Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti
Mara Genotti Brat
Ha pubblicato il libro

Lacrima sospesa - Mara Genotti Brat

 




 

 

 

 

 

 

 

Collana I salici (narrativa)

 

15x21 - pp. 340 - Euro 15,80

 

ISBN 88-6037-042-6


In copertina

illustrazione di Giulia Molinar


Presentazione
Incipit


Presentazione
Rossana deve risolvere un mistero legato ad un ciondolo magico proveniente dal passato ed appartenuto ad una strega bisognosa d'aiuto, un ciondolo dotato di poteri che le faranno scoprire una verità misteriosa, vivere avventure in un mondo parallelo, scoprire che la realtà non è una sola, e che non tutto è come sembra. Dovrà fare i conti con un mondo che credeva esistere solo nei sogni e vedere che persino le persone più vicine a lei nascondono segreti in grado di cambiare il corso della sua esistenza.
Tra viaggi nel passato e in mondi paralleli, tra i primi amori ed amicizie particolari, uno scontro tra il Bene ed il Male in un vortice di magia e realtà.

Lacrima sospesa
 
 

Ringraziamenti
 
 
 
Grazie mille ai miei fratelli, che sono stati i primi a sapere della mia idea di scrivere un libro il primo gennaio 2004. Grazie a mia mamma, che ha letto per prima il lavoro e mi ha aiutata ad aggiustare i punti critici. Grazie a mio papà, che mi ha molto aiutata ed incoraggiata quando è arrivato il momento di spedirlo alla casa editrice. Grazie a zio Ezio e a don Quintino che hanno aggiustato il computer quando ce n'era bisogno, e mi hanno sostenuta. Grazie a Cristina Donadio e Sara Machetto, che hanno saputo del libro e mi hanno incoraggiata, e grazie a Giulia Molinar, che lo ha letto, giudicato e criticato, ma soprattutto... Ha disegnato la copertina! Come farei senza di voi!
 

Prologo
 
 
Il caldo sole dei primi giorni di giugno illuminava le strade parigine, che erano state per tanto tempo bagnate da pioggia e neve, con improvviso zelo.
La bella stagione, quell'anno, era arrivata senza preavviso, ma molto in ritardo, e il tipico venticello estivo aveva spazzato via l'inverno.
In una casa alla periferia di Parigi, che si affacciava su grandi prati, un uomo e una donna stavano parlando sul balcone del secondo piano.
Lei stava guardando le rondini rincorrersi e le soffici nuvole rosa cambiare forma, mentre il vento le scompigliava i corti capelli.
Erano stati fortunati a trovare quella casa: era in un posto molto tranquillo; raramente le automobili passavano da quelle parti, e i pochi vicini che avevano, erano simpatici e cordiali.
"Mi dispiace di doverti lasciare sola in queste condizioni, tesoro..."
Un cane abbaiò dal cortile.
"Che cosa intendi con 'in queste condizioni', amore? Non ho mica la lebbra!", rispose lei, in tono sarcastico.
"Beh, lo sai... Non stai passando una gravidanza facile, e mi sento un po' in colpa a lasciarti qui..."
"Ma non devi, Jean! D'altronde, non stai sicuramente andando a spassartela!"
"Lo so, ma, nonostante sia un viaggio di lavoro, l'Italia non è proprio dietro l'angolo... E se ti succede qualcosa mentre non ci sono?"
"Ehi, non fare l'uccello del malaugurio!"
"Sì, okay, ma metti che decida di nascere mentre non ci sono?"
"Mi sembra un po' esagerata, come idea! Siamo appena agli inizi di giugno, e il pupo deve nascere alla fine di dicembre!"
"È vero, ma io starò via per tutta l'estate! E non solo... Fino a novembre, se non di più..."
"Non preoccuparti. Credo che la bimba ti aspetterà."
"E tu come fai a dire che è una bambina? Abbiamo deciso di non sapere il sesso di nostro figlio, e comunque è un po' presto per saperlo; in qualsiasi caso."
"Beh, potrebbero essere sensazioni di mamma, o, più semplicemente, intuito femminile.", rispose lei, con un sorrisino malizioso sulle labbra, mentre si portava una ciocca di capelli dietro all'orecchio.
Jean ricambiò il sorriso. Le diede un bacio sulla testa e andò in cucina.

