Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti
 
Un Cuore Vagabondo
La storia della mia vita
di
Corrado Lelli
 
Collana Le querce (diari) 14x20,5 - pp. 64 -
Euro 8,26 - L. 16.000 - ISBN 88-8356-286-0
 
Roma, 4 gennaio 1987
 
Una meravigliosa Avventura di nome "Il Pavone". Lungomare di San Benedetto del Tronto.
 
Sotto le feste Natalizie, io e due amici si andò a ballare. Chiedendo il permesso al padrone del locale, mi vestii da Babbo Natale.
Il locale era pieno, due studentesse marocchine ballarono per buona parte della serata.
Quasi alla fine della serata, si presentò una bellissima signora con un'amica di nome Elvira.
Questa signora mi chiese di far ballare la sua amica che le avrebbe portato fortuna.
Io non credevo alle mie orecchie e così ballammo e alla fine fissammo un appuntamento per l'indomani. Il giorno dopo eravamo tutti a cena a casa loro.
Dopo una settimana era la fine dell'anno, si ritornò in quella balera e verso la mezzanotte tornammo a casa loro e facemmo un bellissima cena a quattro; dopo il caffè, una dolce e soave cavalcata l'uno fra le braccia dell'altro.
Porto D'Ascoli.
Un Cuore Vagabondo
 
 
Roma, 1991
 
Una sera come tante, finita la mia giornata di lavoro come facchino capitai nel mio quartiere.
Entrai in quel bar dove non avevo mai messo piede e trovai il proprietario con il nuovo gestore; presi una consumazione che mi costò molto.
Fu così che poco tempo dopo io ed alcuni amici cominciammo a frequentare il nuovo proprietario che è un ragazzo con i fratelli e sua madre. Pian piano è cominciata la confidenza.
Con lui, che si chiama Tonino, siamo diventati molto amici e ne abbiamo fatte di belle e di brutte.
Io, sposato e molto libero, lui senza fidanzata e quindi libero per scorribande di giorno e di notte.
Con due o tre donne e locali ha perso del tempo prezioso. Spesso per divertirci si andava alla Balera Romana, una fonte inesauribile di svago.
Tantissime cene, pranzi e gite.
Lui di bello ha una casa a Fiano Romano, quante pazzie e divertimenti. Nella sua vita ha perso la testa per una venezuelana che gli ha dato una grande fregatura.
Ha perso la testa anche per una tailandese che per diverso tempo ha mantenuto.
Una sera di due anni fa si andò per divertirci alla Balera Romana. Io che ho passione per il ballo vidi ad un tavolo tre bellissime donne e cominciando dalla più grande ballai così con tutte e tre.
Lui e la più piccola, di nome Pina, subito si sono cotti l'uno dell'altra.
Io mi illusi con Lucilla, la zia di Pina, la più grande era già fidanzata.
Lui la cotta l'ha presa abbastanza bene.
Gli sta bene, una donna come Pina gli serviva, testa matta che non è altro.
Dopo molti litigi, ora siamo arrivati forse alla fine, ad una rottura quasi definitiva.
Io sono molto paziente, ma quando una storia è finita, è finita.
Ricordando tutte le scorribande ho un pizzico di rimpianto, lui era come un figlio di età giusta. Nel mio matrimonio i figli non sono arrivati e per questo, conoscendo tutta la sua famiglia, si è creata una situazione particolare.
Il cognato è un napoletano, un mio collega di lavoro che lavora in Via B. Ramazzini, mentre io lavoro in Via Toscana n. 12, a Roma.
Tanti ricordi ma nessun rimpianto. Lui si crede di essere un dritto, come dicono a Roma, ma alla fine è il più fesso di tutti.
Mia moglie gli voleva bene, forse era un po' gelosa come fosse stata la sua mamma. Quando venne a pranzo a casa con la sua donna, vorrei sbagliarmi ma la situazione non le piacque, come il figlio prediletto porta a casa un'estranea così scatta quella molla chiamata gelosia.
Io ho un carattere sono molto permissivo e rispettoso dei pensieri, della libertà e della felicità degli altri.
Loro due stanno bene insieme, formano una bellissima coppia e auguro a lui che presto diventi padre, così potrà capire molte cose che ora non può capire.
Non porto mai rancore e per questo gli sto scrivendo queste righe.
Ora spero che quanto prima metta la testa a posto, sentendo la mancanza delle scampagnate a Fiano Romano.
Lo saluto cordialmente, è un caro amico.
Io sono e sarò sempre
Un Cuore Vagabondo
 
