Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti

Barbara Montefalcone
Con questo racconto ha vinto il primo premio all'edizione 2004 del Premio Fonopoli parole in movimento.

Guardandoti
 
Ed eccomi nuovamente sulla torre di controllo, pronto per scrutare ogni nemico, vigile ed attento annuso l'aria e mi sistemo in modo da non perdere nessuna scena.
 
L'angolo è sempre lo stesso, umido ma conosciuto, familiare e mio. Personale perché l'ho personalizzato. Ho scritto il mio nome su di un pezzo di muro scrostato...
 
A volte l'umido sale su, fino alla fronte, a volte il vento riempie i capelli di polvere. Ma a me non importa: amo il mio angolo e quell'odore di caldo che le ombre portano con sé, emergendo dal fondo elettrico della città.
 
La mia posizione è perfetta perché nell'ombra vedo senza mostrarmi. Ringrazio le ombre che mi sfiorano ogni mattino, io le seguo, viaggio con loro, vivo con loro... i loro profumi, gesti, abiti, passi mi trascinano in mondi sconosciuti, in storie da esplorare, da raccontare. Ed io, la sera, le racconto ai miei bambini, quando non vogliono addormentarsi.
 
Sono anni che vivo le vite delle anime che incontro, ogni mattina, in piedi, accanto alla bocca spalancata del métro. Seguo uno sguardo, un'espressione. Per un anno ho vissuto con un vecchio fioraio, che tutte le mattine tornava a lavoro trascinato dal suo cane, anche lui distrutto. Per due mesi ho seguito una giovane manager ovunque, fin nel suo letto, ma poi l'ho abbandonata quando l'ho sentita piangere, singhiozzare, nel buio della sua stanza d'albergo dopo una costosa cena di lavoro.
 
Da qualche tempo seguo un giovane uomo, bambino ed adulto, dallo sguardo triste e dal viso allegro. L'ho visto la prima volta tirare su il bavero del suo cappotto per ripararsi dal freddo vento invernale. I capelli mossi dal vento sembrava un marinaio seduto sull'albero maestro di una nave, proteso, alla ricerca disincantata del suo orizzonte.
 
...
 
E passato anche stamattina, ma sembrava aver fretta, ...scendeva verticale, veloce, e non si accorgeva che una ragazza lo guardava, sognante, dietro i suoi occhi blu.
 
...
 
I pomeriggi d'estate esce da solo. Ama passeggiare senza una meta. Trascina le sue scarpe troppo larghe, i suoi pantaloni troppo lunghi. Annusa l'aria fresca e sogna... scivola lungo i boulevards affollati, si allontana per lasciar passare donne dipinte e giovani plastificate. Lui il suo futuro lo sogna vero, di pelle ed ossa, di carne. Lo sogna ingenuo e fragile, vivo e disincantato. Lo sogna ideale e perfetto. Scegliere per sopravvivere non lo interessa, lui vuole vivere per scegliere, esigere per essere scelto.
 
Arrivando nei viali ombrosi dove le dita si sfiorano e gli sguardi complici lo escludono decide di rientrare. Passante in bianco e nero si scopre grigio in un mondo di puri colori.
 
...
 
La sera cena solo, in un 30m2 di immagini, ricordi, suoni. Le finestre aperte, d'estate, ascolta melodie soffuse mentre aspira lento del tabacco. Immagina, sogna, ... sogna di essere un musicista davanti ad una folla sudata di gente... sogna di suonare per la sua bella, il cui volto non appare, mai tra la folla... cerca di immaginarsela, cerca il suo ideale, lo dipinge nella mente, ma non lo trova, non la vede, riesce solo a sentirne il profumo ed il ritmo dei passi scalzi sul pavimento... Sorride triste, convinto che un giorno la troverà, o che forse sarà lei a trovarlo... sorride triste e si rifiuta di credere che la vita possa esser grigia e ripetitiva, per sempre.
 
...
 
A volte lo vedo passare la sera, con un gruppo di amici, dondolante ed energico si carica dell'energia dei suoi simili per vincere la stanchezza del suo cuore. Li segue, vive, corre sbatte balla accende spegne salta beve gioca parla canta urla... si siede ed osserva... poi rientra sfinito e vuoto, felice. Felice perché svuotato dell'affanno dell'ideale. Felice perché sceso per qualche ora dalla nuvola alta in cui vive eternamente i suoi sogni e che lo condanna ad un'esigenza senza fine. Crudele. Nuvola crudele perché fa apparire tutto il vivere che lo circonda come insufficiente, mediocre, ai suoi occhi. Crudele perché gli ricorda, ogni attimo, del suo unico ideale, puro e costantemente intatto, ma perso chissà dove, tra i fiumi di un mondo in costante metamorfosi.
 
...
 
Ci sono stati giorni in cui l'ho visto trascinarsi, lento, fino alla bocca del métro. Distrutto e sollevato nello stesso tempo, aveva l'aria di chi sapeva di dover ricominciare tutto daccapo, ancora una volta. Di dover ricostruire i suoi sogni, i suoi ideali, dal nulla. Camminava guardando dritto davanti a sé, come un uomo che per anni ha costruito un castello e che, vedendolo distrutto davanti ai suoi piedi, non ha più voglia di credere che possa costruirne un altro. Non ha più forza da spendere e la nausea gli infetta la gola...
 
...
 
Sono fortunato, io, ad avere un tal privilegio. Nascosto dietro le mie casse di frutta in estate e di castagne bollenti d'inverno, vivo e seguo ognuno di voi. Sogno i vostri sogni. Piango le vostre lacrime. Rido i vostri sorrisi. E l'imprevedibile della vita, è la ricompensa alla mia pazienza...
 
...
 
Sono settimane ormai che lo vedo passare, sfrecciare, alleggerito. Il vento lo porta con sé, lontano. La luce brilla e le sue pupille vibrano danzanti...
 
Oggi l'ho visto risalire, lento, dal buco nero di Parigi. Oggi l'ho visto risalire, di spalle... oggi l'ho visto, non più solo. Accompagnato da un'ombra trasparente tornava a casa. Lei, non l'ho mai vista prima, ma la conosco, perché conosco lui, il mio giovane amico. Conosco il suo sguardo, pieno di speranza e di incredulità. Conosco la sua sofferenza passata, la sua angoscia davanti ad una realtà che vuole convincerti ogni giorno di più della ridicolezza dei tuoi ideali.
 
Due fiaccole accese timidamente erano loro, oggi, tra la folla. Nessuno li vedeva, loro non vedevano nessuno, ma io sì, io li ho visti e li ringrazio. Li ringrazio della speranza che mi hanno dato. Li ringrazio per avermi dimostrato che credere nei sogni paga, un giorno. Li ringrazio perché so che li rivedrò e che potrò seguirli per la città, che potrò godere del sole e della pioggia e della luna, con loro. Li ringrazio perché, vendendo fiori e colori, invento delle storie seguendo le anime della gente che passa insoddisfatta.
 
Ed un giorno sarò scrittore.

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Premio Fonopoli parole in movimento 2004

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 Ins. 07-02-2005