AUTORI CONTEMPORANEI
affermati, emergenti ed esordienti
- Daniele Mancusi - Speculare
Collana I gelsi (poesia-narrativa)
14x20,5 - pp. 80
Euro 7,30
ISBN 978-88-6037-5384
In copertina: «Narciso», 2007 - sughero su tela, cm. 60 x 40
Prefazionedi Annachiara Pepe
Lasciarsi trasportare e cullare come foglie lungo le sponde di un fiume, un fiume che è acqua dei nostri ricordi, dei nostri vissuti e di tutto il simbolismo che è nascosto in una piccola parte di ognuno di noi...; assaporare la parola, sapientemente dosata,per incuriosire e lasciarne intravedere e sentire il gusto; viaggiare trasportati dall'ebbrezza sottile di un'emozione che piano piano cresce prepotente dentro al cuore e sussulta di spasmi violenti e dolcissimi; addentrarsi lentamente ed esplorare con delicatezza un animo così leggero e impalpabile da sembrare spaventosamente diverso da ciò che è dentro sé stessi; scoprire, parola dopo parola che non si è poi così lontani, così estranei da quei sentimenti; ascoltare ciò che è dentro ognuno di noi... poterlo sentire, riappropriandosene attraverso artistiche costruzioni di inchiostro; guardare attraverso gli occhi di un bambino che, curioso, vuole scoprire tutto subito.- La lettura di questa raccolta di scritti ci riporta in un tempo lontano, direi quasi arcano, più che arcaico, un tempo sospeso che tocca la nostra dimensione segreta, più intima, inaccessibile... è un percorso di conoscenza poiché questa dimensione siamo noi stessi, le nostre emozioni, i nostri crescendo e tanto, tanto di ciò che ancora non sappiamo...
- Attraversando e percorrendo mano nella mano con l'Autore quest'opera, entriamo dentro di lui, dentro un bambino che piange, che ride, che soffre, che non si accontenta, che ha paura, che cerca l'amore, che crede, che sogna... che crea.
- Un bambino che non vuole smettere di essere tale e, a ragione, dichiara e reclama il diritto di essere ascoltato, riconosciuto e... visto...
- Un'opera che è testamento di una volontà di esserci, di "essere nel mondo" e che non rinuncia a quella parte che, ahinoi, abbiamo sotterrato chissà dove, nascondendoci dietro le barriere alte e pesanti, ma tanto comode, di una presunta (nonché presuntuosa!) maturità... Adulti cresciuti troppo (e troppo in fretta), crediamo di essere tali e perfetti e non ci accorgiamo di quanto siamo infelici perchè abbiamo soffocato quella vocina che ci mette in contatto con le nostre emozioni, la nostra parte vitale, la nostra vera essenza... Essere adulti è essere bambini; è saper dare ascolto al bimbo che eravamo, lasciarci sorprendere dall'odio e dall'amore e viverli attraverso l'arte...
- L'arte è come una mamma che dà la vita, che partorisce, che crea e l'opera che ne deriva è figlia di un crescendo di faticose volontà di concepire... faticose perchè in esse vi è tutto il trascorso di colui che è intento a generare; un iter denso, un percorso di continuo mettersi in discussione, un gioco di saliscendi tortuosi e bellissimi... all'interno di se stessi, all'interno del proprio animo.
- "Speculare" è tutto questo; rappresenta il viaggio di colui che, attraversando il fascino e il mistero della propria interna "maternità", ha dato alla luce un capolavoro di originalità e di ricchezza emotiva che lascia al lettore infinite possibilità di lettura, di interpretazione di significati, di creazione di ulteriori e mai finite potenzialità espressive che in se stesso si celano.
- Speculare vuol dire osservare, scrutare da una posizione elevata, indagare, analizzare con l'intelletto, meditare... ed è quello che ci propone l'autore: investigare "quello che senza rimedio ti sfugge ma che pomposo agli occhi altrui si rivela"; "insinuarti nei più ermetici occhi degli altri"; "spiare i loro pensieri" e "in un'orgia mentale penetrarli tutti..."
- "Quale la realtà?"...
- Occulti e fascinosi segreti prendono corpo tra le righe di ogni poesia proprio come accade per i nostri pensieri. Scoprire e conoscere; eccitarsi e vergognarsi; spaventarsi e tranquillizzarsi. Incontrarsi come in uno specchio; guardare la propria immagine riflessa in "pasti semantici" così orgogliosamente fieri di aver elicitato simili emozioni!