 
 
Roma, 16 gennaio 1998
 
Quel giorno, nella Scuola Media Statale Cecco Angiolieri, c'erano il professor Sebastiano Marino e la professoressa Pantanella; io avevo una timidezza tremenda.
Iniziò il colloquio, le varie domande di rito e, dopo un'ora e mezza, mi accettarono al corso di istruzione, con la raccomandazione di essere un bravo alunno.
Lo dimostrai subito. Il mio orgoglio era più forte della timidezza e così iniziai a frequentare la scuola.
Spesso entravo alle ore 15 e restavo fino alle ore 21.
Non devo dimenticare la professoressa Virginia Spagnolo, la prof. di Inglese; il professor Marino di Italiano, Storia e Geografia; la Pantanella di Matematica e Scienze.
Al colloquio con i professori, chiesi di poter continuare a studiare con le Istituzioni dello Stato.
Siccome lavoro come cuoco, mi sono informato presso l'Istituto Professionale di Stato ed ho potuto dare gli esami.
Un attimo indietro: nel giugno 1998 sono stato promosso con buono in terza media; l'anno successivo ho superato gli esami di primo e secondo e sono stato promosso. Nell'anno 1999-2000 ho dato gli esami di qualifica e sono stato promosso con sessantasei.
Ora, 2000-2001, mi sto preparando per il quarto, sempre all'Alberghiera, settore cucina.
Io sono e resto per sempre
Un Cuore Vagabondo
 
 
Roma, 1 febbraio 2001
 
Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana.
Ai miei colleghi di Archivio Generale, Via Toscana n. 12.
 
Il capo ufficio è soprannominato Biberon e il suo collega Osso Buco, io mi chiamo Buca fratte, da circa tre mesi è arrivato Romoletto, il Boss della Magliana.
Il mio lavoro dal primo giorno che ho preso servizio è un lavoro lento e meticoloso. È molto lento ma deve essere svolto con serietà e precisione.
Biberon viene da Ostia dove vive da solo.
Osso Buco abita a San Giovanni è sposato ed è felice, ha coronato il suo matrimonio con una bellissima creatura di nome Emanuel.
Il Boss della Magliana è felicemente sposato con una bellissima donna e con il loro grande Amore hanno coronato il sogno della loro vita: tre meravigliose creature, due femmine ed un maschietto.
Tutte le mattine vado a fare colazione con il Paninaro di Ladispoli.
Quasi tutti i giorni ci viene a trovare il Postino di Via Marche, accompagnato da un Usciere di Prima Classe, in questo manicomio.
Un Cuore Vagabondo
 
 
 
Roma, 14 febbraio 2001
 
Alla mia Debora
 
Al mio grande ed unico Amore, come donna.
 
Tu, la carissima mamma della nostra creatura Emanuel.
Oggi è il più bel giorno dell'anno, la nostra grande festa dell'Amore.
Io vi porto nel mio cuore, tutti e due; te, come la mia compagna della vita e lui come il nostro Tesoro, la creatura più meravigliosa del Mondo.
In questo giorno mi torna in mente quanto ti voglio bene.
Moltissimo.
Siete e resterete sempre nel mio grande Cuore.
Il tuo sempre devoto e amante. Enrico.
Buon San Valentino.
Bacioni e abbracci.
Un Cuore Vagabondo
 
 
 
Roma, 17 febbraio 2001
 
Queste mie righe sono dedicate al genere più Infido dell'essere Umano: i tuoi Familiari, iniziando dai tuoi genitori e dopo i tuoi fratelli e sorelle.
 
