LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
Rosario Galipò
Ha pubblicato il libro
Rosario Galipò - Ancora un viaggio... una ricerca
 

 

 
 
 
 
 
Collana I gigli (poesia) 14x20,5 - pp. 36 - Euro 5,50 - ISBN 88-8356-830-3
Prefazione
Poesie

Prefazione
In silenzio, nel buio complice, nel buio di alcune vite, un bambino che giocava con i sogni va per il mondo, intraprende il suo viaggio e la sua lotta nella vita, guidato da una mano amica, coraggiosa nella strada con luci nuove, bagnate di speranza. Quello del bambino ancora timido ma caparbio, deciso a volare, è immagine che appare di tanto in tanto tra i versi del Galipò, i cui ricordi nostalgici lottano con la mente, riempiendone il passato. Un bimbo col coraggio di diventar uomo.
Il pianto della natura tange ogni elemento, l'anima della luna amica, spesso complice, quella delle stelle, mentre il pianto dell'io lirico scaturisce dal ricordo felice di cui si bagna e il dolore che essi provocano vive nei non rari quadretti deliziosi di vita quotidiana in cui una madre accarezza la famiglia in crescita, un padre si scopre orgoglioso.
Gli infiniti segreti, i pensieri del no trovano sfogo nella penna di chi ha cuori che lottano ancora, energie indistruttibili.
Subito si percepisce la presenza di paranoie, noie, paure, subito il dolore della vita, subito la sofferenza per l'indipendenza.
Nella lexis portatrice di una forte patina di quotidianità, l'irrimediabile malessere del mondo, che prende forma anche in un prorompente televisore, determina la decisione di un tuffo nella poesia, nell'atmosfera magica, che porta in sé la capacità di far meno male e di raccontare, come a un bimbo, certe realtà e le bugie di alcune verità, di garantire la sopravvivenza, un'altra vita. Quella del Galipò è la voce dello sconfitto, del tradito che si eleva in silenzi notturni a parlare, sommessamente, di quelle realtà di cui si muore, degli incubi violenti, dei nervosismi paraconcreti anelanti un illusorio rimedio a sé stessi nelle perversioni, nel marciapiede, nella reciproca concessione di corpi denudati, nell'accettazione di emozioni non violente.
E così, negli arditi, accorti, insoliti accostamenti di parole, tra sorrisi, abbracci ai sogni, magie si svela la molteplicità dell'erotismo, fatto di corpi privi di volto, di voci senza nomi, nel silenzio, ormai, "eccitante", che asseconda intrighi affascinanti, conoscenze continue. L'assenza del pudore, anzi, il sopravvento su di esso crea in sé la forza, il desiderio di divertirsi, mescolarsi, scambiarsi, eppure, la spinta alla trasgressione si rivela solo voglia di dimenticare, di dimenticarsi, tra sguardi abbassati ora nel buio ora in una spiaggia affollata di incontri per caso. Urge nell'uomo la necessità di sentirsi amato con amore, poi con abitudine, poi con trasgressione. Alla vita di questo sognatore si aggiungono storie che si incontrano, che si scontrano, che si abbracciano, per scomparire, infine, senza entrare nel suo passato, perché tutto si dimentica, perché si pone fine... sempre... forse. Mentre la percezione del male d'esistere sfocia nella trasgressione, nel dolore, nel pianto, i cuori battono ancora, portano seco il volo e con i loro silenzi ricamano l'energia per sopravvivere.
In mezzo ai feroci latrati del male, distruttori dei desideri, non trova posa la tensione all'infinito, all'eternità in chi cerca la verità, pur sapendo che essa risiede dentro di sé, in un bambino che, se talora muore di realtà, a tratti, con meraviglia e gioia in notti piene di guerra o piene di pace, in giorni addolorati o ricercatori d'infinito, scopre in sé, ancora forte, la capacità di volare, di credere alla speranza dei respiri di un nuovo futuro.
 

Emanuele Riccardo D'Amanti


 
Ancora un viaggio... una ricerca

 
Sembra assurdo
come in un susseguirsi misterioso
di versi
il pensare e il vivere di un uomo
raggiungano la perfezione...
mentre l'uomo rimane imperfetto.
 

 


 
 
I Parte
 
 
Alla mia ricerca:
conosco certe realtà e
le bugie di alcune verità
ma per non farti troppo male
te le racconterò attraverso la
magia di una poesia.
 
