Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti
Albertina Fancetti
Ha pubblicato il libro
Albertina Fancetti - Le avventure di Saturnino lo gnomo viaggiatore
 

 

 
 

Collana Le schegge d'oro (i libri dei premi) 14x20,5 - pp. 52 - Euro 6,50 - ISBN 88-8356-551-7

Pubblicazione realizzata con il contributo de IL CLUB degli autori in quanto l'autore è finalista nel concorso letterario "J. Prévert" 2003

Prefazione
Incipit

Prefazione
Le avventure dello gnomo Saturnino di Albertina Fancetti sono quanto di meglio si possa chiedere se si vuol legger fiabe ad un bambino perché v'è tutto ciò che fa parte del mondo fiabesco ed ogni piccolo viaggio di Saturnino è un modo per scoprire un nuovo mondo fantastico.
Proprio così. Perché a Saturnino piace viaggiare, conoscere nuovi posti e tanta gente, e poi ama preparare le sue pozioni magiche raccogliendo qua e là piante e fiori miracolosi: di sicuro non disdegna divertirsi con gli amici ed è ben voluto da tutte le creature che abitano nel bosco e quando è stanco ama sonnecchiare nel suo solito posto vicino alle aiuole di tulipani.
Nelle sue numerose avventure lo troviamo alle prese con la civetta Mangiagnomi, lo scoiattolo Rossano, l'anatra Amelia, Giocondo il topo di campagna, Nadir il corvo, Ruby la marmotta, Lilith la regina dei gatti, la gattina Gelsomina che è stata morsicata dal Ragno Verde: e sarà proprio Saturnino ad andare alla ricerca della portentosa erba Iva, l'unico antidoto per il veleno del ragno, che cresce solo in alta montagna sulle rive del Lago delle Marmotte. Oltrepassando intrepidamente il bosco degli scoiattoli e lo stagno delle anatre nonché altre difficoltà anche grazie all'aiuto di numerosi amici arriverà al Lago delle Marmotte: è inutile chiedersi se riuscirà a salvare la gatta Gelsomina.
Altre avventure attenderanno lo gnomo Saturnino sempre ben contento di viaggiare anche a costo di partire, nascosto nella gabbia, al posto della gattina della Duchessa; e poi altre storie ancora con folletti pasticceri, fantasmi del mulino e con la strega Briccarda tutta contenta di trasferirsi in una nuova casa dove può trovare pipistrelli e topi a volontà ben lontana da quel mondo fatato del bosco con i suoi animali, con i fiori colorati e bellezze a non finire: la sua partenza non potrà far che piacere agli abitanti del bosco. Unico inghippo è che Saturnino solo di notte si anima e può dedicarsi con grande gioia alle sue avventure ma di giorno ritorna ad essere di pietra e fa bella mostra nel giardino della Duchessa.
Ma si potrà porre rimedio anche a questo seppur temporaneamente.
Nel mondo fatato si può fantasticare ed ogni fiaba diventa più cara e una volta terminata di sicuro un'altra fiaba comincerà.

 

