02-1998 12:38 by Claris Home Page version 2.0-->
Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti

Giorgio Mosetti
Ha pubblicato il libro

Giorgio Mosetti - L'uomo d'argilla

 

 

 

 

 

 

Collana Fonòpoli - Parole in movimento 14x20,5 - pp. 60 - Euro 7,80 - ISBN 88-8356-533-9

  

 

In copertina

"Studio su Madame X" di Carlo Falco

Questa pubblicazione è stata stampata

quale 3° premio del concorso

"Fonòpoli - parole in movimento" 2001-2002 sez. narrativa

Introduzione
Incipit


INTRODUZIONE
Con questa breve raccolta di racconti ho cercato di narrare, in chiave ironica, tutta una serie di circostanze quotidiane che molti uomini si trovano spesso ad affrontare.
Dietro questo ritmo irrisorio e scanzonato però si cela un'amarezza di fondo, amarezza che scaturisce dalla difficoltà con cui il protagonista vive queste situazioni.
Questo perché l'uomo d'argilla è un uomo in difficoltà.
Un uomo in cui la metafora delle pulizie rappresenta la paura di essere giudicato, la paura di apparire come in realtà è, costretto sempre ad uno sforzo enorme per apparire come la gente lo vuole.
E questo fa della sua vita un calvario fitto d'ostacoli, come la difficoltà di dire ciò che pensa ai propri clienti per timore che possano reagire, difficoltà a chiedere il compenso che gli spetta per non apparire avido, accettazione di ogni modifica apportata ai suoi progetti perché il giudizio degli altri vale sempre più del suo.
O ancora la difficoltà nel rapporto con le donne, in cui, a volte, il semplice atto di avvicinarle è visto come un supplizio in cui si corre il rischio di essere crocefissi e che scatena nell'uomo d'argilla un violento conflitto interiore tra il bisogno di essere maschio e la paura di essere uomo.
Da qui l'uomo d'argilla, un uomo malleabile, adattabile, modellabile.
Ma è proprio alla fine, nel racconto apparentemente più amaro, che quest'uomo, osservando uno spaccato di umanità, si rende conto dei colori di casa sua, della profondità del suo essere, del non voler diventare uno scoglio contro cui la vita sbatte impotente.
Capisce cosi l'inutilità di tutte le paure che l'hanno tenuto prigioniero per tanti anni, e delle quali lui è l'unico ad averne pagato il caro prezzo.
Capisce che la vera forza consiste nell'accettare di essere talvolta anche deboli, insicuri, impacciati, incapaci e che proprio questa accettazione farà di lui un uomo completo e che lo porterà ad essere pur sempre un uomo d'argilla, ma finalmente modellata da lui.
 

Giorgio Mosetti


L'UOMO DI ARGILLA
 
 


a mio padre e mia madre


Grazie a Tiziana, Sandra, Rosanna e Marzia

per aver ascoltato i miei racconti senza insultarmi

e per avermi sostenuto.

Un grazie alla Dott.sa Ariella Osbich

specializzata in demolizioni e ricostruzioni.

Un grazie particolare a Graziana

per tutto ciò che ha fatto per me.

 


Un generale inglese, secondo taluni Colville,
secondo altri Maitland, gridò:
Coraggiosi francesi, arrendetevi!
Cambronne rispose: Merde!
 
