Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti

Laura Frigeri
Con questo racconto ha vinto il secondo premio del concorso di Scrittura Creativa Lella Razza

Uno + Uno = Lo stesso cuore

L'aeroporto di Parigi era come sempre super affollato. Isabella se ne stava seduta attendendo che chiamassero il volo e intanto come ogni volta che doveva aspettare per prendere l'aereo osservava i futuri passeggeri con le loro enormi o piccole valigie, fantasticando e immaginandosi i motivi che li avevano portati a viaggiare. Vedeva intere famiglie, con uno o due bambini carichi di ogni più inutile fittizia necessità, scrutava il manager impegnato al cellulare, abituato a viaggiare e sempre rigorosamente vestito Armani, con il portatile nella valigetta. E poi c'erano le ragazze o i ragazzi soli, proprio come lei. C'era chi aspettava mangiandosi un panino, chi sfogliava annoiata una rivista e chi come Isabella leggeva un libro, mentre gli occhi e la mente spaziavano oltre le parole. «Avion pour Treviso au gates 17». Isabella prese il bagaglio a mano e cominciò la noiosissima trafila che l'avrebbe finalmente portata in volo verso casa, la sua vera casa! Dopo essersi seduta, allacciò la cintura e cominciò a guardare fuori del finestrino. Non fece nemmeno caso alla hostess che spiegava tutte le norme di sicurezza e alle persone che si sedettero accanto. Chiuse per un istante gli occhi. Tra qualche ora avrebbe raggiunto Rovigo, avrebbe rivisto le sue sorelle, sua madre e soprattutto avrebbe presenziato all'occasione per cui aveva deciso di ritornare a casa: il matrimonio della su migliore amica Roberta. Isabella se n'era andata da due anni, da, quando dopo la laurea aveva conosciuto un gallerista che le aveva proposto un lavoro, non propriamente remunerativo a "Paris", la città dei suoi sogni. Audaces fortuna juvat. Cosa aveva da perdere? era giovane e con una gran voglia di conoscere una cultura diversa e vivere per qualche anno nella capitale che i suoi desideri avevano sempre anelato. Aveva preso la decisione dopo ore e ore di consultazione con Roberta, avevano valutato tutti i pro e i contro dell'ardua proposta e senza rimpianti alla fine avevano deciso che quella era la scelta giusta da fare. La sua famiglia aveva accettato di malgrado la sua decisione e di malgrado la sua decisione e quel giorno che lei partì, mentre tutti piangevano, Roberta si avvicinò e le sussurrò: «Spacca il mondo Isabella».
Così era partita lasciando una famiglia con cui fino a pochi giorni prima aveva dovuto e voluto disperatamente rimanere ancorata e un amore grande ma impossibile. Nell'era di internet, messenger, e-mail, sms e mms erano riuscite a tenersi in contatto e a continuare quel loro sodalizio eterno. Su quel aereo le sembrava di fare un passo indietro, di tornare a una realtà dalla quale in fondo aveva voluto scappare, cogliendo un carpe diem che le aveva fatto riprendere fiato. La sua migliore amica si stava per sposare, aveva deciso di fare una piccola cerimonia in comune, solamente con la cerchia di amici che solo lei considerava tali.
Roberta e suo marito sarebbero partiti poi per l'Africa per qualche mese per fare volontariato. Quelle scelte prese con il cuore e con la certezza di dire «ci sono e non solo per me stessa». Roberta non sapeva dell'arrivo di Isabella. Il matrimonio sarebbe stato tra due giorni e lei voleva farle una sorpresa. Sorrideva, mentre pensava alla loro amicizia. A quelle notti trascorse a dormire con lei nel suo primo appartamento. Insieme ascoltavano i nuovi rumori e conoscevano i nuovi vicini. Per le prime settimane di assestamento Roberta poteva contare nel vedere la sua amica nel letto, quando nel buio della notte si alzava per bere un bicchiere di acqua. Mentre Isabella poteva contare in un risveglio con il sorriso, per quel «buongiorno mondo» che Roberta urlava ogni mattina fuori nel terrazzo. Tante persone dubitavano che la loro fosse un'amicizia vera. «L'amicizia tra donne non esiste», continuavano a ripeterle. Forse non esiste, ma la loro era un'alchimia che le legava profondamente. Qual era il loro segreto? Nessuno delle due giudicava l'altra. Nessun moralismo scontato, che semplificava ogni loro sentimento. Una davanti all'altra erano libere di dire qualsiasi cosa volessero, sapendo che le loro parole, erano comprese e ascoltate in ogni minima parte. Non c'era bisogno di fingere e se avevano voglia di piangere, lo facevano liberamente. I loro consigli iniziavano sempre con un «io ti capisco…» e poi si susseguivano pareri che prescindevano da cosa è giusto e non. Come poteva Isabella dimenticare quei giorni in cui aveva assistito suo padre durante i suoi ultimi