano possenti
e mansuete
le vene rigonfie dell'albero.
 
Fuori della terra che cercate?
L'oscurità del vivere quotidiano
anche voi temete?
 
Venuzze a raggiera distese
seguono
fragili
il profumo delle viole che confonde.
 
Fredde
nude braccia
perché proprio a voi
chiedo
conforto.

 

 

MARIO NURCHIS
 
 
Disegno infinito
 
Nel grigio tramonto
quando pensieri tortuosi
ti conducono
a sintesi incerte e affrettate,
puoi scorgere
in un semplice olivo
in controluce
nell'intrico dei soliti rami
un meraviglioso ricamo,
e intravedi
la mano
del tessitore,
e ti immergi
per un po'
felice
in quel disegno
che sa
d'infinito.
 
 

 

 

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PAOLO PANZERI
 
 
Lavato dal mondo
 
Immerso nei ricordi
di un passato,
di una vita breve vissuta
in scale di sogni;
lasciato in riva
di mugolii marci,
sabotato da macabri cigolii,
a lungo visto e saputo:
riconosciuto.
Libero lasciato languire
di limpide lapidi loquaci;
anima animalesca,
appassito stelo di girasole.
Se questa notte non passerà,
sarà l'ultimo grido di fuga:
fumo dagli occhi
tra campi di grano.
Passano i giorni;
la fame sale su di me:
trancia di utopia sadica,
bruciore di ripide mura.
Grido forte!
La mia voce vagherà
E non arriverà
fino a te.
Scaccio bugie leggendo il cielo.
Dormo tra sassi di marmo,
spaccato in due
da una ghigliottina di freddo
e scopro,
toccando il fuoco acceso
di un tizzone arso dal tempo,
il profumo della speranza.
 
 

 

 

 

ROSSELLA POMPEO
 
 
L'urlo
 
Le mani, quelle della disperazione.
Portate sul viso, strette quasi a schiacciarlo.
Lo sguardo fisso nel vuoto
occhi soli che guardano ma non vedono nulla.
Solo la disperazione si fa sentire.
È più forte d'ogni altra sensazione.
Tutti i desideri, scomparsi.
L'immobilità ti blocca.
La bocca è incapace di emettere suoni.
Il silenzio si fa avvolgente,
grigio ti circonda quasi a volerti soffocare.
Non c'è via di scampo, non altre che te.
Corri, corri in fretta verso la tua solitudine,
l'unica a capirti,
le non può abbandonarti.
Silente, ti accoglie, tu la ricerchi, ti lasci coccolare dal
vuoto, grigio quel vuoto,
è l'unico riparo sicuro del resto.
Ti plachi, la tua coscienza giace con te.
 

 

 

 

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PAOLA ROELA
 
Poesia per un addio
 
Quando ci lasceremo
non lo so
se piangere un poco
oppure no.
Ci lasceremo forse
sorridenti
fissandoci magari
appuntamenti.
Oppure qualche
goccia impertinente
allagherà lo sguardo
mio silente,
ci abbracceremo allora,
stretti, muti,
il tuo silenzio e il mio
saranno uniti.
E così, un po' confusi,
emozionati,
ripenseremo ai bei
tempi passati:
momenti belli, brutti,
a volte tesi,
istanti intensamente
condivisi.
E parleremo,
parleremo ancora,
finché non resterà
che una parola.
Quando verrà il
momento
tanto odiato,
tanto temuto,
mai desiderato...
so che la più commossa
sarò io,
perché alla fine
ci diremo addio.
 

 

DARIO ROMAN
 
 
L'eternità
 
Sera. Costa.
Rumore d'onde e orizzonte...
Mistero dentro a un lamento...
Ricordi sposta
Il mare, l'aria e il vento.
 
E dentro la sera
Riappare
La tua immagine dorata
Pura come un giglio
o il sole a primavera.
 
Come posso non riaccostare
l'immagine, mistero e natura?
Come posso non ricordare
l'immagine tua e l'anima pura?
Come posso?
 
