Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti
Antonietta Di Fonzo
Ha pubblicato il libro
Antonietta Di Fonzo - Voglio guardare la vita con gli occhi dell'Amore
 





 

 
 
 
 
Collana I gigli (poesia)
14x20,5 - pp. 168 - Euro 12,00 -
ISBN 88-8356-810-9
Presentazione
Presentazione del Prof. Giuseppe Aragosa
Presentazione del Diac. Francesco Giglio
Poesie  



Presentazione
In questo libro l'autrice lascia scoprire una profonda nota poetica, artistica e letterale, che si sposa con espressioni intime, e personalizzate da stati d'animo vissuti intensamente nella ricerca di se stessa.
Qui l'autrice si esprime con parole semplici, e sottolinea la profonda ammirazione per la vita in tutti i suoi aspetti, anche quelli non belli, non facili.
Questo non è un libro a sfondo religioso, ma in esso si rinviene una netta pienezza, nella consapevolezza, che con Dio tutto è Amore, e in Lui trova un Amore globale, immenso, che trasforma ogni cosa.
L'autrice ringrazia più volte il Padre per i talenti donati, che danno calore ai nostri giorni, e per lei gli artisti rappresentano i figli d'arte...
... e si sa, che il più grande Artista resta sempre il Creatore.

Voglio guardare la vita con gli occhi dell'Amore
 
 
In viaggio verso la vita
un cammino di verità
l'unico bagaglio
è il talento dell'Amore...
...e il dono del silenzio

 
 
 
Poesie
Riflessioni
Meditazioni
Insegnamenti
 
 
 
Per una vita che si racconta
sotto i riflettori
di un Grande Regista
 
Il più famoso di tutti i tempi
 
Il più affermato nella storia
 
L'unico che non è menzognero
 


Presentazione

del Prof. Giuseppe Aragosa

 
 
"In viaggio verso la vita" è il racconto sincero, quasi una confessione poetica, della toccante esperienza spirituale ed umana di Antonietta Di Fonzo.
 
La poesia nasce dal cuore, è l'ingresso del mondo nell'animo dell'uomo, la traduzione in parole dell'eterna sinfonia del creato, dei "sovrumani silenzi", del digradare dei colori e dei profumi dei prati a primavera e quello struggente della "mirabile luna", dei tramonti infuocati, dello spaesamento di "terra e cielo", delle dolci rimembranze del mondo infantile, quando nelle sere autunnali si andava "ad ascoltare il fruscio del vento, lo scendere della pioggia".
 
E la giovane Antonietta Di Fonzo ha saputo rinvenire di questo immenso poema del creato l'Autore primo, Colui che fa nascere l'alba, ridona la speranza, allevia i dolori, travalica la barriera delle sofferenze: Cristo Gesù, l'Amore che appaga l'ansia di infinto del cuore umano, l'Amico che siede accanto a noi sempre, nella gioia e nel dolore.
È Lui che rigenera la sofferenza, trasforma gli abissi profondi dei patimenti fisici e morali in sentieri di luce, in aurora di pace.
 
È Lui che apre il mistero della vita risolvendo i grandi perché sui quali si infrange la scienza e la filosofia umana.
 
È Lui che dalla cripta delle nostre memorie, dal mare burrascoso della nostra vita ci mostra il cielo: "Ma se alzo gli occhi c'è il cielo. Il cielo è pieno di cose belle".
 
C'è in quel ricorrente richiamo a Cristo Gesù, una insistenza, un continuo ritorno che non stanca, ma ravviva la memoria, addolcisce il cuore come "T'amo" tra due innamorati, che ripropone il fascino, simile al ritorno di un'eco.
 
E Cristo, una volta raggiunto, non si vuole più lasciare. "Non voglio separarmi da Te, mio Signore. Se non ho Te, non ho niente."
 
E Cristo arriva nel silenzio "come in un giorno di primavera, insieme al sole, al vento tiepido, alle rondini, al canto degli uccelli, allo schiarirsi del cielo..."
 
