Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti
 

Incipitpit di Poesie come fiocchi di neve

Guido Rampone

Sete d'infinito e d'immensità

 
L'anima eletta di Leopardi
"nel vergineo seno" della morte
degli affanni, della struggente sventura
la fine vedeva.
Infame destino d'un genio
non conoscere l'amore, la felicità
e divorare libri per affogare
l'angoscia,
la pungente noia.
Grande gloria per lui pensare
alle umane sorti, agli eventi
antichi e moderni.
Esaltante l'immaginazione creatrice,
la poesia delle illusioni,
l'amore per la natura
nell'armonia delle leggi,
nel meraviglioso canto
della bellezza serenatrice.
Lirico l'abbandonarsi
in sovrumani silenzi
con sete d'infinito,
d'immensità.
 
 
Ascoltami mio Dio!
 
Gelo nel sentire la morte
dell'anima
che s'invola oltre lo spazio
e il tempo.
Nel nulla si disperde,
neppure una goccia
bagna il ricordo
d'una vita consumata
tra il gemer lungo
di tanti uomini
in cerca di luce.
Busso alla tua porta,
Oh mio Dio,
con una particella
di sogno e d'infinito
per spiegarmi il mistero
del mio nascere,
della morte,
della continua espansione
dell'universo.
Ascoltami,
fa che l'ultima stilla
del mio essere fluisca
d'immensa bontà.
Il nulla eterno
ha gelido sguardo;
la speranza
ha un volto
d'amore;
un lento leggero respiro
d'eternità.
 
 
Ferentillo
 
Piante, case pregne
di cielo
nell'armonioso linguaggio
della natura.
L'anima di Ferentillo
è nei dolci occhi
d'una bimba,
nella mano rude
del nonno.
Mistico abbraccio
di tempi, pensieri, emozioni
nella tenera Umbria,
terra d'amore.
 
 
Gazzella impaurita
 
Vorrei leggere nel dolce scintillio
dei tuoi occhi di gazzella impaurita
la gioia di vivere,
fugare l'ombra del passato.
Mi ascolti e sei lontana.
Sogni petali di rose rosse
papaveri, radicchi, glicini
recisi con tremula mano.
 
Non recidi fiori di dolci effluvi,
protendi invano l'invisibile desiderio;
non ci sono né un tetto di foglie,
né un bosco di svettanti abeti.
 
C'è solo un ampio letto
ove giri e rigiri il tuo corpo.
Insegui l'ombra dei ricordi,
invochi palpiti di eterno amore.
Goccia tra gocce
dell'azzurro mare
non vedi più la Sirenetta
né l'ondeggiare dell'acqua.
Allora il frusciante respiro del mare
custodiva nella conchiglia del tuo cuore
schegge di sogni
singolari palpiti d'amore.
 
 
Se la mia vita
 
Se la mia vita è un gioco,
lasciami giocare;
se la mia vita è un respiro,
lasciami respirare l'incanto
della tua voce.
 
Se la mia vita è un sogno,
lasciami sognare
per ritrovare fra le nuvole
la gioia di vivere,
il fuggitivo ritmo del tuo cuore.
 
 
Un amore lontano
 
Vengo da lontano con cuore d'amico
solo per portarti un fiore
ove è racchiuso il sogno della mia vita:
te l'affido.
Vedo dalle tue mani
cadere tanti semi;
in ogni seme c'è un germoglio,
c'è un sorriso d'amore.
Mi consegni il tuo sogno
perché lo porti lontano
a chi ha voglia di vivere con te
e respirare l'anelito
dell'amore senza fine.
 
 
 
Due cuori
 
A Guido e Valeria
miei diletti nipoti
baciati, irrorati dal sole dell'amore.
 
Due giovani cuori
generano gioia
con l'iridescente linguaggio
degli occhi,
con l'ineffabile dolcezza
dei loro corpi
che inondano
d'infinita bontà
chi li guarda.
L'amore puro inebria,
esalta
spinge verso lo stupore
del nirvana,
estremo culmine
di gioia,
dove il respiro
dell'anima
si scioglie
in particelle
di dolce armonia.
La luce è più luce
dove sensazioni,
ritmi segreti,
palpiti veri
liberano il corpo
in un mare
di significati,
di baci
senza ombra
d'inganno.
 
