LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
Jaia Mary Chesterfield
Ha pubblicato il libro
Jaia Mary Chesterfield - Il tè in un soffio di vento
 
 
 
 
 
 
Collana I gigli (poesia) 12x17 - pp. 36 - Euro 5,30 - ISBN 88-8356-639,4
 
 Presentazione
Prefazione
Poesie


Presentazione
Un'offerta d'amore, pura e semplice, che nasce dalle parole nascoste nell'anima, un caldo abbraccio senza contropartita generato dal turbine di sentimenti. Gustare un tè davanti ad un camino e ricordare il tempo passato fissato indelebilmente nel cuore di una donna: accorgersi che la spensieratezza è ormai svanita ed il sorriso è stato sostituito dagli affanni ma rimane quella folle voglia di cullarsi con le dolci memorie fino a nascondersi ed eclissarsi in esse e zittire ogni voce che non sia melodia.
Da un lato il rimpianto della generosa voglia d'amare di quel tempo col cuore colmo di cose da dire e da fare e dall'altro la gioia di essere ancora capace di scrivere: "La sola cosa che posso offrirti/è questo tè in un soffio di vento/il mio essere forte e dolce d'Amore".
La strana sensazione di vuoto che soffoca e la pienezza della vita con le sue fiamme divoranti e le inesauribili manifestazioni d'amore che può ancora offrire.
 

Massimo Barile


Prefazione
 
Questa opera prima poetica di Jaia Mary Chesterfield, richiama alla memoria un poeta francese. Paul Gerardy che scrisse in forma di diario la sua storia d'amore curando le varie fasi del rapporto sia in positivo che in negativo nate da essa.
Ho sostato a lungo in questa prima lettura di "Il tè in un soffio di vento", la silloge dove noi troviamo sì una storia d'amore, ma essa si snoda sull'onda dei ricordi nell'intento di non far morire l'amore, bensì di vederlo rinascere e rafforzarsi.
La nostra poetessa sa rendersi accattivante nel discorso retrospettivo dove gli affetti legati alla madre e alla nonna, la portano a rivisitare i luoghi della sua infanzia, le intimità del focolare domestico, le tenerezze del quotidiano vivere che lei riesce a descrivere con distacco e serenità.
Non mancano i momenti forti, dove l'impatto con la realtà pare rendere più faticoso il percorso di ogni giorno, ma lei stessa ci offre la soluzione del problema ... Sono tornata sulle sponde del lago, quel giorno / per incontrare l'essenza della mia vita, / per potermi specchiare nel passato. /...
Le gioie della maternità alleggeriscono il dettato poetico e il verso torna ad essere limpido: ...Bianche tende alle finestre / e tulle azzurro sulla culla...
Anche la filastrocca si affaccia come spiraglio di sole nella nebbia ad illuminare i ricordi che sono il tessuto e la trama de "Il tè in un soffio di vento", versi ricchi d'emozioni che a tratti disegnano scorci pittorici quando parla della natura sia del lago che del parco dove Jaia Mary colloca personaggi fantastici quali i folletti, le fate, ecc..., in una prosa-poetica non scevra di un suo particolare fascino.
Accattivante, la sua poesia si legge come una storia di cui l'autrice è protagonista e guida consapevole, attenta al suo fruitore, a tutti si offre l'occasione di leggere la sua poesia mentre, cortese padrona di casa, offre con un sorriso: ..."Il tè in un soffio di vento".
 

Maria Organtini


 
Il tè in un soffio di vento

 

 

Ecco, è qui...
Mi guardo allo specchio e
mio figlio rende tutto un incanto.
La vedo, ora, mia madre:
i miei occhi sono i suoi e
l'abbraccio caldo d'amore e
fresco di bucato, è lo stesso d'allora,
ora per mio figlio.
 

Perché non vieni nella mia Vita,
il profumo è di terra bagnata,
il colore del bosco ottobrino,
il tocco è lieve soffiare del vento
e l'anima mia t'accoglie, dolce,
se solo lo vuoi...
Altre volte la furia d'un temporale
è quella che m'assale, repentina,
il fulmine illumina lo sguardo e
tempesta, nelle mie parole, tutto
travolge e turbinano i sentimenti:
perché non vieni nella mia Vita,
come un raggio di sole
scalderò le tue giornate,
come cielo tonante
sveglierò il tuo spirito.
 