Tutto procede benissimo fino a quando sei piccolo e vai a scuola, ma come cresci iniziano i dolori per una famiglia numerosa come la nostra.
Dopo aver fatto varie esperienze in giro per il mondo, quando avevo 18 anni arrivai a Roma dove misi le radici, con molti sacrifici.
Mi sposai nel 1967 in un piccolo paese vicino dove sono nato. Novelli sposi tornammo a Roma, dove casa nostra ed il lavoro ci aspettavano.
Tutto procedeva bene ma, dopo dieci lunghissimi mesi, una doccia freddissima. Mi arrivò la notizia che da quel matrimonio non sarei mai stato padre.
Un grandissimo dolore per una persona come me, che adora i bambini.
Come dice il vecchio proverbio "fratelli, coltelli, sorelle, padelle che da ambo le parti fanno male".
Ora sono isolato con la mia consorte, i miei parenti tutti fuori e così va meglio senza le scocciature dei parenti.
Ciao.
Io sono e sarò sempre
Un Cuore Vagabondo
 
 
 
Roma, 18 febbraio 2001
 
A Sua Maestà Imperiale, la Neve
 
Tu, splendida e candida creatura, Neve bianca come la farina di frumento.
Dove tu risiedi perenne sei bellissima e fai del bene.
Spesso invece produci danni e distruzioni, molta gente ne soffre ma per la settimana bianca viene a trovarti.
Tu in montagna e in campagna porti gioia, felicità, allegria. Ma nelle città e nei paesi invece disordini, confusione e caos.
Sulla mia pelle anch'io ho dei brutti ricordi.
Nel 1948 eravamo bambini, io e mio fratello piccolo si ebbe la prima conoscenza della Maestà Vostra; s'intende che fu una bellissima esperienza perché non si capiva.
Nel 1956, quando di neve ne cadde molta, si sciava sì, ma la fame era tanta in un piccolo paese come Cupra Marittima.
Vederti cadere è bellissimo, vieni giù in mille modi, a fiocchi e a chicchi, appari come la farina, molto spesso si formano strati di due o tre metri.
Alcune volte si creano delle valanghe, molto spesso per colpa di incompetenti che vogliono sciare fuori dalle piste tracciate.
Ora Maestà per me restate dove siete, io sto in città.
Io sono e sarò sempre
Un Cuore Vagabondo
 
 
Roma, 19 febbraio 2001
 
Alla meravigliosa Francesca
 
Carissima e meravigliosa creatura,
 
con il tuo nome fiabesco, Francesca, sei nata, da un grande atto d'amore dei tuoi genitori, nella città più bella di tutto l'Universo, Roma, correva l'anno 1967.
Ora che ci siamo incontrati o mia Regina, Perla rara e solitaria, ti dico che la tua bellezza è maggiore del sole, della luna e dell'Universo.
I miei occhi ti vedono così, o Gemma che vali più di ogni altra pietra preziosa.
Vorrei che tu fossi una Regina dei cieli ed io il tuo compagno, per volare insieme nei cieli sconfinati.
Metterei il mondo intero ai tuoi piedi.
Tu sei unica e rara persona nella mia vita, ti porterò sempre nel cuore.
Un grandissimo abbraccio ed un bacione dal sempre tuo.
Io sono e sarò sempre
Un Cuore Vagabondo
 
 
 
Roma, 20 febbraio 2001
 
Le prime esperienze sessuali: maschili e femminili.
 
I primi turbamenti si hanno dai 9-10 anni e cominciano i primi seri pensieri per il sesso opposto e le prime masturbazioni.
Noi maschietti di solito facciamo le prime esperienze dai 15 anni in poi; le femminucce forse più tardi per il semplice motivo che sono molto complicate, per il fatto della paura della gravidanza.
Le esperienze sessuali sono tra le prime meravigliose esperienze della nostra vita.
Tra i due sessi, qualcuno fa anche delle esperienze omosessuali sia maschili che femminili.
Il bello per noi maschietti è che abbiamo le navi scuola.
Così sono chiamate le belle signore a pagamento: Puttane che da che mondo è nato esistono.
Ora vi saluto tutti cari compagni.
Io sono e sarò sempre
Un Cuore Vagabondo
 
 
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ins 1 febbraio 2002