- E compiacersi...! Provare un sottile piacere misto a curiosità e paura.
- Innamorarsi dell'immagine che emerge dalla lettura di quest'opera è innamorarsi di un'idea che ci somiglia e che ci appartiene, che non è poi così lontana da noi e che, probabilmente, per questo sentiamo così vicina, così familiare.
- È innamorarsi di sé, è la possibilità di riconoscersi e di accettarsi...; di guardare finalmente con occhi nuovi e vivi quel Sé infantile, quel bambino-Narciso che si specchia ancora nell'acqua materna...
- "Bellezza e Vita" all'interno di questo misterioso viaggio attraverso i sentimenti per giungere all'anima... fino a sfiorare il nostro più tenero sguardo interno.
- I nostri occhi restano sempre gli stessi... fin dalla nascita. Non lasciamo che si chiudano mai davanti a nulla. Facciamoli rinascere con noi ogni giorno, sorridendo e sorprendendoci continuamente alla Vita.
- "Alla fine, quando immortalerò il nostro ultimo ritratto d'amore... spero che tu non chiuda gli occhi".
Introduzione dell'Autore
Partorire la presente raccolta di poesie è stata un'esperienza unica che ha lasciato un segno indelebile nella mia esistenza, mi ha aiutato a conoscermi, ad elaborare vissuti molto intensi, a tirarmi fuori da un momento estremamente difficile della vita.- Una scoperta e un risultato assolutamente inaspettati che mi hanno lasciato "senza parole". Stento ancora a credere di esserci riuscito.
- Mi auguro con tutto il cuore che sia anche un'opportunità per raggiungere l'animo dei lettori attraverso le mie emozioni più profonde, forse con la speranza nascosta di essere ascoltato, accolto e... "amato".
- Nell'opera ho lasciato invariata la sequenza reale di stesura degli scritti al fine di mettere in rilievo l'evoluzione di un pensiero che va verso la scoperta di sé, verso una destinazione mai definitiva e definita, ma ignota.
- Un testo che si fa via via sempre più complesso ed ermetico ma che al tempo stesso conserva un invariato aroma che il lettore più attento e sensibile riuscirà facilmente a cogliere.
- Una delle componenti che ha forgiato la mia esistenza, e quindi il mio pensiero poetico, è sicuramente la psicoanalisi (studiata, vissuta e... sudata!), "il mio grande amore maledetto", che mi ha conferito la forte motivazione a guardarmi dentro.
- Simbolismi, metafore, ossimori e onomatopee nascono in modo assolutamente spontaneo nei miei scritti e in generale nella mia attività artistica, ogni qualvolta cerco di rappresentare un mondo le cui forme non sono mai perfettamente nitide e coerenti, ma caotiche, camuffate e contraddittorie.
- Un mondo astratto e impalpabile, ma non per questo meno reale e tangibile, costellato di gioie, dolori, aspirazioni, frustrazioni e "bisogni famelici" di un bambino che "sul dispersivo palcoscenico della vita sonnecchia disorientato".
- "Una nuvola non è mai soltanto una nuvola", ma rappresenta qualcosa che sussiste dentro di me, un personaggio "affamato di un disperato abbraccio", alla affannosa ricerca di calore e contenimento. Una poesia visiva ed immaginifica che sostituisce all'oggettività fotografica, una soggettività espressionistica che parte dall'interno.
- Ho così deciso di espormi ad un forte rischio, ad una grande scommessa: guardare me stesso attraverso uno specchio per poter ricordare, riscoprire, riconoscere i pianti e le risa di quel bambino che vive dentro di me, che vive dentro ognuno di noi e che rappresenta la primaria forza vitale che spinge verso la massima autorealizzazione. Per tale motivo ho voluto dare all'opera il titolo dal duplice significato "Speculare" al fine di sottolineare il momento autoriflessivo e meditativo davanti allo specchio e lo speculare all'interno di se stessi e degli altri, "alla ricerca di sfamanti elementi sempre nuovi" per saziare la psiche.
