LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
  Poesie di

Lisetta Capozzi
Dedicata a Marco


Spetta ai vedenti
l'esser vittoriosi.

I monocoli li hanno presi per mano.
hanno conquistato il potere
e il cieco è fatto Re.

Ai confini ferramente chiusi
i poliziotti giocano a mosca cieca.
Talvolta acchiappano un oculista ricercato
per attività sovversiva.

Tutti i dirigenti portano un cerottino nero
sull'occhio destro.

Nell'ufficio degli oggetti rinvenuti ammuffiscono lenti ed occhiali smarriti
consegnati dai cani guida per ciechi.

Giovani solerti astronomi
si fanno montare occhi di vetro.
Genitori chiaroveggenti istruiscono tempestivamente
i figli dell'arte progressiva dello strabismo.

Il nemico inchiostra l'acqua borica per la congiuntiva dei suoi agenti.
Ma in considerazione delle circostanze, cittadini ammodo non credono ai propri occhi, si cospargono il volto di sale . e di pepe
tastano piangendo le bellezze degne di essere viste e imparano la scrittura dei ciechi.

Pare che il Re vedendoti abbia dichiarato di guardare al futuro pieno di fiducia.





Ballata per Laurent


La tregua delle scorribande sulle colline di Bujumbura
un fiume, semplicemente un leone dimenticato
o il tubare di una colomba smarrita.

Appena ti apparti nella tua piccola casa,
viene il vento a dirti ben altre cose
aprendoti gli occhi e gli orecchi a ben altro.





Il vento passandomi accanto
mi ha detto:
L'eternità e la pace potrebbe essere un fiume, una chimera un leone dimenticato,
o il tubare di una colomba smarrita.





Il tuo nome

(dedicata a Laurent)


DIO dal mare ti ha dato un nome,
dalla terra un corpo
dal cielo la tua anima.

Questo mobile regno
appeso alla savana
ti conosce.

Da queste distanze ti penso
oramai sei un ragazzo
che nasconde la tua figura d'uomo.





AFRICA- BURUNDI

(dedicata a Laurent)


Vedi, nel tuo paese si può navigare nel sangue.

Un soffio di silenzio e il vuoto
senza lasciar terra,
da nord a sud può portarti.

Orto di mari aperti
coltivi fagioli per poi venderli
al mercato.





DEDICATA A MICIO- MICIO


Quel che il giorno a stento vien trascinando
non mi fa dimenticare il mio micio.

Seduta a colazione
riconosco che la guerra non è scoppiata.
Davanti alla finestra riconosco Micio-Micio.

Gatto, mi chiamo gatto
quanto mi inquieta quel tuo sguardo
Oh! Micio!.
Quanti nomi ha Micio?
Come fa Micio-Micio a riconoscere i suoi 8 nomi.
Se li voglio contare esso impreca e mi sbugiarda,
il mio micio si trasforma in un esercito di mici.
Indispensabile è il mio micio, il mio micio mi ride in faccia.
Il suo mantello tabby
grigio striato con pettorale e zampe bianche.
Ci si può fidare di te oh! Micio.
Oh! Micio, quanto mi sei superiore!
Il mio micio è il micio di nessuno
Non ti interessano delle parole d'ordine.
Il mio micio ed io:
non tutto quello che si dice risulta poi vero.
E' utile il mio micio, esso è avveduto, e da me si lascia addomesticare.
Gatto mio, a me non puoi rubare nulla,
quello che ho te lo do.
Micio-Micio tu sei la mia ferma fiducia.
Durante il mio corteo funebre, starete lì a ridere,
Come fossi anch'io una gatta.





Un sogno

(dedicata alla memoria di Leonardo)


In un alone vuoto, il volto, creta che ricreava linee già perdute della memoria.
Frange ritessute come un riscevolio di seta.

Fisicità della visione. Abbaglio: l'accensione luminosa, immagine altro non fu che la chiara muta nel sogno prima del risveglio.





Dedicata alla memoria di Leonardo


E non ci sei, non più, se non nella nebbia dei mesi, di un lontano balenio di vampe, bruciori di foglia e di lune, quando il sollievo dell'ombra, fui dentro i pini,
ancora conserva quell'odore marcio di mare insopportabile cappa
nella liturgia spenta del ritorno.





LUCE SPLENDENTE


Luce splendente che tutto rischiari, la focalità delle cime,
l'orlo verde delle foglie d'estate,
luce che celi ogni bene e ogni male.
Nell'agonia del tempo intrascinabile vita, luce del sogno e del delirio, che abbandoni l'oscurità delusa dell'ombra, le stelle più lontane
sulle rotte insondabili dove ruota e si frantuma la follia del mondo.