E Cristo lo si può scoprire in mille volti..."nei colori dei fiori, nei profumi intensi, negli astri luminosi, nella brezza del mare..."
 
Si avverte in queste immagini l'eco dei "trenta nomi di Dio", annotati dalla scrittrice francese Margherite Jourcenar.
 
Egli è l'Amico vero, sicuro che non ci abbandona mai, neanche quando la nostra vita diviene fragile come una foglia che si stacca dall'albero, destinata a posarsi su di una strada per marcire.
 
Ma Cristo è Amore che non può e non vuole abbandonarci, perché noi siamo i figli dell'Amore.
"Sono figlia di un Padre Eterno
che mi ha donato un eterno Amore"
ed è Lui solo che può salvarci. A noi non resta che chiedere: la salute del corpo e dell'anima, la serenità.
 
E così "Il male con la preghiera si può combattere, si può dissolvere come il fumo".
 
E in quella breve lirica "Così nasce la poesia" quasi si potrebbe rinvenire una reminiscenza ovidiana di quel celebre "Et quod temptabam scribere versus erat". Ciò che tentavo di scrivere erano versi (Tristia, IV, 10, 26). La raccolta di Antonietta Di Fonzo è un canto che si abbellisce di immagini eleganti, sofferte, con ricorrenti anafore, come quelle che si rivengono nelle lirica "A mio padre" in cui il ricevere di "una spremuta di amore concentrato" sintetizza tutto il suo amore verso il padre perduto quando lei era una giovinetta di appena 16 anni.
 
E ancora nella lirica "Il libro chiuso", lo stesso titolo fa presagire l'esplosione poetica di un mondo racchiuso in breve spazio:
"In questo momento mi sento un libro chiuso
un libro che racchiude tanto amore,
tanta vita, tanti sentimenti"
 
C'è in Antonietta uno sconfinato senso degli spazi, una ricerca della solarità, che si coglie nel continuo richiamo del sole, "l'astro della vita", dei silenzi che scendono nel profondo dell'animo.
 
E in questo silenzio rinnovare la sua vita forse dispersa, come "petali di rosa".
 
Eppure si è sempre in viaggio, si percorrono con la mente spazi immensi. E i pensieri leggeri come il vento travalicano ogni limite, sfiorando l'infinito.
 
"Cavalco un grande cavallo bianco, lo percorro in lungo e in largo. Vedo un vasto territorio, pieno di bellezze, ricco di sorprese, pieno di emozioni". Comunque il peregrinare ha un solo approdo, Lui Cristo Gesù, Dio creatore dell'universo, unica salvezza dell'uomo.
"Sono in viaggio mio Dio,
per arrivare a Te!"
 
E non mancano talvolta momenti di riposo, in questo continuo pellegrinaggio, tra scenari meravigliosi, silenzi rotti dal canto degli uccelli, dallo spumeggiare del mare.
 
Ma la vita immersa in scenari, tra fiumi, colline e prati in fiore, resta pur sempre un mistero che solo si può esplorare con gli occhi dell'amore, per poter comprendere quella sofferenza del creato che si concretizza nel virgiliano "Sunt lacrimae rerum"
"Voglio guardare la vita
con gli occhi dell'amore.
Voglio guardarle il volto
e scoprirne il vero."
 
La vita passa travolta dal tempo che tutto distrugge. Ma c'è chi può fermare quel "fugit irreparabile tempus". È Lui Cristo. "Così Cristo ha fermato il tempo in un immenso atto d'amore per noi".
Nella seconda parte della raccolta il silenzio si configura come il leitmotiv poetico.
 
E così poesia "è il canto del silenzio che scende dallo spazio, è la voce delle stelle trasformata dalla notte..."
"Il silenzio è il canto più bello che io abbia mai sentito" perché esso è dentro di noi, forse l'amico più vero, dopo Cristo Gesù.
Il silenzio diviene il nostro rifugio, quando il mondo intorno a noi sembra crollare.
 
L'autrice ha saputo rinvenire nel silenzio il fascino di una dimensione nascosta.
 