E vedo te,
non vedo che te...
te solo accanto all'infinità;
te solo,
soltanto per l'eternità.
 
 

 

 

 

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ATTILIO ROSSI
 
 
La salsedine
 
Come profugo perso nella sabbia
rincorro fra le nuvole pensieri
che la brezza avvolge nella nebbia
per disegnar più nitidi sentieri.
 
Quell'aria, pur pellegrina, accoglie
quei profumi che trasporta il mare;
l'atmosfera che sceglie le sue voglie
col sentimento forte dell'amare
 
Poi sulle labbra, lieve nel migrare,
si posa l'acre gusto della sera
volteggia con le ombre per trovare
un fiore che saluti primavera
 
Quei petali disegnano raggera
nel chiarore soffuso della notte:
coriandoli sospesi nella sera
come gabbiani disposti a frotte
 
La melodia che corre sulle note,
pur lontana, nella quiete espande,
l'onda... vagante anche l'aria scuote
per penetrar nell'universo grande
 
Nel volgere ritmato della vita
la salsedine un posto se lo fa:
sulle labbra non fa cosa gradita
se l'acre forte in bocca resterà
 
Se guardi con fiducia nel domani
il tuo gusto di salsedine va via:
coccola il destino fra le mani,
cavalca l'onda, seguendo la sua scia.
 
 

 

 

MARIA ROSARIA SALITO
 
 
Goccia d'acqua story
 
Un giorno, felice e beata,
da una sorgente sono scappata
Per una strada,
impervia e scoscesa,
in un corpo cilindrico
mi sono infilata
e lungo i suoi fianchi son scivolata.
Ho corso tanto
e ho avuto paura
di non riuscire a uscirne fuori
In un tubo d'acciaio
mi son ritrovata
che sulla bocca
mi ha presto baciata;
da quelle labbra ero gravata
perciò ho urlato,
urlato ed urlato.
Non so se qualcuno
mi abbia sentito,
ma sta di fatto
che mi son liberata
e, dentro una vasca di plastica rosa,
mi sono trovata.
Una bimba felice con me ha giocato,
ma nel contempo
calci mi ha dato,
una donna ridente, poi,
quella vasca ha svuotato
e a dei fiori, posti in un vaso,
mi ha regalata,
le rose sfiorite, si sono riprese,
le calde corolle
hanno aperto all'istante
e hanno intonato insieme
un bel canto.
 
 

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ANNA SALVATI
 
 
Sull'onda del mare
 
Abbandonata a pelo d'acqua
respiro Luce.
 
Onda per onda
l'acqua
scivola
su me.
 
Leggera.
Accarezzata.
Abbracciata dal mare
mi dilato.
Mi sciolgo.
Mi fondo.
 
Risalgo
al blu del cielo
evanescente
come nube.
 
 

 

 

 

STEFANO TONELLI
 
 
Profumi perduti
 
Anche quest'anno il profumo
dei glicini e dei tigli
e dell'erba tagliata di fresco
mi rimanderanno ad oscure
accoglienti serate di giugno
di tanti anni fa.
 
Quante sensazioni alludevano
e promettevano quegli odori!
Quale conturbante risonanza
di ignoti abbandoni e amorosi languori
ne aveva il giovinetto di allora!
Già le fragranze di nuovi calici fioriti
inebriavano le giovane età e
le orgogliose dimensioni del corpo...
 
Come appariva vicina, allora,
la via dell'acerba giovinezza
e della virilità adulta.
 
Mai il virgulto di allora avrebbe
sospettato di finire sepolto vivo
in una catacomba - i sensi e la mente
eclissati dal Male Oscuro.
 
Quindi addio magiche atmosfere notturne,
addio profumi di gioventù,
addio orgogliosa virilità.
E addio dolce vita nel mondo terreno.
 
(Aprile 2005)

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SUOR MARIA FRANCA TONINI
 
Splendore del mare... parla una madre
col linguaggio del cuore...
 
