LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
Edio Vassalli
Ha pubblicato il libro

Edio Vassalli - La stanza delle conchiglie




 

 

 

 

 

 

 

Collana I gigli (poesia)

 

14x20,5 - pp. 108 - Euro 9,00

 

ISBN 88-8356-921-0

Prefazione
Poesie


Prefazione
 
Le poesie che compongono la silloge di Edio Vassalli, così pervase da passione bruciante ed estasi travolgente, sono una canzone d'amore senza confini, e il giorno e la notte non hanno più importanza, tutto si ferma, si stabilizza sulla lunghezza d'onda d'un tempo d'amore, esclusivo e inimmaginabile.
Vivere è impresa faticosa ma amare lo è ancor di più: l'amore può fagocitare tutto, fare tabula rasa d'ogni altro accessorio, può regalare luce divina ai nostri occhi e al contempo toglierci ogni cosa, ogni appiglio a questa vita che diventa insulsa, inutile, invivibile.
La gioia d'amare travolge, le immagini nel tempo assumono nuove dimensioni, le assenze sono una lenta agonia: diventiamo dei miseri esseri che continuano a sentire i brividi nella schiena, e quel profumo del mare, quelle conchiglie che affiorano tra la sabbia, quei baci di labbra sensuali ormai sono solo ricordi che la nostra mente ostinatamente continua a riproporci ma sappiamo benissimo che il tempo confonde, consuma, muta le cose, come fosse una "girandola" di parole che si perdono nel vento, come un pulviscolo d'amore cosmico che non troverà mai un "luogo" dove posarsi.
E noi siamo "foglie al vento", "veliero che si allontana", "lacrime" d'un povero viaggiatore che continua a vagare senza trovare la sua méta, quel desiderato rifugio d'amore, l'unico traguardo che possa scaldare il nostro cuore, illuminare il cammino e dissolvere le ombre della vita.
Nelle poesie di Edio Vassalli ci si inebria di parole che bruciano l'anima, ci si catapulta in un sogno senza fine d'un cuore in tempesta e, nonostante quel dibattersi nei meandri dell'esistenza per tracciare la direzione, il profumo dei momenti perduti e le immagini ormai riflesse su superfici mutevoli, v'è sempre, prepotente e dominante, la voglia di seguire la rotta giustamente intrapresa, il grido d'amore che "muore in gola".
Nessuno accanto, solo il silenzio nel buio della notte, il ricordo di "quegli occhi come diamanti", d'una donna dalla "bellezza fiammeggiante", pelle vellutata e "labbra di miele": e la visione fantastica di quel corpo femminile libera la sua immaginazione quasi diventasse il custode d'un tesoro che deve essere nascosto per l'eternità e lui è pronto a trasbordare per il lungo viaggio.
È la visione d'un sole, d'un fuoco accecante, d'una stella solitaria, autentica luce divina che si staglia al di sopra d'un mondo silente, in un rapimento mistico.
Tutto si espande a dismisura, inonda ogni luogo, muta la forma d'ogni cosa, e come un fiume in piena, impetuoso e vorticoso, allaga la vita e le emozioni tracimano senza sosta.
È un'immersione nella voce di lei, nella sua dolcezza, nei suoi gesti, nella sua bellezza, nelle sue labbra fino a "bere il nettare", a "perdersi negli occhi che hanno i colori del mare", a vagare nel giardino dell'amore.
Le immagini possono sbiadirsi ma il ricordo è sempre vivo e la passione bruciante, le "parole scritte con il sangue", con il cuore "cieco e sordo" che "non vuol capire", sono la testimonianza d'un uomo "ubriaco d'amore" che vagabonda nella notte solitaria, tra semina e germoglio, nettare vitale e voce nel vento, "carne e sangue, sogni e stelle": un uomo prigioniero d'uno sguardo, assuefatto a quel profumo, incatenato alle parole di lei.
Cercare la dimensione nella quale vivere, imperscrutabile e insondabile, e sognare il desiderio d'essere, ora e subito, una stella che illumina, vento che accarezza, onda che abbraccia, voce che grida il "suo nome": ma l'amara verità è constatare di ritrovarsi ad essere solo un Uomo perso, che ammette "quante volte mi hai fatto morire/prima di capire che ero vivo" e, nel frattempo, una lieve brezza notturna offre un po' di sollievo ad un cuore che rimane appeso, "ancora in amore".
Il piacere assaporato non può essere più sottratto. E si rimane a parlar da soli "sino al calar della sera": sognanti e in attesa.
 

Massimo Barile


La stanza delle conchiglie


 
 "Il nostro Amore"
 
Il nostro Amore
germoglia sotto le rose
 
L'Amore punge
come le rose
 
L'Amore trafigge
come le rose
 
L'Amore brucia
come le stelle
 
Il nostro Amore è fatto
di carne e di sogni
di sangue e di stelle
 
Ma il nostro Amore
è solo Nostro.
 