"C'è una stanza che si chiama silenzio, non c'è confusione, non ci sono parole... questa stanza è nella mia anima, e nel silenzio si scopre la vita..."
 
la raccolta si chiude con un augurio e con la confessione sincera dell'autrice del perché della nascita di queste liriche, facendoci intravedere "l'eterno bambino pascoliano" che è dentro di noi. Egli, rimanendo bambino, mentre noi diventiamo adulti, diviene la fonte prima dell'ispirazione poetica.
 
Nella raccolta rinveniamo inoltre il calore genuino della famiglia che è ancora presente in un piccolo borgo, dove ancora si può guardare il cielo, dove ancora si ha il tempo di ascoltare il gorgoglio di una fontana, dove ancora i piccoli santuari come quello di S. Eligio in collina, cantano al cuore dell'uomo l'Amore infinito di Dio.
 
Antonietta Di Fonzo, infine, non dimentica di essere una persona umana, una giovane mamma, con le piccole gioie e le sofferenze di ogni giorno. A lei però "basta guardare quell'immenso sole, per capire quanto è bello vivere". "È bello vivere con Cristo vivo nel cuore".
È questo l'augurio che rivolge al lettore e a tutti coloro che smarriti in questa "selva oscura" della vita, non ancora hanno raggiunto il porto dell'Amore.
Questa significativa raccolta, quasi baudeleriana, ma positiva creazione che potremmo definire "fiori del bene", va ad arricchire il patrimonio culturale della piccola comunità di Biancano, che già ha visto nascere qualche voce poetica.
E certamente la più vasta comunità dei lettori saprà apprezzare questo volumetto di liriche della Di Fonzo, piccolo nel formato, ma vivo e profondo nel contenuto.

 
Presentazione

del Diac. Francesco Giglio

 
 
Mi è stato affidato un compito arduo: leggere ed esprimere un giudizio di merito sul contenuto di alcune poesie.
La prima cosa che colpisce è il titolo dato alla raccolta: "Voglio guardare la vita con gli occhi dell'Amore", l'autrice è una donna di oggi, che vuole presentare la sua identità non solo come moglie, madre, angelo del focolare, ma sentirsi autenticamente "persona umana".
Alle soglie del terzo millennio anche il Santo Padre ritiene giusto affermare che le donne hanno una parte importante nel disegno di Dio sulla vocazione e missione, nella vita dell'umanità.
La Chiesa invita le donne a calarsi nel sociale, stando più vicino a chi ha bisogno e portare la Buona Novella a tutti specialmente ai soli, agli abbandonati, ai deviati, ai lontani, e con la propria vita annunciare che Dio è "Amore", e solo in Lui vi è la pienezza della vita.
La preoccupazione dell'autrice è quella di offrire uno stimolo per uscire dal grigiore quotidiano della vita.
È un invito a guardarsi attorno e scoprire che tutti siamo amati da Dio e per Lui tutti siamo importanti.
L'importanza nasce dalla certezza che siamo Suoi figli e per questo ci ha dato tutto ciò che ci circonda: persone, cose, valori, beni. Tutte queste cose ci parlano di Lui e del Suo immenso amore.
Perché allora questo libro e questa raccolta di scritti?
Perché il contenuto serva ad aiutare a scoprire ciò che è nel nostro profondo e a sfuggire alle tante lusinghe che ci assediano.
Mi auguro che dopo aver letto il libro, il lettore possa con me glorificare Dio con le parole di Gesù: "Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli." (Mt. 11,35)

 
Per i lettori scettici...
 
 
Non abbiate paura di leggere questo libro.
A voi che non avete nessuna voglia di conoscere Dio,
 
a voi che credete di conoscerlo e perciò non avete bisogno di andare oltre,
 
a voi che non siete interessati perché credete di non aver bisogno di Lui,
 
a quelli che credono che possono essere annoiati,
 
e a quelli che credono che questo libro possa
essere pesante...
 
Vi posso assicurare che non è così.
Ciò che scrivo riesce a sorprendere me stessa.
 