Il mare, lievemente, lambisce la spiaggia.
Rotear di bianchi gabbiani
in folle volo, dal cielo al mare.
Riverberi, in un variar di luce,
sulle mobili onde.
Lontano, nell'orizzonte,
splende una vela alla luce del sole.
Dei pesciolini argentei emergono e scompaiono.
È bello il bambino, dai ricchioli d'oro,
spioventi dal berettino,
gioca sulla sabbia con paletta e secchiello.
Poco lungi, la madre,
segue il suo bambino, con lo sguardo pien d'amore.
Giace, inerte, il settimanale.
La spiaggia incomincia a popolarsi.
Per le strade,
il caotico sfrecciar delle macchine...
Pensa la madre... "Se, un giorno, figlio mio
per allettevoli compromessi, per vili interessi,
e, se ti incanterà il canto delle "omeriche sibille",
fede e rettitudine, da me insegnate, perderanno il loro fascino...
Invocami, chiamami, IO, TUA MADRE,
dalla terra o dal cielo, ti parlerò.
SII, UOMO, col cuore di fanciullo.
Riprendi il cammino scosso dai venti contrari...
Afferra "la piccozza" e cammina; rompi il gelo...
La vita è bella, è una conquista,
e il cuore canta sol, se vi regna rettitudine di vita".
E madre e bambino, mano nella mano,
in una via, nell'ombra, scompaiono.
In fondo, una striscia di luce.
Rimane la folla... Calmo, il mare invita...
Un tuffo e un altro... si nuota... oltre la boa...
Più ampio è l'orizzonte, lo sguardo spazia lontano...
Or, si nuota verso la spiaggia... Si è "folla"
e si va, ad abbronzarsi, allo splendore del sole.
 
 

TRENTIN SERENA
 
Il cielo
 
Pareva magico il cielo
la sera del temporale forte
e l'acqua e l'acquazzone
scuotevano finestre e porte.
C'erano i lampi
e io correvo sotto una volta scura,
tentennavano le lacrime
di un cielo dai sogni infranti.
Quando il cielo si arrabbia e borbotta
esprime a tutti solo il suo dolore
che, al levar del sole,
tramuta in ghirlande
di gioia e amore.
 

 
Acqua
 
Rugiada di vita che
tempesti di stelle
al mattino i prati sonnolenti,
per noi diventi arcobaleno di luce e di speranza,
ti dondoli e ti infrangi tra gli scogli
o potente acqua che solchi le rughe della terra.
Mi sorprendi e a volte mi spaventi,
tanto umile e prodigiosa
quanto sconvolgente e iraconda.
Dimmi cos'è che trasforma il tuo alito di vita
in anelito di morte.
Scintilli, luccichi, lavi ciò che ci sporca,
in te ci immergiamo come in una sacra abluzione,
sorseggiamo il tuo nettare divino.
Ma a volte ebbri, forse di noi stessi,
ne veniamo soffocati fatalmente.
Chissà, se tu ancora
come nella magia del deserto,
ci farai almeno per una volta rifiorire
e ci scolpirai un nuovo sogno di immortalità.
 
 
 

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AMELIA VALENTINI
 
 
Aurora
 
Questo chiedeva il mio cuore,
il silenzio dolce dell'ascolto,
la pacata certezza dello sguardo,
profumo leggero
a tracciare nel buio feroce
nuova via insperata.
L'atteso respiro dell'aurora
scioglierà il nodo oscuro dell'anima,
notturno deserto,
come timida carezza
su una ferita appena chiusa.
 

 
Come il mare
 
Come il mare è il mio cuore,
orizzonte remoto
in cui rapida svanisce
vela gonfia d'oblio,
flutto ansioso di riva
tra arcate d'oro e sabbia.
Cadde il vento teso di burrasca
nel chiuso abisso d'illusione.
Quieta luce cristallina
increspa di teneri bagliori
la profonda corrente:
così sull'ondulata via dell'acqua
in docili volute
danza il verde riflesso del tuo sguardo.
 
