LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
  Poesie di
Ugo Colla

Portofino deserta
Lo desideravi da tempo ma è inutile
andarci di domenica, quando si impiegano
due ore e poi, giunti là, non si cammina,
non si apprezza nulla, si sente solo vociare.
Così ieri sera, 18 dicembre, ore 21, ora morta,
siamo saliti in auto, anche la nostra ragazza
ci ha seguiti ed è bello -io penso-
quando vuole ancora condividere con noi
un incanto, un'emozione.
Eccolo l'imbuto, il collo di bottiglia
tutto curve più famoso del mondo,
la strada che da Santa conduce a Portofìno,
senza macchine,senza nessuno, incredibile.
Passano i quattro e cinque stelle
di Santa Margherita e San Michele
coi loro nomi gloriosi d'un tempo,
Metropòle, Excelsior, Continental...
Passa la chiesa del Divo Martino (per Vip),
si arriva al posteggio e non c'è nessuno.
Ci siamo noi tre, sembra di cominciare
a sognare, sembrano finte anche
le boutique di Armani, Vuitton, Paul Shark,
chiuse, illuminate, in mezzo alle case
variopinte, modeste in apparenza, di pescatori,
(già un miliardo a finestra vent'anni fa...)
Ed ecco il mare che trema al vento invernale,
parla, saluta, è contento perché lo si può
finalmente ascoltare, guardando tutte le case
illuminate, come in quell'attimo di spot
che ci piaceva tanto. Noi tre, nella pace inattesa,
ma sono fuggiti tutti dal celebrato borgo?
Forse sì ma era l'unico modo
di fargli ritrovare la sua antica,
marinara genesi, stasera potrebbe
persino tornare a guizzare allegro
il vecchio delfino che gli diede il nome
(Portum delphini). Vi bacio entrambe,
dolce vedervi sorridere in questo vero
miracolo di silenzio...
 
 
 
Spesso il poeta è solo
 
 
Spesso il poeta è solo,
chitarra nella sera,
quando si canta in compagnia
e le più belle canzoni sono sempre
quelle taciute, riposte nell'antico
cassetto della memoria,
mai sono quelle che tutti sanno
e vengono ritmate con le mani.
 
Spesso il poeta è solo
viandante ignoto anche a se stesso,
anche fra tante risate e grida
che scivolano su calici di vino,
sempre in alto, sempre pieni.
 
Spesso il poeta è solo
fra ricordi appesi a rami di pino
come tra i canneti l'airone cinerino.
 
Spesso il poeta è solo
tra suonerie impazzite,
quando parla e riparla la gente
e riempie solo l'aria del suo niente,
quando non sa cosa dire,
non ricorda mai un numero,un prezzo,
una misura se non va a rileggere
 
ma sa la carezza del vento,
il tremore dell'erba, ciò che dietro
le parole scritte vive e vibra,
le note, i sospiri, i sorrisi
che fanno fremere, l'incanto
d'una cima ammirata al mattino,
la pagina ancora da scrivere
che attende domani.
 
 
Neve sul mare
 
Neve sul mare

mare che vibra
 
in lenta danza
 
rude vento canta.
 
Mare dove brillano
 
gocciolano,scendono
 
come in un pianto
 
raggi d'un sole
 
che non conosce notte.
 
Distese di rocce
 
lunghe di nebbie
 
d'eterni silenzi
 
di solitari voli.
 
Contorni d'isole
 
come sagome oscure
 
d'oscuri Troll.
 
Forse
 
è l'inizio del mondo
 
forse
 
è la fine del tempo.
 

(Capo Nord, 18 giugno 2007)

 
 
 
 
Ballo lento, nessuno come te
 
Ballo lento, te ne sei andato
fra le aranciate e le crostate
delle prime feste in casa,
tra le luci della vecchia discoteca
quando si facevano meno violente,
il mixage ti annunciava, magia
dell'attimo e si andava a chiedere
un ballo, batticuore nascosto,
un po' come all'esame.
Preferiscono i giovani oggi
quattro ore dello stesso tam-tam
ma solo tu ci sapevi portare
il profumo, la calda voce,
il respiro di lei, di quella
che più ci piaceva,
i suoi movimenti lenti, aderenti
a noi, felici e turbati. Grazie
Mister Slow per i tanti baci osati,
amori da te favoriti, anche
fra i meno intraprendenti
(chissà se sarebbero sbocciati...)
Ma noi ti incontreremo ancora
nelle orchestrine dei grandi alberghi
o delle navi da crociera, che ne so,
balleremo in Piazza San Marco
con violino, piano e basso
dei Caffè Florian e Quadri,
pur di ritrovarti, gentile come un fiore
donato, discreto come un amico
che sa ascoltare, ballo lento,
dissolto nel tempo...
 
(...suona un pianoforte nella sera,
"Are you lonesome tonight" di Elvis,
vieni, è la nostra e che i ragazzi
sorridano pure...)
 
 

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Agg. 27-10-2007