LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
  Poesie di
Massimo Agnolet
CONFUSIONE A COLAZIONE
 
Una tazza di te mi trema tra le mani
un ricordo di the mi fuma nel cervello
 
tuffo dello zucchero dentro te
tuffo una lacrima nel the
 
col cucchiaino dei rimpianti mescolo il te
e trattengo una lacrima per the
 
te senza limone
te con i biscotti
 
the senza me
the al gusto "senza te..."
 
penso a the
e bevo il te
 
comincio a far confusione fra le cose...

LETTO VUOTO
 
Vuoto e freddo questo letto
mi giro e mi allungo
sfrutto la diagonale
posso espandermi
invado lo spazio
guardo un film
leggo un libro
corro in bici
arrampico
fantastico
viaggio
navigo
rotolo
corro
volo
mio
io
 
tutto mio
solo io.
 
Amore...
Immensa è la tua assenza.

CONSAPEVOLEZZA
 
La consapevolezza...
 
"Sapere"
So.
So di non sapere.
Però lo so.
Quindi cosa so?
Non lo so...
 
"Saper fare"
Forse so fare.
Forse no.
So di fare qualcosa
Perché la faccio.
Faccio e vedo il fatto.
Quindi è cosa fatta.
Ma cosa ho fatto?
Non lo so...
 
"Saper essere"
essere che cosa?
Già so di non sapere
e non so se il fatto che faccio
è davvero un fare
Figuriamoci quindi se so di essere.
Quindi cosa sono?
Sono un essere.
Ma sapere quale?
Questo non lo so.
 
Essere poeta,
ma si può esserlo?
So fare poesie
se son davvero poesie
so d'incantare
se davvero incanto
far magie
se così le voglio chiamare
lo so
perché lo faccio
ma in realtà cosa faccio?
Questo non lo so
Perché so di non sapere.
E se so che non so,
non posso sapere cosa faccio
né sapere cosa sono.
 
Uhm...
Bel casino trovare la consapevolezza...

TIC - TAC
 
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
 
...un minuto della nostra vita...
 
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac...
 
...passano le ore...
 
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac...
 
...passano i giorni, le settimane, i mesi...
 
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac...
 
... passano gli anni...
 
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac
Tic - Tac...
 
TOC - TOC
 
... passa la morte...

LA RIUNIONE
 
"Cari colleghi, buon giorno..."
 
Vibrano le vene del collo
sulla camicia bianca.
Il colletto sfiora la pelle
e peli bianchi e grigi
si mischiano al cotone
alcuni sbucano
altri scompaiono.
Colletto con bottoni
colletto senza
colletto vecchio
colletto alla moda
colletto con cravatta
colletto senza collo
colletto regge testa
di viso curato da giardiniere
con barba all'aiuola verde
di fibre rasate
su viso senza risate.
Uomo importante
responsabile di un nulla
inventato l'ora prima
per poltrona da scaldare.
È macchina da comando
su occhi ascoltanti
ubbidienti
fissi sul capo branco
- lui -
racconta storie
se non le sa
inventa
da i numeri
è un numero
solo una matricola
è uno
uno dei tanti
che comanda
convinto di comandare
senza dar comandamenti
agli accomodanti
del comando
- loro -
i sudditi ascoltano le favole
con orecchie sorde
di strani bambini
diventati zerbini
che odiano le fiabe
numerate di numeri
decodificanti codici
di cifrate parole
in elenchi sbilenchi
sospesi su note
di indici scambiati per pollici
indicanti valori medi
se non anulari
di uomini ormai mignoli
stringenti viscide mani
che non han più dita
ma solo numeri
diventate falangi
incapaci di stringere valori
che non siano il verbo
dell'avido dio supremo
di far denaro
soldi
usando i saldi
di quel che resta
dell'etica professionale
della statura morale
di uomo ormai nano
chino
supino
di un incarnato meccanismo
di sistema bacato
bucato
che nulla inceppa
causa anti virus
incorporato nella natura umana
paurosa di perdere
ciò che a unghiate
con denti aguzzi
difende fino allo stremo
- il Nulla -
ecco il risultato:
col niente
creiamo
il nulla
e col nulla
parliamo del niente
nell'eterno bla bla
delle nostre convinzioni
di sistema collaudato
destinato all'autodistruzione.
 
"...tutto chiaro? La riunione è finita potete andare..."
 
grazie mille
allora vado

INVISIBILE VOLONTA'
 
Vorrei tornare ragazzo
bambino
neonato
 
Vorrei farmi feto
raggomitolarmi in me
riattaccare il cordone
con dito in bocca
e occhi chiusi
 
Vorrei tornare embrione
trovare una donna
chiamarla amore
rientrare nel suo grembo
e restare lì per sempre

LA CAPANNA DELL'ALBERO
 
 
Passeggio sulla luna.
Tutto è bianco
ovattato
silenzioso.
Lontano dagli altri e dal mondo.
Solo.
Volutamente solo cammino di notte sulla neve
in silenzio
nella pace.
Vorrei sedermi
ma non vi è posto in quel candore.
Tutto è sommerso da una pesante
possente coperta bianca.
È magnifico
ma mi costringe a continuare.
Poi ti ho visto caro albero
mi stavi aspettando
io ti cercavo.
I tuoi rami sono così carichi di neve che toccano terra
formano un ventaglio
una solida dimora
la capanna che io volevo.
Chiedo il permesso di entrare in casa tua e me lo concedi.
Mi accoccolo a terra
sposto un po' di neve per sedermi
e appoggio la mia schiena al tuo tronco.
Che pace
fuori è buio
ma la neve dà luce
gli amici son lontani
e tutto è finalmente silenzioso.
Siamo soli
io e te.
 