AMORE


Questo disanimato Amore
Questo inciampo che sempre più vecchia mi vede, tu non sai quanto mi sfochi la mente.

E più m'annebbia, se non nel pre lunare tempo.
Nel tuo distacco il silenzio terrigno, che c'incrosta, dilata la distanza dei nostri vuoti.

Tu sei nella tua stanza muto
io sul foglio non ritrovo i segni.





Dedicata a Maurizio Bonora


IO: "dimmi Maestro dov'è il luogo?"
B:"Nel NULLA."

IO:E il nulla dimmi dov'è il nulla?"
B: "Le tue domande lo nascondono, come la sabbia nasconde il fiore".





DEDICATA A BONORA


IO:
Io non so amare, Maestro mi insegni come si fa!"
B:
" AMA SEMPLICEMENTE!"





POESIA D'AMORE


Qui ci prenderemo il nostro paradiso, se non qui dove amore?
Queste 3 settimane il tempo ha accumulato vapore, come lo specchio di un bagno: colline, vacche le collinette delle talpe
un entroterra senza oceano......
il raccolto che fischiamo dell'erba.
La quercia che fulminata ha perso un ramo di una tonnellata, scuote ancora le sue fogli verdi e prende luce, come fosse viva.
Lo si sopporta? In natura dal seme alla pula
senza TRAGEDIA?





ULTIMA ESTATE
(dedicata a papà)


Accogli in te le rose
e quando arrivano i gladioli, mescola anche questo con il tuo sangue, la tua fortuna e le tue miserie, il fondo buio cui sei ancorato.

Lente giornate. Tutto è superato.
E non chiedi se la fine o il principio
le ore ti conducono, forse,
ancora fino al maggio delle rose.





PENSIERO PROFONDO


Poeta puoi rivelarti solo con le parole
che hanno forma chiara deve tacere la sua natura umana
chi da tormenti è colpito.
Devi consumare te stesso
bada che nessuno lo veda
che per nessuno sia di peso
ciò che a te oscuramente accade.
Porti su di te i tuoi peccati
subisci la tua stirpe solo a te stesso puoi dichiarare,
su cosa si fonda la tua natura mortale.





AD ALBERTO ANDREOTTI
(per il suo compleanno)
(14/7/2008)


I miei amici e le mie amiche stanno sotto alti soffitti, sotto le lampade del tempo, coi boccali della costanza, intanto lui, sdraiato sul divano, un sognatore. Ma oggi pare che tutti siano d'accordo; è un compleanno e nessuno balla. In questo grande ufficio ci sono molte stanze e tavoli, Di certo non è una mansarda. Qui segano la legna per il camino, oggi è il compleanno di Alberto l'amico di Lisa, figlia di Luigi Capozzi.
Chissà se dato il luglio metterà il maglione che gli ho cucito in inverno?
Prendiamo the dalla macchinetta.
Tu parli a destra, io parlo a destra. " a che servono questi piccoli segni,
questi piccoli 8 simboli dell'infinito?"
Dagli altoparlanti risuonano le blande orchestre sommesse degli anni sessanta. Tarda notte. Oppure come fosse una casa questo ufficio, e tutto fosse invernale, invece è estivo. Estate calda ma non torrida.
E ci prepariamo per la birra per la discussione della novità , ci scambiamo libri. Nessuno ha fretta, non ci sono vibrazioni provocanti, forse non c'è nemmeno il sesso. C'è il suono, il legno, ci sono ragazze quiete, ci sono ritratti alle pareti. Alberto comincia a dirmi qualcosa,
ma lo chiamano, riesce solo a pronunciare solo:" Negli ultimi tempi sanno più spesso noto che... . Che cosa?" Ecco mio padre mette su dischi di musica leggera. Un suono incredibilmente sordo come una cassetta di " Parlami d'amore Mariù".
Qualcosa tintinna , voci femminili, c'è molto spazio arrivano altri ospiti. " facilissimi i compiti a casa".
Prendiamo noi due il giubbotto,e usciamo con Lupin gli diamo un passaggio in taxi.
E là sotto il tetto dell'ufficio ancora voci, tintinnio di bottiglie aperte mezze piene di birra e spumante. E nuovi ospiti notturni arrivano
attraverso l'aria dell'estate calda , ma non torrida.





