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Filippo Pio

Nato a Taranto il 30/07/62, trasferitosi poi a Napoli dove si diploma ed inizia gli studi universitari d'ingegneria.
Dopo alcuni esami, tra i quali disegno e geometria, che in seguito si riveleranno fondamentali, lascia per intraprendere la carriera militare avendo vinto il concorso come ufficiale dell'aeronautica militare.
Poco dopo la promozione a tenente, abbandona la carriera, per intraprendere un nuovo lavoro, decide di abbandonare ancora per trasferirsi a Londra. Qui, comincia a comporre, i principi, del teorema di Effe, le corrispondenti proiezioni nella pittura concettuale, senza tralasciare per questo, il lavoro di lettura di testi filosofici e sacri. La possibilità di un lavoro stabile, nella società autostrade, presso la tangenziale di Napoli, nel 90, lo fa rientrare in Italia dove tuttora lavora come impiegato.
I tragici avvenimenti, che si succedono nel 2001, lo scuotono terribilmente dando slancio e forma alle sue indagini filosofiche e proposizioni figurative. Il suo intento si sostanzia nel tentativo fondamentale di infrangere e rompere lo "Stand-by" spirituale che coniuga, nel quotidiano del luogo comune, il solo "credere " del piano materiale, il solo ragionamento, il dogma, i santi, etc, cercando al contrario, di favorire con le sue "proposizioni", il "sentire" della dimensione spirituale, la ricerca, la meditazione trascendentale, il pensiero libero, non più prigioniero, nelle gabbie teoriche e dogmatiche dell' approccio ordinario. Per lui l'intelligenza e la fede sono fratelli simbiotici e spiralici della stessa idea e la trattazione di ciò, trova sicuramente come valido supporto, le inesauribili capacità transitive e propedeutiche, proprie del riferimento geometrico.
Nel Luglio 2007 esce il suo primo romanzo "Per Sempre", edito dalla C.S.A., nel novembre 2007 esce il suo secondo lavoro " Ovunque al mio sguardo solo materia in movimenti innaturali e rumorosi" edito dalla C.S.A.
Dal 2 al 14 febbraio 2008 presso lo SPA CAFE di Napoli si è tenuta la sua mostra personale di dipinti, dove ha presentato il suo ultimo libro.
Edizione 2007 segnalato con la poesia"Elementi di geometria spirituale" al Concorso Letterario Nazionale Prosa e Poesia Agape.
Edizione 2007/08 inserito nell'antologia "Versi Creativi" con la poesia "Laddove".
Edizione 2008 3° classificato per la sezione editi con il romanzo Per Sempre al concorso nazionale Creatività e Scienza Città di Salerno.
Edizione 2008 menzione "Honoris Causa" con la poesia "Consapevolezza istantanea" al Premio Internazionale di Poesia "Mons Aureus" città di Montelepre.
Edizione 2008 premiato con la Coppa Comitato Lettura con il libro "Ovunque al mio sguardo solo materia in movimenti innaturali e rumorosi" al concorso internazionale omaggio a "Gli Anguillara".