Les Miserable - Victor Hugo
 

1. IL RISVEGLIO
 
 
Bip bip... bip bip... bip bip...
"Dove cazzo sei!?!"
La mia mano stava vagando al buio alla disperata ricerca di quell'odiosa sveglia senza riuscire a trovarla.
Quel suono martellante stava riuscendo a farmi incazzare ancora prima di poggiare il piede giù dal letto.
Tutti i buoni propositi che mi avevano accompagnato la sera prima mentre andavo a dormire erano svaniti in quella foresta di bip bip.
Non lo so... a volte io credo che le sveglie abbiano un'anima e con essa anche il dono di prenderci per il culo.
Si spostano, giuro!!! Cioè... non le ho mai viste muoversi veramente... ma ormai ne sono più che certo.
E stanno lì, ci guardano a distanza di sicurezza e ridono soddisfatte emettendo quell'orribile bip bip per romperci i coglioni.
Mi sono messo seduto ed ho scosso la testa per cercare un po' di lucidità.
È proprio dura.
Ogni stramaledetta mattina è stramaledettamente dura.
Sono andato al cesso per pisciare.
Ho tirato fuori l'uccello ancora turgido per l'erezione mattutina e con forza l'ho spinto verso il basso mirando la tazza.
Ed eccolo qua!! Un uomo solo davanti al primo esame della giornata.
- Data una tazza di diametro approssimativo di 30 cm;
- Ipotizzando un membro di dimensioni medie;
- Considerando che la piscia viaggia mediamente alla velocità di 1,2 m/s;
- Ed attribuendo alla distanza tra tazza e membro il valore di 40 cm;
Si vuole sapere:
A) Qual è l'angolazione ideale del membro rispetto il piano orizzontale;
B) Qual è la direzione del primo schizzo;
C) Quale forza deve esercitare la mano per resistere allo "sderagliamento" del membro al primo schizzo affinché la tazza venga centrata;
La risposta è: "Cazzo!!! troppe variabili"
È proprio così ahimè.
Ho provato a pensarci... a lungo... prima di giungere alla conclusione che non esiste soluzione.
Gli uomini mi capiranno.
A forza di schizzarsi gli stinchi si finisce per capire.
Cristo! È roba da perderci la testa.
È Come calcolare la traiettoria di un astronave diretta sulla luna con a disposizione un pallottoliere. O prevedere il tempo delle prossime 72 ore bagnandosi un dito ed alzandolo in aria per sentire da che parte tira il vento.
Certo... potrei chiedere alla NASA se mi può prestare i suoi super calcolatori, ma dubito che capirebbe, oppure potrei chiamare il Colonnello Giugliacci ogni mattina e sentire che ne pensa, ma tanto non ci azzecca mai.
A dirla tutta una soluzione alternativa esiste, ma qua si entra in un campo minato in cui è in gioco la dignità maschile. Si rischia di sfasciare quel briciolo di autostima e di orgoglio che ci è rimasto dopo la rivoluzione sessuale ed il movimento femminista, ed è in serio pericolo quell'ultimo baluardo accerchiato in cui siamo arroccati. Quel fortino inviolabile in cui entra solo chi piscia in piedi.
E già, proprio così, perché l'alternativa è quella di sedersi.
Mio Dio!! È così semplice, e poi non ti vedrebbe nessuno.
"NESSUNO!?! CAZZO, MI VEDO IO!!!".
E questo basta a disorientarmi.
Anche se, ahimè, non senza vergogna devo ammettere che qualche volta l'ho fatto.
Ma all'epoca convivevo con la mia donna e questo comportava dei compromessi.
Ora no!!... O la NASA o niente.
E così ogni mattina sono ancora lì, cercando di fare tutto per bene, premendo, spingendo, mirando e... SPLASH... le piastrelle lucide.
"Merda!!!"
Ovviamente non pulisco.
"Tanto evapora" penso.
E l'alone?
"Merda!!!"
Prendo la carta igienica e pulisco alla meno peggio.
Mi sciacquo la faccia e sento gli occhi bruciare.
Me li stropiccio un po' e mi guardo allo specchio.
Il solito ciuffo ribelle domina dall'alto della nuca.
"Come cazzo hai fatto a finire lassù?"
Lui ride... o almeno così mi pare.
Anche lui mi prende per il culo.
