Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti
Joan Maria Vernet
Ha pubblicato il libro

Joan Maria Vernet - Tu, Figlio di Giuseppe
 
 
 
  
 
Collana I salici (narrativa) 15x21 - pp. 196- Euro 12,80 - ISBN 88-8356-649-1

Presentazione
Introduzione

Presentazione
Ho avuto l'opportunità e la soddisfazione di leggere i libri di P. Joan Maria Vernet sulla famiglia di Nazaret, Gesù, Giuseppe e Maria, e ho goduto per delle ore, gustando pienamente il contenuto di questi scritti.
L'autore ci presenta in questo nuovo volume Tu, Figlio di Giuseppe, l'autonarrazione della vita di Gesù dal momento del suo arrivo a Nazaret, proveniente dall'Egitto, quando aveva sei anni, fino alla fine della sua adolescenza, cioè, fino ai diciasette anni.
Il lettore potrà godere, come negli altri libri della serie, di uno stile semplice, ameno, profondo ed attraente. La persona abituata a dare valore solo alla Sacra Scrittura nell'ambito religioso, potrà avere l'impressione, in un primo momento, di entrare in un mondo irreale. Sono delle cose mai sentite, neppure immaginate, quelle che si leggono in questo e negli altri libri dell'autore sugli anni della "vita nascosta" dell'infanzia e dell'adolescenza di Gesù. Ma, a misura che si progredisce nella lettura, si constata che le diverse scene e personaggi si conformano perfettamente ad una realtà ben concreta che non contraddice alcuna fonte biblica o storica. I luoghi, le abitudini e gli ambienti conducono il lettore ad un mondo ben definito e reale.
Chi legge è guidato a scoprire l'incanto dei diversi paesaggi con una certa sfumatura di mistero. Anche il deserto possiede il suo incanto; vi si afferma: "La bellezza la percepisce soprattutto il cuore".
 
In un primo momento ci troviamo con un Gesù che si va adattando al nuovo ambiente della sua terra, la Galilea. Si identifica con tutti, specialmente con quelli della sua età, che rapidamente diventano suoi amici. Gesù si sente fortemente legato non tanto ai luoghi della sua infanzia, quanto alle persone e agli eventi. Si intravede in questo periodo una certa nostalgia, come si constata ricordando lo "zio Isacco", una delle molte persone amate dell'indimenticabile Egitto. Le esperienze del suo soggiorno in quel paese sono tema sostanzioso per evocare e imparare.
Nel racconto si incrociano dei giorni in cui tutto è bellezza e felicità con giorni in cui le tenebre minacciano di coprire qualsiasi barlume di luce (come nel caso delle crocifissioni a Sefforis). Gesù conosce i giochi, le avventure, le sorprese, l'amicizia, come ogni ragazzo, e anche per lui giungerà il tempo in cui sperimenterà il silenzio del Padre. In un momento in cui si sente desolato, dirà a Maria: "ogni uomo deve saper soffrire".
Gesù va constatando che, col passare del tempo, si produce in lui un cambiamento graduale, una crescita, fisica e morale, che lo incammina verso una missione. Questa missione si va presentando sempre più con una più grande chiarezza ed è pienamente accettata come volontà del Padre, "l'Abba celeste".
Gesù si mantiene dipendente da Maria e da Giuseppe, "sottomesso a loro" (Lc 2, 51) godendo della realizzazione dell'ordine stabilito da Dio: "onora tuo padre e tua madre". Ma comincia a mostrare anche la sua indipendenza personale e il suo isolamento a misura che conosce la missione affidatagli dal Padre.
 