www.filippopio.com

Sofia
 
 
Posò con la sinistra il foglio scritto, a ricordo degli ultimi destini che aveva forgiato, sugli innumerevoli altri fogli di una pila altissima. La prima di una serie infinita di pile, che si perdevano a vista d'occhio in quel luogo senza tempo né spazio. Poi con la destra prese un altro foglio per comporre un nuovo destino. In quel momento lei si avvicinò strofinandosi con tutto il nero del suo manto sulla pelle di lui, altrimenti bianca come l'avorio. Il Maestro posò nuovamente il foglio, laddove l'aveva preso, ed accarezzandola le si rivolse sorridendo "Spero che tu non abbia sofferto molto, mia dolce e cara Sofia!" Poi riprese a scrivere.
"Le auto procedevano lente nel traffico. K con la tempia sinistra appoggiata al vetro del finestrino ed aria sconsolata, guardava la gente ed i negozi scivolare dinanzi ai suoi occhi.
La limousine superaccessoriata e blindata, i suoi abiti raffinati, i suoi agi e vantaggi, non lo rendevano felice! La sua esistenza era protetta da una gabbia d'oro, e per quanto preziosa essa fosse, sempre una prigione rimaneva. Primogenito di uno dei boss più potenti del pianeta, K non si era mai emozionato all'idea e privilegio di poter ottenere tutto ciò che desiderava. Da qualche anno oramai, e da tempo finita l'adolescenza, aveva compreso di non avere alcuna possibilità di vivere una vita normale. Aveva perciò completamente chiuso la porta che dava accesso ai suoi veri sogni, ideali e propositi per non "animare" la sofferenza di quella triste realtà. Conveniva del tutto quindi alle decisioni del padre,e senza opporre più alcuna riserva od ostacolo. Quella mattina qualcosa era cambiato però. Sentiva forte dentro se, e fortemente determinato, uno spirito che rivendicava cure e considerazione per non lasciarsi morire definitivamente. Quella piccola piantina, esile e trascurata del suo essere, era riuscita a sopravvivere sino ad allora all'ombra dell'inconsapevolezza giovanile, ma da tempo il sole forte della coscienza la stava inaridendo e seccando inesorabilmente. La luce di un conscio libero arbitrio lo illuminava totalmente oramai impedendogli, cosi come era stato possibile in passato, di potersi nascondere nelle comode ombre ed oscurità dell'incoscienza. D'improvviso, imperturbabile, un gatto nero attraversò la strada dinanzi a loro costringendoli, per il perentorio invito di K a non travolgerlo con l'auto, ad una brusca frenata. Il felino si era poi accomodato ai piedi di un uomo dal viso aperto, simpatico ed evidentemente felice in quel momento, per l'incidente che il gatto aveva evitato. Qualche istante dopo lo scampato pericolo, quest'ultimo aveva nuovamente ripreso ad estrarre dalla custodia zainetto le sue percussioni. K allora, sfiorò con una mano la spalla dell'autista che subito comprese il desiderio del capo di stazionare ancora in quel punto. Continuava a contemplare, con lo sguardo incuriosito e stranamente affascinato il volto di quell'uomo il quale accortosi di essere osservato iniziò a suonare guardando fisso negli occhi il figlio del boss. Sonorità ammalianti, quasi ipnotiche, forse di antiche ed ancestrali nenie, catturarono del tutto la curiosità e l'animo di K che volle scendere dall'auto per portarsi dinanzi a quell'uomo misterioso, per meglio poterlo ascoltare. Una strana emozione, potente quanto inspiegabile, lo strinse allo stomaco facendogli tremare le gambe. L'estasi nella quale era stato risucchiato rendeva le gambe incapaci di sostenere il peso del corpo cosicché, sotto lo sguardo perplesso dei suoi accompagnatori per quella atipica performance, decise di sedersi per terra. Tutti allora si sedettero, abituati come dovevano a seguire ciecamente il loro capo, mentre le guardie del corpo "controllavano" le loro spalle. Le auto del boss a circa cinquanta metri, d'un tratto esplosero facendo e volarono tutt'intorno sull'asfalto frammenti di carrozzeria ed i resti umani dei conducenti che erano rimasti all'interno. Tutti rimasero pietrificati da quanto era successo, e per alcuni secondi le gambe dei presenti rimasero irrigidite e bloccate. Fu allora che quel misterioso uomo posando i bonghetti si avvicinò a K. Gli tolse l'orologio dal polso e lo mise su quello di un pezzo di braccio che era per terra ai loro piedi; il tutto in una calma che di normale non aveva assolutamente nulla. Sotto lo sguardo sconvolto ed inebetito degli altri che immobili lo fissavano prese poi le valigette dei soldi, che erano anch'esse per terra a pochi metri, e le apri offrendo il contenuto a quelli che per seguire K si erano salvati. Fu allora che K comprese ciò che era nelle intenzioni di quell'individuo poiché erano le stesse che lui nutriva da tempo. Si stracciò i pantaloni, si tolse la cravatta, salutò quelli che gli erano stati vicino dicendo loro che si potevano tenere i soldi in cambio del loro silenzio. Non vi era pericolo del resto poiché erano soldi suoi, dei quali il padre era all'oscuro. Gli sarebbe servito solo il tempo necessario a far perdere per sempre le sue tracce. E così avvenne! Anni dopo e molto lontano da dove si erano conosciuti K, il suo "salvatore" e le loro donne, erano sul ciglio della strada che si esibivano davanti ad un nutrito gruppo di spettatori estasiati dai loro suoni. Non c'era nulla da dire, erano bravissimi ed avrebbero potuto suonare in luoghi "migliori" ma ahimè, avevano altro da fare e di molto più importante! Essere semplicemente pronti ad aiutare chi ne avesse avuto bisogno. Anche quel giorno come tanti anni prima accadde tutto all'improvviso. Un gatto nero aveva deciso di attraversare la strada per avvicinarsi a quell'estemporaneo gruppetto di spettatori. Si era così d'improvviso trovato dinanzi delle auto frettolose ricche e "scure". Quest'ultime non rallentarono, né accennarono ad una minima manovra per evitare di investire il gatto nero, che rimase in terra schiacciato. Allora K. ed il suo compagno si guardarono raccolsero il capo fra le mani mentre, con le dita come tappi si otturarono le orecchie. Le esplosioni furono terribilmente potenti e distruttive, anche se oramai molto lontane per preoccuparli. Odore di carne bruciata fra le lamiere ardenti era quello che restava di quei corpi assatanati e troppo veloci.
Attimi vitali sfuggenti, ma insignificanti per vite fuggenti, possono altrimenti essere l'Essenza dell'arcano senso della vita.
Poggiò indi il foglio su di quello precedente, prese in braccio Sofia ed accarezzandola le si rivolse ancora. "So che ti dispiace lasciarmi è la sesta volta che mi vedi ed ormai affezionata vorresti rimanere qui per sempre. Dovrai attendere però! Sai bene che li, dove risiede la materia del tuo corpo esteriore, hai ancora una vita ed altre umane esistenze da salvare o "risolvere". Poi la poggiò delicatamente per terra per darle da mangiare. Uno sconfinato manto nero di migliaia e migliaia di altri gatti cominciò ad avvicinarsi coprendo il bianco di quel luogo umanamente inaccessibile. Il Maestro sorrise al pensiero che quelle migliaia di destini, che si componevano in una macchia scura sotto i suoi occhi, erano di uomini convinti che tutto ciò che capitava loro, fosse questione di fortuna o sfortuna. Poi subito si sedette e riprese il suo lavoro. Non poteva assolutamente fermarsi! Lui era il tempo! La destra prese dunque il foglio che aveva temporaneamente riposto. Lo guardò. Era straordinariamente grande ma come tutti gli altri, e nessuno escluso, era quasi del tutto bianco con solo i nomi dei "destinatari" segnati in alto. Sofia balzò su di lui costringendolo, con le sue fusa, ad interrompere ancora il lavoro. Sorrise divertito allora ed amorevolmente le disse" Vai dunque con il manto nero dei tuoi simili a spendere quest'ultima esistenza sulla terra, in nome mio e dello spirito che qui rappresento e difendo. Sofia chiuse gli occhi in segno di assenso. Poi lui la licenziò dicendole le ultime parole "Le tenebre ed il silenzio saranno le tue forze nella notte, intuito e dinamiche temporali le tue armi di giorno". Pochi attimi dopo, con la scomparsa di tutto quel nero "animato", l'aere del crisma Terreno ove risiedeva il Maestro divenne lucentissimo, a tal punto, da ritornare invisibile!
 

