LA PIÚ GRANDE
ANTOLOGIA VIRTUALE
DELLA POESIA ITALIANA

Poeti contemporanei affermati, emergenti ed esordienti
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Isabella di Marsciano Oral

Isabella di Marsciano Oral è nata nel 1971 a Milano e risiede ormai stabilmente in Toscana, dopo diversi anni trascorsi all'estero ed una laurea in Giurisprudenza, conseguita all'Università di Pisa. Ha già pubblicato due libri di narrativa per l'infanzia: nel 2003 "Sax. Un coniglio a Grandefragola ed altri racconti" (Edizioni Beta - Roma) e nel 2006 "Gli amici animali ci insegnano..." (Bellavite Editore - Missaglia). Il primo volume è risultato vincitore della Menzione d'Onore al Premio Internazionale "Firenze Capitale d'Europa 2005" e del II° Premio ex-aequo al Concorso Internazionale "G. Gronchi 2006"; mentre il secondo testo si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria nell'edizione 2006 del Premio "Firenze Capitale d'Europa" ed, anch'esso, il II° Premio ex- aequo al "G. Gronchi 2006". Molti altri racconti per bambini non ancora editi hanno, comunque, ricevuto svariati riconoscimenti sia nell'ambito di competizioni letterarie nazionali che internazionali. L'autrice però, di recente, si è cimentata volentieri anche con la poesia, ottenendo pur con tale genere letterario notevoli ed inaspettati successi, tanto che due sue poesie d'amore sono state inserite nell'ultima edizione de "La poesia del cassetto", prestigiosa raccolta poetica che può vantarsi dell'apprezzamento di importanti Autorità politiche e culturali.

Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito: www.artnew.it - artisti emergenti
 

La candela della vita...


Come la fiamma sulla candela arde
e la consuma lentamente
cancellandone ogni traccia,
così la vita scorre
e si perde nell'oblio
degli eventi trascorsi e dimenticati.
 
Come un alito di vento soffia
e minaccia il luminoso ardere della fiamma
facendole compiere un sinuoso movimento,
così l'esistenza è scossa da critici attimi
cui l'umano essere sa sopravvivere
senza però rimuoverne la memoria intera.
 
Come poi la candela giunge alla sua fine
e la fiamma si spegne per sempre
lasciando solo una materia liquida ed informe,
così anche la vita cessa il suo lungo cammino
elargendo a chi rimane solo ricordi
che presto o tardi svaniranno anch'essi.
 
Così quella fiamma...
come la vita stessa.




Il fiore,... il silenzio


Il fiore, così immobile...
ma non per questo senza vita.
Il suo moto impercettibile
verso la luce, donatrice d'esistenza,
o lo schiudersi al mattino
e il richiudersi all'imbrunire
sono prove di quella vitalità,
che attira l'ape golosa del suo nettare.
Il fiore, così profumato...
ma non per questo asfissiante.
Il suo odore delicato
rimanda ai ricordi, a volte sfocati,
nei meandri della memoria
alla ricerca dei prati fioriti dell'infanzia,
quando l'esistenza era ancora leggera,
priva di rimorsi e ricca di sogni.
Il fiore, così colorito...
ma non per questo accecante.
Il suo colore è a volte tenue
e a volte intenso e regala allegria
a chi è di mal umore.
È un presente gradito in ogni occasione,
che ripara ai torti fatti
e scioglie le tensioni.
Il fiore, immobile, profumato e colorito...
ma silenzioso!
Il suo silenzio è indice di saggezza.
Cosa dire ormai in questo mondo
dove le parole si sprecano,
sono spesso inutili
e non rispecchiano la realtà
per quella che è veramente?
 