La presente opera ci offre una visione dell'ambiente sociale, politico e religioso della Palestina all'inizio della nostra era cristiana. Richiama l'attenzione sulla forza che possiede la storia del popolo eletto quando si descrivono gli eventi accaduti nei diversi luoghi dove si sviluppa la vita di Gesù.
Credo sia giusto far risaltare i tantissimi "valori" che si vivono nella famiglia di Nazaret e nelle persone sotto il suo influsso. Comincio sottolineando l'autentico amore che nella sacra Famiglia si respira profondamente. Quest'esperienza conduce ad una fiducia totale, alla delicatezza del tratto, al servizio, alla semplicità e alla riconoscenza.
Non manca poi l'amore per la natura, manifestazione della bellezza e della sapienza del Creatore, e l'amore per i diritti umani, sacri e intangibili. Per bocca di Giuseppe è detto: "la libertà è il dono più grande per noi, e permette all'uomo di essere se stesso".
Rimane anche ben manifesto il valore del matrimonio e si scorge il vero senso della verginità. Non posso trascurare il rilievo che si dà al silenzio e alla comunicazione col Padre celeste nella preghiera.
Sono convinto che è di grande importanza vivere questi valori incarnati nella presente opera, non come qualcosa del passato ma come una risposta alla necessità che ha la famiglia e il mondo di oggi.
 
Ringrazio l'opportunità e la fiducia che l'autore mi ha mostrato nel darmi la possibilità di scrivere questa presentazione.
Non dubito che il lettore rimarrà soddisfatto e impegnato nella sua propria vita con la lettura di questo nuovo libro Tu, Figlio di Giuseppe.
 
Federico Rodríguez, Salesiano
Cremisan (Betlemme)
Festa dell'Epifania 2003
 
 

Introduzione
Mentre mi preparavo a scrivere la prefazione a questo nuovo libro, continuazione ideale del Tu, Gesù, ecco giungermi l'e-mail di una mia parente che vive a Taiwan. Il messaggio dice testualmente così:
"Oggi stavo discorrendo con un mio amico di tanti temi interessanti. E parlando della vita di Gesù come uomo, ci siamo fatto la domanda che adesso giro a te: Che cosa fece Gesù e dove visse dai 12 anni fino ai 30? Il mio amico mi ha espresso diverse opinioni, mentre io, a dir vero, non mi ero mai posto il problema. La questione mi sembra molto interessante. Quando avrai tempo, con tranquillità, mi piacerebbe conoscere la tua risposta. So che è facile chiedere e difficile rispondere".
La risposta alle domande della mia parente è contenuta proprio nel libro che avevo appena finito di scrivere. E penso che, come lei, tante altre persone si pongano lo stesso interrogativo, che per secoli ha interessato la mente e la fede di tanti credenti. Non di rado la soluzione arriva da persone non credenti, con poca o nessuna formazione biblica o storica, e allora le difficoltà e i dubbi aumentano.
Romanzi, film e saggi hanno descritto sovente questi anni, colorandoli di fantasia e di stravaganze. Con lo scopo di spiegare meglio la sapienza della nuova dottrina di Gesù e per risolvere il problema dei suoi miracoli, queste voci hanno immaginato i diversi luoghi in cui Gesù si sarebbe recato e dove avrebbe imparato la sapienza e l'arte (magica) di fare i miracoli. Dall'Inghilterra all'Egitto, dal Kachemir alla Siria, e perfino all'India e alla Cina, ogni autore crede di poter sistemare Gesù negli anni della sua gioventù e spiegare così la componente straordinaria della sua personalità.
Questo libro insegna che Gesù di Nazaret trascorse gli anni prima della sua vita pubblica a Nazaret, preparandosi alla sua missione. Gesù rimase sempre in Palestina, la terra dei padri, e la sua vita si sviluppò normalmente, come quella di qualsiasi bambino, adolescente e giovane, con eventi, incontri e circostanze comuni a tutti i mortali. Noi, credenti, attribuiamo senza alcun problema la sua sapienza e il potere di fare dei miracoli alla sua dignità divina.
Scriveva Melitone di Sardi, nel sec. II: "Gli anni prima del battesimo di Gesù ci mostrano la sua vera umanità: in tutto uguale a noi". E questo è proprio lo scopo del presente libro: mostrarci Gesù nella normalità di ogni giorno, in una esistenza semplice e comune, senza particolari miracoli o prodigi, nella ferialità, condivisa con gli altri abitanti del suo umile villaggio, Nazaret.
 