Consapevolezza istantanea.
 
 
 
 
Una bolla di sapone
ad un bambino fuggita,
vicino si posa,
brilla, esplode, e la mente
stupita rimane, tra inizio
e fine d'ogni cosa.
 

...ritorno, andando..
 
 
 
 
Più lontano dagli altri
più vicini a se stessi,
come un'aquila
che non conosce stormi.
Vicini al dolore,
e più giusti ed infelici
in questa vita,
che anela all'altra.
 
Campare, di più
o di meno, è lo stesso,
se il metro della giustizia,
tra sé e gli altri, è diverso!
 
Morte per nuova vita
a chi la sogna,
come miracolo che accade
se in esso si crede.
 
La vista, con lo spirito
cresce,
se il cuore e la mente
non si tradisce.
 
Vita e morte, gioco serio,
felice penoso, giusto sbagliato
prima o poi, nel ritorno "all'Uno",
di tutti i numeri contrariati opposti.
 

Divano della notte
 
 
 
 
 
Chiarore compare
poi svanisce nel nulla
stupita la mente
tra miraggi di sogno invadente.
 
 
Vento che accelera passo,
e dona sollievo e spirito
ad un animo
sfiancato e perplesso.
 
 
Suggestive ed ancestrali emozioni nell'aere,
nel divano notturno suona il silenzio,
ed i ragionamenti ora, e con cura,
si lavano al candeggio del pensiero.
 
 
Mistero e fantasia,
nel limbo di bagliori di sogni e stelle,
poi d'un tratto bianca luce immensa
tuffa nel miraggio del nuovo viaggio.
 
 
Ora, in agio e beato,
navigo lontano,
fino alla prossima connessione
con i morti viventi di terra vincenti.
 
 
 
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Ins. 17-11-2008