- Negli scritti si respira un forte senso di nostalgia e rimpianto verso un'infanzia idealizzata, uno spasmodico bisogno di riprendere i contatti con se stessi da piccoli e l'amara scoperta di una realtà adulta che "dissolve sulla sabbia le piccole orme del bambino". Un ricercarsi bambini nello specchio ed accorgersi di essere cresciuti, di essere cambiati, sia dentro che fuori. Accorgersi che gli occhi sono l'unica "materia" che è rimasta invariata nel corso della vita e da qui la necessità dello specchio per potersi rincontrare, per non perdere per sempre "quel ricordo", la speranza primaria gridata nel verso che conclude la raccolta: "spero che tu non chiuda gli occhi".
- Ho voluto fare riferimento al mito di Narciso che mi ha sempre colpito in modo particolare, il cui significato si affaccia fugace in quasi tutti i componimenti e del quale ho voluto mettere in evidenza non solo l'aspetto statico, mortifero e anti-evolutivo ma anche e soprattutto quello vitale legato alla scoperta della propria identità, all'emancipazione dagli altri e al tentativo non sempre efficace di ritrovare un confine permeabile tra sé e il mondo esterno.
- Una differenziazione che comporta gioia e soddisfazione e al tempo stesso estenuante dolore e solitudine, "la voce della mia tragica ma inestimabile diversità".
- Guardarsi allo specchio e conoscersi è un'impresa difficile, carica dei tormenti di un Io esausto e in continua battaglia con "voci dai volti molteplici", che però ricorda e sogna la "bella infanzia" e i suoi "vissuti perfetti spazzati via dalla pioggia del tempo".
- Accorgersi che il vero benessere non sta nell'assenza del dolore, ma nella capacità di saperci convivere con forza e determinazione senza lasciarsi sommergere e senza fuggirlo. Una forma di "depressione buona" non autodistruttiva che funge da indicatore della conoscenza che si ha di sé, della volontà di guardare in faccia al proprio dolore, della capacità di affrontare i terremoti, cadere... e poi rialzarsi.
- "Speculare", opera esistenzialistica, anticonformista e provocatoria, ad ogni lettura offre interpretazioni ed intuizioni sempre nuove. Tocca generi decisamente vari: drammatico, erotico, sentimentale e soprattutto psicologico.
- La mia più grande aspirazione è di offrire al lettore un'opportunità di riflessione su se stesso, sulla propria vita, sulla propria realtà, identificandosi nei miei vissuti.
- Una grande fonte di arricchimento interiore per l'autore e per il lettore, uno stretto dialogo psichico per conoscere, conoscersi e conoscerci. Un invito a "congelare", almeno per un attimo, la propria corsa frenetica, per dedicare del tempo a se stessi, per guardarsi indietro, per riflettere, fuori dal mondo e allo stesso tempo dentro il mondo.
- Un convinto richiamo alla attuale società occidentale ossessionata dalla logorante corsa verso l'edonismo, il possesso e l'apparenza che inevitabilmente conducono verso "un insensato e grigio cumulo informe", oggetto del "mio disprezzo".
- Una severa provocazione alle persone ipocrite, ai "ciechi", ai falsi moralisti, a coloro che celano sotto un abito "formale e piatto" le loro "viziose e pervertite menti" per poterli "arguire e svergognare... indissolubilmente".
- Un invito a "ricordare" e condividere fantasie, a rievocare il mito dell'infanzia e soprattutto ad essere sinceri con se stessi e con le persone che popolano la propria vita. Ho cercato di esprimere il più possibile quello che sento, omettendo eventuali censure e conferendo all'opera un sapore piuttosto deciso che potrebbe far storcere il naso a qualche lettore. Ho preferito essere autentico, sebbene selvaggio, folle e sconcertante. La follia è presente in ognuno di noi, e arricchirsi vuol dire conoscerla e dialogarci, al fine di stringere con essa una pacifica alleanza. Ritengo che, finché essa è avvolta nel buio dell'incoscienza e quindi irriconoscibile, appare molto più spaventosa di quanto sia realmente e perciò ognuno, un po' alla volta, dovrebbe imparare ad illuminarla, anche solo con una candela smunta. Ciò sarebbe un'enorme vittoria e credetemi... ne vale la pena!
- Giunto a questo punto, ritengo che sarebbe infruttuoso dilungarmi ulteriormente. Non voglio fornire soltanto la mia visione delle cose, ma voglio lasciare anche spazio al curioso e direi "voyeurista" lettore che potrebbe cogliere un mondo che "pomposo agli occhi altrui si rivela, quasi fosse inchiostro nero sul naso" ma che a me inevitabilmente sfugge.
- Auguro a tutti una serena lettura ed un affascinante viaggio nel mio mondo, nel vostro mondo, nel mio incubo... nel Nostro Sogno...
