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LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
  Poesie di
Emanuela Crosetti
 
 
ANELLO DI GIOVE
 
 
Luminose anfore di cielo
raccolgono,
 
immense,
 
l'eternità del tuo respiro,
lungo le traiettorie infinite dello spazio,
ove ruotano,
 
rilucenti,
 
astri pulsanti
di immagini proiettate
su spettri di galassie perdute.
 
 
 
 
CAPOLINEA OVEST
 
 
Arrivavo da lontano,
col passo di chi aveva combattuto
ancora un'altra battaglia.
 
Non sapevo se era giorno:
il sole era scomparso
dietro calici di nebbia,
ed il cielo era un mite ricordo
nel dolce imbrunire
degli alberi spogli.
 
Io,
la morte,
vestita di nero,
mi misi i guanti
per celare ogni parvenza di vita
ed aspettai il giunger della sera,
sognando le luci
in lontananza,
confuse col mio disperato
bisogno di pace.
 
Il rumore del silenzio
era l'eco della mia non esistenza.
C'era un albero tagliato,
un sentiero scuro
che mi avrebbe condotto
verso frammenti di passato,
scritte,
mattoni,
orizzonti disegnati di stelle
irraggiungibili nella loro imperfezione.
 
Ecco le ombre allungarsi,
le vedo tutte,
tranne la mia...
 
Mi fermo qui,
davanti a queste inferriate...
(che presunzione
è stato il mio orgoglio smisurato)..
Nessuno
mi deve ormai più aspettare...
(che sconfitta
è stato quell'urlo disperato)..
 
Ecco il sogno
valicare il limite dell'ignoto,
ultima meta della vita,
primo traguardo della morte.
 
Giunse l'inverno
con la sua neve
a coprire il mio volto,
ora che il passato
non è più un ricordo,
ora che il futuro
non è più attesa...
Il senso delle strade
ed il rintocco del tempo
si sovrappongono annullandosi
in un palmo di eternità...
 
Mi sorprende l'alba...
..la guardo senza voltarmi,
mi coglie impreparata
nella sua invernale freddezza.
 
...Loro,
come marionette
dalle umane sembianze,
in balìa dell'esistenza,
che passa
e lascia un segno,
forse un sogno...
 
La linea curva dell'orizzonte
non mi circonda più,
è dentro di me,
sono io il cerchio
attorno all'infinito.
 
La morte giovane
lascia un ricordo fresco
nella memoria
di chi è ancora in battaglia.
 
Fugge una lacrima,
ultimo cenno
di una vita appena lasciata...
 
La mia corsa finisce qui,
al Capolinea Ovest,
dove le carovane
non aspettano più viandanti,
ombre solitarie
nel deserto,
vagherò insieme a loro,
lasciandomi alle spalle
l'immagine di un treno senza passeggeri
e la polvere di fantasmi
smarriti nel vento di una lontana odissea...
 
 
 
LUCI METROPOLITANE
 
 
Via vai di taxi,
rumori di tram,
clacson di auto ferme ai semafori...
Il fervore delle strade
è il primo treno per l'inferno:
perderlo sarebbe come
commettere un omicidio
a volto scoperto.
La società ti conosce
e ti riserva un posto
in seconda classe,
dritto verso il caos.
È impossibile
lasciare posto a sé stessi:
1999 spari
ed il mondo
ha preso in prestito la tua anima.
L'odore della ferrovia
arrugginisce ogni brandello di sogno
e fra le pozzanghere dei marciapiedi
cammina il tuo desiderio di solitudine...
...ma è silenzioso,
a nessuno interessa.
Così ti rifugi al primo piano,
all'angolo di un corso
grigio di prostitute
e scateni le tue urla
fra le saracinesche semichiuse
di una stanza buia di peccati.
Giochi a disegnare il suo profilo
sullo specchio livido di profondità
e ti diverti
a rincorrere i tuoi desideri
nel chiaroscuro delle sue fragili armonie.
È un viaggio
a cui tu non puoi mancare,
forse l'eremo
che ti permette di ascoltare
l'ultimo battito della giornata,
l'emozione di guardarsi vivere,
di inseguire,
ancora una volta,
quel treno notturno,
l'odore di una città che dorme
sotto macerie di indifferenza...
...apri la finestra:
un altro sogno che spicca il volo...
...solo luci metropolitane.
 
 
 
CHEMIN MAISON
 
 
Che forma dai
a queste note
che piangono nuove illusioni...
 
Che colore verseresti
su quelle parole
che fumano nella tua immortale oscurità...
 
Passeggio
ballando con la tua sagoma,
costruita l'altra notte
con lacrime e bestemmie...
Qualche brandello di chitarra
mi mostra il tuo volto,
due lune galeotte
scuotono i miei ricordi
inibendomi il respiro..
 
La città è stata seppellita
da un nuovo nemico...
...sono io,
nel continuo dondolarmi
di solitudine tanto ambita
e sogni da tempo incendiati.
 
Rincorro mostri nella pioggia,
cantando il suono maledetto
di pensieri mai rivelati.
La mia vita da prigioniero
mi fa eremita
per queste strade deserte.
 
Urlate, voi che non capite,
imprecate, voi che non l'avrete mai...
 
Stringerò nei pugni
la mia disperazione,
la farò marcire
fra le sbarre della solitudine...
Frantumerò ogni regola,
la darò in pasto alla fantasia...
Improvviserò un altro ballo a tradimento
e prenderò a calci
le torbide pozzanghere
che si divertiranno
a confondere la mia ombra
col perfido grido di gatti in calore.
 
La gente è strana,
(cancello il mio profilo
dalle vetrine spente).
La gente è strana,
(continuo a danzare
l'essenza della tua anima)...
Morirò,
(languido frammento di un sognatore)...
Morirò,
(e potrò dire di aver vissuto).
 
 
 
 
SFINGE TESTA DI MORTO
 
 
...volteggi per questa valle
senza sentieri,
filtrando attraverso
gli ultimi raggi di luce,
che spezzi all'imbrunire
con polvere di petali caduti..
 
Quale velo innalzi
per scomparire alla nostra vista...
 
Quale teschio indossi
per sfilare la tua bizzarria
dalla guaina della tua innata misteriosità...
 
...ti seguo
e poi ti perdo,
oltre l'incanto
di alberi addormentati
ed il rumore della notte
che avanza
fra ombre di tempesta.
 
Il crepuscolo è scivolato
sui tuoi colori
e ti ha sorpreso tagliare il vento
con ali di vergine beatitudine.
 
Se tu fossi un miraggio,
ti donerei il nome dell'immortalità.
Se tu fossi il mio ultimo sogno,
ti porterei in dono
la voce della pioggia,
per poter continuare
a lacrimare la mia vita
fra menestrelli di corte,
che nel mio ego
s'ubriacano di menzogne e fantasia.
 
Vagheggio
attorno al tuo profumo
che i miei sensi inibisce...
...poi ti alzi a mezz'aria
e diventi irraggiungibile...
 
Danzi il tuo ultimo ballo
sulla mia mezzaluna crescente
e ti porti via
la mia vanità
che di peccati e segreti s'incendia,
nascosta fra orme di giocolieri
nel lento dileguarsi di tenebre e valli perdute...
 
..dolce luna nera...
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agg. 1 febbraio 2002