(24 aprile 2003)


 
"Se"
 
Se fossi una stella
ti illuminerei
 
Se fossi vento
ti accarezzerei
 
Se fossi un'onda
ti abbraccerei
 
Se fossi voce
griderei il tuo nome
 
Ma sono solo un uomo,
tu sarai la mia Regina.
 

(20 marzo 2004)


 
"Sono vivo"
 
Sono vivo
quando ti stringo fra le braccia
e sento l'odore della tua pelle
 
Sono vivo
quando ti appoggi sul mio petto
e sento il profumo dei tuoi capelli
 
Sono vivo
quando il mio sguardo incontrai tuoi occhi
e sento la voce del cuore.
 

(13 aprile 2004)


 
"Abbraccio"
 
Per tutta la notte
ti ho stretta fra le braccia
nel nostro letto di spiaggia e di vento
 
Il nostro Amore
era caldo come sabbia
era azzurro come cielo
 
Onde leggere
bagnavano i tuoi piedi d'avorio
 
E le tue gambe strette
erano rami in fiore
 
Anche le conchiglie avevano orecchie
per ascoltare le tue parole
 
Quei dolci sussurri
sembravano libellule nell'aurora
 
In questo oceano di rose
ti ho dato pane
ti ho dato vino
ma tu volevi solo Amore
 
Così le tue dita sfiorarono
le mie labbra
 
E le nostre labbra
divennero Bacio.
 

(19 luglio 2004)


 
"Vorrei essere una lacrima"
 
Vorrei essere
una lacrima
 
Nascere
nei tuoi occhi
 
Rigare
le tue guance
 
Morire
sulle tue labbra.
 

(13 novembre 1989)


 
"Cuore gitano"
 
I pomeriggi sono vuoti
come bottiglie stanche
Sdraiato a fissare anonimi soffitti
colmi di luce
 
Sono solo
Sono sempre solo ad aspettarti
 
Il mio cuore
è un tango passionale
È un mare in tempesta
dove le onde s'infrangono nell'anima
 
Così l'Amore mi sembra sabbia leggera
che ti scorre fra le dita
ma non riesci a coglierla
 
Il tempo passa
ma io sono sempre qui, fermo
Ad aspettare, ad ascoltare...
 
Il rumore dei tacchi sulle scale
e la porta che si apre
Tu che entri e getti
la borsetta sul cuscino
 
Ti affacci alla finestra
ed osservi le luci della sera
Poi stanca ti sdrai sul divano
 
Un paio di scarpe cadono a terra
Le mani leggere corrono lungo le gambe
Ti sfili le calze e slacci la gonna
 
Toglie le forcine e scuoti i capelli
Fra poco questa stanza
prenderà il tuo profumo,
il tuo odore
 
E tra un istante
sarai ancora tra le mie braccia.
 

(12 dicembre 2004)


 
"Candele nella notte"
 
L'alba di un nuovo giorno
riflette la tua immagine
su queste pareti
 
Ma la luce svanisce
e rimangono solamente
le ombre della vita
 
Nell'aria il profumo di momenti persi
quando i nostri occhi
erano candele nella notte.
 

(18 luglio 1994)


 
"Soffio di vento"
 
La finestra si apre
per far posto alla luna
 
La tua mano cade
e un libro si chiude
 
Anche l'ultima candela
va a morire
 
Una lieve brezza
accarezza la notte
 
Come è dolce il tuo viso
in questo momento
 
Il respiro si è fatto leggero
mentre i capelli affondano
nel cuscino
 
Stelle vanitose
si specchiano nel cielo
Ma la più bella sei tu !
 

(30 marzo 2004)


 
"Tu sei"
 
Quando sono sole
Tu sei luna
 
Quando sono pioggia
Tu sei terra
 
Quando sono vento
Tu sei foglia
 
Quando sono fuoco
Tu sei legna
 
Quando sono ape
Tu sei fiore
 
Quando sono fiume
Tu sei mare
 
Quando sono farfalla
Tu sei luce
 
Quando sono sangue
Tu sei carne
 
Quando sono fame
Tu sei pane
 
Quando sono labbra
Tu sei bacio.
 

(27 luglio 2004)


 
"Alba chiara"
 
Queste parole le scrivo
con il sangue
 
Perché il mio cuore
cieco e sordo non vuol capire
 
Il bicchiere
è ormai vuoto
 
Ubriaco d'amore
vago nella notte
 
Tra gli alberi di nebbia
la luce si dirada
 
Anche in quest'alba chiara
nella mia testa
è sempre primavera.
 

(18 marzo 2004)

 
 

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