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LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
Simona Aiuti
Simona Aiuti è nata a Frosinone il 16 marzo 1972. Diplomata magistrale è socia ADMO.
Vincitrice del concorso letterario "Florence", ha conseguito il premio di benemerenza. Ama scrivere, ha all'attivo sei romanzi inediti e una raccolta di circa cento poesie. Oltre alla letteratura ama la musica e la pittura.
 
Apri la finestra e butta via tutto quello che vuoi.
Svuota la tua casa di ogni ricordo e fa attenzione a non lasciare traccia di me.
Butta quei vecchi jeans, i miei libri e strappa le mie foto e continuerai a sentire ancora i miei suoni nella testa.
Lascia che la casa prenda aria e che il vento muova le tende, ma già lo sai che continuerai a sentire ovunque il mio odore.
Sposta i mobili se vuoi e non servirà.
Cambia casa, cambia città e poi già lo sai che ogni cosa di me ti seguirà.
 
 
Dovrei fare click, scollegare ogni parte del mio corpo per non sentire più.
Sarebbe facile staccare i circuiti del mio cervello per non dovermi ubriacare
ancora e non affogare.
Questa sera ogni cosa è difficile, soprattutto vederti, parlarti, mangiare con te e avere ogni volta la sensazione di dover sputare quel pezzo di cuore che è rimasto a tormentare il mio stomaco.
Un giorno o l'altro verrà fuori, affiorerà e mi sentirò libera, sbaccalita ma libera.
Lo so che prima o poi mi sentiròmeglio e sarò là con la mia birra in mano, nei miei vestiti giusti, senza farmi a pezzi.
Non sarò costretta a vederti e canterò la mia storia senza parole, senza amore, senza cuore e con tutte le mie sensazioni.
 
 
Se proprio non ci sono le parole, allora è meglio aspettare, volare un po' più bassi, dove c'è il silenzio.
In fondo si puï planare leggeri per non farsi male, prendere il vento migliore e ritrovare quel gioco sconosciuto e strano che è la vita.
In un filo metallico arrotolato e morbido c'è uno stato momentaneo che è adesso, ma non è quello che sono.
Parole, colori e suoni, ma se non ci sono le parole allora il resto deve bastare, almeno per un po'.
Bisogna spegnere il motore, andare in folle nel silenzio e nel buio e se proprio c'è da piangere, farlo piano perchè il vicino di stanza non deve sentire quel sordo dolore.
Ci sono un milione di persone schiacciate l'una dentro l'altra in un milione di scatole di plastica, e sono tutti soli, tremendamente soli a sognare di volare, di correre, di essere liberi sul serio fuori da ogni scatola.
Quando mancano le parole non si riesce a capire dove sia finito il resto del mondo, perchè non c'è modo di chiamarlo, fino a quando da qualche parte non rinasce la voglia di comunicare con qualcuno che come noi sta volando basso in silenzio cercando una sola parola, una sola.
 
 
La barista
Lasciatela riposare un po' qua la tua vita, falla riposare sul bancone lucido di questo bar. Butta fuori i tuoi guai senza paura, raccontaci i tuoi sogni.
Mescola tutto alla tua birra scura e ascolta le voci dentro questo bar.
Guarda bene i graffi sul bancone lucido sotto i tuoi gomiti, sono tutte le vite che ci sono passate sopra prima di te.
Lasciala un po' qua la tua vita, falla riposare il tempo di non pensare o quello di non ricordare. Hai ancora sete.
Qui tutti hanno sempre sete di un'altra birra per sparire sotto la schiuma, sotto il neon e poi nell'ombra.
Vuoi diventare invisibile per un'ora, non essere più niente, solo quello che è entrato qui per caso, soltanto per non avere paura per un po' e lasciarla riposare questa vita, sopra i graffi del bancone lucido di questo bar.
 
 
Dai rami degli alberi cola la notte, filtrano stelle ed è storia, proprio una bella storia. Giro tutte le ore cercando qualcosa, senza sapere cosa.
Ci sono un po' di lucciole che volano come zucchero luminoso nelle mie ore.
Certe notti come questa è come se avessi un grosso zaino sulle spalle, quel grosso zaino in cui ogni giorno metto qualcosa, chissà perchè!
E la notte che tiro fuori tutti i miei pensieri, li ritaglio cercando di incollare un grosso aquilone leggero, leggero, per farlo volare alto e con lui i miei desideri.
Proprio come i miei sogni che ho legato sui rami più alti degli alberi di questo bosco.
E anche stanotte sono qui a guardare la luce delle stelle che fa brillare i miei sogni più di tutti gli altri.
Devo scegliere il vento per il mio aquilone, per farlo volare, ma non c'è fretta perchè è una notte fantastica questa, da vivere.
Qualche volta salgo su uno dei miei sogni, metto in moto e volo in una notte come questa, nel mare delle stelle, tra il miele lunare come se fosse lì solo per me.
Schizzo tra i rami e mi manca il respiro, e allora do più gas, chiudo gli occhi e vado a planare dolcemente sulla radura.
Sai non me ne accorgo ed è l'alba. Raccolgo le mie cose, i miei pensieri, le mie emozioni stropicciate dal vento e rimetto tutto nello zaino.
Poi vado a letto, si poi, ma si chissà magari prima o poi torna la notte e con lei le stelle.
 
  
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©2000 Il club degli autori, Simona Aiuti
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Inserito il 19 settembre 2000