A volte ho la sensazione che tra lui e la sveglia ci sia un patto segreto, una sorta di congiura:
"A che ora suoni?"
"Alle 7 e 30"
"Ok... allora comincio a salire"
"Bene"
"Bene"
"Ciao"
"Ciao"
E io ignaro.
Provo ad inumidirlo un po' per rimetterlo a posto, ben conscio che l'unica soluzione sarà quella di bagnarmi tutta la testa.
Sì, perché inumidendolo lui ti prende ancora più per il culo. Si inarca sotto il peso dell'acqua ma senza rientrare nei ranghi.
E resta lì, arcuato, stile antenna da Fiat 128 sport anni '70.
Sì, proprio quelle!! Quelle attaccate davanti e di dietro.
Mi vesto e vado in cucina a farmi il caffè.
Prendo la moca e la svito per pulirla dai fondi del giorno prima.
La riempio d'acqua e, vittima di quell'impaccio tipicamente maschile quando c'è di mezzo la cucina e tutto ciò che essa rappresenta, uno spruzzo mi centra i pantaloni.
"Puttana Eva!!!"
M'incazzo, anche se Eva non centra niente.
Ovviamente, anche qui, per una di quelle oscure ragioni che la fisica e la scienza non riescono a spiegare, lo spruzzo finisce proprio li, sui genitali.
Certo... qualche volta bagna la camicia o i pantaloni all'altezza del ginocchio, ma, statisticamente parlando, nove volte su dieci centra la patta.
Ma non proprio la patta, un po' più in là, a destra o a sinistra, così da farmi apparire incontinente.
Sono tentato di chiamare Piero Angela "forse lui può spiegare" penso, ma poi desisto.
Torno in bagno, prendo il phon e mi asciugo stando attento a non bruciarmi le palle.
Sommerso dal rumore del phon non sento il brontolio della moca.
Torno in cucina e vedo il Gange.
Sì! Proprio il Gange.
È lì, sul mio fornello. Un lungo fiume marrone in miniatura con tanto di affluenti.
Solo l'odore è diverso, almeno il mio fiume non sa di acqua marcia ma di caffè bruciato.
Verso il caffè nella tazza, non dimenticando di spargerne una buona dose sul tavolo.
Impaccio vigliacco!!!
"Spugnetta?"
Ma sei scemo!?!
"Ok... canovaccio".
Lo passo sul tavolo e lo rimetto a posto con cura, ben attento a piegarlo in modo da nascondere la nuova macchia di caffè, anche se così facendo riappare d'improvviso quella del ragù sul pavimento del salotto di mercoledì sera.
"Cazzo!!! C'era la Juve!!!"
Finalmente mi siedo in salotto con la mia bella tazzona di caffè bollente.
Accendo la tivù e vedo Giugliacci.
"Fanculo!!!"
Metto sul primo e ascolto Raffaele Morelli che mi dice come vivere.
Lo ascolto e mi confronto prima di sprofondare nel panico e nella depressione.
"Non ne azzecco una" penso.
Mi bevo il caffè di corsa perché tra NASA, antenne tipo Fiat 128 sport, phon e canovacci sono in terribile ritardo.
Ovviamente la tazza resta sul tavolino del salotto in attesa del caffè di domani.
"A meno che non ci siano visite stasera" penso tra me.
Mi alzo e noto con rabbia un pezzo di Gange sui miei pantaloni appena lavati.
Mi viene da piangere.
Corro in camera sconfortato e il mio sconforto cresce davanti a quel letto disfatto da almeno cinque giorni. (Quella sera avevo visite).
Prendo un paio di pantaloni puliti e li metto su di corsa, non trascurando di lasciare quelli sporchi sul pavimento.
Monto in macchina e parto.
Attraverso il finestrino abbassato, l'aria frizzante del mattino mi aiuta a svegliarmi.
Cerco di approfittarne il più possibile visto che la giornata si annuncia torrida.
Al primo semaforo rosso mi accendo una cicca. Al secondo rosso la spengo. Al terzo guardo una vetrina.
Al quarto bestemmio.
"Giornata di merda!!"
Poi, come d'incanto, un bel culo mi ridà il buonumore.
Ah...l'estate!!!
Quel perizoma stampato sotto l'esile stoffa aderente riesce là dove il caffè ha fallito.
Mi sento talmente bene che....
Biiiiiiiiiiiiip, biiiiiiiiiiip...
"Ok, ok.... ho visto che è verde!!!..... Frocio!!!"