Nella mia vita c'è di tutto di più, così anche
tra queste pagine.
Il Nostro Dio non è il Dio dei giusti, dei perfetti. Non è il Dio del perbenismo, ma è il Dio dei poveri di spirito e di cuore, è il Dio degli umili, dei perseguitati, degli stanchi, dei miti, dei pazzi e anche degli strani.
E credetemi di stranezze in me ce ne sono tante!
 
Sono come le foglie degli alberi, che cambiano colore in continuazione, che volano col vento e
si possono posare ovunque.
 
È proprio questo il bello di questa conoscenza.
Lui è nei nostri errori, nei nostri difetti, nelle nostre debolezze, nelle nostre stranezze, e nelle nostre pazzie. Sappiamo che tutti ci guardano con occhi critici, sospetti, ambigui. Sappiamo che ci giudicano e si fanno mille domande su di noi...
 
Allora noi che facciamo?
"Pensiamo che Qualcuno ci ama immensamente proprio perché siamo così!"
 
Dobbiamo avere questa nota artistica che ci distingue.
Il nostro Dio è il più grande degli Artisti e noi che siamo suoi figli dobbiamo imitarlo, e si sa che gli artisti
sono tutti un po' strani.
 
Perciò vi consiglio di sedervi comodi a gustare
queste pagine deliziose!
 

 
 
A chi dedico questo libro?
 
 
A Cristo che è il mio primo sposo!
A mio padre, che è angelo accanto a me.
Ai giovani,
agli innamorati,
agli speranzosi,
ai perseguitati a causa della verità,
a quelli che hanno scoperto la vera voglia di vivere,
ai figli della luce,
a quelli che brancolano ancora nel buio,
a quelli che non hanno ancora riacquistato la vista,
agli egoisti che non vogliono guardare con gli occhi dell'Amore!
A tutti quelli che hanno creduto in me,
e a quelli che non hanno creduto in me.
A quella porta immensa che si è spalancata nel mio cuore...
A tutti gli ultimi, perché saranno i primi!

Cosa mi aspetto dalla pubblicazione
di questo libro?
 
 
Che possa far capire
quanto è importante,
accettare la volontà del Padre!
 
Egli ci invita ad avere fiducia in Lui
 
È l'unico che salva,
guarisce e dà.
È l'unico che ci ama integralmente!
 
Chi è Cristo per me?
È il più grande Amico.
È il mio unico Maestro.
Il più intelligente.
Il più istruito.
Il più retto di tutti i tempi.
 

 
Cosa mi è successo vivendo
con Lui tutti i giorni?
 
 
Mi ritrovo a raccontare a me stessa o anche al mondo intero, di aver vissuto con Lui: "il mio più grande Amore", ogni giorno una storia di 24 ore!

Che cos'è la vita per me?
 
È una bellissima canzone
cantata a voce alta,
con le parole più belle,
la musica più ritmata,
e fatta di pensieri luminosi.
 
Ed io la canto là:
dove nessuno la può sentire.
 
La raccoglie il cielo infinito
e la trasmette al mondo intero
attraverso la luce del sole!

 
Qual è il mio desiderio?
 
Che ognuno realizzi i suoi sogni
Che ognuno coltivi le sue passioni
Che ognuno apra quella porta chiusa
Che ognuno rincorra, in questa grande corsa
che è la vita,
tutte le sue speranze,
fino a catturarle come farfalle
 
tutto questo si avvera quando tutto si ripone in Lui
 
perché è Lui che progetta i nostri sogni
per poi edificarli
Fa tutto Lui!

 
Qual è il mio augurio per i lettori?
 
Che possano volare alto
perché volare basso è pericoloso!
La terra vuole catturaci con i suoi legacci!
 
Oppure...
Guardare la vita con gli occhi dell'Amore.
Guardare la vita da una finestra alta.
Cullarsi nelle braccia dell'Amore,
della vita...ma senza addormentarsi,
perché ha tante cose da raccontarci.

 
Chi sono gli artisti?
 
Sono divertenti, allegri e sorprendenti!
Sono strabilianti, accesi ed affascinanti,
e anche stravaganti.
 