1
trasloco
 
 
 
Che estate schifosa.
Si erano trasferiti a giugno a Torino e, per colpa del trasloco, non erano neppure potuti andare in vacanza.
Era il primo anno che non vedeva i suoi amici del mare e quell'estate l'aveva passata completamente da sola.
Solitamente, d'estate, andavano in vacanza in Costa Azzurra, dove avevano una casa.
Avrebbe tanto voluto sapere perché, per colpa del lavoro di suo padre, erano dovuti andare via da Venezia.
Per tre mesi era stata a casa ad aiutare ad aggiustare l'appartamento che avevano comprato. Che poi, voglio dire, ne fosse valsa la pena! Nella casa di prima c'erano molte più stanze! C'erano una cucina, un grosso salone, due bagni, quattro camere da letto, uno studio, la mansarda, il garage e un grande giardino.
Prima aveva una camera tutta per sé, mentre ora doveva dividerla con Rebecca, sua sorella, un'insopportabile oca, e disordinata, per di più. Infatti la loro stanza era sempre in un caos unico, e meno male che c'era lei a riordinare, ogni tanto! Faceva i letti, che erano vicini, sistemava la scrivania e i due armadi, puliva le mensole e teneva in condizioni decenti il tappeto, che, altrimenti, sarebbe stato ricoperto da polvere, briciole e cartacce. Il tutto lo doveva fare sempre da sola, perché il poco tempo che Rebecca era a casa, lo passava di fronte allo specchio a farsi bella: doveva sempre essere splendida, un solo capello fuori posto sarebbe stato come andare in giro con un occhio nero. Però la regola non valeva solo per lei: adorava pettinare, truccare, consigliare e profumare lei, Rossana. Non che lo facesse male, anzi, solo che lei odiava apparire, e, come la conciava sua sorella, voleva dire essere alla pari con un marziano dalla pelle fosforescente. Insomma: mica passa inosservato!
Stava pensando queste cose seduta su una panca, mentre tracciava delle linee per terra con la punta della scarpa, ma il suono improvviso di un clacson la distolse dai suoi pensieri, riportandola bruscamente alla realtà.
"Oddio! Che è stato?"
Aveva fatto un salto di sei metri per lo spavento.
Non era ancora abituata al caos della città.
Le mancava il rumore dell'acqua che c'era a Venezia. Prima si trovava proprio vicino piazza S. Marco; lei e le sue amiche adoravano andare in giro in gondola. Conoscevano anche qualche gondoliere che, a volte, faceva fare loro qualche giro gratis.
D'un tratto, una voce femminile la fece distogliere dai suoi pensieri.
"Roxy! Cosa fai ancora qui?! Lo sai che ci va un po' ad arrivare a casa da qui!"
Rebecca le era comparsa davanti, circondata dai suoi nuovi amici; al contrario di Rossana, Rebecca era una persona molto socievole e aperta e non aveva faticato a trovare nuovi amici.
"Cosa? Oh, Becky... Ho già mandato a mamma un messaggio sul cellulare. Le ho detto che avrei tardato un po'... La scuola ricomincia tra poco e io voglio assorbirmi fino all'ultimo raggio di sole!"
"Okay. Però muoviti ad arrivare a casa, se no mi annoio. E attenta a non scottarti, altrimenti la pelle ti squama. E i capelli ti si seccano. Già hai tutti questi ricci... Sai che dopo..."
Uffa, quanto odiava quando le faceva la paternale! Se non la interrompeva in tempo zero si sarebbe suicidata.
"Sì, certo! Ciao, Becky, ciao! Vai, non fare aspettare i tuoi amici, vai, su!" disse.
"Guarda che lo dico per te! Io..."
"Ciaaoo!" ripeté Rossana.
Ma era possibile che sua sorella fosse ovunque fosse lei? Aveva pensato che le panchine pubbliche di parco Ruffini fossero un luogo relativamente sicuro, ma a quanto pareva si sbagliava. Ma che doveva fare, costruirsi una tana sotto terra? Un Bunker? Come faceva, poi, sua sorella, a sapere tutte quelle cose sui capelli e bla, bla, bla?
Si alzò dalla panchina e si incamminò verso il chiosco dei gelati.
Il sole era molto caldo e picchiava forte sulla testa di Rossana; i suoi riccioli rischiavano di prendere fuoco.
Sua sorella aveva una capacità innata nel trovare i difetti. E lei odiava il modo in cui riusciva a trovarli.
"Un cono alla fragola, grazie."
I capelli di sua sorella erano biondissimi, lunghi, lisci e sempre lucenti, mentre i suoi erano lunghi, neri e ricci ma crespi e pieni di ciuffi ribelli.
Gli occhi verdi di Rebecca erano stupendi, ma sempre a scrutare ciò che aveva davanti.
"A proposito di verde... Cos'è che brilla là nell'erba?"
C'era qualcosa che brillava di verde smeraldo, ma le passò subito di mente: il gelato si stava sciogliendo e poi l'orario di uscita stava per scadere... Meglio tornare a casa...
 