IL POROTTESE
(dedicata ad Alberto Andreotti)


Ora davanti ad un bicchiere di birra di questa stagione calda
nel noto locale " la locanda del Mercante".
Lui ha premura di confessare a tutti che vorrebbe lasciare il continente prima possibile, gli andrebbe bene un isola con la gelida torre de faro e gli scogli coperte do alghe, con un bosco e un lago minuscolo, ma senza fondo.
Avrebbe bisogno anche di una Honda Rossa . La isserebbe su un burrone e sparerebbe sassolini, sui vetri altezzosi a volte si rifugerebbe sul sedile anteriore ad ascoltare la radio sgranocchiando creakers di riso. Nei notiziari si ripeterebbero gli stessi nomi, e a volte lui si addormenterebbe proprio nell'auto, e non nella parte abitabile del faro, là dove avrebbe montato un amaca , tre grandi lanterne cinesi di carta velina, dipinte con l'inchiostro. In generale gli piacerebbe esaminare tutti quegli ideogrammi, ma non tenterebbe mai di decifrarne veramente il senso. E non scriverebbe versi né disegnerebbe acquerelli- conviene forse lasciare per questo continente, dove ci sono locali come "la locanda del Mercante" e amici e amiche come noi?





L' ABITANTE DI POROTTO
(dedicata ad Alberto Andreotti)


Amo la tua maniera di passare il tempo, il tuo camminare per nuove strade e per la trattoria, abitante di Porotto. Ti accorgi di una ragazza solitaria in un auto parcheggiata, attende qualcosa con una tale espressione d'attesa sul volto così in attesa.
Vedi un impiegato con un impermeabile, porta agli occhi il braccio con l'orologio così lentamente, quasi fosse una gru del porto, che trascina verso il cielo, l'autobus di linea.
Vedi una commessa di un negozio di articoli sportivi.
Quando è già chiuso ma è ancora illuminato,si è coricata, si è addormentata, tra sci e manichini e con le tute sportive.
all'improvviso gira la mano appena nel sonno e ne distende il palmo, e quello si apre come una promessa di non credere mai a niente.
Scivoli dappertutto, sorprendi te stesso negli sciabordii delle vetrine , sai leggere le previsioni del tempo sulla ultima pagina dei quotidiani.
Il futuro è un vento, ma quando qualcuno chiude gli occhi ciò avviene nella realtà velocemente, nella memoria lentamente. Abitante di Porotto, sai anche leggere le labbra delle ragazze sui manifesti che reclamizzano cosmetici. Dicono:"Ho 18 anni sono libera di nuotare, libera di avere:" Oppure :" Mi impegno perché sono capace, oppure sono capace perché mi impegno". Cercare i significati è come provare a scambiare le banconote , i tagli troppo piccoli non servono più a nessuno, a noi si, però. Per me e voi abitante di Porotto.





FRAMMENTI


Nuvole, alberi, case
nel sentimento che destano
al venire al buio, paiono frammenti di un'altra vita.





POLVERE DI NOI


Si può setacciare quel che resta.
La polvere di frasi pronunciate una volta
le rovine di una passione,
ogni volta è di meno.





Il filo del suono


La voce si abbassa
la voce che ci volge
e prolunga il filo
del senso, il filo del suono.





LA VISITA
(dedicata ad Alberto Andreotti)


Quando levai gli occhi dal foglio bianco
l'angelo si trovava nella stanza.
Era un angelo comunissimo
probabilmente del più alto rango.
Non si può neanche immaginare, disse quanto indispensabile sia LUI.
Una sola delle quindicimila sfumature nell'azzurro continuo.
Importa al mondo più di tutto
quel che lui faccia e non faccia.
per non parlare del feldspato e della grande nube di Magellano.
Persino la più semplice e modesta piantagione d'acqua produrrebbe una lacuna, non LUI.
Lessi negli occhi suoi la speranza di un obiezione, di una lunga lotta. RIMASI IMPASSIBILE . Attesi che se ne andasse senza dire una parola.





SOTTO LA LUNA E STELLE


Sotto la luna e le stelle,
che son quel che son sempre state, cosa dovremo essere noi stessi, in quella luce, che non è luce dicibile?





CHE COSA


Che cosa dovremmo sentire se non la voce che dovrebbe essere nostra, prender forma, la voce segreta dell'essere che dice che il luogo in cui scompariamo è il luogo in cui siamo?





QUEL VIALE


Quel viale dei tigli pieno di luci
e ombre al sole, che scorrevano tra le nuvole,
qualche attimo, scomparsi, e d'improvviso buio.





Nel CUORE


Nel cuore del nulla
nei vuoti radiosi,
persino la lingua dello svanire
lascia se stessa alle spalle.





PASSA E PASSA


La visione del proprio passare passa
i giorni scorrono in altri giorni,
la voce cuce ed imbastisce, riprende la sua opera.


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Agg. 09-09-2008