 
La dormiente
 
La dormiente,
dolce profilo di donna
in linee ineguali
di monti,
è baciata dal sole,
accarezzata da un vento leggero,
tormentata dalla gelida bora
seguita da vigili nuvole.
Conosce la meraviglia
dell'alba,
l'ineffabile bellezza
di tramonti dipinti
dal pittore dell'universo.
Nella dormiente del Sannio
c'è Anna,
dolce e varia
buona e depressa
irata e quasi trasognata,
traboccante di gioia
e triste.
Profonda e leggera
non è mai felice,
lo è solo
quando fischia il vento
della libertà
e dell'amore vero.
Porta con sé
l'austerità dell'alma materna,
lo stupore
dell'inquietudine paterna.
Dolce creatura,
soffusa di luce
e di bontà,
onora il cuore
di nonno.
Primo ed ultimo palpito
 
Cielo a tratti
carico di stelle,
aria fredda,
case nel buio,
mare silenzioso:
in un giorno di Marzo.
Nelle ore
della lunga notte
penso al tempo
della mia vita,
ai legami del passato,
del presente,
a chi non ha gioia
nel suo cuore.
Non piango,
non so piangere;
l'anima mia
ha più gocce
del mare.
Muto
mi ascolta,
comprende il mio tormento.
Non c'è luce,
i palpiti si succedono,
vibro e fuggo
nell'eterna ricerca
di un'oasi di pace.
Sogno e nel sogno
vedo in un quarto
di luna
schegge di felicità
morente utopia
attimi
di lucida speranza.
Ti rivedo,
mi specchio
nella trasparenza
d'un infinita, verde,
malinconia,
nella voce policroma
d'una tela
solo intravista
con balenante amore
di vera amica.
L'anima mia corre
da te
per bagnarsi
nel mare pulito,
nel possente respiro
esalante
infinita dolcezza.
Nell'eterno ascolto di te
nella creatività
della solitudine.
 
 
Ti penso
 
Nel profondo silenzio
della notte
ti penso.
Guardo la bella immagine
di Zeudì Araià
nel libro "Mal d'Africa"
di Oscar Rampone.
Tratti amabili dipinti
dal grande artista
dell'universo,
lasciano senza fiato;
eppure ti penso.
Ti penso.
nel vibrante ricordo
d'un amore
non svanito.
Ti penso.
Vorrei essere
una bianca vela,
sentire nel dolce fruscio
della brezza
il battito del cuore
invocare l'immenso
abbandonarmi come conchiglia
nell'infinito profumo
d'un amore mai posseduto.
Vorrei disperdermi
goccia tra gocce
nel possente mare
con la dolce eco
della tua voce.
Vorrei essere un raggio
di luce
baciare il tuo volto
respirare il tuo respiro.
Vorrei vegliare, guardare,
avvertire il fremito
del corpo
e l'invincibile voglia
di te.
 
 
Solitudine
 
Trascino da tempo la mia solitudine;
vivo nell'apparenza e nel nulla.
Fremiti e sussulti creativi
appartengono all'irreversibile passato.
 
M'aggrappo all'evento,
alla vertigine del nuovo;
il desiderio d'amare mi prende
in modo struggente.
 
Corro e inseguo chimere.
 
Sono una pietra
lanciata nel vortice dell'immensità
mi disperdo nel nulla,
e inseguo
l'eterno divenire del cosmo.
 
Sono un naufrago,
nella libertà della solitudine.
 
 
 
 
Un nuovo sogno
 
Ovunque scopro colori,
luci nelle tue stanze,
cui fa dolce contrasto
una ragnatela brinata.
Vedo fiori
nel giardino tuo.
In ogni fiore c'è
una lacrima.
Nel mormorio dell'acqua
si scioglie il corposo pianto
del tuo cuore,
nell'azzurro cielo
il sole invita alla vitalità
alla bellezza di un nuovo sogno.
 
 
 
Un capriolo
 
Vedo albicocchi,
mandorli fioriti
specchiarsi in distese
di verde.
Un capriolo taglia la strada;
s'arrampica impaurito
per le ripide balze
con affannoso slancio.
Un altro capriolo,
braccato dagli eventi,
fugge dalla campagna,
carniere di ricordi.
Pieno di nostalgia,
nega il presente.
Si rifugia nella poesia,
nella musica, nella pittura,
nell'eterno ritorno
dell'anima.
 
Per leggere la prefazione di Poesie come fiocchi di neve
 
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Per leggere la poesia inserita nell'Antologia Marguerite Yourcenar 1998.  
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inserito il 23 febbraio 1999