Massimiliano Del Duca


 
Le avventure di Saturnino lo gnomo viaggiatore

Saturnino e i folletti pasticceri
In una splendida giornata d'estate un'automobile sportiva entrò rombando nel viale che conduceva alla villa della Duchessa fermandosi con gran stridore di freni ai piedi della bianca scalinata di marmo. Ne scese tutto sorridente il figlio della nobildonna con i due nipotini che corsero felici ad abbracciare la nonna.
"Cara mamma anche quest'anno Gualtiero e Domitilla trascorreranno le vacanze scolastiche con te qui alla tenuta, ti prego di badare che svolgano i compiti e ricordati che Gualtiero è a dieta, deve mangiare molta verdura e assolutamente nessun dolciume!!!"
"Non preoccuparti caro!" rispose amorevolmente la Duchessa. "Parti pure tranquillo per gli Stati Uniti, mi occuperò di loro personalmente e vedrai che al tuo ritorno troverai Gualtiero in perfetta forma".
Il giovane Duca ripartì sgommando dopo aver salutato madre e figli, mentre il maggiordomo portava i bagagli dei due bambini nelle loro rispettive camerette.
Domitilla era una bimba pallida e sottile, dai lunghi capelli lisci e biondi ed un carattere mite. Dopo aver sistemato il contenuto dei suoi bagagli nella cameretta, con l'auto di Maya, la piccola protetta della Duchessa che aveva la sua stessa età, scese in giardino a salutare gli gnomi riservando una carezza ad ognuno di loro.
Gualtiero era un bambino molto paffuto, aveva un carattere curioso ed esuberante ed amava mangiare soprattutto i dolci, e quell'estate dovendo rimanere a dieta, non gli sembrava neanche di essere in vacanza.
Durante le notti estive gli gnomi amavano scorrazzare per il bosco che circondava la tenuta, e vi restavano fino all'alba rimpinzandosi di more, mirtilli e fragole.
Si era già in estate inoltrata, quando nel bosco cominciò ad aleggiare un profumo goloso e persistente di dolci appena sfornati e di cioccolata calda, mettendo a dura prova l'appetito robusto del povero Gualtiero che ingurgitava tristemente la sua insalata di carote al limone.
Anche gli gnomi avevano avvertito quegli aromi deliziosi e durante le loro esplorazioni notturne avevano cercato di capire da dove provenissero quei profumi di leccornie, ma non avevano ancora scoperto nulla.
Una notte, lo gnomo Saturnino vide Gualtiero calarsi dalla finestra aggrappato ad un lenzuolo, attraversare il giardino, aprire il cancello che cigolò sui cardini, ed avviarsi con andatura da sonnambulo lungo il sentiero che si inoltrava nel bosco. Saturnino decise di seguire il bambino mentre il profumo appetitoso sembrava avvolgerli come le spire di un serpente conducendoli fino ai piedi della grande quercia secolare che sorgeva maestosa in mezzo al bosco.
Gualtiero aveva abbracciato il tronco della vecchia quercia e sembrava annusarlo, avvolto nel suo pigiama che biancheggiava nella notte buia facendolo sembrare un piccolo fantasma.
Lo gnomo lo guardava incuriosito appostandosi a pochi metri dal bambino, ad un tratto scorse nell'oscurità due grandi occhi verdi che lo fissavano e, spaventatissimo, si buttò a terra cercando di appiattirsi il più possibile.
"Non aver paura Saturnino! Sono Fiamma!" Miagolò la gatta della Duchessa. "Ho seguito Gualtiero per aiutarlo nel caso si perdesse nel bosco". Lo gnomo emise un sospiro di sollievo mentre la bellissima gatta lo raggiungeva accovacciandosi accanto a lui. Fu in quel momento che, tornando a guardare entrambi verso la grande quercia, si accorsero che il bambino era sparito... Come se fosse stato inghiottito dalla notte, mentre intorno a loro il profumo di torte appena sfornate li avvolgeva più persistente che mai.
Saturnino e Fiamma corsero insieme verso l'albero secolare, ed ancora increduli cominciarono ad ispezionarlo girandogli intorno con attenzione, soprattutto la gatta che ci vedeva anche al buio, ma non trovarono alcun indizio e nessuna traccia delle scarpe di Gualtiero.
"Il segreto deve essere custodito da questa vecchia quercia, non può certo essere volato via!" Brontolò lo gnomo.
Fiamma, sempre più inquieta, cominciò a grattarsi le unghie sulla corteccia dell'albero e ad un tratto, come spinta da una molla, videro aprirsi una porticina che li introdusse all'interno del tronco. Sempre guidati dall'aroma fragrante Saturnino e la gatta scesero per una scaletta che li condusse nelle viscere della terra, finchè scorsero una viva luce in fondo alla galleria. Avanzando prudentemente giunsero in una vasta caverna dove una dozzina di folletti si davano un gran daffare tra forni e fornelli impastando torte, mescolando creme squisite di vari colori e profumi: gialla alla vaniglia, rosa alle fragole e fiordilatte e naturalmente al cioccolato.
Un minuscolo trenino correva lungo i tavoli di legno trasportando nei suoi vagoncini zucchero e farina, cacao e canditi e perfino dell'uva passa.
Seduto nel mezzo di quella curiosa cucina stava Gualtiero, che i folletti usavano come assaggiatore imboccandolo a turno con cucchiai di crema e cioccolato.
"Fermatevi Per Bacco!" Esclamò Saturnino piombando in mezzo alle torte seguito da Fiamma. "Gualtiero non può mangiare dolci, deve stare a dieta!"
I folletti lo guardarono sorpresi e per tutta risposta cominciarono a tirare addosso ai due intrusi cucchiaiate di crema, mentre Gualtiero osservata la scena a bocca aperta imbrattandosi il pigiama di cioccolato.
Saturnino sempre più indispettito, saltò sul trenino e si mise a scorrazzare per la cucina tempestando i folletti con canditi e uva passa, mentre Fiamma si leccava il bellissimo pelo fulvo tutto inzaccherato di crema pasticcera.
Dopo tutto quel parapiglia, quando la cucina fu ridotta alla stregua di un campo di battaglia, i folletti accettarono di parlamentare con lo gnomo ed il trenino si fermò.
"Perché uno gnomo mette il naso negli affari dei folletti!?" Chiese il capo dei piccoli pasticceri.
"Non volevo mettere in naso nei vostri affari, ma solo riportare a casa il nipotino della Duchessa!" Si difese Saturnino.
"Peccato! Avevamo finalmente trovato un assaggiatore che ci desse un giudizio sulle nostre ricette!" Proseguì avvilito il folletto.
"Sono certo che tutti gli abitanti del bosco, gnomi compresi, si presteranno a turno per svolgere questa piacevole mansione!" Lo rassicurò lo gnomo.
I folletti si rasserenarono ed accettarono di lasciare tornare a casa Gualtiero che ormai aveva anche male al pancino per i troppi dolci di cui si era abbuffato.
Il piccolo corteo abbandonò la grande quercia con Fiamma in testa che guidava il bambino attraverso il bosco alla luce dei suoi fanali verdissimi, mentre Saturnino chiudeva la fila senza perdere di vista il nipotino della Duchessa.
Il giorno seguente, mentre Gualtiero di faceva curare dalla nonna per l'indigestione, i folletti pasticceri organizzarono una grande festa a cui parteciparono tutti gli animali del bosco. Nella notte furono raggiunti anche dagli gnomi del giardino della Duchessa che assaggiarono tutte le torte complimentandosi con i piccoli pasticceri e dando così inizio ad una dolcissima amicizia.

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Ins. 15-10-2003