Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti
Maurizio Nascimbene
Ha pubblicato il libro
Maurizio Nascimbene - L'aurora e il crepuscolo
 
Collana Le schegge d'oro (i libri dei premi) 12x17 - pp. 48 - L. 11.500 - Euro 5,94 ISBN 88-8356-233-X
 
Questo libro è stato stampato con il contributo
de IL CLUB degli autori in quanto l'autore
è segnalato nel concorso "J. Prévert 2001"
Introduzione
dedica
Poesie
Postfazione
 

Introduzione e ragioni dell'autore
Questa mia silloge dà alla luce le mie poesie d'amore - oserei dire 'elegie d'amore'.
Le ragazze più importanti della mia vita sono racchiuse in questi pensieri - folle progetto quello di credere di poter imprigionare un essere umano in poche righe!
A volte ho elevato le loro immagini a quello stato di grazia e di divinità che non credevo di poter attribuire a nessuna persona, ma chi può controllare la voce del proprio cuore nel momento esatto in cui parla? Potevo, è vero, rivisitare il tutto donandogli un più reale e terreno sentimento, ma non sarebbe forse stato stuprare la poesia? Il negare a essa le condizioni d'animo che l'avevano creata, non è forse il negarla? Io credo di sì.
"L'aurora e il crepuscolo" è il titolo che ho scelto per questa mia raccolta poiché lo trovavo il più poeticamente adatto in quanto a potenza d'immagine e di sentimento amoroso. Non sono forse queste due fasi del giorno capaci - con la loro musica e armonia di colori - di evocare ciò che di più tenero è in noi? Inoltre, per gioco, ho attribuito loro una figura umana e mi sono divertito a dar loro vita - e queste si prestavano perfettamente al mio intento.
Ho deciso di dividere la silloge in due libri, intitolando "L'aurora" il primo, in quanto inizio dell'amore - quello che credevo di sentire vero! - e "Il crepuscolo (e la nuova aurora)" il secondo, in quanto tramonto dell'affetto precedente - e suo conseguente ridimensionamento a parentesi della mia vita -, e inizio di quello nuovo, dominato da una figura femminile così forte da essere in grado di imporsi a ultima, e unica, compagna della mia esistenza.
Pertanto evito consigli che vorrebbero rivedute queste mie liriche per farne composizioni di più pratica e meno elegiaca portata, e mi ostino a presentarvele così come le ho create - nella loro assurdità o nel loro fascino, talvolta onirico.
 
Maurizio Nascimbene
A Emanuela Nocifora
 
Questo mio secondo libro non poteva essere dedicato ad altri all'infuori di te, amore mio. Ti ho conosciuta ed è cambiata la mia vita. Può sembrare un luogo comune, o un consumato cliché, ma è quanto di più vero abbia mai detto o pensato. Devo a te il coraggio di mollare tutto - casa e lavoro - per iscrivermi all'università - mio desiderio represso per ben tre anni! -, e sempre a te devo l'impegno e la passione che ho ritrovato per la scrittura.
Ho racchiuso tutte le liriche dedicate a te nella seconda parte, come ho già detto nell'introduzione. Il crepuscolo è la parte del giorno che prediligo. Quando viene sera il mio cuore canta con maggior potenza, e la sua voce raggiunge gli antri più profondi della mia anima. La sera è una poesia meravigliosa - talvolta triste - capace di stringere e allargare il cuore, di farti piangere, riflettere, sperare, sognare... I sentimenti si duplicano, si triplicano d'intensità: la rabbia esplode violenta, l'odio arriva alle soglie della morte, la tristezza è insopportabile, e l'amore... ah, l'amore!... è un profumo di rosa che proviene dai giardini vicini, è una lenta ballata che ritorna alla mente, è una lacrima dolce, è un bacio indimenticabile, un momento, un gesto, uno sguardo. La pallida luna sembra intrattenersi paurosa. Avanza lenta, indovinando in un climax da sogno la sua trionfale entrata. Sembra che dica: "Scusa, posso? È anche per te!" Ed è subito notte...
 
A te, piccolo fiore, una parte dei miei pensieri - una goccia nell'oceano! - perché tu mi possa sentire vicino anche quando campi, strade e confini ci dividono.
 