*
 
Aprì la porta di casa. Si guardò intorno. La madre aveva apportato delle modifiche nell'ingresso. Ora sembrava più spazioso. Che cosa aveva fatto per ottenere quell'effetto?
"Mamma! Sono a casa! Mamma?"
"Sì, ho capito! Però ti avevo detto che potevi fermarti mezz'ora in più, non un'ora e mezza! Sono le 19:30! Non mi arrabbio troppo con te solo perché neanche papà e Becky sono ancora rincasati."
"Ah, sì? E dove sono?"
"Sono andati in giro, ma non so dove, di preciso. Hai visto che ho tolto la cassettiera dall'ingresso? L' ho messa in camera mia, almeno c'è un po' più di spazio..."
"Ah, mi pareva che ci fosse qualcosa di diverso, ma non avevo capito cosa... Sì, effettivamente così va molto meglio. Cambiando discorso, ora che ci siamo trasferiti, papà continuerà a lavorare per la stessa fabbrica, ma tu? Cercherai di nuovo un lavoro come parrucchiera?"
"Sì, ho anche trovato un bel negozio. Lo vendono."
"Sì, ma se lo vendono come fai a lavorarci? Non puoi mica... Un momento... Non vorrai aprire un negozio tutto tuo?"
La madre, Claudia, le fece l'occhiolino, guardandola con i suoi occhi azzurri, uguali a quelli della figlia. Anche i capelli erano neri come quelli di Rossana, solo che non erano ricci, ma un po' mossi. Era alta 1.70 e magra come un chiodo. Anche Rossana era magra, però era alta 1.60.
"Mamma! È fantastico!Sono proprio contenta per te!"
In quel momento la porta si aprì ed entrarono Rebecca e Paolo, il padre di Rossana e Rebecca, nonché marito di Claudia. Rebecca assomigliava a lui: i capelli erano biondi uguali, togliendo il fatto che a lui stavano diventando un po' bianchi. I lineamenti erano uguali. Lui era alto 1.90 mentre Rebecca 1.82. L'unica cosa diversa tra Paolo e Rebecca erano gli occhi: quelli di lei erano verdi mentre quelli di lui castano chiaro. Paolo aveva avuto Rebecca dal matrimonio precedente con Silvia, che però era morta nel parto. Silvia aveva gli stessi occhi della figlia e anche lei aveva i capelli biondissimi.
Invece Rossana era figlia di Claudia e Giovanni. Lei era rimasta incinta fuori dal matrimonio e lui non l'aveva voluta riconoscere come sua figlia e se n'era andato. Lui aveva i capelli castani e gli occhi azzurri.
Rossana e Rebecca odiavano questa storia da soap opera, però non potevano farci niente ed entrambe erano contente di aver legato in fretta e bene tra loro e con i genitori acquisiti.
Quando Paolo e Claudia si erano sposati, Rossana aveva quattro anni e Rebecca tre.
"Dove siete andati?"
"Claudia! Ce l'ho fatta! A Venezia non ne ho trovato neanche uno, ma qui... Ti ho trovato quel libro che cercavi!"
"Paolo... Non starai mica parlando di "Fiume nero", vero?"
"E invece sì! Ce n'erano una valanga! Tantissimi, e..."
"Tesoro... Ecco, io... L'avevo comprato una settimana fa... Mi dispiace..."
"E con questo intendi dire che ce l' hai già?"
"Sì... Ma..."
"Oh, che diamine!E io che..."
"Sì, ma..."
Rebecca chiamò Rossana:
"Vieni in camera, qui ne hanno per tre ore..."
 