Sono sempre allerta!
Ogni giorno è una scoperta!
 
Hanno occhi per vedere,
orecchie per sentire,
cuore per amare,
e bocca per parlare!
 
Ma sanno anche ascoltare,
dentro hanno il mare,
è tutto da esplorare!
Anche l'infinito gli passa tra le dita...
 
Per loro tutto è vita,
si nutrono d'amore
di pace e di colori,
le note musicali son fondamentali!
 
L'anima si nutre
di musica e preghiere,
è tutto ciò che chiede,
per sentirsi bene!
 
Io non voglio altro,
 
voglio stare sola,
perché il mio paradiso
è fatto di silenzi,
di essenze e di colori,
di emozioni e sensazioni!
 
Volete stare bene?
È questa la ricetta:
aprite quella porta
che vi sta sul petto!
 
Cercate quelle cose
 
Che sempre avete ignorato,
e mai avete apprezzato.
Il mondo è colorato,
di Sete e Speranze!
 
Non siate sempre spenti,
da vizi e da lamenti!
C'è l'acqua che zampilla!
È come una scintilla!
 
Tutto ha fatto Lui,
io non sono niente,
sono questa penna
che legge la mia mente
e racconta il mio pensiero
e questo anche a me non sembra vero.
 
 
 
Questa poesia sugli artisti, voglio dedicarla alla più grande Identità.
 
Al Creatore che è il più grande Artista...
Che è si è sbizzarrito nelle forme, nei colori, nelle immensità...
 
E ancora...
A tutti gli artisti...cantautori, scrittori, poeti, pittori, musicisti, scultori di ieri, di oggi e di domani.

 
Premessa
di Antonietta Di Fonzo
 
 
Salve! Sono Antonietta, ho appena scritto un libro, presto ce ne saranno altri, che ne dite di leggerli?
Sono sicura che non vi farà male.
Per me è un toccasana, un anticaos, un antidepressivo! Un antistress!
Leggetelo in un posto silenzioso, in una stanza o in un prato, magari accompagnati da un sottofondo musicale, così può regalarvi emozioni più profonde. Allontanate la vostra mente da pensieri pesanti, dalle stanchezze della vita, dai disordini, dalle paure, dalle angosce, e regalatevi momenti di relax, di silenzi profondi, abbandonatevi in essi e cercate la pace, cercate l'Amore!
Riflettete sulla vostra vita..."cosa sto facendo in questo momento della mia vita?"
Io fino a qualche mese fa, per me stessa, non facevo mai niente. Tutto veniva prima di me, prima questo, poi quello, poi l'altro e poi...?...Ora ci sono io!
Cosa voglio per me?
Forse neanche io sono ancora pronta a vivere completamente spogliata dalle pesantezze della vita, ma di sicuro so che voglio conoscere fino in fondo Colui che mi ha liberata, Colui che mi guida nella Verità, che mi ha donato una penna per scrivere ed ali per volare.
Sono innamorata della vita, sono innamorata dell'Amore, sono innamorata di me stessa. Pensate che riesco a sorprendermi da sola!
Non mi aspetto più regali che non arrivano, accortezze che non esistono.
Ora ho un Amico, ho un Tesoro...ho un Amante!
Tutte queste cose non mi servono a molto, perché Lui mi sazia d'altro!
Ho un Pane spirituale che non mi fa sentire fame, un'Acqua che non mi fa più avere sete.
Se ho tutto non ho niente, ma se non ho niente ho Tutto!
Non è facile descrivere con le parole le Essenze Divine. Sono come perle, brillanti, diamanti e oro trovati in uno scrigno in fondo al mare più profondo!
Questo mio grande Amico e Compagno mi ascolta, mi segue, si prende cura di me, mi ammonisce, mi istruisce, fa tutto Lui! Io sono diventata tutta una preghiera, ma non sono una santa, sono una donna semplice, normale, che la mattina si alza e va a lavorare, torna, rassetta, accudisce e soprattutto impara.
 