- "Spero..."
D. M
Introspezione...
- Consigliere: Signore, siamo in grave pericolo! Si stanno avvicinando!
- Signore: Calma! Non ti capisco, chi si sta avvicinando?
- Consigliere: I selvaggi, Signore. Sono un esercito e sono indomabili, pericolosi, affamati!
- Signore: Ma dai! Sta' tranquillo! Non è detto che siano tutti cattivi. Magari molti cercano solo il nostro aiuto.
- Consigliere: Signore, fossi in lei non mi fiderei. Li farei evacuare tutti senza degnarli di una minima attenzione!
- Signore: Evacuarli tutti?! E se ci portassero notizie importanti? Come fai tu a saperlo? Sei il solito scettico e presuntuoso! Peggio di mia madre!
- Consigliere: Faccia come crede, Signore, io cerco solo di difenderla. Dopo che si sarà fatto molto male non venga da me a lamentarsi.
- Signore: Non lo farò, ci puoi giurare! Me la posso cavare da solo! Puoi dormire sonni tranquilli. Ora vattene via e lasciami solo perché mi dai angoscia!
Signore: Aspetta un attimo! Ascoltami! Ma tu cosa sai di tali esseri? Come andrà a finire?! Che ne sarà di noi?!- Consigliere: Signore... non ne ho la più pallida idea...e dubito fortemente che lo scopriremo mai...
Speculare
Lui
Soffia una calda bufera di neveattorno al nostro abbraccio. Farfalle bianche mi carezzano il viso. Mi inebria la mente odore di legna bruciata. Apro gli occhi e vedo Lui: perfetta suprema immagine avvolta nella più candida foschia. Danzano i suoi biondi capelli tempestati di diamanti luccicanti e bianchi. In Lui mi perdo. Chiudo gli occhi e al sublime anelo. Uniti ci addormentiamo, la nostra passione spiata dal fuoco ardente del camino finché si affievolisce e muore... Ho freddo!
Il cieco
Per vie tortuose passeggioe al freddo sottobraccio l'amico cieco sfiduciato accompagno. "Verde è il cielo giallo è il sangue stupido è l'amore ed io me ne vanto. Di te non ho bisogno so badare a me stesso grandi vite ho vissuto vattene via adesso!" Presuntuoso e impertinente la sua realtà non vuol vedere. Invocare aiuto è eresia aprire la mente è omicidio e lontano dal suo arido pensiero vuole spingermi via! E allora di quell'enorme peso morto, stanco e impotente mi sento sempre più. All'incrocio della mia vita ormai sono giunto e il povero stolto lascio solo a passeggiare. Appena voltatosi è il mio viso che un pentito urlo di morte veloce al cielo si alza. Ma le sorridenti orecchie udirlo proprio non vogliono. Rosso è il suo sangue azzurro è il mio cielo il mio passo riprendo ma senza il suo velo.
Esangue incoscienza
Buio.Nella marcia anticamera della mia psiche. Mente lacera. Zac... Zac... Fuori il mio nero veleno! ... Luce. Era il rosso della mia vita!
Come Icaro
Innalzarsi verso un'eterea dimensione divina.Perdersi tra le calde braccia dell'angelo che vi abita. Allibire per l'onnipotente parto delle artistiche creature. Riempirsi di un'ideale e inaudita luce di beatitudine. Stringere tra le dita l'altissima esperienza del perfetto. ... ... ... ... ... Sfracellarsi al suolo.
Pioggia di lacrime
Violente gocce di pioggiasul mio inerme corpo picchiano ma non me ne curo. Perso. Osservo il frenetico brulicare di gente stolta che dal liquido minaccioso si difende. Ingenua colori attende. Abbaglianti urla dal cielo la mia assonnata mente destano. Un nostalgico sospiro dal mio mondo bambino emetto e ascolto. Di bellezza piacere benessere mi racconta. Vissuti perfetti spazzati via dall'incessante pioggia del tempo. Giù dal viso i miei ricordi gocciolano e nel gonfio rivolo di pioggia si disperdono. Lo sguardo verso il cielo lancio, il bugiardo arco colorato appare. Scompare. Beffarda ostentazione di un'illusoria gayezza.