Maurizio Nascimbene
 
 
 

Libro I
 
 
L'aurora
 
DEDICATA A TE
 
Osservo la neve cadere lentamente.
Il mio corpo giace dinanzi la finestra
sprofondato in una morbida e calda poltrona.
 
Come compagnia una sola sigaretta
che libera nell'aria
nuvole azzurre di fumo.
È divertente osservare le loro giravolte.
 
Ma la malinconia rimane...
e anche un senso di vuoto assoluto.
Il vento sussurra il tuo nome
contro i vetri appannati,
e una lacrima
cade sconsolata.
 

 
[TRISTE È LA PIOGGIA...]
 
Triste è la pioggia
che lava via il tuo nome
e freddo è l'inverno
se non posso scaldarmi con te.
 
Ancora tu nei miei pensieri
- nel mio cuore.
Ancora...
 
E l'inverno che ho davanti
è il dolore che ho alle spalle.
 
Impossibile dimenticarti,
doloroso ricordarti.
 
Dal mistero del silenzio
i nostri destini sono forse uniti,
ma dalla realtà del rumore
non lo saranno mai.
 

 
 
 
TRE SIGARETTE
 
Sto aspettando... Sto aspettando lei.
Mezz'ora - so che non verrà.
Accendo una sigaretta
e con lei una nuova speranza.
Un'ora - niente.
Le stelle mi illuminano la notte
e il fuoco di un accendino
mi illumina il viso
mentre con la seconda sigaretta
accendo un'altra speranza.
Un'ora e trenta minuti.
È la terza sigaretta!
Finisce dissolvendosi in fumo e cenere.
 
Me ne vado.
Qualche metro - una voce.
Una voce splendida
di una grazia inumana.
Mi volto. È lei.
Sorrido di tristezza.
Lei invoca il mio nome.
La guardo e me ne vado.
 
Domani... forse...
 

 
 
 
RINCORRENDOTI
 
In oceani di sabbia che brucia il corpo
ti rincorro, amore dai lunghi silenzi,
fiamma non ancora spenta,
aurora di un giorno che non c'è,
febbre alta in piena estate,
mio sole, mia luna.
 
La sete non si placa
sotto questi raggi cocenti
su un terreno simbolo del nulla.
 
Piangerò calde lacrime
- simili a gocce di sangue
di un cuore ferito -
e nel silenzio siderale
parlerò a una stella
che - per i miei occhi umidi -
avrà il tuo volto, avrà il tuo sorriso
e avrà - nell'azzurro delle sue pupille -
la mia immagine china innanzi a te.
 

 
 
ROMANZA
 
Triste compagna
dei giorni passati,
rosa purpurea
spoglia di spine,
è l'aurora.
 
Il giorno comincia
il suo lento cammino
e il velo sottile
di un passato sogno
si dissolve come neve
sotto i caldi raggi del sole.
Sulla grande strada maestra
rinascono gli alberi,
tornano al canto gli uccelli
e muore l'oscurità.
 
Ode a te fiore primaverile,
morbida creta
nelle mani
di un esperto vasaio.
Lo scorrere del tempo
ci canta una serenata...
 
È già sera,
e il crepuscolo ci attende
tra le romantiche fiamme
di un camino.
Tra poco calerà su di noi
il fresco manto stellato
della notte...
 
Sogna amore mio,
tra poco
sarà nuovamente l'aurora.
MUSA FATALE
 
Osservo il passare del tempo
lontano dal mare.
Aspetto la morbida neve
che ti ricoprirà di bianco
- musa fatale.
 
Oggi fa freddo e il cuore gela;
domani un sogno
riscalderà l'inverno
che è alle porte.
 
Il prezzo da pagare per i tuoi occhi
è alto, ma il dolore
è il mio compagno di sempre.
 
Canta! Canta con la tua voce soave
così potrò seguirla
e mi porterà da te
a cavallo del vento
ai confini del mondo.
 

 
 
 
MUSA VENALE
 
Docile come una bestia ammansita
ti osservo andare via
verso nuovi porti,
nuovi paesi,
nuove città.
 
Se la solitudine non fosse
donna fatale e spietata,
allora - forse - potrei amarla
questa eterna compagna di viaggio;
guardarla negli occhi glaciali
e le gelide maestà scioglierle con un bacio.
 