Fino all'età di 16 anni sono stata me stessa,una bambina ed una ragazza allegra e spensierata. Sono cresciuta in un piccolo paese di campagna, in una famiglia umile, di contadini, dove si lavorava assiduamente senza mai stancarsi. Ricordo che nella nostra vita e nella nostra famiglia regnava l'Amore, la pace e la serenità.
Eravamo in cinque: io, mia mamma Maria Michela Aragosa, mio padre Antonio Di Fonzo, mio fratello Michele e le mie due sorelle Maria Teresa e Angela, la prima adesso abita a Novara. Poi c'era il nostro cane bellissimo, Katia, che faceva in pieno, parte della nostra famiglia.
Quando la mia prima sorella è andata via di casa, avevo solo tre anni. Sono praticamente cresciuta senza di lei, ma per quei tre anni mi ha fatto da madre. Ricordo tutte le volte che veniva a trovarmi, preparavamo la stanza per lei e per le sue bambine, dei comodi letti, e i cibi più buoni. Insomma il suo arrivo era come la festa del Natale!
Ora penso a questa ragazza che a soli 18 anni ha lasciato la sua famiglia per costruirne un'altra, ed è andata ad abitare a 1000 chilometri di distanza. Ma il suo Amore e la sua presenza non sono mai mancati nella nostra casa. È sempre rimasta lì insieme a noi.
È incredibile, l'Amore vero, è talmente profondo da non lasciare mai vuoti.
Oggi ho trentatré anni, lei ne ha quasi cinquantuno e le sue figlie sono poco più piccole di me, ma ciò che ci lega è un sentimento tanto grande che supera le distanze. È come se io le avessi avute sempre vicino, e che quei 1000 chilometri non fossero mai esistiti.
Lo stesso vale per mio padre, mi ha lasciata che avevo solo 16 anni, ma posso dire che andare al cimitero per portargli dei fiori, non mi dà alcun sollievo. Per me lui non è lì, ma da tutt'altra parte! Ma soprattutto è nel mio cuore, e lo sento partecipe della mia vita!
La mia passione per la scrittura è nata in età adolescente, pensate che dove io abitavo non c'erano bambini della mia stessa età, ero l'unica bambina del posto, perciò non avevo mai nessuno con cui giocare, ma per me non era un problema! Giocavo da sola, parlavo da sola e fingevo che c'erano altri bambini con me, tanto è vero che mia sorella e le mie cugine non facevano altro che spiarmi e ridere alle mie spalle. La solitudine ed il silenzio sono sempre stati i miei migliori amici! Ho sempre avuto la certezza che ero piena di così tante cose, che la confusione non mi faceva poi tanto bene!
Lo scrivere è stato il mio terzo amico. Con il mio diario avevo un rapporto chiaro e diretto. Era il mio confidente, nelle sue pagine scrivevo di tutto di più, era il mio libro aperto alla vita!
Ho smesso di scrivere quando avevo 17 anni e mi sono sposata.
Ero ancora una ragazza, ma sentivo dentro di me una grande maturità. Ero ambiziosa, avevo voglia di fare e di realizzare tante cose per me e per la mia famiglia.
I miei tre figli "che sono bellissimi", li ho sempre voluti da prima del matrimonio, era il mio numero preferito.
La mia vita non è stata per niente facile.
Ed io ho smesso di essere me stessa.
Le difficoltà, l'inesperienza e quel cammino duro, mi avevano cambiato. Ma ho tenuto salde altre cose che sono servite ad andare avanti con dignità e grinta. Ho dato tutta la mia vita, tutta me stessa, tutto il mio Amore, per raggiungere ciò che avevo nel cuore.
Abitavo in una piccola casa in cima al paese, dove non c'era molto spazio, per me che ero abituata a vivere in campagna, era una sofferenza, una piccola e sottile trappola, che non mi faceva vivere ciò che volevo veramente. Non avevo voglia di uscire neanche per fare la spesa. Finita la mia giornata lavorativa, accudivo i miei bambini, pulivo, rassettavo...ma per me stessa non avevo tanto tempo, né tanta voglia di pensarci. Questa era una lama sottile che mi tormentava, perché io volevo conoscermi a tutti i costi.
La prima tappa verso la libertà è avvenuta con il mio incontro Divino. Poi ho cambiato casa.
Ora vivo in una bella casa di campagna. Intorno a me? Meraviglie di ogni genere, a volte ho l'impressione di abitare in una cartolina. Sto in cima ad una collina, dalla quale ammiro grandi distese di campagna, vedo tutti i tetti delle case del mio paese, vedo il fiume Volturno che passeggia per le campagne e tutt'intorno catene di montagne, dalle più piccole fino al monte Matese che è uno dei più grandi della Campania.
Non m'importa più che giorno è, che anno è, e che ora è!
Il tempo non conta più, ciò che conta è viverlo!
Esso mi passa accanto dolcemente, ed io assaporo e gusto ogni cosa diversamente. È come se Dio mi stesse facendo recuperare tutti gli anni perduti.
Beh! Chi semina nel pianto, raccoglie nel giubilo!
Per cinque anni della mia vita ho pregato notte e giorno, perché tante cose cambiassero. Ho pregato per mio marito, prima che per me. Ho pregato per tutta la famiglia, per chi mi viveva intorno, per il mio gruppo, per tutte le persone che soffrivano. Questi anni per me sono stati una preparazione, una scuola, un'attesa!
Sento che Dio in quegli anni mi ha custodito, come una mamma nel suo grembo. Poi mi ha dato la vita, ed ora i miei occhi vedono per la prima volta!
Tutto mi è nuovo!
Il cielo, la terra, le montagne, le stagioni... vivo un'infinità di emozioni, di sensazioni, di espressioni. Si è spezzato quel velo di cupezza e di paure.
Si è spalancata una porta immensa. L'infinito mi è entrato nell'anima, ed io ora devo imparare a contenerlo, perché ciò che sento è troppo forte, nuovo, grande tanto che un po' mi spaventa. Ma allo stesso tempo, prego con le lacrime agli occhi il Padre Mio, perché non mi tolga questo grandissimo talento!
È una luce accesa alla vita!
La mia passione per la scrittura si è intensificata in quest'anno 2003.
Tante e tante volte mentre scrivevo nel mio diario spirituale, mi chiedevo: "Signore, perché scrivo?"...mah! dicevo a me stessa che c'era qualcosa nell'aria. Il grandissimo "Padre" mi preparava una festa!!!
Quando rileggevo ciò che avevo scritto provavo un immenso benessere.
Guidata da uno spirito puro, buttavo fuori tutta me stessa, in lodi, canti, preghiere, poesie, meditazioni, lamenti... tutto ciò che vivevo e sentivo, diventavano parole su delle pagine bianche.
Comunque non avrei mai e poi mai pensato che io, un giorno, avrei raccolto il meglio e avrei pubblicato un libro.
Anche questa non è stata un'opera mia, il mio primo libro è nato come un bellissimo miracolo!
Sono partita in quarta, con una sicurezza ed una forza spaventosa, nessuno mi poteva fermare. La sera dopo cena, mi chiudevo in una stanza della mia casa e ci rimanevo fino alle due alle tre di notte, proprio come adesso!
Ma in quest'ultimo periodo, anteprima al libro, sentivo che Dio stava macchinando qualcosa.
È come se qualcuno ti prepari una festa di compleanno a sorpresa.
C'era qualcosa nell'aria! Ma cosa? In un momento difficile della mia vita, dove si sono verificate tante cose negative tutte insieme, io mi sentivo sconfitta, atterrata, in una fossa profonda. Mi mancavano tutte le energie per andare avanti, e gridavo a Dio il mio lamento, Gli chiedevo di farmi uscire da quel tunnel profondo che mi uccideva lentamente.
Dopo qualche giorno mi ritrovai a pulire una stanza della mia casa...metto le tendine, metto un bel tappeto a terra, una stufetta per riscaldarmi, poi...chiedo a me stessa: "Ma qua, che ci devo fare?"
La sera dopo mi sedetti in quella stanza, quasi per contemplarla e per il gusto di viverla! Poi mi ritrovai a rileggere il mio diario e ed annotare le poesie più belle su un diario nuovo, man mano che scrivevo mi rendevo conto che le stavo ricopiando tutte, perché erano tutte belle..."Che faccio?" presi una foto, dalla quale è nata la poesia "Gli occhi dell'Amore" e la incollai sulla prima pagina del diario...e nacque il titolo!
Un'illuminazione istantanea che non mi ha fatto più dormire la notte!!!
 