L'omino di neve dal naso di carota
osserva allegro i miei tentativi:
i piedi congelati, spariti nel bianco
le mani tese in un abbraccio
caldo di morbida lana,
sfioro le tue labbra con le mie...
T'amo, forse, ma non lo dico,
ti guardo ascoltando i nostri cuori
è un istante e perdo l'equilibrio e
sprofondo nella neve di nuovo:
l'omino sorride e tu te ne vai.
 

Sono tornata sulle sponde del lago, un giorno,
per ritrovare i tramonti dei miei vent'anni.
Verdi, gli altopiani irlandesi m'accoglievano,
ancora una volta si svelavano ai miei occhi,
le curve morbide delle colline e le vette monche
contrastavano l'azzurro intenso del cielo d'agosto.
Il muretto di pietre tutt'attorno cingeva i sogni,
le speranze e le illusioni d'un cuore fanciullo,
cresciuto all'ombra d'un olmo dietro la casa e
protetto dalla quercia secolare e dal faggio.
Son tornata sulle sponde del lago, quel giorno,
per incontrare l'essenza della mia vita,
per potermi specchiare nel passato.
 

Pare sia vero ciò che ho sentito:
stanotte la neve ha nascosto il giardino,
i tetti, le strade, i respiri dell'umanità.
Pare sia vero ciò che ho sentito:
da sotto il piumino, caldo di sogni,
avverto l'alito fresco di un giorno innevato.
Che aspetti, allora a dare il via all'avventura,
alzati, ora, andiamo incontro alla vita.
 

I ricordi sono cristalli che brillano al sole.
I sorrisi sono scintille che illuminano il viso.
Il pianto è la pioggia del mondo.
Il respiro è l'anima dell'universo.
Quando entrerò a far parte dell'Eternità?
Attendo sulla soglia col cuore in mano
e lo spirito inquieto...
 

Fermo, sul limitare dei miei pensieri,
stava il sogno più dolce della mia vita.
Inseguito per lungo tempo, invano,
era ormai un quadro sbiadito, impolverato;
non più dolore provava l'animo mio,
cullando quel pensiero con mille ninnananne;
dolce rassegnazione e pienezza di vita
erano in me, quando all'improvviso,
vidi te, piccolo amore di mamma:
occhi grandi come l'universo, tu
tenero fiore d'Aprile eri nato coi sogni sul volto
e rendevi le nostre vite un magico sentiero.
 

Din Dan, Din Don
Tic Tac, Tic Toc
Lento, lento
Soffia 'l vento
lieve, lieve
fiocca la neve,
Din Dan, Din Don
Tic Tac, Tic Toc
Suona suona il campanile,
sta la mucca nel fienile,
poi rintocca l'orologio
ed il ciel non è più grigio;
ecco l'alba st'arrivando
il mio bimbo sta dormendo,
sveglia sveglia, è gia mattino,
metti i sogni nel cestino
e va incontro al tuo destino.
 

Un fiocco rosso è sulla porta
e mille luci nel giardino.
Bianche tende alle finestre
e tulle azzurro sulla culla.
Buon Natale, Angelo mio
Tanti auguri e poi...
Addio
 

Prendi la mia mano e segui i miei passi,
entrerai nel più folto dei boschi, la dove
il sole fa capolino tra i rami degli alberi
carichi d'anni, foglie e sguardi e sussurri;
sdràiati coi piedi verso il lago, grigio, silente
la testa sulla terra a sentire il profumo di funghi
e guarda lo spirito mio che vola e ritorna
e vola via ancora con la curiosità d'un bimbo,
prendimi per mano, allora e vedrai chi io sono:
un folletto buffo e malinconico dal sorriso sincero
e sentirai ciò ch'io dico senza dire, nel mio cuore,
ti sorprenderai a parlare di me con te e mi amerai...
svegliati, poi e riprendi il sentiero di casa tua.

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