Attesa
Asfissianteamaro oscuro il mio trascorso mattino. Presagio di acida tempesta prorompe e invade il mio cantuccio vitale. Apoteosi di un effimero tentativo di ripararsi da essa di sperare nella vita di continuare a sognare ora e sempre! Verrà, non verrà... Dilaniante struggente incognita... attesa. Eccola! La temuta tempesta è in essere e a lungo so che durerà... Ma che paradosso! Ora nuova luce i miei liberati occhi respirano.
Speculare
Una misteriosa quanto irrefrenabile "fame"al risveglio sovente respiri. Il suo significato ignori, cosa cerchi tu non sai, solo di sensata e continuata esistenza il tuo impellente bisogno conosci e vuoi placare. Il tuo mondo più nascosto a tutti i costi vuoi scrutare, quello che senza rimedio ti sfugge ma che pomposo agli occhi altrui si rivela quasi fosse inchiostro nero sul naso. Il logico nell'illogico, l'ordine nel caos, la metamorfosi nell'immobilità, sono queste le tue aspirazioni di senso, quelle che ti aiutano ad emergere dalla tua scarna e piccola essenza e ti permettono di gridare all'intero mondo "esisto"! Vuoi però insinuarti anche nei più ermetici occhi degli altri, quelli più vicini a te, ma anche quelli con cui condividi ogni giorno l'asfalto e l'attesa del metrò. Spiare i loro pensieri superba esaltazione scatena in te e con nutrienti pasti semantici il tuo stomaco cerebrale sazia. Smanioso, gli individui attorno a te fissi. Ti soffermi sui loro visi imbarazzati sulla mimica, sulle linee del corpo, sul modo di vestire strambo ed eccentrico oppure formale e piatto, alla ricerca di sfamanti elementi sempre nuovi da fagocitare nel tuo caotico mondo immaginifico. Ma non ti basta! Vuoi conoscere di più, di più e di più! Ancora più in fondo vuoi inoltrarti! Vuoi possedere tutte le tue prede completamente nude di fronte a te spogliate da ogni forma di ipocrita corazza, e in un'orgia mentale penetrarle tutte. Il loro serrato ermetismo rende ancora più eccitante conficcarti prepotentemente nelle loro viziose e pervertite menti, lì, dove si celano infestanti i più segreti e proibiti intrallazzi che vuoi arguire e svergognare, indissolubilmente. Così in un vortice virtuoso di accecanti e seducenti deliri ti lasci risucchiare e con essi la persona che hai di fronte imbratti fino a perdere del tutto il controllo della tua sublime creazione. Allucinato serri gli occhi e ti domandi "quale la realtà"? E la tua affannosa ricerca termina. Ubriaco di stupefacenti fantasie riprendi barcollante la via di casa. Osservi la tua sfocata immagine riflessa nello specchio del cesso... Sei sazio ?!
La luce del buio
Nell'assordante silenzio della fumosa nottesublima e vaga il mio pensiero. Un freddo ululato nella memoria densi grovigli neri spazza via e fantasmi sopra di me appaiono. Sono lì, luccicanti frammenti di sogno cullati dalla tiepida luce della lattescente Madre baciàti nell'etereo blu del mio passato. Ferito e stanco amore scorgo precipitare dalla volta celeste ma tra calde dita lo raccolgo. Respiro il pungente aroma di Lui. Il giorno appare. Improvvisamente. Dal primitivo gioco deluso mi ridesto. Deformati dall'emicrante luce bollente del grande Fuoco, si estinguono i miei sogni. Dall'afosa alta pressione delle cose reali soffocàti. Eppure so che sono sempre lì e di virtù bramoso attendo che la buia notte torni ad illuminarli.
Naufrago
Nell'inquieto oceano del mio inconsciodisorientato e senza appigli sto annegando. Annaspo nudo tra taglienti e algide onde che a brandelli vogliono ridurre la mia mente. Violenti spruzzi di irritante e insensato caos la vista mi soffocano e come carboni ardenti sotto le palpebre bruciano ogni speranza di distinguere una strada ...che non esiste. Nell'inveterato abisso, un marcio e impotente pezzo di legno sballottolato senza tregua senza respiro cerca di emergere e sopravvivere. Disperato, mi ci avvinghio. "Ci sono! Mi regge!" Si spezza. In quella sconfinata massa di colla salata i miei sensi si liquefano. Il prostrante scempio delle illusioni. Il vuoto nulla sotto di me. Serro gli occhi e tramonto giù. ... Ma poi riemergo e vedo il sole. Terra!!!
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Ins. 15-04-2008