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LA PIò GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
 Poesie di
Vito Ciancia

Poesie tratte da "Sospiri e Rime"

 

Fiore appassito

 

O fiore che da buona

terra, ma in incolto

campo nascesti,

mentre l'aria risuona

di bei canti, sconvolto

tu sei, e non presti

interesse alla bella

stagione.

 

Il tuo stelo smorto

con petali appassiti,

non sembra che tale

sia stato, allorché

spuntavi fra i detriti.

 

Tu soffri qualche male

che fuor non appare;

erbacce e parassiti

t'incombono e invano

tendi a rifiorire.

 

Forse, ripreso, un bel dì

adornerai il campo,

ma allor sarà già tardi,

per godere della tua bellezza.

 
SMARRIMENTO
 
La tacita stella che, lontana,
per me brillava, fu divelta,
e più lungi la sua luce emana.
A me appare nei movimenti svelta:
or splendida, or pallida, or strana
sparisce, riappare come delta
ramificata. Quand'essa manca,
sconvolge il mio cuore una bufera,
e il mio passo, che rapido era,
s'arresta sotto una vita stanca.
 
 
SULLA TOMBA DI MIO PADRE
 
Un canto, una culla, un colosso,
poche gioie, sterminate pene;
una croce, un lumino rosso,
e, poi, silenzio, tra un soffio lene.
 
L'aria tace nella fossa bruna,
mentre, alte, le foglie dei cipressi,
in coro, con lieve sussurro,
recitan, devote, le preghiere,
e le cicale, nel cielo azzurro,
con esse s'accordano leggere.
Dell'inquieta, aspra tua vita,
o padre mio, solo mi resta
un vivo, chiaro, perpetuo lume,
serbato e adorato come un nume:
d'amore e d'instancabili gesta,
l'esempio sprona la mia ascesa ardita.
 
 
VECCHIA CHITARRA
 
Un'abil mano, fine, delicata,
dalle dita fresche come petali
di primaveril rosa profumata,
sfioravati dolcemente le frali
 
corde, chitarra mia. Gran polvere
dileguavane, emanando dal tuo cuore
dolce, soave suon pel tetro aere.
Placavasi e riaccendevasi il dolore
suo, in un col tuo, a intervallo breve.
Poi si sviava, ritraevasi, ed ancor
vibravati d'arpeggio; come neve
scioglievasi infine, lasciandoti triste
 
e desolata. Vecchia chitarra, allor
che il vento soffierà tra le non viste
corde, con lieve melodia, fronde
incanterai di selve profonde.
 
 
 
DOLCE FATA
 
Nell'ombra della sera,
sospira una fanciulla:
-Vorrei solo un amico
e poi più nulla.
 
Dallo stormir di fronde
di un albero antico,
una voce le rispnde:
-Io posso esserti amico.
 
La fanciulla, ogni sera,
al suo albero amico,
parla, racconta, domanda.
Lui, dolcemente, risponde.
 
Lei chiede: -Così che fai?
potresti essere un uomo?
- Io sono un uomo
da maga stregato.
 
- Ti odo molto lontano:
ti ci vorrebbe una fata.
Con l'albero ogni sera,
lei piange e si dispera:
 
-Potresti una volta almeno?...
Alza gli occhi e lo vede
uomo radioso e bello,
che parla e le sorride.
 
Ogni sera, nel buio,
l'albero si trasforma:
ne gioisce lei,
bella come una fata.
 
Si rallegra lui,
uomo disincantato,
che le sorride e dice:
-Sei tu la mia dolce fata.
 
 
 
CAVALLO STANCO
 
Non reagisci più,
povera bestia,
non puoi reagire.
Stremato nelle forze,
dagli insetti avvilito,
in costretta modestia
svanisce la tua virtù:
 
La "fantina" ti sferza
a impossibili gesta
e non ti crede
se scrolli la testa.
Ella è molto pia,
ma la tua fine non vede:
non comprende la tua agonia.
 
NATALE PER UN ANZIANO
 
C'è aria di festa
già per le strade,
pei borghi e le contrade,
con alberi, presepi,
negozi illuminati.
 
Suonan le ciaramelle
i pastori e rendono
le attese ancor più belle
 
Natale si avvicina:
si affrettano gli acquisti
per adulti e piccini.
 
Per tutti c'è un pensiero,
per un anziano escluso,
dimenticato in casa
simile ad un recluso.
 
A che serve lui ormai?
Lasci ogni bene ai suoi
e, in luoghi più ristretti,
la sua fine aspetti.
 
Son tutti frettolosi:
i figli al veglione,
la moglie per la chiesa
a frequentar la caritas,
a far la comunione,
soccorrer poveretti,
adempiere ai precetti
della sua religione...
 
L'anziano, tutto solo,
abbandonato in casa,
difendersi non osa,
chè a tutti lei lo addita
violento temerario,
rabbiosità infinita.
 
Perciò, lei deve farsi
una terza età serena
e non può più occuparsi
di lui, malato in pena.
 
Desidera la pace?
Avrà la pace eterna.
Desidera l'affetto?
Lo chieda in elemosina:
ne avrà qualche pezzetto.
 
Il Signore lo vede
l'anziano poveretto:
un angelo gli manda
a sostener la fede
nell'ardua missione
di questa vita terrena.
 
E, intanto, è festa fuori:
gran gioia si diffonde
pei borghi e le contrade,
per l'aria e per la strade,
ma non per tutti i cuori.
 

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 Agg. 24-03-2003