 
 
L'acchiappasogni
 
Gioco con i miei desideri
mi tuffo nella poesia
con l'unico scopo di sopravvivere
con l'unico obiettivo di respirare altra vita.
Costruisco sorrisi
mi regalo assurde magie
per non incatenarmi nelle mie paranoie
per uscire dal tunnel dei
miei pensieri del no.
Ogni giorno
disegno un sogno
e volo lontano
per non morire sempre di realtà
per far ridere chi non ride più.
Dimenticarsi, mai.
Odiarsi, non più...
magari viaggiare,
anche solo con la mente
abbracciare il sole
come fosse l'amore ricercato.
Così la sera
quando tutto apparentemente tace
e il silenzio trasforma il buio
in meravigliose corsie che portano
verso la luna,
acchiappo i sogni
di chi in una stanza chiusa
magari piange per il dolore
della propria vita
di chi soffre per la propria indipendenza
di chi si bagna dell'unico
ricordo felice
che gli è rimasto,
dei bambini che ancora
hanno il coraggio di
diventar uomini...
acchiappo i sogni dunque,
leggo tra le righe
mi perdo un po'
e poi vado per il mondo
dove si raccontano di energie indistruttibili...
ma anche di una società che si distrugge...
di forze nascoste nel cuore
di cuori che battono ancora
di sorrisi che aspettano
di essere regalati
e del mondo non indifferente,
adulto ma bambino,
che ancora gioca con le stelle
costruisce valori
e dissemina il cielo
dalla terra stanca.
Vienimi a cercare quando sarai solo,
uguale o diverso,
racconta il muro della tua vita
anche non a me,
ma ad un altro come me
come te...
così domani, abbracciato al sogno,
ancora vivo e prepotente,
ancora una volta percorrerai quel volo
che porta dentro Te.
 
 
 
Fotografia
 
Ho guardato
e non c'era.
Ho rivisto il passato
lui baciò lui
e lei andò via.
Saltare i passi
lottare con la memoria
e quel ricordo
che fa la guerra con la mente
malata di obiettivi
ambiziosa con diversità.
Ho guardato il mare...
Un uomo ferito moriva...
Il sole piangeva...
Una madre cancellava
la sua eternità...
Ho guardato lì
nell'universo degli sconfitti
perdenti fino alla fine
traditi come l'inganno
della felicità
e nella felicità
ora riposano perché uniti
perché insieme.
Una foto brucia
con essa i ricordi infiammano
i protagonisti incendiano.
 
Dopo la vita, chissà ancora vita
magari una nuova possibilità.
Dopo il silenzio...
la continuità.
 
 
 
Anima
 
Anima indistruttibile
che poi ritorni, oltre il tempo
oltre la forma
e racconti di noi alla storia
di ciò che è stato e che
poi aspetta di essere.
Non muori, non divina,
non ti rassegni a dormire sempre.
I silenzi tuoi
ricamano l'energia per sopravvivere
senza colori, senza pelle
nella foto di una vita eterna...
Eterna come te
con o senza nomi
ma con le esperienze, oltre se stesse,
da disseminare
per coltivare nutrire e far sviluppare
altra e altra vita.
Anima... Amica o forse anche Nemica...
Anima di quelle notti piene
di guerre o piene di pace
di giorni addolorati
o ricercatori d'infinito.
Io con Te
come te
nel mio ieri
che mai più ritorna
ma che ritornare potrà
attraverso l'ora, ora vissuta,
riflesso di ciò che fu tuo.
 
 
 
"Prostituto"
 
Lì, un punto, un'esistenza
una stella racconta di te
fragile forte indistruttibile.
Il vento della notte
ribelle come te
dentro un sogno
dentro una storia non tua.
Lì, perché...
Lo vuoi? Non lo vuoi? Questo importa...
Aggrappato al tempo
quando sfugge
quando sfuma.
Solo, attraverso voci sole
che raccontano solitudini,
perversioni altre vite
piccole, grandi.
Tu lì, con la Luna,
amica, nemica, spesso complice...
regali un sorriso
attraverso una lacrima
di ciò che racconta di te
anonimo... forse... non più,
magari sempre.
Lui, Infinito...
Marciapiede che fa paura
ma conosciuto da tutti
per motivi diversi, molteplici.
Tu, ancora Tu
ieri fanciullo con un cappello strappato
oggi uomo seduto su quella panchina...
Aspettami, quando vorrai,
la tua stella canta di te
nelle mie canzoni
e mi sollecita a conoscerti
a parlarti dell'antica purezza
di un animo ancora ribelle
fra ricordi di bambino
che giocava coi sogni
ma che ora muore di realtà
dove sembra impossibile cullare un affetto
anche piccolo, anche silenzioso,
ma immenso tenace
incredibile come te.
Aspettami, ti racconto
nelle mie solitudini
nelle mie ricerche disperate
nei miei amori distrutti
dal no della vita
...mi siederò vicino a te
non guarderò le tue rughe
di guadagni rischiosi;
ascolterò invece quel bimbo
che ancora costruisce il sogno
sicuro che un giorno
qualcuno, senza soldi,
lo accompagnerà
tra le corsie sentimentali
che ricamano quel sogno
sempre mio... chiamato ETERNITÀ.
 