 

 

 

 

LUCIANA VASILE
 
 
Lui
Lei
 
L'uno riflesso dell'altra
Portavano lo stesso nome
 
Magia di puro pensiero
Lei si bagnò di Lui
di Lui permeò il suo corpo
di Lui nutrì la sua anima
Alle sue parole di vento
liquida si perdeva
calda evaporava.
 
Lui e Lei nell'aria
battito d'ali
profumo di gelsomino
carezza di musica
alito di Vita
sorriso di fanciullo
allegria del Nulla
luce d'Amore
 
Qualcuno proibì le loro parole
Lui sparì con 'buon senso'
La voce del silenzio di Lui
urlava ora nel cuore di Lei
Vuoti i giorni dell'anima nuda
Lei piangeva
e si chiedeva
- Perché? -
 
 

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GIAN CLAUDIO VASSAROTTO
 
 
La preghiera
 
La preghiera vola
nell'intimo del sole,
penetra il mistero,
lo colma di stupore.
 
La preghiera nuota
nell'oceano del cuore,
raduna i sentimenti,
li fa sorridere d'amore.
 
La preghiera viaggia
nelle anime del tempo,
le fa cantare di grazia,
ne annienta il tormento.
 
La preghiera zampilla
sulla terra della storia,
ne irriga i deserti,
ne anticipa la gloria.
 
La preghiera si sposa
con le creature del cielo,
rende santo l'universo,
ne purifica il sentiero.
 
 

 

CLAUDIA VETRÒ
 
 
So di possedere frammenti
di ombre di questo mondo immaginario
colorato da visioni incerte
che vogliono essere nel mondo.
 

Guardo quelle anime
ormai spente
e mi chiedo:
"Dove sei vita?"
Vorrei leggere
il tuo viso,
ma tu sei il mio mistero più grande,
adorabile strega.
"Perché mi sfuggi
e mi danzi intorno?
Catturami, portami con te.
Guardo la tua luce.
Dammi la tua mano,
vorrei venire con te.
Lasciami, corpo,
scusami,
 
la mia materia
mi imprigiona,
mi tiene ferma
mentre il mio spirito
vola lontano.
 
 

 

 

 

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CHIARA VUILLERMOZ
 
 
L'acqua
 
L'acqua unica cosa indispensabile,
l'acqua unica cosa veramente pura,
l'acqua la cosa più potente che ci sia nell'universo,
l'acqua, la signora che regna su tutti i pesci e le alghe.
Acqua, strumento di distruzione,
acqua limpida e sincera;
quando la guardo mi fa sentire bene.
Forse a volta sembra un tuono,
può sembrare imprudente e vanitosa,
ma è dolce e silenziosa.
 
Estesa e bella.
Unica, nessuno è in grado di domarla,
è per questo che mi piace,
è energica e sola,
a tutti però serve,
a tutti è amica
e con tutti è semplice.
 
A volte veramente scatenata,
a volte veramente tranquilla,
semplicemente l'acqua è il mio elemento preferito.
L'acqua mi fa diventare felice,
l'acqua mi fa cantare,
mi fa pensare alle cose più allegre;
quando c'è lei sorrido
quando c'è lei l'ascolto.
Mi piace tanto farle compagnia quando non c'è nessuno con lei.
A volte mi piacerebbe rimanere con l'acqua per sempre!
 
 

 

 

 

MAURIZIO ZICCHE
 
 
Occhi
 
Raccolti
come dal vento
le foglie
negli angoli delle strade
dove algida
la notte spira
occhi
di solitudine
laceri
mentono silenziosi
quasi un attimo
un'eternità
si allunga una mano
"...grazie signore..."
 
 

... e fa male?
 
Nei colori d'un inverno senza neve
Ogni giorno, dietro al mio fiato
Io ti cerco...
 
 

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