LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
Claudio Guardo
Ha pubblicato il libro

Claudio Guardo - Gli occhi del tempo




 

 

 

 

 

 

 

 

Collana Le schegge d'oro (i libri dei premi)

 

14x20,5 - pp. 40 - Euro 5,50

 

ISBN 88-8356-942-3


 

Pubblicazione realizzata con il contributo de

IL CLUB degli autori in quanto l'autore è finalista

nel concorso letterario "J. Prévert" 2005

Prefazione
Poesie


Prefazione
 
 
"This was a Poet - it is That
Distills amazing sense
From ordinary Meanings
And Attar so immense
From the familiar species"

(Emily Dickinson)

 
(Questo fu un poeta - colui che distilla
un senso straordinario
da ordinari significati
e così immense essenze
da specie familiari)
 
 
Uno sguardo che cattura frammenti, piccoli "fermo immagine" che si mescolano tra loro, e li alterna ad atmosfere più ampie, di respiro quasi pittorico. Il grigio della pioggia e dell'autunno si accompagna ad azzurri primaverili, ad atmosfere più calde, quasi torride, come un sole medio orientale. Le delicate sfumature pastello virano in colori plumbei, od in pochi squarci a tinte violente. Questo è l'impatto più immediato, quello visivo, a volte addirittura olfattivo, di una scrittura sintetica eppure allo stesso tempo fortemente immaginifica.
Basta squarciare questa sottile tela, per scoprire una seconda dimensione, un'altra chiave di lettura, riassunta forse negli ultimi versi della raccolta "Nella misura del verso/ le mie rovine si specchiano".
Affiora il tormento, a volte rassegnato, a volte doloroso, di qualcuno che si sente quasi costretto a guardare troppo sotto lo spessore delle cose, ad intravederne un significato profondo e diverso, che sfugge a chi gli sta vicino. Gli occhi di un poeta sono occhi diversi, e per questo, solitari. Nella bellezza o tristezza infinita che scoprono, trovano un senso universale confrontato continuamente con la mancanza di universalità, infinità, della vita stessa, che si esaurisce invece in faticosi e spesso inutili gesti quotidiani. La natura più intima, quella dello stupore, dell'amore, della pietà, viene confinata dalle necessità del reale ("io compio ogni gesto che mi si richiede") e chiusa in un luogo inaccessibile, inesprimibile.
È allora che la pagina bianca diventa "la sola, parziale salvezza" da questa solitudine, dal senso perenne della mancanza di qualcosa, qualcosa che si può afferrare solo per pochi istanti e mai trattenere per sempre ("Poche volte si riesce/ ad essere, per un attimo, felici).
Riuscire ad esprimere l'inesprimibile, l'inaccessibile, è la salvezza, ma al contempo l'assillo, ("cerca inutilmente le parole per dire tutto questo"), la necessità che bisogna soddisfare per trovare un senso, il senso.
Il senso dello scorrere del tempo, di stagioni sempre uguali eppure costellate da frammenti, "fermo-immagine" ogni volta differenti. Dello scorrere dei giorni che avvicina impercettibilmente sempre più al sentimento della morte, attesa non come evento finale e spaventoso, ma come compagna quotidiana, come portatrice continua di ricordi e sguardi verso il passato, non languidamente malinconici, ma lucidamente critici.
 

Sonia Guardo


Gli occhi del tempo


These fragments I have shored against my ruins

 

 
SOLO E PENSOSO
 
 
 
Solo e pensoso come sempre
mormorando frasi sconnesse,
cercando occhi di cigno
tra cani e mendicanti,
cercando un motivo
o una spiegazione
dove il tempo finisce,
dove ogni cosa
è uguale a sé stessa,
cammino lungo
strade sporche illuminate
cercando Amore
che mi ha sfiorato
passando.


 
IL TESTIMONE
 
Un uomo è morto senza parlare
fuggendo il peso della pietà
 
 
 
Giovane fu nel pomeriggio
assolato, coltivò
memoria di limoni,
vide morire,
insoddisfatto, Abramo.
Svuotò la vita come
un disco, il cuore
solo tra le pagine
e gli anni. Amò
occhi di cigno
che altri coprirono
di baci; pensò
molte cose,
poi la fine.


 
DIES IRAE
 
Quaerens me sedisti lassus
 
 
 
Lontano azzurro,
capelli neri,
pietre: immagina
il calore del sole
a mezzogiorno,
il corpo del figlio
tra le braccia.
Fons pietatis,
la Tua maestà
è nel dolore,
nella stanchezza,
nell'attesa
consapevole
della Tua Morte.


 
BAGHDAD EXPRESS
 
As some warn victory some downfall
 
 
 
Città dai trecento minareti,
ombra di memorie calpestate,
città dai nove ruscelli
e dai due mari,
oggi ti piango
come una figlia perduta,
come la giovinezza.
Dio eteronimo di misericordia,
oggi cerco pagine
e parole,
lontano dai microfoni dorati,
vecchio in terra straniera,
illuso e solo,
dimenticato dall'amore.


 
BELGRADO
 
"Quasi una solitudine"
 
 
 
"Io scrivo poesie d'amore
senza conoscere Amore,
vivo in una pace chimica
e disegno parole vuote.
Io racconto immagini
spezzate, ricordo
la piega della tua bocca
e la privata tragedia.
Io non saprei cosa dirti:
io scrivo poesie d'amore
in un mondo vuoto:
io scrivo in una pace chimica
all'ombra dei cipressi
e di mucchi di sale".


 
STABAT MATER DOLOROSA
 
 
 
La pioggia, a sera,
bagna le strade:
qualcuno si ostina
con bandiere sbiadite
e l'anima
batte tra i denti.
Mater dolorosa
dei morti
che vegli
oltre il confine,
abbi pietà
delle anime
sbiadite
in sempiterna saecula.


 
LAUDA
 
Tu per il quale non bastano
i colori dell'arcobaleno
 
 
 
Una distesa
di cemento copre
i ricordi
e il tempo
distrugge il resto:
a Settembre calano
la luna e il sole,
e non tutti
i morti sono uguali.
Città, mare, pittore
dalle forme distese,
io compio
ogni gesto
che mi si richiede.


 
TEMPO ORDINARIO
 
 
 
Ora qui si raccoglie
solitudine
e si prova
a nasconderla
dietro muri
di parole;
ora qui si muore
giorno per giorno,
consapevoli
di non aver amato:
"ricordati di praticare
la carità"
mentre la morte
ti scava dentro.


 
FRAMMENTI DI TEMPO E FERETRI SOTTILI
 
 
 
Tanti rasoi e cuscini,
frammenti di tempo
e feretri sottili,
per quanti libri
magici potresti
conoscere o il sogno
di un incontro,
nella fuga
dei giorni ti amo sempre
anche sapendoti
impossibile,
ma non c'è nulla:
né pensieri in penombra
né parole.


 
IL SONNO DEL POVERO
 
 
 
Chi ha paura di
colui che dorme nella
sala vuota e sogna
polvere, tracce
d'inchiostro e gorghi
nell'acqua?
Scorrono i minuti
nell'orologio
che rigira,
cadono gelide
le ore: colui
che dorme fugge
come tutti
lo fuggono.
 

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Ins. 03-09-2005