 
Ho iniziato il mio viaggio annientando me stessa, abbandonando i miei abiti vecchi, stretti e pesanti. Ho iniziato a poco a poco a conoscermi nei miei nuovi abiti, in una nuova identità che però è sempre esistita.
Così ho iniziato a tirare fuori il meglio di me.
In età adolescente i miei parenti mi adoravano e mi dicevano che da grande sarei stata una bella ragazza.
Allora io lavoravo con la mia fantasia, cercavo di immaginare quella bella ragazza: la vedevo alta, magra, con i capelli neri lunghi, sempre allegra, gioiosa piena di vita, socievole e sorridente. Ma durante il corso degli anni che passavano, mi rendevo conto che quella ragazza esisteva, ma era al buio.
Si nascondeva dietro un'altra identità. Era ferma, bloccata, non aveva tanto desiderio di vivere né di venire fuori.
Chi è che è venuto a liberarla?
Chi è che è venuto a cercarla?
Il mio cammino nella vita in Cristo è iniziato nel 1998.
Il mio diletto Innamorato ha dovuto fare su di me molto lavoro e per me è stato un cammino tortuoso.
Ho fatto il bagno di luce nelle piaghe di Cristo per potermi purificare e per poi incominciare a vivere veramente. Il mio incontro con Lui è stato reale, autentico.
Era ed è tuttora una presenza forte, che mi ha fortificato aprendomi alla vita.
Mi ha aperto gli occhi ed il cuore.
Ora con questa consapevolezza inizio un'altra tappa verso questa vita, o meglio ..., ora inizia la vera Vita che mi porta a sperimentare tutti i Suoi doni e a non sottrarmi ai Suoi disegni.
 