*
 
La stanza delle due ragazze era un po' piccola; i due letti erano sistemati uno di fianco all'altro: in mezzo c'era solo un piccolo spazio che consentiva alle due sorelle di appoggiare i piedi da entrambe le parti del letto. C'erano due comodini: quello di Rossana era abbastanza ordinato, sopra c'erano più che altro libri di narrativa. Quello di Rebecca, invece era molto disordinato: sopra vi erano accatastate in modo casuale riviste di moda e trucchi.
Di fronte ai letti c'erano due piccoli armadi. Invece, accanto alla porta, era collocata una scrivania su cui poggiava il computer.
Rossana aveva molti CD, di musica e non. Era un genio dell'informatica. Oltre al computer, Rossana aveva un'altra passione: dipingere. Nello studio erano nascosti dietro ad una rientranza del muro molti suoi quadri, ma le sarebbe piaciuto diventare una fotografa. Rebecca aveva ben altre passioni: anche a lei piaceva la musica, ma più che altro le sarebbe piaciuto diventare una modella per le riviste. Era molto fotogenica e aveva un buon portamento. Però sapeva che era un sogno difficile da realizzare, e allora si rifugiava in sogni meno improbabili e pensava di diventare una dottoressa.
Rebecca e Rossana si sedettero sui loro letti ed occuparono il tempo impiegato dai genitori a discutere,parlando del più e del meno, in particolare della scuola.
Frequentavano entrambe lo scientifico, solo che una doveva fare la prima mentre l'altra la seconda.
"Sei emozionata? Fra una settimana saremo già a scuola, conosceremo un sacco di gente!"
Rossana sospirò.
"Becky, tu hai già un sacco di amici, io dovrò ricominciare da zero..."
"E ti lamenti? Quando sarai vecchia potrai raccontare ai tuoi nipoti di aver vissuto in ben due regioni e di esserti fatta un sacco di amici in giro per il mondo!"
"Beh, oddio... In giro per il mondo! Tutt'al più per l'Italia... Comunque io preferivo Venezia..."
"Cosa?! Sei pazza? Io adoro questa città!"
"Beata te. Ora andiamo in cucina, che si cena."
"No, aspetta un secondo. Che ne dici di venire con me a fare qualche corso di qualcosa? Di pomeriggio, intendo. Non so... Aerobica? Ginnastica artistica?"
"E perché, scusa?"
"No, così... Per stare n po' insieme... In questi ultimi mesi non abbiamo comunicato molto..."
"Va beh, poi ci penso. Però non sarebbe carino fare qualcosa di non sportivo? Tipo un corso di cucina?"
"Potremmo provarci..."
"Beh, ci penseremo poi con più calma. Mamma mia, sono già le 20:15! andiamo a mangiare, non so tu, ma io sto morendo di fame!"
"Roxy, non per qualcosa... Non vorrei deludere le tue aspettative, ma lo sai cosa ha cucinato mamma per cena, questa sera?"
"No, cosa?"
"Cavoletti di Bruxelles."
"Glab! Ma sai che mi è passata la fame?"
E, ridendo, si avviarono verso la cucina.
 