istanti di vita? Roberta era venuta a dire addio a quell'Oscar malato e irriconoscibile ma padre della sua amica, che l'aveva fatta diventare quello che era. I giorni dopo la sua morte, Isabella entrò in una crisi profonda e quel giorno sdraiata sul divano, con le parole che non volevo più uscire e con solo un grande desiderio di raggiungere il proprio padre, le sue sorelle non poterono altro che chiamare Roberta. Ed eccola dopo poco accanto a lei. Seduta e con il sorriso, quel sorriso che a Isabella dava la forza di reagire. Un abbraccio era per loro una parola incomprensibile al resto del mondo. Roberta aveva perso la mamma, anche lei l'aveva vista soffrire e andarsene, ma aveva deciso che tutto quel dolore si sarebbe trasformato in mille sorrisi durante il percorso della propria vita. Era questo che ammirava Isabella della sua amica, quell'energia positiva che trasmetteva a chiunque parlasse con lei e a quella luce infinita che rendeva orgogliosi chi le stava accanto .Ed ora si stava per sposare. Le era arrivata qualche mese fa una mail:
Oggetto: non ci crederai!
Mi sposo! Io ed Alberto abbiamo deciso di sposarci. Lo faremo in comune. Vorrei che ci fossi anche tu, vorrei che mi vedessi. Un altro traguardo Isabella e poi via per l'Africa… per dare spazio a ciò che i nostri cuori desiderano. Avrei tante cose da dirti. Tante, tante, tante. Mi manchi. Scappo perché devo fare altre trecentomila cose… come al solito.
Oggetto: Re: wow!
Un altro passo verso la tua felicità! Sono così orgogliosa di te… ti penso sempre. Purtroppo non potrò esserci quel giorno, ma avrò la tua immagine davanti a me. Ti adoro.
Ma come poteva non esserci? Parigi poteva aspettare, quella Parigi che insieme avevano scoperto per la prima volta, perdendosi tra le infinite linee della metropolitana, visitando il Louvre e rimanendo a bocca aperta davanti a Leonardo Da Vinci e Vermeer, fotografandosi negli appartamenti di Napoleone fantasticando su che cosa era successo in quegli angoli. Ma era stato durante il viaggio in Bretagna, ferme ad ammirare il mare che avevano capito che il mondo le aspettava. I pensieri l'avevano portata lontana ed eccola arrivata all'aeroporto di Treviso. Ad aspettarla c'erano le sue sorelle e la sua nipotina Angelica. Abbracci e le stesse lacrime che l'avevano salutata quando era partita. Non sapeva cosa fare, se presentarsi il giorno del matrimonio oppure fare una sorpresa a casa di Roberta. Optò per la seconda possibilità, dopotutto il giorno del suo matrimonio sarebbe stato solamente suo. Era emozionata, in fondo stava per mantenere la loro promessa. Avrebbero affrontato i loro giorni più importanti assieme. Quel giorno che Isabella si iscrisse all'università Roberta era lì per dirle che era la scelta giusta. Era con lei il giorno della laurea, erano assieme, quando consegnarono le chiavi del primo appartamento di Roberta.
Erano assieme! Bussò alla porta e sentendo la sua voce «Arrivooooo», capì ancora una volta che era stata la decisione giusta tornare. Si abbracciarono come forse non avevano mai fatto sedendosi nel divano delle loro lunghe chiacchierate, parlando di tutto, e poco del matrimonio. Il motivo che le aveva fatte rincontrare. Mangiarono cioccolata e gelati come era la loro abitudine senza lasciare spazio a secondi silenti. Erano così felici di non aver mai perso quella loro connivenza che secondo loro le distingueva nel mondo. Isabella le regalò un libro. I libri avevano sempre occupato le loro conversazioni ed erano, non solo secondo loro, grandi persuasori della libertà interiore, quella libertà in cui Roberta ed Isabella credevano fermamente. Sogno di una notte di mezza estate di William Shakspeare. Un'edizione accurata, nella versione inglese e italiana. Una bellissima storia che Isabella voleva accompagnasse le ninnananne della futura bambina di Roberta. Perché la immaginava così la sua amica. Seduta accanto al letto della sua piccolina, con i capelli ricci come la mamma a raccontarle quanto la vita può regalarti, se affrontata con le persone che si amano e con la voglia di+ mettersi in gioco con il sorriso. Il giorno della cerimonia arrivò. Isabella era seduta in prima fila, gli occhi lacrimavano per la gioia di esserci. Era la sua giornata, tutti la riempivano di complimenti, offuscati ancora una volta da quella luce che solo lei era in grado di emanare. Isabella sarebbe ripartita il giorno dopo, ma non senza un ultimo abbraccio alla sua grande amica di vita. «Spacca il mondo Roberta» le sussurrò salutandola.

Laura Frigeri


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Lella Razza 2007


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 Agg. 05-04-2008