È normale che molti cristiani si pongano delle questioni e delle domande su questo periodo di tempo, per esempio:
- Quale infanzia e adolescenza ebbe Gesù? Quali sentimenti dominavano il suo cuore? Pregava molto? In che modo?
- In un altro livello, tutti ci siamo chiesti: chi rivelò a Gesù i misteri della sua persona, del suo concepimento e della sua nascita? Sapeva fin da piccolo e da giovane che era Figlio di Dio?
- Un'altra serie di domande: soffrì Gesù in quegli anni? In che maniera? Sapeva che doveva morire in croce? Quale era la sua reazione davanti al dolore?
- Finalmente, delle cose più naturali e ordinarie: Gesù aveva degli amici? E nemici? Quale reazione suscitavano in lui? Pensò al matrimonio?
Il Tu, figlio di Giuseppe tenta di rispondere a queste domande e ancora ad altre. Può sembrare ardito e presuntuoso, ma forse non lo è tanto se consideriamo il metodo con cui è stato scritto questo libro:
Gli anni della vita nascosta di Gesù vanno visti alla luce del vangelo.
Cioè, vogliono riflettere un vangelo di Gesù vissuto prima dei trent'anni.
 
In effetti, il lettore troverà in queste pagine la psicologia, la preghiera, la dottrina, il contatto con la gente e le difficoltà di Gesù mentre si preparava alla vita pubblica, come un preludio di quanto verrà descritto poi nei quattro vangeli. Il contenuto di questa ricerca è un po' come quello di un vangelo in anticipo, di uno che conosce bene l'albero e vuole conoscerne anche bene le radici nascoste.
Il bambino, l'adolescente e il giovane della nostra narrazione è il Gesù che sarà poi di Marco, di Matteo, di Luca e di Giovanni, senza soluzione di continuità, senza contrasti, senza sorprese. In questa prospettiva il suo diventare grande, il suo conoscere e il suo sentire saranno in sintonia con l'immagine trasmessa dai vangeli.
In Gesù ci fu sempre una magnifica unità, una splendida armonia non solo nella sua perfezione e santità, nel suo essere divino-umano, ma anche nella sua crescita corporale, intellettiva e morale come un figlio della nostra stessa razza, "il più bello tra i figli dell'uomo" (Sal 45, 3).
 
Lo svilupparsi della sua intelligenza e della sua coscienza sarà quindi un manifestarsi dell'umanità per certi versi, e un manifestarsi della divinità per altri. Entrano in gioco elementi naturali, familiari, ambientali, culturali, e anche elementi soprannaturali, come la realtà divina del Verbo, seconda Persona della Trinità unita indissolubilmente alla natura umana di Gesù, la guida e l'illuminazione dello Spirito Santo, l'esperienza di Dio come Padre e la conoscenza delle Scritture. Saranno determinanti per lui la guida e l'insengamento di Maria e di Giuseppe, veri maestri che illustrarono, al tempo dovuto, diversi aspetti della sua vita.
Gesù avrà, inoltre, costruito le sue parabole dall'osservazione e dall'esperienza di quando era bambino e giovane in terra di Galilea e in certo qual modo le avrà già formulate nei suoi anni giovanili. La sua dottrina sarà sorta nella sua mente attraverso l'ascolto della parola di Dio, la sua riflessione ed esperienza personale e, naturalmente, per mezzo della luce interiore dello Spirito, in un crescendo ordinato e luminoso, sempre fedele alla volontà del Padre celeste.
 
Ecco allora, caro lettore, quanto può offrirti questo libro. Senza dimenticare che è sempre una narrazione romanzata, come i libri precedenti, narrazione però che, attraverso la descrizione di realtà molto umane e comuni, ti lascerà nel cuore, non un Gesù strano o distante, ma un Gesù veramente uomo, come noi, con le stesse vicende delle nostra vita, delle nostre scelte, dei nostri problemi e delle nostre speranze.
Magari ti possa far gustare già il sapore del vangelo e indovinare in quel bambino e adolescente di Nazaret (dai sette ai diciasette anni) il futuro Messia e Salvatore che conosciamo.
 
 
Joan Maria Vernet
Cremisan (Betlemme),
6 agosto 2003, festa della Trasfigurazione
e-mail: vernet31@tiscali

Per leggere l'incipit di "Tu, Figlio di Gesù"
 

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