 
2. IL LAVORO
 
Driiiin... Driiiin...
"Pronto"
"Ah... sì pronto... buongiorno... parlo con il geometra?"
"Sì... sono io"
"Ah buondì, sono la Signora Corelli"
UUUUHH!!!!! LA ROMPICOGLIONI!!!!!
"Oh!!... buongiorno signora, come sta?"
"Bene grazie... senta... volevo chiederle se potevo passare oggi pomeriggio per ritirare i miei disegni"
CAZZO!!! NON HO ANCORA PREPARATO NIENTE!!!
"Certo... mi dica l'ora"
"Non so... le va bene alle 17?"
"Facciamo alle 18... sa, prima ho un impegno"
"Bene... allora alle 18"
"Bene"
"Ah... senta... le serve un acconto?"
Sì sì sì sì sìììììì!!!!
"Ma... non si preoccupi... veda lei"
"Allora se non le dispiace io aspetterei il mese prossimo"
FANCULO!!
"Va bene signora... non c'è problema"
"Allora a dopo, grazie"
"Di niente signora. A dopo".
Cosa non si fa per i clienti.
Ho acceso il computer e mi sono messo a fare quel lavoro di merda.
MA DAI!!!
No No... È proprio un lavoro di merda perché si tratta di una fognatura.
Sono 15 anni che faccio questo lavoro eppure alla merda non mi sono mai abituato.
Non che ci sputi sopra ai lavori di questo genere, ma nei miei sogni di inizio carriera vedevo tutt'altro davanti a me.
Vedevo grandi opere, grandi progetti; palazzi, teatri, scuole, strade, piazze.
Poi un giorno qualcuno mi ha chiesto "Ma sei architetto?"
"No... sono geometra"
"Allora farai un lavoro di merda"
"Eh eh... stai scherzando".
Non scherzava.
E ora sono qui a pensare come far smaltire nel modo più fluido e veloce gli scarti organici della signora Corelli.
QUELLA STRAMALEDETTA CULONA CHE...
"..."
"Forse è meglio allargare la sezione del tubo".
Comunque, per fortuna, non tutti i lavori sono così.
Certo... non è il massimo ma tutto sommato le mie soddisfazioni qua e là me le tolgo.
Tra una fognatura e l'altra, tra una riconfinazione e l'altra qualche bel progetto ogni tanto esce, ed è quanto basta per farmi riappassionare al mio lavoro.
Non so se l'ho già detto, ma io lavoro in proprio.
Sono un geometra in un piccolo paesino alle porte di Gorizia.
È bello essere il geometra in un piccolo paese, anche se non è più come qualche decennio fa.
Eh sì... bei tempi quelli. Quando il geometra, anzi il Signor geometra era, dopo il sindaco, il prete ed il maresciallo dei carabinieri, la più alta autorità.
Ora è un po' diverso. I tempi sono cambiati e il geometra ha perso peso, o forse è meglio dire che sono gli altri ad essere cresciuti.
Ad ogni modo, a prescindere da dove la svolgi, la cosa più gratificante della libera professione sta nel fatto che con le donne fa sempre un certo effetto.
"Cosa fai per vivere?"
"Sono geometra..."
"Ah..."
".... libero professionista"
"Wow!!! E progetti palazzi?"
"Certo" esclamo con orgoglio, mentre il culone della Corelli mi guarda con aria di rimprovero dall'alto dei miei pensieri.
"Beato te che fai un lavoro così bello"
"E tu cosa fai?"
"Vendo sanitari"
CAZZO!!!
Finalmente pomeriggio.
Driiiin... Driiiin...
"Pronto"
"Ah... buongiorno geometra... sono io"
"MA PORCA PUTTANA!!! Io chi??? Ma chi cazzo sei per dire 'SONO IO?' Credi di essere l'unica persona di questo mondo? Chi sono io il tuo geometra personale? Cosa cazzo vuol dire 'SONO IO?' Se è per questo anch'IO sono IO!!! E allora?? Questo cosa significa? Significa forse che siamo la stessa persona? Pronto sono io... bene cazzo... anch'io sono io!!! E adesso come la mettiamo? Eh eh... ci mettiamo a discutere su chi è il vero io? Litighiamo per chi l'ha detto prima?"
Avrei voluto dire così.
E invece "Buongiorno signor Belli"
"Senta geometra... volevo chiederle se poteva farmi alcune modifiche al progetto che ci ha dato"
"Mi dica"
"Poche cose sa... giusto qualche aggiustamento qua e là"
"Non c'è problema"
"Ha presente le camere al primo piano?"
"Sì"
"Ecco... non le vorremmo più al primo piano... preferiremmo al piano terra"
"Ah... capisco"
"E poi la tettoia per il posto macchina... abbiamo deciso di fare la rampa con il garage al piano interrato"
"Mi scusi... quale piano interrato?"
"Ecco... sì... ci stavo arrivando. Sa... ci abbiamo pensato a lungo e abbiamo capito che aveva ragione quando ci consigliava di fare anche la cantina"
Scuoto la testa pensando a quante ore avevo perso inutilmente per cercare di convincerli.
"Mi fa piacere"
"Per quanto riguarda la zona giorno va tutto bene..."
WOW!!
"Perfetto"
"... a parte la cucina aperta. Sì insomma... la cucina tutta aperta sul soggiorno. Beh... vede... la vorremmo chiudere perché mia moglie... eh eh sa come sono le donne, (a dire il vero non lo so come sono le donne)... dice che vanno tutti gli odori in giro per la casa fino su in camera... cioè... non più su... le ho già detto, no, delle camere al piano terra vero?"
"Sì Sì... l'ha detto"
"Bene... e poi la vetrata grande in soggiorno..."
"Cosa la vetrata!?!" dico tra i denti trattenendo a stento uno sbuffo di rabbia.
E sì... perché potete disfare tutto. Se è per me potete anche mettere le camere sotto terra, potete fare la cucina senza finestre o il bagno senza water, ma la vetrata... Cristo!!! la vetrata no!!
"Beh... mia moglie dice che dopo non sa come pulirla e così vorremmo toglierla"
AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!
"Non c'è problema"
"Oh vediamo... sì... mi sembra che sia tutto qui"
TUTTO QUI!?! Mi hai appena detto che vuoi un'altra casa e l'unica cosa che riesci a dire è TUTTO QUI???
"Non si preoccupi... si combina tutto"
"Bene... allora quando possiamo passare per vedere le modifiche? Domani pomeriggio?"
"Domani pomeriggio??? E perché cazzo aspettare tanto? Sono appena le cinque di sera. Ho tutta la notte davanti. Con un bel forcing e saltando la cena alle 5 o al massimo alle 6 del mattino potrei aver finito. Un paio di telefonate per disdire tutti gli appuntamenti, 5 minuti per liberarmi dalla culona e mi butto a capofitto!!"
Avrei voluto dire.
"Mi deve scusare signor Belli ma domani e dopo domani sono via per lavoro. Temo che non potrò farle niente prima della prossima settimana"
"Ah... bene... non c'è problema... anzi meglio... così se ci viene in mente qualcos'altro la avviso"
MERDA!!!
"Bene"
"Buonasera"
"A lei"
Alle sei dò le carte alla signora Corelli.
Faccio ancora un paio di cose e la giornata è finita.
Certo... se avessi a casa qualcuno che mi aspetta sarebbe diverso. Potrei tornare e sfogare con lei tutte le mie frustrazioni lavorative e finiremmo per riderci su perché lei mi aiuterebbe a capire che quelle, in fondo, sono solo cazzate. Mi direbbe che sono altre le cose che mi rendono felice. Altre come... cazzo!!!... altre come tornare a casa e non trovare nessuno che ti rompe i coglioni, nessuno con cui devi sforzarti di parlare perché sennò si sente trascurato e soprattutto nessuno che ti assilla con domande del tipo "Com'è andata la giornata? Cos'hai? Hai problemi? Sei arrabbiato? Perché sei così serio? Ti è successo qualcosa di brutto?"
"Sì... cazzo!!!... mi hanno tolto la vetrata".
 


