- ABELARDO ed ELOISA
- (dal corpo all'anima e viceversa)
-
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- SMILE
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- Sorrisi
- piani e discreti,
- come un concerto
- in tonalità minore
- e disseccata,
- strappano
- piccoli scorci
- di azzurro
- alle grinfie
- dell'umido
- acciaio soffocante,
- senza impeto,
- ma con chiarezza
- e dignità
- disarmanti.
- Lievemente
- appiccicosi,
- restano
- impressi
- e restano.
- Nei sottoscala
- senza colori
- si affacciano
- allora
- le fanciulle
- delle fontane
- in fiore,
- camminano
- a passi affrettati
- verso un rischio
- nuovo
- e una nuova aurora,
- con veli sollevati
- e lunghi capelli sciolti,
- candide,
- avvolgenti,
- serene.
- Sui maledetti
- marciapiedi
- scompaiono
- le impronte,
- sulla sabbia
- rovente e tumultuosa
- si inseguono
- le cime e le valli,
- i coralli e le spore,
- gli amori e i narcisi,
- e noi, e loro.
- Con antipatico
- cattivo gusto
- la vita
- reclama
- alcuni anni
- stupidi
- e volgari,
- prima di
- concedere
- un pomeriggio
- di folle
- benevolenza,
- di orologi
- senza lancette
- e cieli
- senza nubi.
- Al crepuscolo,
- poi,
- ci si incammina
- di nuovo
- verso casa,
- felici
- e disperati,
- e ci si mette
- in fila,
- con pazienza.
- Allora
- ricompaiono
- gli ombrelli
- e gli aspirapolvere,
- le bocche spalancate
- e i rubinetti rotti,
- le mattine
- e i pomeriggi,
- i ritardi
- e gli scontri.
- Nella corsa
- dei giorni seguenti
- gli occhi si chiudono,
- finché scatta
- il nostro istante
- ancora,
- suona il carillon
- e scivoliamo
- inesorabilmente
- verso
- la saggezza
- e l'espansione,
- di nuovo
- per poco,
- eppure
- di nuovo.
-
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- FALLING IN LOVE
-
- Due dita affusolate
- hanno scostato una tenda
- bianca e ricamata:
- la svolta c'è stata.
- Da domattina
- i cori, i flauti
- e le fermate del tram
- avranno un suono differente,
- alcuni attimi
- saranno stolidi
- eppure sacri,
- e con la mente
- e con la schiena
- si faranno capriole
- come ruote panoramiche.
- La ricaduta
- sarà pesante,
- un tonfo,
- credi a me.
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- E CHI TI DICE CHE SIA UNA
DISGRAZIA?
-
- Volevo
- prendere tra le braccia
- una signora in bianco,
- però mi accorsi
- che scalzo
- e malvestito
- non potevo presentarmi
- alla tavola imbandita.
- La lunga ricerca
- per una casacca adeguata
- mi spossò,
- in più
- arrivai
- quando ormai
- il banchetto
- era terminato.
- Allora
- ricominciai
- a rosicchiarmi
- le unghie,
- circondato
- da un coro di
- "non sta bene",
- di coloro i quali
- come le iene
- ridevano
- e mostravano
- chiostre imbarazzanti,
- avvilenti.
- Cercavo
- un'altra cerimonia,
- un po' di semplice,
- bonaria amabilità;
- macchè,
- nemmeno l'ombra,
- soltanto cani neri
- come la pece,
- e palloni blu
- dispersi
- in un cielo grigio
- e minaccioso.
- In mezzo al corso,
- sconsolato,
- fui stordito
- da un richiamo
- ed un bagliore,
- da una nuova
- stella polare,
- una sorgente
- scesa dal cosmo,
- con una bella voce
- da contralto,
- e lo smalto
- porporino
- che spandeva
- tutt'attorno.
- Salti
- e sorrisi
- furono le mie
- legittime reazioni
- mentre lasciavo
- il traffico dell'ora di punta,
- e per giunta volavo.
- Che accadde poi
- non saprei dire,
- e a dire il vero
- nemmeno lo vorrei.
- Tanto benessere
- mi seppe dare
- la luce che
- l'assicurai
- di non volerlo dissipare
- raccontandolo
- ai quattro venti:
- perciò siate pazienti.
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- FLOR DE LUNA
-
- Camminando
- lasciava
- una scia
- di petali azzurri.