Il patto segreto


Questa è una fiaba, ma una fiaba che prende spunto dalla realtà, da un fatto vero.
A voi, giovani lettori, sta distinguere il confine tra realtà e finzione, sempre che ce ne sia uno.
In ogni caso, è meraviglioso poter pensare che anche la realtà, a volte, è da favola!
Un giorno, una ragazza, Paola, che abita con la sua famiglia in prossimità di un bosco, si avvicina alla vegetazione e comincia a sentirsi osservata. All'inizio, non dà peso alla cosa, ma, appena scorge il muso di una cerva con il suo piccolo, rimane piacevolmente colpita. L'incontro dura pochi istanti, perché la cerva diffidente si rituffa subito nel bosco, seguita dal piccolo cerbiatto.
Il giorno successivo, più o meno alla stessa ora, la ragazza torna nello stesso luogo, con la speranza di poter rivedere il meraviglioso animale e, poco dopo, il muso della cerva spunta di nuovo dalla macchia. Gli occhi di Paola incontrano nuovamente quelli della bestiola ed entrambe capiscono che tra loro è nata un sorta di amicizia. La stessa cosa, difatti, si ripete anche durante i giorni seguenti. È ancora un sentimento acerbo quello che lega la ragazza all'animale, ma, via via, dopo incontri saltuari, osservazioni a distanza, lunghi sguardi e nessun contatto fisico, col passare del tempo Paola riesce a conquistare la fiducia della cerva.
Un pomeriggio, infatti, dopo diversi giorni durante i quali della cerva non c'era stata traccia nella macchia, Paola la trova a pochi metri da casa. La poverina è profondamente ferita al collo e al fianco sinistro e perde molto sangue. Del suo cerbiatto neppure l'ombra. Allora, Paola si avvicina lentamente. La cerva resta immobile senza fuggire. La ragazza comprende subito che le ferite sono gravi e devono essere medicate, soprattutto quella sul collo, infettata. L'animale è impaurito e stressato, ma si lascia comunque curare da quella creatura umana, che già conosce da tempo. Paola corre in casa a prendere l'occorrente per le medicazioni. Quando torna, la cerva è ancora lì che l'aspetta pazientemente. La ragazza comincia ad offrire del cibo alla cerva ferita con una mano, mentre con l'altra solleva il lembo di pelle lacerato, disinfetta la ferita e vi spalma sopra una pomata antibiotica. Il padre di Paola nota, qualche giorno dopo, un branco di lupi affamati in cerca di prede nel mezzo del bosco. Sicuramente, sono stati loro ad attaccare la cerva e il suo piccolo. L'animale, in ogni caso, dopo i primi soccorsi di Paola, scompare di nuovo nella boscaglia, continuando, però, a ritornare anche nei giorni successivi a farsi medicare con cura dalla sua amica, ma soltanto da lei. Quando, infatti, qualcun altro della famiglia della ragazza tenta di avvicinarsi, essa fugge immediatamente. La terapia dura diverse settimane, durante le quali la cerva rimane comunque in una situazione critica, con il rischio anche di morire. Paola, in quei giorni, teme per la vita dell'animale a tal punto che fatica a dormire, essendo presa da terribili incubi la notte. È molto preoccupata e teme di non rivedere più la cerva l'indomani. Ma l'amore e la dedizione di Paola per la cerva sono tali da vincere sopra ogni cosa. La cerva guarisce e Paola la chiama "Fortunata".
Da allora, tutte le mattine Paola e Fortunata si incontrano nella boscaglia.
Fortunata ha ora un altro piccolo cui badare e, ogni mattina, prima di salire sulla montagna con il suo gruppo di cervi, si allontana da loro, dirigendosi verso la casa di Paola e, se la ragazza è fuori, la cerva le va incontro, magari per farsi dare anche solo una carezza. Se, in più, Paola le mostra una spazzola, Fortunata corre verso di lei e sembra gradire molto la tolettatura. Ed il cerbiattino, trotterellante dietro la madre e per nulla intimidito, si fa avanti anche lui per ricevere un colpo di spazzola. Ma Paola si guarda bene dal toccare il piccolo, più vulnerabile, perché sa che prenderebbe l'odore umano e ciò lo renderebbe più facilmente vittima dei predatori. I cerbiatti, in realtà, non hanno un odore particolare. La Natura ha donato loro questa caratteristica per proteggerli fino all'età adulta, età in cui grazie alla loro sveltezza possono più facilmente darsi alla fuga in caso di pericolo.
A volte, invece, Fortunata semplicemente osserva dal sentiero lontano, lassù sulla montagna, la casa di Paola più a valle. Paola attraverso la finestra la vede e nota che la cerva muove il muso in su e in giù, come per salutarla. Neanche sapesse che lei è proprio lì dietro il vetro ad attendere il suo passaggio.
Paola ama gli animali, li ha sempre amati sin da bambina. Ha sempre avuto un rapporto speciale con loro. Basti pensare ai suoi cani e gatti, alle sue mucche, al suo cavallo. Tutti l'adorano! E lei, che sa bene che l'amore che prova nei loro confronti è pienamente ricambiato, da grande vorrebbe fare la veterinaria o, perché no?!, entrare nella Guardia Forestale. Solo così si sentirebbe veramente appagata. E cosa ci può essere di meglio per lei che lavorare a stretto contatto con i suoi amati animali, curarli e difenderli?
In realtà, comunque, Paola e Fortunata sono più che semplici amiche. Sono unite da un profondo legame, quasi un patto segreto di fedeltà l'una all'altra. Fortunata deve la vita a Paola, ma la ragazza deve essere grata alla cerva per essere stata scelta come sua "salvatrice", privilegio questo talmente raro che, forse, accade solo nelle favole!

 
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Agg. 05-04-2008