Se desideri acquistare questo libro e non lo trovi nella tua libreria puoi ordinarlo direttamente alla casa editrice.
Versa l'importo del prezzo di copertina sul Conto Corrente postale 22218200 intestato a "Montedit - Cas. Post. 61 - 20077 MELEGNANO (MI)". Indica nome dell'autore e titolo del libro nella "causale del versamento" e inviaci la richiesta al fax 029835214. Oppure spedisci assegno non trasferibile allo stesso indirizzo, indicando sempre la causale di versamento.
Si raccomanda di scrivere chiaramente in stampatello nome e indirizzo.
L'importo del prezzo di copertina comprende le spese di spedizione.
Per spedizione contrassegno aggravio di Euro 3,65 per spese postali.
Per ordini superiori agli Euro 25,90 sconto del 20%.
PER COMUNICARE CON L'AUTORE mandare msg a clubaut@club.it Se l'autore ha una casella Email gliela inoltreremo. Se non ha la casella email te lo comunicheremo e se vuoi potrai spedirgli una lettera indirizzata a «Il Club degli autori, Cas. Post. 68, 20077 MELEGNANO (MI)» contenente una busta con indicato il nome dell'autore con il quale vuoi comunicare e due francobolli per spedizione Prioritaria. Noi scriveremo l'indirizzo e provvederemo a inoltrarla.
Non chiederci indirizzi dei soci: per disposizione di legge non possiamo darli.
©2003 Il club degli autori, Giorgio Mosetti
Per comunicare con il Club degli autori:
info@club.it
 
Se hai un inedito da pubblicare rivolgiti con fiducia a Montedit

 

 

IL SERVER PIÚ UTILE PER POETI E SCRITTORI ESORDIENTI ED EMERGENTI
Home club | Bandi concorsi (elenco dei mesi) | I Concorsi del Club | Risultati di concorsi |Poeti e scrittori (elenco generale degli autori presenti sul web) | Consigli editoriali | Indice server | Antologia dei Poeti contemporanei | Scrittori | Racconti | Arts club | Photo Club | InternetBookShop |

 

Ins. 11-08-2003