LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
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Luigi Sgambati

La farfalla
Il sole sorse sul mare scintillante di rosso e d'argento; inondò l'azzurro pieno del cielo, il verde folto degli alberi, la soffice sabbia dorata; disegnò le coste frastagliate di scogli, le linee decise degli alberghi. Un raggio solitario e tardivo s'insinuò a fatica tra le foglie addormentate, attraversò una ragnatela luccicante di rugiada e inseguì l'ombra delle palme fino ad una piccola crisalide. E il calore della vita dischiuse le piccole ali imprigionate; dall'involucro vischioso sbocciò una farfalla.
Un'umida penombra vide i suoi primi goffi tentativi di alzarsi da terra. Poi finalmente l'aria, le foglie, il cielo! Con incerta destrezza volava nell'avvolgente tepore del sole, mentre una brezza leggera la portava sempre più in alto, sempre più in alto. E vide gli alberi, la sabbia e gli scogli, gli alberghi, le strade e le macchine, il mare, il mare infinito, che circondava di onde la piccola isola, e l'orizzonte lontano, cosparso di basse nuvole rosee.
Non so perché lo fece; forse neppure lei lo sapeva. Ma c'era un qualcosa, una voce o un richiamo, una forza, un istinto che la tirava o la spingeva via da quel misero cerchio di terra, verso le distese fluenti del mare.
Volava sul mare, sull'acqua e sulle onde; freschi schizzi di spuma le bagnavano le ali; qua e là un pesce si affacciava a guardarla o saltava veloce al suo fianco; un vento placido l'accompagnava sempre più in là, sempre più in là. E l'isola si allontanava, si allontanava, fino a che tra il mare ed il cielo non ci fu più spazio per lei e l'orizzonte la inghiottì. Ma la farfalla non si voltò a salutarla, l'isola non esisteva più; c'era solo il mare.
Il sole era ormai alto e forte nel cielo; dominava incontrastato l'aria tiepida; solo il blu profondo degli abissi resisteva alla sua luce che tutto riempiva. La farfalla continuava a volare inseguita dal vento. Cominciava però ad essere stanca; avrebbe voluto posarsi, ma intorno a lei non c'era che il mare. Si abbassò allora un pochino, per riposarsi, ma un pesce saltò e per poco non la travolse; saltò di nuovo e questa volta la farfalla dovette fare un brusco scarto di lato per evitarlo; saltò ancora e la pelle viscida le sfiorò un'ala, facendola quasi cadere in acqua. Fortunatamente, però, il vento acquistò improvvisa energia e la portò in alto, lontana dal predatore.
Nuvole rapide e pesanti oscurarono il sole e un'ombra minacciosa si abbatté sul mare inquieto. Le onde divennero alte ed aggressive; più volte provarono ad afferrarla ed affondarla nell'acqua impazzita. Il vento era sempre più violento e capriccioso; la faceva turbinare nell'aria fredda e la trascinava in alto, fin sotto le nuvole nere, e in basso, a sfiorare le creste schiumose dei flutti. Lampi improvvisi accecavano il mare. Tuoni cupi sembravano scuotere le profondità degli abissi. A volte i fulmini la sfioravano, dissolvendosi nell'acqua con uno schianto.
E venne la pioggia; una pioggia gelida e pesante, che le affossava le ali e la spingeva giù e giù, verso gli urli dei gorghi; ogni goccia era freddo e dolore; ogni goccia era confusione e paura. Era stanca, terribilmente stanca; agitava disperatamente le ali inzuppate, nel vano tentativo di opporsi a quella forza cieca e spietata. Ma era sempre il vento che la portava; era il vento che con prepotenza inarrestabile tracciava la rotta di quella folle corsa.
La farfalla si era ormai abbandonata ad uno stato di torbida incoscienza, quando il sole squarciò le nubi e riaffermò il suo dominio sulle acque ancora in subbuglio. Il cielo si aprì e tornò ad incontrare il mare all'orizzonte; ma una massa scura emerse fra di loro, una terra...
Le onde a poco a poco si calmavano. Il sole incendiava il mare stravolto, prima di tuffarsi nella sua immensità. Il vento posò dolcemente la farfalla sulla sabbia morbida. Gli ultimi raggi del sole accarezzarono le ali stanche di un viaggio durato una vita. E poi più nulla, solo le stelle e il tremulo cicaleccio dei grilli.

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