Tu sei come lei.
Ridi e giochi
con un cuore prigioniero
del tuo profumo,
del tuo respiro,
dei tuoi occhi,
dei tuoi capelli,
della tua pelle.
 
Insensibile dea
che governi la mia mente,
ti amo e ti odio,
ti cerco e ti sfuggo,
ti desidero e ti rifiuto,
come il povero e il malato
con Dio.
 
 
 
AURORA E CREPUSCOLO
 
"Quando a sera l'anfora
del giorno si vuota,
viene gettata nella corte
delle stelle.
La notte la purifica nel buio
affinché possa riempirsi ancora
della nuova ambrosia
dell'aurora".
 
Rabindranath Tagore
 
I
 
Bellezza che non sfiorisce
- sguardi languidi per incantare,
voce suadente per conquistare,
e un corpo da delitto.
 
Donna! Sola e triste! Bella!
Il giorno ti deve la vita
e ti chiama con il nome
che arriva dagli antri dei cieli
protetti da nembi.
 
Fiera e seducente
fremi di piacere
nel metterti in mostra
e - orgogliosa -
non rinunci al ruolo di madre
- alito roseo d'oriente!
 
II
 
Al calar del sole
- bello come un dio -
un uomo saluta il Giorno
da lontano
e apre le porte della gloria
alla sua amante: Sera.
Le illumina la via
e la porta in trionfo.
Non sente ragioni
e non vede lacrime.
Per il Giorno è la fine.
 
- Tenebroso guerriero
il tuo gemello
già si prepara alla guerra! -
 
Domani - sedotta e amata Aurora -
concepirà sul morire dell'alba
il tuo nuovo e solito nemico.
 
 
III
 
L'alba esala l'ultimo respiro...
Crepuscolo bacia Aurora
e, in quell'umido connubio,
carni fresche e tremanti
si uniscono in un unico fremito.
Sudore, baci, carezze,
sperma e liquido vaginale
in una sinfonia di corpi frementi...
 
La luna impallidisce e scompare.
Il sole - più depravato -
osserva e canta un'elegia.
 
Gemiti di piacere
trasportano le nubi
come un paravento.
Addio Notte, è quasi Giorno.
 

Postfazione
 
Maurizio Nascimbene ci è piaciuto in "Tristezze della sera" con la sua disillusione, la sua rabbia, il senso di attesa, che riflettevano molti degli aspetti e delle caratteristiche del passaggio tra adolescenza e maturità. Ora, ne "L'aurora e il crepuscolo", le emozioni assumono contorni più netti, il sentimento predominante è l'Amore e la protagonista è la donna che incanta, che rende inquieti, che rivela nuovi confini e suggerisce nuove parole, che spinge a sondare profondità dell'anima fino a poco prima sconosciuti.
È, quest'opera, un diario dedicato a un processo di ma-turazione psicologica attraverso il sentimento amoroso dove "l'Amore che tutto vince" è il Signore incontrastato: infatti ne "L'aurora" incontriamo il lutto per l'abbandono dell'amata, il senso di vuoto e di inutilità, la fragilità del nostro essere che ci spinge a chiederci quali errori abbiamo commesso, quali parole non dette avrebbero potuto ricomporre l'originario tutto. In questa prima parte, a volte cruda e tagliente e con quel senso di decadente fatalità che portano in sé gli amori finiti, colpisce il verso talora aspro e sferzante che incanta per le suggestioni alle quali rimanda, mentre nella sezione dedicata a Emanuela - quella che, nell'opera, ha la maggior rilevanza, sia per il personale trasporto emotivo, sia per un valore letterario maggiore - canta la voce di un uomo innamorato che assapora la vita attraverso stati d'animo esaltanti ("Dolce il frutto che colsi / nella quiete della città dormiente), e che sembra possedere un assoluto dominio sugli eventi (So che potrei volare o navigare controvento / sfidare le tempeste, cambiare il sole con la luna), avvinto com'è dai lacci della nuova felicità (Il tuo sorriso ha ridato luce / ai miei occhi spenti da anni").
 
Vittoria Giorgi
Per leggere la prefazione del libro "Tristezze della sera"
Per leggere alcune poesie tratte dal libro "Tristezze della sera"
Per leggere altre poesie
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Inserito il9 novembre 2001