Questa riflessione o meglio, questa enorme richiesta, è nata nel 1999, quando ero all'inizio del mio cammino di fede, nel periodo più difficile della mia vita, grazie al quale ho potuto guardare dentro me stessa, e vedere che l'uomo nelle difficoltà diventa piccolo, microscopico e impotente, e si eleva così l'importanza della speranza e la grandezza di Dio, che è l'unica via d'uscita.
Con questa richiesta, mi rendo conto oggi, di aver intrapreso un nuovo cammino nel mio cammino, che mi ha portato a scrivere il mio primo libro "Voglio guardare la vita con gli occhi dell'Amore", portando con me un unico bagaglio che è: il dono del saper ascoltare quell'affascinante eco che è la sequela dell'esistenza di Qualcuno che ascolta e ci risponde con la nostra stessa voce...che si sente solo negli assordanti silenzi dei nostri deserti, dando vita così al talento dell'Amore in Cristo.
 
Signore Gesù, vorrei essere forte nella fede come i profeti di un tempo, ma io sono debole e fragile, e mi arrendo presto. Ti prego, infondimi la forza del Tuo Spirito, affinché perseveri nella speranza e non mi arrenda alle persecuzioni del mondo. Ciò che mi circonda è una forza
che vuole staccarmi da Te, ma io conosco il Tuo Amore e non accetto i compromessi. So che Tu sei la mia unica Salvezza, sei Tu il mio Riposo, il mio Riparo, la mia Roccia. Il mio Salvatore si è armato di una pesante croce,
e si è avviato incoronato di spine verso un viaggio doloroso, perché io, piccolo essere, nato dall'alito del Padre Celeste, non mi lasciassi morire.
 
 
Dopodiché ho iniziato a scrivere poesie...

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