*
 
Il giorno dopo, Rebecca e Rossana furono svegliate dalla madre alle 8:00.
"Svegliaaa! Scattare!"
"Mamma...Che diavolo succede? Sono appena le 8:00..."
"E allora?"
"E allora è presto e noi abbiamo sonno! Facci dormire ancora un po'..."
Detto questo, entrambe le ragazze si nascosero sotto le coperte. La madre, allora, strappò via le coperte dal letto delle figlie, scaraventandole per terra, e disse, piuttosto irritata:
"Non è presto! Fra pochi giorni dovrete alzarvi alle 6:30, cosa farete, allora?! Forza, alzate il vostro fondoschiena dal letto, dovete farmi alcune commissioni! Sbrigatevi!"
E così dicendo, uscì dalla stanza.
"Uffa! Io ho sonno!"
"Che vuoi farci, tanto lo sai che con la mamma non si possono fare polemiche... Dai, muoviamoci, o ci perseguiterà in eterno!"
"Cosa?! Vuoi dire che quando saremo due anziane signore di novanta anni circa, nei nostri sogni vedremo la mamma che urla: 'Sciagurate! Io quel lontano giorno vi dissi di muovervi, perché avevo delle commissioni da farvi sbrigare e voi mi disubbidiste! Ora non vi lascerò neppure un attimo, così imparate, mascalzone che non siete altro!'
"È proprio ciò che voglio evitare! Perciò, muoviamoci!"
 
*
 
Quando furono pronte, la madre rifilò ad entrambe una lista lunga due chilometri e le spedì una da una parte e una dall'altra parte della città.
Depresse per la fatica che avrebbero dovuto fare per portare le borse della spesa, che sarebbero state pesantissime, le due sorelle si diedero appuntamento a Parco Ruffini, nel loro posto abituale, davanti al bel chiosco di gelati nel centro del parco.
Dopo un'ora, Rossana era ancora in macelleria. Aveva trovato una coda pazzesca, composta da circa quindici donne dai venti ai sessant'anni molto indecise sui prodotti da comprare.
Quando finalmente toccò a lei essere servita, si accorse che dietro di sé aveva un'altra decina di persone che aspettavano pazientemente il proprio turno.
Comprò tutto ciò che la madre aveva segnato sulla lista e, finalmente, dopo un quarto d'ora buono, poté uscire dal negozio.
Una ragazza con una coda di cavallo, aveva il naso incollato alla vetrina di un negozio che vendeva bigiotteria e oggetti strani, legati ai segni zodiacali e alla previsione del futuro od anche semplici portafortuna ed amuleti, bomboniere e pietre minerali, oltre che orecchini e braccialetti.
Le borse erano veramente pesanti.
Rossana si fermò davanti alla vetrina, vicino alla ragazza, per prendere le borse in un modo da faticare un po' di meno, e l'occhio le cadde su una bella pietra nera e liscia, dai bei riflessi blu elettrico e dalla forma indefinita e piatta.
Sembrava quasi viva...
La ragazza dalla coda di cavallo sembrava estasiata dalla visione della bellissima pietra.
Rossana raccolse le borse, ricominciando la corsa verso Parco Ruffini: povera Rebecca, chissà quanto era che aspettava!
E invece scoprì che non era ancora arrivata.
Rallentò. Aveva il fiatone. Posò le borse e si sedette su una panchina.
Tutta quella fatica per niente!
Rossana si alzò di scatto: le era sembrato di essersi seduta su qualcosa di bagnato e appiccicoso. Su cosa diavolo si era seduta? Si girò verso la panchina per togliersi ogni dubbio e scoprì, con grande dispiacere, che la panca su cui era seduta era stata verniciata di fresco, e che quindi i suoi jeans nuovi, sul fondoschiena, erano pitturati con una fantasia ad enormi strisce verde scuro.
Ma che bella giornata.
Ad alzarle il morale ci pensò un signore che stava facendo jogging, che le passò accanto, e che le disse, ansante:
"Signorina, si è sporcata i pantaloni con la vernice di quella panca!"
Come se non se ne fosse accorta.
"Perché Rebecca non si muove? Avrei il piacere di cambiarmi i vestiti!", pensò ironica.
Si guardò intorno: nessuna traccia della sorella.
A un certo punto l'occhio le cadde su qualcosa che luccicava nell'erba.
Si ricordò che l'aveva già visto. Si alzò e andò a vedere cos'era.
Quando lo prese in mano vide che i trattava di un bel ciondolino verde a forma di goccia. Sembrava di vero smeraldo; chi poteva essere così sciocco da perdere una cosa così bella, ma, soprattutto, così preziosa?
Mamma mia, come brillava! Aveva dei riflessi di un verde molto intenso. Avrebbe dovuto cercare una bella catenina da utilizzare per quel ciondolo così bello. Dove ne aveva già vista una?
Non poté pensarci troppo perché il suo cellulare vibrò: Rebecca le aveva mandato un sms. Le diceva che lei era già a casa da un pezzo, un'ora, per la precisione. Mentre andava al parco aveva trovato una sua amica, che si era offerta di aiutarla a portare le borse fino a casa e che lei si era completamente scordata di lei.
"Che stupida idiota che è!", pensò, e, molto arrabbiata, si incamminò verso casa.
"Adesso mi sente!", si disse.
Si infilò il ciondolo in tasca e non ci pensò più.
 

