LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
Alessio Manzo
Ha pubblicato il libro
Alessio Manzo - Canzoniere



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Collana I gigli (poesia)
 
12x17 - pp. 42 - Euro 5,00
 
ISBN 978-88-6037-319-9

 
 
In copertina:
«Monumento alla Vittoria»
Parco della Rimembranza
(per gentile concessione del Comune di Torino)
Prefazione
Poesie


Prefazione
Il dottor Manzo (filosofo, teologo, traduttore dell'"Apocalisse di Giovanni", di classici greci, latini, e della letteratura internazionale, vincitore del Poetry Slam di TorinoPoesia 2006 presso il Teatro della Caduta, dove ha letto rime dalla sua opera prima"Correnti Calamo", Golden Press ) non manca certo di fantasia, perché Giovan Battista Marino docet:
"È del poeta il fin la meraviglia: / parlo dell'eccellente, non del goffo; / chi non sa far stupir vada alla striglia". Suoi versi sono stati pubblicati nelle antologie "La montagna Valle Spluga 2006" e "Poeti dell'Adda 2006".
È significativa del suo modo di parlare forbito la lirica "Mi fa un baffo Vittoria. / Il Profeta promette le uri, / esseri angelici, puri, / del Paradiso la gloria".
Altrove l'autore dimostra la sua vis polemica (ironizzando su un'istitutrice: "La direttrice, / Furia adirata, / Erinni irata, / parole saetta, / mi contraddice /senza pieta, / fango addosso mi getta, / legge e sentenze detta, / non sta allo scherzo, alla pasquinata / e dà la berta, / mi vieta di lodar la mia Beatrice, / la mia Laura, la mia Fiammetta / che pure nol merta, / il lauro poetico mi decreta, / però non dice/ Onorate l'altissimo poeta, / bensì C'inchiniamo al grande poeta / parafrasando il divino poeta") e comica (satireggiando su un'insegnante: "Vittoria Anna, / filosofante, / filosofastra, / superdonna / delirante / e fumante, / ammaestra / il volgo ignorante"), il suo stile giovenalesco. Completano l'opera alcuni haiku, brevi poesie modellate sullo schema giapponese.

 



Canzoniere
 
 
 
Ho rivisto Benedetta,
giunone dalle candide braccia,
la rossa, la riccia
e il cuore questo mi detta.
Si stringeva in grembo,
al seno un bimbo
grassoccio, paffuto
e mi ha guardato, muta,
lungamente, attonita.
Per me la donna è un mistero:
angelo dal ciel caduto,
si nega, si rifiuta,
nella disperazione getta
chi il diniego non accetta,
chi buone parole aspetta;
è meglio di lei il Limbo.
Ma questo non è un giorno nero.
Fra la gente, angela mia,
un amore platonico,
infelice mi ricordi,
ora che Anna Vittoria,
di cui mi credevo un amico,
mi prepone i balordi.
 
 
 
 
Io non prendo la penna
per lodare Vittoria Anna,
ch'è dura di cotenna.
Io non prendo la penna
per lodare Vittoria Anna,
dispotica, tiranna.
Io non prendo la penna
per lodare Vittoria Anna,
indiavolata donna.
 
 
 
 
Mi piange il cuore, Anna.
Non vidi mai donna
più aspra, donna
e madonna.
 
Vittoria
m'ignora,
non mi legge,
morde e fugge.
 
 
 
 
Il vero non si vende,
o Maramaldi:
chi pretende
di farne commercio,
di fare i saldi
è turpe, lercio.
 
 
 
 
Vado alla Superba,
che tesori serba,
non a Gerba,
prato d'erba.
A me la magnifica,
felice Italia,
a te la stregonica,
desertica,
arsa Africa,
o Anna pietrosa,
crudele, stizzosa
ma piena di malia!
 
 
 
 
Maramaldi,
mi deludi,
sangue sudi
per gli studi,
non collaudi
d'amore i ludi,
la spada snudi,
ti chiudi
con modi rudi,
dissaldi.
 
 
 
 
Chi se stesso dedica
all'ingrata Vittoria
sciupa tempo e fatica,
si affligge, si martoria.
Chi la celebra, la canta
versa lacrime cocenti,
la testa perde, resta a denti
asciutti, dal dolore schianta.
 
 
 
 
Maramaldi,
disprezzi l'ironia,
riprendi i bardi
con querimonie,
non d'amore, d'ira ardi,
non hai riguardi.
Contrabbandi
la filosofia,
l'eudemonia,
racconti fandonie,
arrischi, azzardi
una macedonia,
una babilonia
di filosoferie,
di diavolerie.
 
 
 
 
Vittoria
colora
le bugie,
le parole,
spaccia frottole,
mette fuori le unghie.
 
 
 
 
Santippe, Maramaldi,
nome presagio, nomen omen,
carica d'acrimonia
fai maretta, ti riscaldi,
ignori Epicuro, Leopardi,
Orazio, Colonna Vittoria,
l'atarassia, lo zen,
la sapienza, la sofia,
il paradiso, l'eden,
il mondo ultraterren,
procuri tedio, spleen
a un artista bohèmien
in un battibalen,
in meno di un amen
schizzi, spargi, spandi,
sputi bile, velen.

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