- Era uno
- di quei boccioli
- che spuntano
- di rado
- nelle foreste
- più impenetrabili,
- e rimangono
- per anni
- abbarbicati
- ad una roccia
- a sorridere
- di fronte al sole,
- fino a che
- un esploratore
- non ne scopre uno
- da lontano
- e rischiando
- di cadere
- si avvicina
- a mani nude
- per portarlo
- via con sé.
- Ma nelle città
- dell'Occidente
- quei fiori
- perdono profumo e consistenza,
- si spengono
- e avviliscono,
- scompaiono
- in una nuvola
- di cenere.
- Conviene dunque
- lasciarli
- nel loro habitat,
- non sradicarli,
- non infastidirli,
- ed ammirarli
- dalle cime
- più alte
- sulle ali
- di un condor,
- sfiorandoli
- solo
- col pensiero.
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- AFTER EIGHT
-
- Ruvida è
- una serata
- blu,
- che risolleva
- tuttavia
- un pallido viso
- abbattuto
- nelle ore accecate.
- Sollievo
- e
- definitiva
- perdita
- di sé.
-
-
- A.A.A.
-
- Offro nuove sensazioni
- a basso prezzo
- ma di esimio valore
- a chi saprà cogliere
- un messaggio
- cauto ma sicuro,
- presentandosi
- come approdo
- del quale
- valga la pena.
- Logiche conseguenze
- saranno un tuffo
- ed una perdita
- di equilibrio,
- riscattati (forse)
- dalla prospettiva
- di un ricordo.
- La fatica
- e la sorpresa
- correranno
- libere
- di ripetersi
- all'infinito.
- Gli spettri banditi
- dalle antiche dimore
- si raduneranno
- curiosi
- ad ascoltare
- dialoghi
- piacevolmente
- insensati,
- giubilandone.
- Schegge
- di follia
- e buon senso
- si intrecceranno
- diabolicamente.
- Funi solide
- saranno utili
- per ancorare
- ciò che di prezioso
- emergerà
- dalle spire
- di una notte
- indiana,
- ma ospitale.
- Come falchi
- in picchiata
- permanente
- avremo
- il premio
- ed il tormento
- di tanta risposta.
- Contemplazioni
- e capriole
- si susseguiranno.
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- NOMI
-
- Scorrono
- tra le pareti
- del tempo
- annebbiato,
- offeso,
- miriadi
- di occhi
- benevoli
- e vivi,
- riemersi
- d'improvviso
- dagli angoli
- imprevisti
- della memoria moderna.
- Sorreggono,
- io credo,
- quel poco
- di esistenza
- aperta
- e sentita
- che può
- rimanere
- incollata
- alle spalle
- degli uomini
- di questi
- anni.
-
-
- GUASTI
-
- Fusti
- e fusti
- di bianco
- torbido
- liquame,
- nequizie,
- nefandezze,
- corruzioni
- dell'armonia,
- se mai
- ve n'è stata una.
- L'acqua alla gola
- segna
- indelebilmente
- con gesto
- putrido,
- ammorbante.
- Si spera
- nella neve copiosa,
- nei petali
- di rose gialle
- e verdi,
- per una volta,
- nei gabbiani
- in volo
- e nelle conchiglie
- rosa
- come le farfalle,
- e come esse
- delicate:
- minuto
- meccanismo
- di mirabile
- memoria.
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- MIND
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- Affissioni
- sconcertanti
- ma pratiche
- colpiscono
- l'occhio
- con fare
- da gradassi,
- sempre più
- orientate
- verso un
- nord
- metafisico
- e
- baluginante.
- Caleidoscopio.
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- È PUR VERO, MA PERCHÉ NON SI
AFFERMA
- CON FORZA E CORAGGIO?
-
- Una cintura
- di correità
- lega tutti
- e tutte
- al nastro
- di partenza
- delle corrispondenze
- obnubilate
- ma presenti,
- che hanno
- attraversato
- gli anni
- e le strade.
- Riconoscere
- la linea grigia
- ricalcata
- dalla mano
- immobile
- del tempo assassino
- è necessario
- e onesto,
- nonostante
- tutto.
- Le nuove
- amenità
- non giovano
- ai cortili
- e alle siepi,
- alle rose
- e alle spine,
- alle suocere
- e alle nuore,
- ai cori
- e ai solisti.
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