 
 
Ancora per una sposa
 
Un altare
sognato, forse da altri
Portami via... Ti sposo così
non per amore, non per odio.
Sposami, maschio o femmina,
tra labirinti di stimoli
necessità catene familiari.
Lì, bellissima
mia, senza essere mia
in un domani non sempre nostro.
Amami con amore
poi con abitudine
poi con trasgressione...
apri la porta, fallo entrare
ci terrà compagnia,
calmerà le nostre crisi
le nostre nevrosi
ci aiuterà ad andare avanti
come amanti
tra costruite gelosie
angosciose poesie.
Piange, è nato
ci terrà uniti
ma lo ameremo
di più, più di te
più di me.
Portami un fiore
fingeremo un'altra notte di nozze;
ammazzeremo la noia
e in silenzio sentirai
il profumo di donna
che non t'appartiene
che non m'appartiene.
Amami.
Nascondimi.
Poi domani ricordati il mio nome
quando mi cercherai
per riportare quel fiore
dalle finte storie
laddove si riposa,
tutto si dimentica
e si pone fine... sempre... forse.
 
 
 
...complice il buio
 
Abbassa lo sguardo
poi toccami...
non chiedermi il nome
fai come se ci conoscessimo da un tempo,
come se appartenessi al mio ieri.
Voglia di avventura
di trasgredire,
magari solo di dimenticare
di dimenticarsi.
Il buio è nostro complice...
Altre voci sconosciute
ci nascondono da noi.
Tu percorrimi.
Spogliati e fammi
abbandonare tra i tuoi lineamenti.
Il mistero è un segreto solo
come me,
sconosciuto intrigante e ribelle
come noi.
Domani... Chissà non esiste.
Abbraccia questo momento
al di là dell'infinito
e scoprirai di me
un corpo senza volto
una voce senza nome
e poi... da me scomparirai
senza entrare nel mio passato.
 
Ciao, coraggiosa amica del buio
che ricama le storie oltre le storie;
so tutto di te senza nome
e senza una storia per me.
E domani, come te, al buio
ti rincontrerò.
 
 
 
Quel sole dopo l'inverno
 
Splendente... poi
profumi, magari di rose
o solo di libertà, se puoi.
Pura calda
colori di vacanze
i tuoi giorni... attesi.
L'ambiente si agita
stavolta però di allegria
del divertimento trasparente
con la voglia di nascondere
ma senza celare
il buio di alcune vite.
L'oceano si riempie di mari
senza tempesta
nei giochi di bimbi
su una spiaggia affollata di incontri per caso
magari brevi magari eterni
come in una fotografia colorata
tra ritmi vaganti
in lidi calienti che
attraversano i continenti. Poi un bacio,
forse anche straniero ed è
già ricordo da raccontare
stampato su una
cartolina per l'estate.
Tu mia, ma non solo;
Estate, come una femmina luminosa
come un'amante musicale
che raccontarti quasi non si può
nel fuoco che ti accende quando la
tua stagione, ora, domina.
Estate, passi e poi torni...
come noi tutti.
 
 
 
Paranoia...ndo
 
Cammini arrivi comandi
lenta veloce
fai sicuramente paura.
Sparisci? Mai,
per sempre, forse!
Ritmi taglienti
mente offuscata
dalla noia
che supera se stessa
fissata ossessionata
tra fantasmi inesistenti
incubi violenti
nervosismi paraconcreti.
Scappare... non si può...
perché no?
Piccolo, lei grande
ti uccido, non uccidermi!
Azioni
conseguenze sempre negative,
probabilmente.
Mi muovo oppure no?
Vivo oppure no?
Domani ci penserò.
Un'idea
macché idea,
un martello
una possibilità sfumante
che perseguita come nemici in guerra
col fumo negli occhi
già nel cervello.
Domani ci penseremo...

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