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Prefazione
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- Le poesie che
compongono la silloge di Edio Vassalli, così
pervase da passione bruciante ed estasi travolgente,
sono una canzone d'amore senza confini, e il giorno e
la notte non hanno più importanza, tutto si
ferma, si stabilizza sulla lunghezza d'onda d'un tempo
d'amore, esclusivo e inimmaginabile.
- Vivere è
impresa faticosa ma amare lo è ancor di
più: l'amore può fagocitare tutto, fare
tabula rasa d'ogni altro accessorio, può
regalare luce divina ai nostri occhi e al contempo
toglierci ogni cosa, ogni appiglio a questa vita che
diventa insulsa, inutile, invivibile.
- La gioia d'amare
travolge, le immagini nel tempo assumono nuove
dimensioni, le assenze sono una lenta agonia:
diventiamo dei miseri esseri che continuano a sentire
i brividi nella schiena, e quel profumo del mare,
quelle conchiglie che affiorano tra la sabbia, quei
baci di labbra sensuali ormai sono solo ricordi che la
nostra mente ostinatamente continua a riproporci ma
sappiamo benissimo che il tempo confonde, consuma,
muta le cose, come fosse una "girandola" di parole che
si perdono nel vento, come un pulviscolo d'amore
cosmico che non troverà mai un "luogo" dove
posarsi.
- E noi siamo "foglie
al vento", "veliero che si allontana", "lacrime" d'un
povero viaggiatore che continua a vagare senza trovare
la sua méta, quel desiderato rifugio d'amore,
l'unico traguardo che possa scaldare il nostro cuore,
illuminare il cammino e dissolvere le ombre della
vita.
- Nelle poesie di
Edio Vassalli ci si inebria di parole che bruciano
l'anima, ci si catapulta in un sogno senza fine d'un
cuore in tempesta e, nonostante quel dibattersi nei
meandri dell'esistenza per tracciare la direzione, il
profumo dei momenti perduti e le immagini ormai
riflesse su superfici mutevoli, v'è sempre,
prepotente e dominante, la voglia di seguire la rotta
giustamente intrapresa, il grido d'amore che "muore in
gola".
- Nessuno accanto,
solo il silenzio nel buio della notte, il ricordo di
"quegli occhi come diamanti", d'una donna dalla
"bellezza fiammeggiante", pelle vellutata e "labbra di
miele": e la visione fantastica di quel corpo
femminile libera la sua immaginazione quasi diventasse
il custode d'un tesoro che deve essere nascosto per
l'eternità e lui è pronto a trasbordare
per il lungo viaggio.
- È la visione
d'un sole, d'un fuoco accecante, d'una stella
solitaria, autentica luce divina che si staglia al di
sopra d'un mondo silente, in un rapimento
mistico.
- Tutto si espande a
dismisura, inonda ogni luogo, muta la forma d'ogni
cosa, e come un fiume in piena, impetuoso e vorticoso,
allaga la vita e le emozioni tracimano senza
sosta.
- È
un'immersione nella voce di lei, nella sua dolcezza,
nei suoi gesti, nella sua bellezza, nelle sue labbra
fino a "bere il nettare", a "perdersi negli occhi che
hanno i colori del mare", a vagare nel giardino
dell'amore.
- Le immagini possono
sbiadirsi ma il ricordo è sempre vivo e la
passione bruciante, le "parole scritte con il sangue",
con il cuore "cieco e sordo" che "non vuol capire",
sono la testimonianza d'un uomo "ubriaco d'amore" che
vagabonda nella notte solitaria, tra semina e
germoglio, nettare vitale e voce nel vento, "carne e
sangue, sogni e stelle": un uomo prigioniero d'uno
sguardo, assuefatto a quel profumo, incatenato alle
parole di lei.
- Cercare la
dimensione nella quale vivere, imperscrutabile e
insondabile, e sognare il desiderio d'essere, ora e
subito, una stella che illumina, vento che accarezza,
onda che abbraccia, voce che grida il "suo nome": ma
l'amara verità è constatare di
ritrovarsi ad essere solo un Uomo perso, che ammette
"quante volte mi hai fatto morire/prima di capire che
ero vivo" e, nel frattempo, una lieve brezza notturna
offre un po' di sollievo ad un cuore che rimane
appeso, "ancora in amore".
- Il piacere
assaporato non può essere più sottratto.
E si rimane a parlar da soli "sino al calar della
sera": sognanti e in attesa.
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Massimo
Barile
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