LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA
Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
Poesie tratte dal libro Tristezze della sera
di Maurizio Nascimbene editrice Montedit,2000, Collana Le schegge d'oro (i libri dei premi) pp. 32 - L. 8.000 - Euro 4,13 - ISBN 88-8356-065-5
- Dedico questa silloge a Vittoria
- Giorgi per avermi fatto amare
- la letteratura e per avermi
- sempre incoraggiato.
- [Quattro aliti di vento...]
- Quattro aliti di vento
- soffiano su un'inutile giornata
- con la forza e la potenza
- di un ciclone in pieno inverno.
- Lo stato di disperazione
- e di insofferenza
- mi logora piano piano
- mente e corpo.
- La vita come la conoscevo
- non mi è mai sembrata
- così inutile e monotona.
- La città -calda e vuota-
- esaspera questo mio stato.
- È vita o morte questa?
- [Cosa c'è di più innocente...]
- Cosa c'è di più innocente
- degli occhi di un bambino
- che ancora non conosce il mondo?
- Gli occhi di un vecchio
- che -pur conoscendolo-
- è rimasto
- con l'animo di un bambino.
- Davanti allo specchio
- Davanti allo specchio
- osservo la mia immagine
- piangere.
- Poi la crisi finisce
- e rido di me stesso.
- Mi accorgo
- che lo specchio
- è l'unico
- a non ridermi in faccia
- quando lo guardo piangendo.
- Illusioni
- Circondato da acque azzurre
- mi faccio trasportare dolcemente
- dalla corrente.
- La stanchezza addormenta
- ogni mia parte del corpo.
- Sono cullato dalle calme onde.
- Sono in preda a dei sogni.
- È così dolce...
- Cavalcando il Nirvana
- Pensieri e idee non ne ho più.
- Ho distrutto l'illusione dei sensi.
- Ho raggiunto la realtà ultima
- -la beatitudine- il nulla.
- Mi sono estraniato dal mondo
- in una tranquillità eterna.
- -Nessuno mai mi potrà turbare-
- Ho cavalcato il Nirvana
- e non ne scenderò.
- A mio padre
- Da piccolo,
- quando di notte scendevano le ombre,
- tu eri li,
- la tua mano nella mia,
- fusi in attimi senza tempo.
- La notte vegliavi su di me
- anche quando all'indomani
- il lavoro ti avrebbe stremato.
- Tu sei sempre stato presente per me
- -nel bene e nel male-
- e la paura che ho di deluderti
- è simile a quella che ho
- di non diventare
- un padre come te.
- A te papà questa poesia
- -ciò che non riuscirei
- a dirti di persona.
- A te che mi hai sempre difeso,
- l'umile omaggio
- di un figlio che ti adora.
- [Urlerò al vento...]
- Urlerò al vento
- la mia infernale melodia.
- Mi farò albero
- che mosse le foglie dall'aria
- produrrà struggenti
- suoni di pianto.
- Mi farò nuvola
- che vagherà
- nell'infinito dell'azzurro
- verso ricordi ormai passati.
- Mi farò fumo
- che si espanderà
- nei vuoti del cuore,
- e nebbia che velerà il dolore,
- e poi -ancora- mare
- che bagnerà come lacrime
- speranze d'amore.
- Sarò la natura
- -il mondo
- -l'universo
- e urlerò a Dio
- la mia dolorosa
- melodia.
- Charles Baudelaire
- Principe delle tenebre,
- fratello del re dell'azzurro,
- come lui goffo e impacciato
- e deriso ed emarginato
- sulla terra.
- Sommo e perverso poeta
- del secolo d'oro della scrittura
- -mio primo maestro-
- incandescente come il fuoco dell'inferno
- e triste come un uomo
- che ha scoperto di essere tale.
- Ti rotoli nel fango
- della lussuria e degli abusi
- che ti accompagnerà il cammino
- marchiandoti
- con la sua lugubre mano.
- Il tuo cielo è gonfio
- di nuvole di dolore
- e il sole evapora
- le pozzanghere di felicità.
- L'amore è una donna creola
- che ti passeggia sul cuore
- come un bel gatto,
- e gli affetti di una vita
- sono i fantasmi del vino
- e i giochi dell'hascisc.
- Il paese dei balocchi
- a mia madre
- L'aurora colora l'orizzonte
- di una morbida luce rosea.
- Il giorno è alle porte.
- Mi sveglia la tua voce lieve,
- ma il sonno di un bambino
- è duro a morire.
- Lento, mi trascino per la casa.
- Fuori nevica e la strada è lunga.
- Mi prendi in braccio dolcemente
- e sento il tuo calore...
- La luce dei lampioni
- che gioca tra la notte
- e il primo mattino
- è tra i miei ricordi più vivi
- e l'odore dei giornali
- è nel mio cuore di ragazzo.
- Ricordo la gioia dei tuoi occhi
- nel sistemare le vetrine
- e l'arte delle tue idee
- nel ricercare il Natale.
- I miei pochi anni gioivano
- nel paese dei balocchi
- che la tua mano creava
- e nulla fu più bello
- di respirare quell'atmosfera.
- Sento vivo dentro me
- il gusto dell'infinito...
- Respirerò ancora -un giorno-
- quei profumi lontani
- e ti guarderò creare...
- Regalo tempo al tempo,
- ma tu donane un poco a me
- e te lo restituirò
- nel tuo sogno più bello.
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ins il 5 settembre 2000