Cerco di percepire anche il minimo rumore
nulla
neppure un alito di vento
neppure una formica
uno scoiattolo
un uccello
niente di niente si muove.
Non c'è respiro vivo
solo il penetrante silenzio di lunghi minuti muti.
Scruto le fronde degli alberi immobili.
Tutto è ghiaccio
neve indurita
congelata su ogni cosa vivente.
Solo io son caldo e respiro
il resto sembra addormentato nel freddo.
Mi alzo e ti tocco i rami
sotto son marroni
ma sopra
carichi di bianco
sopportano un peso enorme.
Sono duri
congelati
forti
staccati dal resto del tronco.
Soffrono quel carico
si piegano ma non si spezzano
stringono i denti
s'irrigidiscono
ma non tremano
sopportano e basta.
Mi chiedo quanto peso stai reggendo
eppur non ti lamenti.
 
Poi mi rispondi:
questa è la mia vita
simile alla vostra.
Uomo e Natura si assomigliano
ogni stagione ha i suoi colori
ogni colore le sue emozioni.
Ora non è tempo per giocare col sole
non vi è spazio per le corse dei cervi
non posso far l'amore con l'amico vento.
La Natura guida la vita
e questo è il momento della sofferenza.
Ogni mio ramo si piega fino a terra
ma sopporta
ogni mio ago è rigido dal dolore
ma non si stacca
cedo, ma non mollo.
Fuori son freddo e duro come il ghiaccio
ma dentro mi scorre la vita
la linfa
l'amore per la Natura
e la gioia per nuove primavere resta dentro me.
Presto l'inverno finirà
e il ghiaccio di stasera sarà solo un ricordo.
 
Emozionato stacco la mano dal ramo
e lo guardo con gratitudine.
È arrivata l'ora di rimettersi in viaggio
di uscire dalla capanna
dove tutto è addormentato nel silenzio
ma dentro quel giaciglio
per un attimo
Uomo e Natura si son parlati.
Siamo la stessa cosa
siamo Natura
nulla più...
Così mi sistemo il cappotto
e riprendo il sentiero verso casa
passeggiando sulla luna.
Intravedo sulla neve le mie precedenti orme
ci passo accanto
ci penserà la Natura a cancellarle...

MARITARSI
 
 
Ciao
Mi piaci
Ti amo
Ti scopo
Ti sposo
Ti faccio un figlio
Te lo cresco
Ti creo la famiglia
Te la disfo
Ti litigo
Ti odio
Ti separo
Ti mando l'avvocato
Ti divorzio
Ti do i soldi
Mi dai i figli
Ciao
 
Tutto con disarmante lucida volontà.
Complimenti!

DENTRO ME
 
 
Piano
lentamente
in punta di piedi
ti ho fatto entrare dentro me.
Ti ho presentato al mio cuore
e ti ho accompagnato fin dove la mia anima incontrava l'infinito.
Un cielo immenso sopra noi.
Ti ho fatto scendere fino al cuore
dove v'è spazio per una sola persona
e prima ancora di me stesso quel posto era per te.

TEMPIE VIVE
 
 
Sento esplodere le mie tempie.
Mi pulsano vive come due polmoni.
Si dilatano oltre la pelle quasi da uscirne
e il sangue vi scorre come un fiume in piena.
Nulla di preoccupante,
è solo il ricordo di lei che attraversa i miei pensieri.

LA FOGLIA
 
Rotolo come una foglia al vento senza direzione,
ingiallisco e mi crepo, nell'attesa di consumarmi.

IL TRENO DEI FANTASMI
 
Disteso su dei falsi binari morti m'illudevo di poter dormire sereno.
Invece un treno carico di fantasmi mi ha attraversato senza preavviso.
Ora è lontano mentre ascolto il mio cuore in subbuglio calmarsi.
Lascio che il vento mi accarezzi la pelle.
È passata.
La folata dei ricordi se ne và.
Fino al prossimo treno.

CARNE DA MACELLO
 
il male esiste
sta in mezzo a noi
 
lo vedo ogni giorno
sta con le cravatte imbellettate
nei falsi sorrisi
negli uomini repressi
nei buoni sentimenti derisi
 
correte tutti come pazzi
vi ingrassate come maiali
se poi incontrate uno fuori dal branco
lo fate sentire terra da calpestare
polvere su cui sputare
vi prendete tutto
non lasciate niente
 
e io sto male per voi
perché vi vedo morti e vuoti
uccelli in gabbia che credono di esser liberi
non avete né becco
né ali
né piume
non siete più capaci di volare
siete solo carne da macello
ma io son aquila
e vi fuggo via

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Ins. 18-04-2005