Clicca qui per tornare alla sua Home Page

Se desideri acquistare questo libro e non lo trovi nella tua libreria puoi ordinarlo direttamente alla casa editrice.
Versa l'importo del prezzo di copertina sul Conto Corrente postale 22218200 intestato a "Montedit - Cas. Post. 61 - 20077 MELEGNANO (MI)". Indica nome dell'autore e titolo del libro nella "causale del versamento" e inviaci la richiesta al fax 029835214. Oppure spedisci assegno non trasferibile allo stesso indirizzo, indicando sempre la causale di versamento.
Si raccomanda di scrivere chiaramente in stampatello nome e indirizzo.
L'importo del prezzo di copertina comprende le spese di spedizione.
Per spedizione contrassegno aggravio di Euro 3,65 per spese postali.
Per ordini superiori agli Euro 25,90 sconto del 20%.
PER COMUNICARE CON L'AUTORE mandare msg a clubaut@club.it Se l'autore ha una casella Email gliela inoltreremo. Se non ha la casella email te lo comunicheremo e se vuoi potrai spedirgli una lettera indirizzata a «Il Club degli autori, Cas. Post. 68, 20077 MELEGNANO (MI)» contenente una busta con indicato il nome dell'autore con il quale vuoi comunicare e due francobolli per spedizione Prioritaria. Noi scriveremo l'indirizzo e provvederemo a inoltrarla.
Non chiederci indirizzi dei soci: per disposizione di legge non possiamo darli.
©2005-2006 Il club degli autori, Mara Genotti Brat
Per comunicare con il Club degli autori:
info@club.it
 
Se hai un inedito da pubblicare rivolgiti con fiducia a Montedit

 

 

IL SERVER PIÚ UTILE PER POETI E SCRITTORI ESORDIENTI ED EMERGENTI
Home club | Bandi concorsi (elenco dei mesi) | I Concorsi del Club | Risultati di concorsi |Poeti e scrittori (elenco generale degli autori presenti sul web) | Consigli editoriali | Indice server | Antologia dei Poeti contemporanei | Scrittori | Racconti | Arts club | Photo Club | InternetBookShop |

 

Ins. 30-01-2006