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Autori contemporanei
affermati, emergenti ed esordienti
Katia Marionni
Ha pubblicato il libro
Katia Marionni, Oltre le parole pensieri giovanili, editrice Montedit, 2000, Collana I gigli ( poesia), pp. 64 - L. 9.500
Euro 4,91 ISBN 88-8356-044-2
 
 
Prefazione
 
Come si fa ad andare oltre le parole? Strumento indispensabile per l'uomo, le parole possono produrre grandi gioie e altrettanto grandi dolori; a volte diventano gabbie dalle quali sembra impossibile liberarsi, specialmente quando l'uso le banalizza e le svuota di senso, o, al contrario, quando si incrostano di significati tanto standardizzati da renderle stucchevoli e false. La riscoperta della parola, da un secolo a mezzo a questa parte, è la parola d'ordine di molti poeti. Ognuno diverso dall'altro per l'originalità delle sperimentazioni individuali; uniti, però, dalla convinzione che solo nel regno della lirica, per qualche magica alchimia, fosse possibile ridare alle parole quella trasparenza, quella purezza, quello scintillio dorato che le rende ciascuna unica e irripetibile. Se la poesia ha ancora un senso, se continua ad affascinare e incantare nell'era della comunicazione di massa, non è che per questo motivo: muovendosi per i suoi magici sentieri è possibile giocare con le parole, plasmarle come creta, rimodellarle secondo la propria sensibilità, estrarne tutto il potenziale incantatorio. Come, non ha importanza. Ognuno cercherà una propria via, e nel far questo si metterà in gioco completamente. Non deve ingannare, quindi, il termine "gioco": fare poesia significa misurarsi con gli altri ma soprattutto con se stessi, mettersi a nudo, sfidare continuamente se stessi per non cadere nelle trappole che il buon senso comune dissemina ovunque. Scrivere poesie vuol dire, innanzi tutto, prendere coscienza della propria individualità, riconoscerla come unica, rifiutare il richiamo della massificazione. Probabilmente è per questo motivo che tanti, tantissimi sono i poeti cosiddetti dilettanti: tutte quelle persone che affidano a pagine bianche e segrete un battito, un pensiero, il riflesso di una nuvola. Pagine segrete perché è molto difficile, in genere, uscire allo scoperto, dichiarare la propria creatività, mostrare il proprio cuore. Ben più facile è fingersi tutti uguali e riservare a se stessi un luogo chiuso e nascosto, segreto per l'appunto, dove mostrarsi senza trucchi e costumi di scena.
Ce lo dice anche l'autrice di questa silloge, una poetessa pesarese che ha il coraggio e l'umiltà della gioventù: "E sia / questa notte / mentre ti scrivo [...]. / Solo una penna / nella mia mano / solo gioia nel mio cuore / e silenzio attorno a me". Ecco così individuate le coordinate del luogo segreto: l'oscurità, il silenzio, l'inchiostro che scorre come linfa vitale dalla mano alla pagina, un moto dell'anima che può essere gioia o tristezza ma sempre impone la propria vitale urgenza. Poi, in un momento, scaturisce la magia: "queste parole scritte piano / sono come un filo / che mi congiunge a colui / che così bene / mi conosce / a colui che è fratello nel cuore e nell'animo". Poco importa se qui l'autrice aveva in mente un interlocutore preciso: il fatto che non lo nomini, rivolgendosi a un "tu" indistinto, rende queste parole potenzialmente universali, come fossero un ponte tra una singola particella d'umanità e tutte le altre. Un ponte sottile come un filo e posato piano: si noti la delicatezza dei vocaboli scelti e la cura con cui Marionni le dispone, come fossero tiepide carezze, sospiri lievi. E si noti la chiusa dell'ultimo verso: "fratello nel cuore e nell'animo". Riconoscersi simili, oltre qualsiasi differenza esteriore, in ciò che di più prezioso custodiamo dentro di noi: questa sola può essere la strada per ricostituire una vera comunità di uomini, non una giustapposizione di sconosciuti.
Katia Marionni predilige, come si vede anche dai versi appena riportati, parole e costrutti semplici, piani, disposti con cura ma senza enfasi artifiociose. "Con la semplicità di un pezzo di pane", come scrive lei stessa. Verso, anche questo, assai significativo di un certo modo di intendere la poesia e, si intuisce, anche la vita. "Vorrei essere pane e acqua e gioia": ecco la vita riportata ai suoi elementi più antichi e semplici, a una naturalezza dimenticata, a sapori intatti e genuini. Pane, acqua e gioia. Non occorre altro, a ben guardare, per poter dire: sono vivo, assaporo questo momento, sono una goccia nel fiume in piena dell'esistenza. E non solo: pane e acqua e gioia vissuti come sacramenti di una nuova comunione, di un'esperienza di solidarietà e fratellanza.
Questo desiderio di confondersi, di diventare tutt'uno con il mondo pervade del resto tutte le poesie della prima sezione, quella dedicata alla natura; così come il sentimento del tempo che passa senza posa percorre quella seguente intrecciandosi al mai sopito richiamo della vita e della gioia; solo nella terza sezione, "L'amore", prendono il sopravvento note più dolorose che sanno di rimpianto e amarezza. Non a caso in queste liriche si parla solo di assenza: l'amore è un ricordo, non una presenza; un'illusione ingannevole, non una certezza. Anche in questo caso la poetessa oltrepassa la sua esperienza biografica (che al contrario quella, come lei stessa fa notare, di un amore pienamente e felicemente vissuto) per andare incontro agli altri. Non saranno pochi, infatti, quelli che si riconosceranno in questi versi: che è un altro modo per sentirsi fratelli ed entrare in empatia. Un altro ponte, sottile come un filo, che Katia Marionni getta verso chi si sente di percorrerlo per incontrare un'anima che, oltre le parole, sa comunicare le proprie emozioni con la semplicità del pane e dell'acqua.
 
Bianca Cerulli
 
 
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