LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
  Poesie di
Marco D'Aleo
SPIACEVOLE SENSAZIONE


Il verso malinconico
e straziante
dei gabbiani
lacera il cuor mio.
 
Il volo di questi uccelli
radente sul pelo dell'onde
si porta via un pezzo
dell'anima mia.

Maggio 2007



 
PRECARIETA'


Sostare immobile
sul ciglio del baratro.
 
Irrequieto, indeciso
l'animo tuo.
 
Un passo avanti ancora
e precipiti
a schiantarti sul fondo.
 
E intanto
non tutto è fermo.
 
Alle tue spalle
la vita fluisce
ignara
indifferente
beffarda.
 
Eventuale
testimone assente
del tuo probabile dirupare.

Gennaio 2008




RIFLESSI


Non cercare
vecchio
la tua immagine nello specchio.
 
Non scavare
le tue sembianze attuali
alla ricerca
d'un passato svanito.
Non infierire sul tuo volto,
rammaricato,
più di quanto il tempo
non abbia operato.
 
Le lentiggini sono muffe indelebili
lo sai.
Le rughe - non credi? -
sono rammendi
sulla tua pelle loffia,
a mimetizzare sul viso
il tuo aspetto d'una volta.
 
Ti rimangono gli occhi.
Seppur velati dalle cateratte
restano sempre
lo specchio dell'anima.
Indaga
vecchio
in tale specchio
quale sia
lo stato dell'anima tua!

Aprile 2007





VENTO DI SICILIA


Rude
aborrito scirocco
della mia terra!
Vento crudele e violento.
Ti portiamo nel sangue,
gli abitanti di questa Città,
intriso nel DNA
di ciascuno di noi.
 
Subito ti riconosciamo
sin dal tuo insorgere perverso:
per l'inconfondibile sìbilo
per il "rufuliare"
per il tuo caratteristico
ammucchiare
foglie secche e cartacce
sotto i marciapiedi.
 
Amato-odiato vento
del mio suolo adorato!
Il tuo imperversare
ci rimbambisce come allocchi.
Nel cullarci come drogati
ci scompigli le chiome.
Di polvere e pietruzze
ci saturi gli occhi.
 
Stanco, la sera
sfibrato dal tuo incessante furore
come un cucciolo t'acquatti.
E l'indomani
temendo il tuo ritorno
torniamo a rassegnarci
pel tuo ricomparire,
di non poterne fare a meno
quasi a convenire.

Maggio 2007





CHI SIAMO STATI


Ancora mi chiedo
che cosa io
possa avere rappresentato per te.
Un'avventura?
Un incidente di percorso
sul tuo cammino?
Oppure
un disguido fatale,
imprevisto nella tua vita.
Sarò stato piuttosto
un grande incubo,
un peso immane
da portare anche nel pensiero?
So di certo quello che sono ora:
non più che un brandello di ricordo,
uno stralcio di vita fugace
bruciato dal tempo,
già superato nella memoria.
 
E tu per me?
Cosa sei stata tu per me.
Questo lo so di sicuro:
Fonte inesauribile
di certezze.
Miscuglio di serenità
e di tempeste interiori insieme.
Toccasana
dei miei oscuri travagli.
 
Forse, entrambi,
siamo stati un groviglio
di abbozzi
di precarie cancellazioni
dei nostri destini.

Agosto 2003






GLI ANNI MIEI


Un amico mi chiede
quant'anni io abbia.
 
Non ne ho quasi più - rispondo -
ormai li ho tutti pressochè spesi.
 
Mi rimarrà una manciata ancora
di anni:
saranno cinque, otto
forse saranno dieci, di più non credo.
 
Impertinente, provocatorio
l'amico insiste nell'indagare:
E come li hai spesi questi tuoi anni?
Come la maggior parte degli uomini
dico:
Sciupandoli.
Dandoli in pasto
alla stupidità della vita.
 
Ho amato e lavorato
ho creato e procreato
ho sofferto
commovendomi e piangendo,
ho secondato la stoltezza dell'uomo
restandone prigioniero,
ho creduto
ricavandone delusioni,
inutilmente ho inseguito
i valori della Vita
scoprendo che questi
sono soltanto ombre.
 
Ora sto più guardigo:
i pochi anni che mi restano ancora
me li centellino
con avarizia misurandone
le ore che mi sfuggono nell'attesa,
breve o lunga che sia,
ma pur sempre penosa.

Maggio 2003






UNGARETTIADE

"Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie."
 
Ma si sta anche,
come di giugno
sul campo di grano
recise le spighe.
 
Abbattuti si sta
come i birilli
sulla pista del bowling,
come spazzati dalla bora
i triestini.
 
Oppure si sta
come gli storpi
delle pròtesi privati,
i ciechi senza bastone
senza il cane
che fa loro da guida.
 
Stanno ancora
fiaccati dall'afa di agosto
i cervelli e le membra
degli uomini,
bruciati dai quaranta gradi
delle moderne estati.
Sviliti e rammolliti
dall'arrogante scirocco
dal libeccio mellifluo.
 
Si può stare alfine
come un barbone
sulla panchina stecchito
dall'impietoso gelo invernale.
 
Stiamo tutti
in balia del caso:
falcidiati dall'arma di un folle
mentre ci aggiriamo al mercato.
Dipendiamo dalla follia in toto:
un figlio che spegne
 
dei genitori la vita
e viceversa
una madre infanticida.
 
 
Un marito uxoricida
e il suo opposto.
Vittime innocenti
- noi tutti -
dell'insano gesto
di un nostro simile.
 
Sicchè
non soltanto i "soldati"
cadono come le foglie
d'autunno.
Anche gli uomini senza divisa
stanno nelle braccia
della precarietà,
in un'esistenza che si vive
incerta
di quanto lunga non si sa.

Maggio 2003



Torna alla sua
Home Page
PER COMUNICARE CON L'AUTORE mandare msg a clubaut@club.it
Se ha una casella Email gliela inoltreremo.
Se non ha casella Email te lo diremo e se vuoi potrai spedirgli una lettera presso «Il Club degli autori - Cas. Post. 68 - 20077 MELEGNANO (MI)» inserendola in una busta già affrancata. Noi scriveremo l'indirizzo e provvederemo a inoltrarla.
Non chiederci indirizzi dei soci: per disposizione di legge non possiamo darli.
©2007-2008 Il club degli autori, Marco D'Aleo
Per comunicare con il Club degli autori:
info@club.it
Se hai un inedito da pubblicare rivolgiti con fiducia a Montedit
 
IL SERVER PIÚ UTILE PER POETI E SCRITTORI ESORDIENTI ED EMERGENTI
Home club | Bandi concorsi (elenco dei mesi) | I Concorsi del Club | Risultati di concorsi |Poeti e scrittori (elenco generale degli autori presenti sul web) | Consigli editoriali | Indice server | Antologia dei Poeti contemporanei | Scrittori | Racconti | Arts club | Photo Club | InternetBookShop |
Agg. 19-04-2008